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ALESSANDRIA. IL PENOSO TEATRINO DELLA POLITICA VA IN SCENA SUL BUS DELLA LINEA 3.

Il penoso spettacolo regalato ai suoi concittadini dal presidente del Consiglio comunale di Alessandria che, tanto per dare il buon esempio nella provincia che più di ogni altra ha sofferto la diffusione del coronavirus, ha brindato sul bus alessandrino della linea 3. Il penoso video è stato rimosso dai social, ma resta il pessimo gusto e il cattivo esempio di chi amministra la città.

Immagine ripresa da facebook

Un festino di compleanno in piena pandemia, con i contagi che riprendono a correre, gli ospedali in affanno che smistano i ricoverati in tutta la provincia e il ricordo dei camion militari che trasportavano le salme dei morti per coronavirus non sono bastati ai teatranti della politica nostrana per darsi un contegno, ma anzi hanno deciso per protesta, dicono loro, di far organizzare un festino ad un privato sul bus della linea 3.

la provocazione del brindisi che dovrebbe a cui ha partecipato il presidente del consiglio comunale di Alessandria, Emanuele Locci, ce la potevano risparmiare, soprattutto per rispetto dovuto nei confronti degli ammalati di Covid-19, i morti della prima ondata oltre che per il rispetto dovuto a quanti nelle delle forze dell’ordine, medici, infermieri e Protezione civile si sono impegnati nella lotta alla diffusione del virus, hanno sacrificato il tempo che avrebbero potuto invece dedicare alle loro famiglie, messo a rischio la propria salute e la vita per combattere un nemico invisibile.

Lo squallido video è stato trasmesso in diretta Facebook dal festeggiato che provocatoriamente ha affermato di averlo fatto perché per il governo sui bus il Covid non c’è quando la realtà è ben diversa e sono state le amministrazioni locali a disattendere le direttive del governo su distanziamento, capienza e sicurezza degli utenti dei trasporti pubblici.

Il video ha avuto un’ampia circolazione sui social, ma è stato rimosso nelle ultime ore.

L’organizzatore della festicciola ha sostenuto di non aver violato nessuna delle regole anticontagio, ma in realtà nelle immagini si vedono chiaramente gli invitati alla festicciola togliersi le mascherine, bere e mangiare.

Emanuele Locci ha fatto peggio, motivo per cui dovrebbe dimettersi dal suo ruolo istituzionale, ha mentito su facebook affermando che: “Un amico ha organizzato un brindisi sull’autobus numero 3 di Alessandria, completamente vuoto” e non è vero perché all’inizio del video c’è una passeggera filmata mentre che scendeva dal bus. Altro elemento che smentisce Locci lo si vede alla fine del video quando è lo stesso organizzatore che realizza le riprese a parlare con un altro passeggero estraneo al gruppo.

Ma quello a cui assistiamo è un Locci scatenato, che prosegue nella sua forsennata campagna contro la “dittatura sanitaria”: “Visto che nemmeno in casa ci si può trovare in numero superiore a 4 ci si è incontrati sull’autobus. Per dare un segnale di dissenso, certo, nei limiti della libertà che ci è ancora concessa: che rischi avrebbe creato tenere i bar o i ristoranti aperti fino a mezzanotte se tutti rispettano queste regole?”.

Michelangelo Serra si è espresso contro il cattivo gusto del presidente del Consiglio Comunale si è espresso da subito il consigliere comunale: “gusto di dare il cattivo esempio”.

La senatrice alessandrina del M5s, Susy Matrisciano, positiva al Covid ha replicato a Emanuele Locci e noi ci associamo: “Che vergogna se chi fa queste cose è chi dovrebbe dare il buon esempio ai cittadini”.  

Emanuele Locci è intervenuto con un video sul suo profilo Facebook e ha il coraggio di parlare di regole da rispettare, proprio lui che le regole le gettare alle ortiche, anzi No! nel cesso e poi tirato lo sciacquone osa parlare di “regole che tutti dobbiamo seguire”, dove per noi intende gli altri quelli che non appartengono alla sua casta: “Dobbiamo tutti rispettare scrupolosamente il distanziamento, indossare correttamente idonee mascherine, igienizzarsi spesso le mani. Così si previene il contagio! Non certo chiudendo bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri – e chissà cos’altro”. Bravo Emanuele Locci, ma dopo lo spettacolo indegno che hai offerto ai tuoi cittadini, alla città di Alessandria e a quanti hanno sofferto a causa del “coronavirus” DIMETTITI perché lo spettacolo che ci hai offerto è “ignobile” e le tue giustificazioni sono anche “peggio”.

