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ASTI. L’ITALIA IN VIAGGIO NEL LOCKDOWN: CONTAGI, RICOVERATI, MORTI E ZONE ROSSE.

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono 47.567 (+1.873): Alessandria 4725, Asti 2461, Biella 1490, Cuneo 5518, Novara 3636, Torino 25.778, Vercelli 1961, Verbano-Cusio-Ossola 1477, fuori regione 274, oltre a 247 in fase di definizione.

I decessi sono stati 37 di persone positive al test del Covid-19 

Il totale di deceduti in regione sono 5001 risultati positivi al virus: 780 Alessandria, 306 Asti, 253 Biella, 518 Cuneo, 483 Novara, 2200 Torino, 261 Vercelli, 150 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 50 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Le persone risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 121.783 (+4.471, di cui 1648, il 37%, asintomatici).

I casi sono così ripartiti: 1673 screening, 1049 contatti di caso, 1749 con indagine in corso; per ambito: 366RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 337 scolastico, 3768 popolazione generale.

La suddivisione su base provinciale: 10.492 Alessandria, 5527 Asti, 4229 Biella, 15.472 Cuneo, 8871 Novara, 67.103 Torino, 4491 Vercelli, 3502 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 757 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1269 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 360 (+7 ).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 4902 (+57).

Le persone in isolamento domiciliare sono 63.953.

I tamponi diagnostici processati sono 1.259.309 (+19.715 rispetto a ieri), di cui 676.298 risultati negativi.

Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri a “Che tempo che fa”. Arcuri ha spiegato che i contagi crescono meno rispetto alle settimane scorse perché con le misure restrittive si stanno ottenendo i primi risultati: “Il giorno che abbiamo superato il milione, abbiamo ricevuto il primo tangibile segno di speranza. È realisticamente ragionevole che alla fine di gennaio arriveranno i primi vaccini. Questo vaccino dovrà essere somministrato due volte sulla stessa persona”.

In Sicilia il presidente Nello Musumeci, sentiti i sindaci, ha deciso che Cesarò e San Teodoro resteranno “zona rossa” fino al 23 novembre.

Musumeci ha firmato, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, l’ordinanza di proroga delle misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica nei due centri dei Nebrodi.

Le restrizioni adottate sono quelle disposte a partire dallo scorso 8 novembre.

La Basilicata è diventata zona arancione e si chiudono le scuole con una ordinanza il governatore Vito Bardi: “A seguito di una lunga riunione dell’unità di crisi, si è deciso che, a partire dal 17 novembre e fino al 2 dicembre, chiuderanno le scuole primarie e secondarie di primo grado della Basilicata”.

Il governatore Vito bardi che firmato l’ordinanza numero 44 con cui dispone la chiusura di tutte le scuole della regione: “Abbiamo monitorato da subito i trend dei contagi derivanti dalla riapertura delle scuole e cercato fino all’ultimo di evitare queste ulteriori misure restrittive, sia perché siamo pienamente consapevoli che la didattica in presenza è di fondamentale importanza per la crescita di questi studenti, in un momento delicato della loro formazione, sia perché siamo consapevoli che la chiusura delle scuole comporta un notevole disagio ai genitori costretti a riorganizzarsi per rendere compatibile il lavoro con l’assistenza ai propri figli. Purtroppo la pandemia che non allenta la sua morsa in tutta Italia, ci impone di trasformare in misure restrittive tutti i trend su cui leggiamo possibili peggioramenti, nell’esclusiva necessità di tutelare la salute della nostra comunità. Tuttavia, abbiamo deciso la chiusura di queste scuole solo per due settimane, fino al 3 dicembre. Monitoreremo quotidianamente i dati e, se la situazione dovesse migliorare, potremo anche interrompere preventivamente la misura. In questa seconda ondata ci siamo dati due parole d’ordine: prevenzione e responsabilità”.

GINO STRADA HA PUBBLICATO UN POST SU FACEBOOK IN CUI SPIEGA CHE NON E’ ANCORA ARRIVATA ALCUNA RICHIESTA FORMALE PER DIVENTARE COMMISSARIO PER LA SANITA’ CALABRESE.

Gino Strada con un post su facebook ha spiegato di non aver ancora ricevuto alcuna richiesta formale per diventare commissario per la sanitò calabrese”: Una settimana fa ho ricevuto la richiesta da parte del Governo di impegnarmi in prima persona per l’emergenza sanitaria in Calabria”. I

Nel Lazio, domenica 15 novembre, il bollettino diffuso dalla Regione Lazio parla di 2612 nuovi casi di coronavirus, (385 in meno rispetto a ieri che sono stati 2997 e che rappresentano il dato più alto dall’inizio della pandemia) mentre all’istituto Spallanzani sono ricoverati 245 pazienti positivi a Covid-19.

