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NOVI LIGURE. CONFERENZA STAMPA DAVANTI AI CANCELLI DELLA PERNIGOTTI.

COMUNICATO PERNIGOTTI

NON C’E’ PIU’ TEMPO!!!

DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE DI LUNEDI’ SERA A NOVI LIGURE CHE HA VISTO L’INTERVENTO DEI DIPENDENTI PERNIGOTTI, LE SEGRETERIE TERRITORIALI DI FAI CISL, FLAI CGIL E UILA UIL INDICONO UNA CONFERENZA STAMPA PER VENERDI’ 25 FEBBRAIO ALLE ORE 15.00 DAVANTI AI CANCELLI DELLA FABBRICA.

A GIUGNO TERMINERANNO LE COPERTURE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI.

I DIPENDENTI VOGLIONO CONOSCERE IL LORO FUTURO E LA CITTA’ DI NOVI LIGURE NON MERITA DI ESSERE TRATTATA COSI’ DA UNA PROPRIETA’ CHE FINO AD ORA HA FATTO SOLO PROMESSE.

Alessandria, 22/02/2022

I Segretari Generali Provinciali

FAI CISL FLAI CGIL UILA UIL

Enzo Medicina Raffaele Benedetto Tiziano Crocco

ALESSANDRIA. #TUTELIAMOGLIANZIANI, LUNEDI’ 31 MAGGIO ALLE 10,30 MANIFESTAZIONE SOTTO LA PREFETTURA

COMUNICATO STAMPA

Alessandria, 27 maggio 2021

Tutelare gli anziani: una battaglia per la dignità

Le organizzazioni sindacali dei pensionati Cgil Cisl Uil provinciali hanno organizzato una manifestazione davanti al palazzo della Prefettura lunedì 31 maggio a partire dalle 10:30 per sostenere l’appello pubblico #tuteliamoglianziani in cui si chiede una riforma organica dei servizi che possa assicurare un’adeguata assistenza a lungo termine per le persone non pienamente autosufficienti.

L’emergenza sanitaria conseguente alla pandemia ha fatto drammaticamente emergere i limiti attuali del sistema territoriale dei servizi che non è riuscito a evitare la morte di tanti, troppi anziani delle RSA. Secondo l’appello, che i sindacati sottoscrivono e rilanciano, è necessario riequilibrare il rapporto tra assistenza residenziale e domiciliare favorendo quest’ultima e investendo in strutture più efficaci e umane.

Le due tipologie di assistenza vanno poste in dialogo reciproco e vanno individuati percorsi di assistenza personalizzati che tengano conto delle differenti esigenze delle persone assistite e delle loro famiglie.

I sindacati hanno chiesto al Prefetto un incontro per affrontare le importanti questioni sollevate dall’appello #tuteliamoglianziani .

Antonella Albanese (Spi Cgil)

Carmen Soffranio e Bruno Pagano (Fnp Cisl)

Alberto Pavese e Luigi Ferrando (Uil-Uilp)

APPELLO PUBBLICO

# tuteliamoglianziani

E’ il momento di cambiare: tuteliamo gli anziani per costruire un futuro migliore Nel nostro Paese l’aumento dell’aspettativa di vita è il risultato di conquiste scientifiche e civili, fa parte della storia di progresso della nostra società; per questo tutelare il diritto degli anziani alla salute, ma anche alla socialità e all’autoderminazione vuol dire costruire un futuro di dignità per tutti. Sappiamo che le persone con almeno 80 anni nel 2050 triplicheranno numericamente; sono dati che impongono il varo di un progetto serio, che possa assicurare una buona assistenza di lungo termine (LTC) per chi si trova a vivere una condizione di non autosufficienza.

Nel corso della pandemia i dati su età e profili di fragilità delle persone decedute indicano che i più colpiti sono le persone ultra settantenni, in particolare i grandi anziani con importanti comorbilità. Nell’emergenza sanitaria, le notevoli difficoltà incontrate dal sistema di assistenza agli anziani non rappresentano affatto un evento anomalo, bensì una manifestazione estrema delle criticità di fondo che, da tempo, lo affliggono e sulle quali occorre urgentemente intervenire con una riforma multilivello (nazionale, regionale, comunale).

Per assicurare una convivenza all’altezza della dignità di ciascun componente delle nostre comunità occorre coinvolgere l’opinione pubblica, sconfiggere l’indifferenza e la “cultura dello scarto” nei confronti del mondo degli anziani sempre più diffusi in una società che non sa essere solidale Il presente appello vuole richiamare l’attenzione dei cittadini, delle Istituzioni e dei decisori ai vari livelli sulla necessità dell’avvio di un vero progetto innovatore che possa assicurare l’esigibilità del diritto alla salute per i non autosufficienti, superando scarsità di stanziamenti, inadeguatezza e frammentazione dei servizi.