BRINDISI. POLIZIA DI STATO. OLD GENERATION, OPERAZIONE CONTRO LA SACRA CORONA UNITA.

Sacra Corona Unita: operazione Old Generation a Brindisi

brindisi sacra corona unitaDuro colpo alla Sacra Corona Unita a Brindisi dove sono state arrestate otto persone; per altre cinque è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Individuati appartenenti alla frangia storica facente capo al clan Campana, attiva sul territorio brindisino. 
Le indagini sono iniziate dopo alcuni episodi intimidatori avvenuti a Brindisi e provincia nel 2015 e, attraverso intercettazioni e pedinamenti, i poliziotti della Squadra mobile di Brindisi sono riusciti a scoprire tutta la struttura gerarchica del clan mafioso, i vari ruoli e i nuovi assetti. Con la forza dell’intimidazione e dell’assoggettamento, gli affiliati, negli anni, sono riusciti ad avere tutto il controllo del territorio, dei negozi e delle attività produttive.
 
Le vittime per paura non hanno mai denunciato alle Forze dell’ordine le aggressioni subite.
Il capo clan, sebbene in carcere, è riuscito a mantenere i contatti con gli affiliati anche attraverso la compagna che si recava regolarmente in carcere a fare visita al boss.
I profitti derivanti dalle estorsioni alle attività commerciali e agli imprenditori servivano per assicurare il supporto economico agli affiliati detenuti e alle loro famiglie.
Durante l’operazione sono stati impegnati anche equipaggi dei Reparti prevenzione crimine di Lecce e Bari, del Reparto volo di Bari e della Polizia scientifica della questura di Brindisi.

Donatella Fioroni

BRINDISI. 8 ARRESTI PER L’ASSALTO AL FURGONE PORTAVALORI.

L’operazione “long vehicle” della Squadra mobile di Brindisi è a conclusione di un’indagine per una rapina ad un furgone portavalori, commesso a Brindisi il 18 gennaio del 2018.
Le indagini coordinate dallo Sco (Servizio centrale operativo) hanno condotto gli investigatori ad identificare 8 persone che, questa mattina, sono finite in manette.

La mattina della rapina sulla strada statale Lecce- Brindisi il furgone blindato portavalori Cosmpol che trasportava denaro e valori per circa mezzo milione di euro, veniva preso d’assaltato da un commando armato, composto da almeno 10 persone.
Il gruppo dopo aver raggiunto il luogo dell’assalto a bordo di 4 automobili  spargeva sulla strada chiodi a quattro punte destinati a fermare il traffico dei veicoli in entrambe le direzioni di marcia.

Raggiunto e affiancato, il furgone veniva bloccato a colpi d’arma da fuoco e 4 individui armati e con il volto travisato da passamontagna, dopo esser scesi dall’auto si dirigevano verso il furgone continuando a sparare più colpi, intimando all’equipaggio di aprirlo.

Non riuscendo a tagliare la carrozzeria posteriore del furgone, in cui era collocata la cassaforte e pur d’impossessarsi del bottino, i rapinatori, fuggivano a bordo dello stesso, poi ritrovato abbandonato, ma prima di allontanarsi cancellavano le tracce della loro presenza con la schiuma di un estintore.

BRINDISI. 32 INDIVIDUI DENUNCIATI PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI.

Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi e del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza coercitiva della libertà personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 17 indagati residenti nelle province di Brindisi, Taranto, Roma, Arezzo, Rimini, Forlì e Matera.

Le attività, avviate dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi e della Sezione Operativa Navale di Brindisi alla fine del 2017, hanno consentito di documentare l’operatività di uno strutturato sodalizio dedito all’importazione, trasporto, detenzione e cessione di ingenti quantitativi di marijuana. La droga proveniva dalla cd. “rotta balcanica” attraverso potenti “gommoni” e, oltre alle “piazze di spaccio” delle province di Brindisi e Taranto, era destinata ad acquirenti dislocati in altre regioni del centro-nord.