Il bollettino Coronavirus della Campania, 15 novembre, parla di 3.771 positivi su  24.948 tamponi effettuati mentre i pazienti deceduti sono 35, tra il 30 ottobre e il 14 novembre.

La Campania ha purtroppo superato la triste soglia dei mille morti da Covid-19 da marzo a oggi.

La Lombardia conferma i suoi dati negativi con 8.060 nuovi contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore e 181 i morti. I ricoveri in ospedale sono nuovamente in forte aumento (più 160 rispetto a ieri) e quelli in terapia intensiva (più 20, per un totale di 837).

In Italia sono stati registrati 33.979 nuovi casi di coronavirus su 195.275 tamponi effettuati, che portano il totale dei contagi a quota 1.178.529 dall’inizio dell’emergenza sanitaria mentre i morti sono 546.

In Puglia i nuovi casi da coronavirus sono 905 con 6.070 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore e 12 i morti.

Il bollettino della Regione Puglia sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della salute, Vito Montanaro, ha spiegato che sono 201 i positivi in provincia di Bari, 102 in provincia di Brindisi, 217 nella provincia Bat, 121 in provincia di Foggia, 123 in provincia di Lecce, 124 in provincia di Taranto, 9 casi di residenti fuori regione, 8 casi di provincia di residenza non nota.

12 decessi: 5 in provincia di Bari, 2 in provincia Bat, 1 in provincia di Brindisi, 3 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Taranto.

In Toscana, diventata zona rossa, e positivi al Covid sono 79.403, 2.653 in più rispetto a ieri (1.870 identificati in corso di tracciamento e 783 da attività di screening).

I contagi crescono in percentuale del 3,5% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti del 5,7% e raggiungono quota 25.216 (31,8% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.331.924, 18.737 in più rispetto a ieri. Sono 8.496 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 31,2% è risultato positivo.

A questi si sommano i 2.007 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi.

I positivi sono 52.308, +2,4% rispetto al giorno precedente.

I ricoverati sono 2.008 (63 in più), di cui 274 in terapia intensiva (8 in più) e 44 nuovi decessi: 26 uomini e 18 donne con un’età media di 84,7 anni.

Record di morti in Alto Adige con 19 persone decedute a seguito del Covid-19 o a complicanze ad esso collegate.

Il numero complessivo di morti per Covid-19 sale a 398.

I nuovi contagi sono molto elevati: 628 su 2.926 tamponi esaminati nelle ultime 24 ore.
Il dato complessivo di persone testate positive al coronavirus in Provincia di Bolzano è di 17.302 (137.933 i soggetti sottoposti a test).

In ulteriore crescita il numero dei ricoveri: 522, 361 sono i pazienti Covid e 118 quelli in strutture private convenzionate di cui 43 in terapia intensiva.

I pazienti che si trovano in isolamento presso le strutture di Colle Isarco e Sarnes sono 94 mentre si registra un netto aumento delle persone in isolamento domiciliare, 9.371.

Le persone guarite sono 6.614, 378 in più.

La Protezione Civile ha emesso un comunicato per reperire 450 nuovi medici in Campania contro l’emergenza Coronavirus: 150 specializzati in Anestesia e Rianimazione, 100 specializzati in Malattie Infettive, 100 specializzati in Malattie dell’Apparato Respiratorio e 100 specializzati Medicina e Chirurgia d’Accettazione e Urgenza.

I nuovi casi positivi al Covid in Francia sono 27.228, secondo i dati di Santé Publique France, con un tasso di positività che continua a scendere e si è assestato al 16,9%. I decessi sono 302 per un totale di 44.548.

ASTI. G.di F.- TRUFFA, FRODE FISCALE E RICICLAGGIO, SCOPERTA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE INTERNAZIONALE.

Scoperta un’organizzazione criminale internazionale dedita alla truffa, frode fiscale e riciclaggio

Asti, 8 luglio 2020

Scoperta un’organizzazione criminale internazionale dedita alla truffa, frode fiscale e riciclaggio

Comando Provinciale Asti

Una massiccia operazione antiriciclaggio  del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Asti è scatta all’alba con perquisizioni nelle province di Napoli, Varese e Roma. L’operazione su disposizione del GIP di Asti ha portato in carcere 6 persone di elevato spessore criminale, (componenti di un’organizzazione internazionale dedita alla frode fiscale alle truffe finanziarie e al riciclaggi) e al sequestro preventivo di ville, automezzi e conti bancari italiani ed esteri, per 500.000 euro.