Occorre un sistema che metta al centro la persona con il suo progetto di vita, che innalzi e migliori gli attuali livelli di integrazione tra il comparto sociale e sanitario e che poggi su un Distretto forte, capace di avvalersi della partecipazione delle comunità e dalle sue Istituzioni locali.

La pandemia ha imposto l’urgenza di una riorganizzazione dei servizi territoriali, che non può limitarsi alla medicina di territorio, né al mero potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata (l’ADI).

Occorre promuovere un’idea di care multidimensionale, per non fermarsi al modello bio-medico e al mero prestazionalismo.

Oggi la percentuale di anziani che in un anno, fruisce dei servizi domiciliari è pari al 6,5%: si tratta di un valore che è cresciuto negli ultimi anni, ma che rimane ancora distante dalle necessità della popolazione coinvolta e dalle buone pratiche europee. La maggior parte degli utenti peraltro riceve un numero molto esiguo di interventi al domicilio e per periodi di tempo assai limitati, mediamente 18 ore annue.

In generale il complesso di interventi destinato alla cura e all’assistenza delle persone non autosufficienti è la cenerentola del sistema sociosanitario. Non può più restare inascoltata la richiesta di risorse economiche congrue e figure professionali adeguate, allentando i vincoli che limitano l’assunzione di personale e senza limitarsi alla mera revisione degli attuali minutaggi.

Il piano di riorganizzazione del comparto della residenzialità deve prevedere un adeguamento quali-quantitantivo dell’offerta garantita dalle risorse pubbliche, la revisione del sistema tariffario per alleviare la spesa delle famiglie, la riduzione delle liste di attesa, il miglioramento della capacità di cura nei casi più complessi o non stabilizzati e la promozione di nuovi modelli di RSA multiservizio e di “residenzialità leggera”.

Un “sistema delle cure” adeguato deve offrire un insieme coordinato di interventi adattabili alla condizione della persona e della sua rete familiare, superare l’attuale dualismo e la diversità di trattamento per interventi a domicilio e in struttura residenziale e prendere in carico i caregiver, con azioni di affiancamento, formazione e supporto. Le funzioni, anche relative alle necessità della vita quotidiana, devono essere riconosciute all’interno dei LEA, per ricondurre alla titolarità del SSN gli interventi e i servizi dei piani individuali, volti alle persone non autosufficienti.

Tali servizi devono essere garantiti a tutti, indipendentemente dalla condizione economica della persona o della famiglia. Per garantire un reale continuum assistenziale sono necessari sostegni pubblici omogenei nell’assistenza domiciliare e nella residenzialità

La valutazione multidimensionale della persona va fatta in tempi certi e sotto la regia pubblica e ad essa deve seguire, entro tempi accettabili, l’attivazione di un progetto assistenziale personalizzato.

Occorre realizzare Punti unici di accesso che svolgano le funzioni di informazione sull’intera gamma di misure disponibili, di ricezione delle domande, di orientamento e accompagnamento nella rete degli interventi e delle prestazioni. Dentro la riorganizzazione della Rete territoriale dei servizi va rilanciata un’idea nuova di Case della salute o della comunità, affinché siano luoghi partecipati dove venga agita un’idea di salute comunitaria di prossimità.

L’aspirazione dei promotori e sostenitori di questo appello è che i suoi contenuti possano essere condivisi da tutte le realtà che si occupano di non autosufficienza, affinché le Istituzioni e i decisori a livello regionale possano trovarvi idee, analisi, informazioni e indirizzi in grado di agevolare il loro compito; ci si augura perciò che esso possa essere strumento base per aprire un confronto pubblico ampio e un dialogo costruttivo tra la Regione Piemonte e le realtà associative promotrici dell’appello e gli attori del sistema. Favorire l’assistenza domiciliare e investire in strutture più efficaci ed umane è il paradigma di una società che sa prendersi cura dei suoi anziani e può rendere il settore protagonista di un nuovo patto con le famiglie e con i territori

L’adesione alla proposta è aperta ai cittadini, alle organizzazioni e alle realtà associative del Piemonte che ritenessero di sostenerla.