L’organizzazione gestiva il traffico attraverso l’apporto fornito da ciascun indagato, “reclutato” grazie all’intermediazione di un soggetto residente nella provincia di Taranto. Inoltre, è stato possibile accertare anche la detenzione di armi da fuoco, utilizzate per intimidire i “clienti” in ritardo con il pagamento dello stupefacente. Al termine delle investigazioni, alla luce degli elementi di prova raccolti, la D.D.A. di Lecce nelle persone del Dott. Alberto SANTACATTERINA, Dott.sa Giovanna CANNARILE e del Dott. Luca MICELI (P.M. applicato dalla Procura della Repubblica di Brindisi), ha richiesto al competente G.I.P. l’emissione di una misura cautelare personale eseguita, oggi, nei confronti dei richiamati indagati. Il Procuratore Aggiunto della D.D.A. leccese, Dott. Guglielmo CATALDI ha , altresì, attivato i previsti canali di cooperazione internazionale al fine di pervenire alla cattura dei soggetti attualmente all’estero.

L’attività odierna, nel confermare l’ottima sinergia operativa messa in campo dalla componente investigativa del Comando Provinciale di Brindisi, il Reparto Operativo Aeronavale di Bari ed il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo, nonché la consolidata collaborazione con le Autorità di Polizia albanesi, ha consentito di:

  • denunciare complessivi 32 soggetti, appartenenti all’organizzazione ovvero implicati nella negoziazione di partite di sostanze stupefacenti
  • arrestare 6 responsabili in flagranza di reato
  • sequestrare oltre 4.000 kg. di marijuana, oltre mezzo chilo di cocaina, 27.000 euro in contanti, nr. 1 natante, nr. 3 autovetture e nr. 1 motocicletta.

BRINDISI. 12 ARRESTI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL FURTO E RICICLAGGIO DI AUTO.

Questa mattina, i Finanzieri del Comando Provinciale di Brindisi, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 12 indagati (di cui 6 in carcere e 6 ai domiciliari), nelle province di Brindisi, Foggia, Taranto e Milano.

Le indagini hanno disvelato l’esistenza di un’associazione a delinquere, operante su Ceglie Messapica (BR), dedita alla vendita di autovetture usate di provenienza furtiva, la maggior parte delle quali rubate nel Nord Italia.

In particolare, i militari della Compagnia di Ostuni hanno accertato che gli indagati:

  • compivano direttamente i furti di auto, ovvero li commissionavano a terzi sodali;
  • si recavano periodicamente in Germania o in Belgio al fine di procurarsi – da commercianti del posto – i documenti relativi a veicoli regolarmente immatricolati all’estero al fine di trasferirne l’identità formale su quelli di provenienza delittuosa; 
  • utilizzando “targhe prova”, trasferivano le auto in provincia di Foggia, per la modifica dei codici telaio presso una carrozzeria connivente; 
  • ricodificavano le centraline elettroniche e fabbricavano le nuove chiavi; 
  • re-immatricolavano le auto come veicoli usati di provenienza estera; 
  • vendevano le autovetture oggetto di furto servendosi di un autosalone di Ceglie Messapica ad essi riconducibile.

Durante il periodo delle investigazioni, sono state già sottoposte a sequestro n. 4 veicoli aventi numeri di telaio “ribattuti” ed associati a falsi documenti di circolazione.

Su delega dell’A.G., si è proceduto, altresì, ad eseguire il sequestro:

  • preventivo finalizzato alla confisca di circa 80.000 euro, per i reati di riciclaggio ed autoriciclaggio, nei confronti degli organizzatori e promotori dell’associazione; 
  • di ulteriori 25 veicoli venduti e già nella disponibilità di terzi acquirenti.

L’operazione odierna è espressione della particolare attenzione del Corpo nei confronti dei molteplici fenomeni in cui si dispiegano le illecite attività connesse ai reati di riciclaggio e testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e a salvaguardia delle imprese che rispettano le regole.

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