Chi volesse aderire può segnalarlo a: • tuteliamoglianziani@gmail.comhttps://fb.me/tuteliamoglianzianihttps://twitter.com/AnzianiGli Alessandria, 22.04.2021 3 Via Carlo Pisacane, 21 – 15121 ALESSANDRIA T: +39 0131 253 666 | F: +39 0131 52 455 www:

ALESSANDRIA. APPELLO DEI SINDACATI DEI PENSIONATI AL PREFETTO DI ALESSANDRIA.

Al Prefetto di Alessandria

Dott. Iginio OLITA

APPELLO

Le Federazioni dei Pensionati di CGIL CISL e UIL si permettono di sottoporre alla Sua attenzione il problema inerente all’impossibilità, da parte della Conferenza dei Sindaci ASL AL, di riunirsi per mancanza di numero legale e di conseguenza ad operare.

Tale circostanza è emersa con forza nelle ripetute riunioni che le scriventi hanno tenuto con i Sindaci dei centri zona.

Da sempre le Federazioni dei Pensionati si occupano con particolare attenzione delle problematiche sociali e sociosanitarie rivolta alla popolazione più fragile e più esposta. Problematiche – queste ultime – diventate particolarmente rilevanti e urgenti in questo periodo di emergenza sanitaria.

Tra i compiti attribuiti alla Conferenza dei Sindaci ASL AL così come previsto dal “Regolamento di funzionamento” è compreso il riordino della disciplina della materia sanitaria locale.

Per questi motivi Le rivolgiamo questo appello affinché Lei possa intervenire per dirimere questa incresciosa situazione.

Le scriventi si impegnano a coinvolgere le proprie CONFEDERAZIONI su quanto argomentato. In attesa di riscontro, porgiamo rispettosi saluti.

Alessandria, 3/8/2020

Per le Segreterie SPI CGIL FNP CISL UILP UIL A ntonella Albanese Pagano -Soffranio Pavese – Ferrando

CASALE MONFERRATO. CRISI OFFICINE CERUTTI SENZA SOLUZIONE, POSTICIPATO L’INCONTRO PER LA CESSIONE DELL’AZIENDA.

CASALE MONFERRATO. La cessione per crisi delle Officine meccaniche Cerutti a due imprenditori internazionali, uno messicano e l’altro canadese già clienti del gruppo, è di nuovo in alto mare.

L’incontro programmato nella sede di confindustria di Vercelli, senza alcun motivo apparente o spiegazione, è stata posticipata e dovrebbe tenersi tra il 24 e 28 febbraio 2020, ma è molto probabile che slitti ancora per l’alarme creato dall’emergenza “coronavirus”. L’unica certezza della crisi delle meccaniche Cerutti sono gli esuberi nonostante la disponibilità dei lavoratori a fare straordinari come spiegò qualche tempo fa, in assemblea il delegato Luca barbero: “Abbiamo un credito maturato verso le Officine meccaniche Cerutti, perché quando ci è stato chiesto di fare straordinari, pur durante part-time o contratti di solidarietà, non ci siamo mai tirati indietro quando c’era l’urgenza di consegnare un macchinario”.

La soluzione sembrava essere dietro la porta per l’interessamento dei due imprenditori internazionali che sarebbero dovuti tornare a casale Monferrato a metà febbraio e solo allora come spiegava il direttore del personale Angelo Novarino avrebbero potuto dare notizie certe sul destino dell’azienda e dei suoi dipendenti: “La crisi degli ultimi cinque anni è dovuto al crollo della domanda di rotocalco e di quotidiani, assorbita solo parzialmente da grandi sacrifici finanziari del Gruppo”.

Lo stabilimento di Casale Monferrato è comunque destinato ad ospitato solo la parte tecnica e amministrativa, fatto che creerà esuberi di personale, ma no per ora non si sa quanti. Il numero degli occupati in azienda sono diminuiti negli anni come spiegano i sindacalisti: “fin da quando, nel 1987 eravamo in 1000, poi scesi alla metà alcuni sindacalisti nel 2009 ed ora a 307”.

Il timore del sindacato che anche i nuovi esuberi non basteranno a far fronte alla situazione debitoria del Gruppo con fornitori e banche.

Per dare ossigeno alle meccaniche Cerutti è necessario un rilancio delle attività e la cessione dell’azienda con l’ingresso di nuovi investitori in grado per portare nuova liquidità nelle casse dell’azienda.

L’unica notizia positiva è stata la concessione della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale concessa il 1° febbraio a Roma per tutti i dipendenti delle officine Cerutti.

Contemporaneamente al Ministero, come spiegano Luigi Coppo, Fim, Roberto Annarratone, Daniele Miotto, e Naurizio Cantello Fiom, partirà una procedura di ricollocazione per l’assunzione di lavoratori anche in cassa integrazione.

L’altra notizia positiva dopo i contatti con alcune banche per l’anticipo della cassa integrazione, operazione impossibile per l’Inps che avrebbe potuto versare le indennità della cassa non prima di due mesi.

L’accordo sindacale prosegue da anni con uno spirito di collaborazione come è stato riconosciuto da entrambe le parti; la mobilità sarà solo volontaria ma è necessario avere informazioni più dettagliate sul piano industriale, tempi, modi e natura dell’accordo.

L’accordo con i nuovi investitori, però negli ultimi giorni sono slittati e ancora non sappiamo se i 100 anni del Gruppo delle Officine meccaniche Cerutti, nato nel 1920, saranno festeggiati.

In Confindustria a Vercelli le carte sul futuro dell’azienda, tra sindacati e proprietà, sulla crisi che sta attraversando il gruppo, che negli anni ha aperto stabilimenti in Usa, Cina, Spagna producendo macchine per la stampa, poi imballaggi e persino banconote in polimeri.

La presenza di due imprenditori slittata a fine mese, uno canadese, l’altro messicano interessati alle Officine, non chiariscono, però i dubbi su quali saranno i nuovi assetti delle officine: se sarà una new-co o se si tratterà di una fusione o che altro.

L’interesse, ribadita da Luigi Cerutti dei due permane, ma non c’è ancora nulla di definito tanto che il comunicato ufficiale della proprietà parla di:”un percorso legato alle manifestazioni di interesse rivolte al Gruppo da investitori industriali internazionali che prosegue intensamente e con sensibili avanzamenti”.

Lo volontà di continuare l’attività produttiva è stata ribadita dall’azienda parlando del ricorso ad ammortizzatori sociali e dal direttore delle risorse umane: “Ma la società per salvaguardare la continuità aziendale ha deliberato di presentare al tribunale di Vercelli la domanda di ammissione a una procedura cosiddetta “prenotativa” (articolo 161 del Rd 16 marzo 1942; ndr) che potrà evolvere in una procedura concorsuale o di concordato di continuità. E ciò in conseguenza alla volontà espressa dagli investitori industriali internazionali a partecipare alla ristrutturazione finanziaria e industriale del Gruppo”.

La pratica certificherebbe la volontà della continuità produttiva e contemporaneamente bloccherebbe eventuali azioni di creditori nei confronti del Gruppo.

Novarino ribadisce anche che:”Si cercheranno le soluzioni più idonee per salvaguardare il futuro del Gruppo e procedere alla sua necessaria ristrutturazione”.

Ma i sindacati pongono alcune domande e sottolineano alcuni punti interrogativi sul futuro della produzione,soprattutto “dove” sarà il cuore della produzione centrale «perché si è parlato di accorpamenti della parte produttiva e il discorso si sposta su quale stabilimento tra Casale e Vercelli sarà più appetibile” .

Di seguito riportiamo il comunicato sindacale sul mancato incontro tra la proprietà e i nuovi investitori:

COMUNICATO SINDACALE


Nell’ incontro sindacale avvenuto in data 31/01/2020 presso la Confindustria di Vercelli tra la Proprietà Cerutti e le RSU con le Organizzazioni Sindacali FIM-FIOM-UILM, l’Azienda aveva comunicato che nella settimana tra il 17 e il 21 di febbraio la trattativa avviata con un potenziale socio internazionale, avrebbe dovuto pro seguire presso la sede aziendale con la presenza dell’interessato stesso .

Per motivi a noi sconosciuti, i sopraccitati impegni sono stati nuovamente posticipati a data da definirsi, voci non ufficiali individuano nella settimana corrente (24/28 febbraio 2020) le nuove possibili date.

Questi continui ritardi e soprattutto questa incertezza ormai cronica rispetto al futuro e alle prospettive aziendali non sono più accettabili, per questi motivi le Organizzazioni Sindacali in data 2 1/02/2020 hanno ufficialmente richiesto un incontro urgente con la Direzione Aziendale e la Proprietà Cerutti.

Considerando tale riunione risolutiva, auspichiamo che in tale occasione l’Azienda venga al tavolo della discussione con un piano industriale credibile che possa garantire una prospettiva di lavoro e di occupazione accettabile.

Se questo non dovesse accadere, nelle assemblee sin dacali che si effettueranno nei giorni successivi alla riunione, si valuteranno le necessarie e dovute azioni da intraprendere.

Casale M. Vercelli R.S.U. 21/02/2020

FIM-FIOM-UILM

Casale M. Vercelli