Le indagini, dirette dalla D.ssa Laura DEODATO della Procura della Repubblica di Asti, hanno scoperto l’esistenza di un insidioso gruppo criminale, attivo prevalentemente del basso Lazio e Campania, che utilizzava strumentalmente numerose società italiane (con sedi in Milano, Monza, Roma, Latina) ed estere (Repubblica Slovacca, Bulgaria), apparentemente operative, ma non adempienti agli obblighi fiscali, funzionali alla realizzazione di diverse finalità delittuose: truffe ai danni dello stato, tra cui illecito ricorso a finanziamenti garantiti dal Fondo Garanzia Medie e Piccole Imprese gestito dal Medio Credito Centrale, per svariati milioni di euro; frode fiscale con evasione di imposte per oltre 2 milioni di euro.

L’ingegno criminale attraeva gli interessi della consorteria anche nella provincia astigiana dove, riuscita ad incunearsi negli snodi di una procedura concordataria prefallimentare, aveva ordito una truffa ai danni di due società di Bra (CN) e di Ivrea (TO), interessate alla procedura concordataria, mettendo in atto un raffinato disegno criminoso dedito al riciclaggio di somme di denaro derivanti dall’illecita negoziazione di assegni circolari per un valore di € 500.000.

Le attività investigative sono iniziate dopo la denuncia dei commissari giudiziali di una società braidese in concordato preventivo, i quali, all’atto dell’incasso della somma di € 500.000 (costituita da n. 10 assegni circolari) a suo tempo messa a disposizione della procedura, da parte della società capogruppo, a titolo di garanzia per il ricorso avverso la procedura concordataria, apprendevano che i titoli in questione risultavano già posti all’incasso.

Le indagini hanno consentito di accertare l’avvenuta falsificazione dei titoli sui quali era stato indicato un differente beneficiario di comodo: una società di capitali romana la quale, ottenuta la provvista, l’aveva interamente trasferita, mediante bonifici, a più riprese, in favore di varie società dell’est Europa da cui ritornava poi indietro in Italia, mediante plurimi passaggi societari e movimentata a favore degli indagati i quali ne ottenevano così la “ripulitura” attraverso la monetizzazione in contanti o il reinvestimento in immobili e società.

Ulteriori sviluppi del contesto investigativo attraverso la collaborazione internazionale tra Unità Investigative Finanziarie antiriciclaggio, interessate tramite il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza, consentivano di fare luce sulle proiezioni transnazionali delle attività illecite del gruppo che aveva costituito alcune società in Repubblica Slovacca e in Bulgaria e mediante le quali trasferivano la liquidità finanziaria, frutto della illecita negoziazione degli assegni circolari.

Implementava ed arricchiva il quadro investigativo l’approfondimento e lo sviluppo degli elementi contenuti in alcune segnalazioni di operazioni sospette in merito ad anomale ed incipienti movimentazioni finanziarie da e verso numerose società riconducibili agli indagati, attraverso vorticosi giri di denaro tra conti esteri ed italiani.

Le indagini sono tuttora in corso con particolare riguardo ai trasferimenti dei proventi illeciti e non si escludono ulteriori sviluppi anche riguardo a possibili collegamenti con la malavita organizzata.

ASTI. POLIZIA DI STATO. TRAFFICO DI DROGA, 20 ARRESTI E 42 INDAGATI.

Asti: operazione “Fiori dell’Est 2019” contro il traffico di droga, 42 indagati

operazione

La Polizia di Stato al termine dell’operazione denominata “Fiori dell’Est 2019” ha arrestato 20 persone che facevano parte di gruppi criminali composti da italiani e stranieri, che acquistavano la droga in Albania per smerciarla nelle piazze di spaccio di Asti.

In carcere sono finiti in 13 mentre altri 4 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari mentre per tutti gli altri è scattato l’obbligo della presentazione alla Polizia giudiziaria. Gli indagati sono 42 e devono rispondere traffico di droga, rapine, estorsioni e lesioni personali.

L’attività investigativa iniziata nel gennaio 2019 quando, attraverso i ripetuti servizi di contrasto dello spaccio nel capoluogo e nella provincia astigiana, i poliziotti hanno scoperto l’esistenza di una complessa rete di spacciatori e fornitori.

Gli investigatori dopo mesi di intercettazione e di servizi di osservazione hanno delineato uno spaccato dell’attività illecita degli indagati che, organizzati in gruppi distinti, alcuni dei quali in contatto tra loro, avevano costruito una redditizia attività di spaccio, soprattutto di cocaina.

Le numerose cessioni di droga erano sempre precedute da un’attenta attività di perlustrazione in auto o in scooter, delle zone individuate per gli incontri, allo scopo di verificare la presenza delle Forze dell’ordine.

Gli spacciatori, per la maggior parte pregiudicati, in alcune occasioni si sono resi responsabili anche di agguati nei confronti degli acquirenti per il recupero dei crediti.

Le vittime oltre a subire minacce riportavano anche lesioni fisiche serie.

Nel corso delle indagini è stato valutato un giro d’affari di circa 350 mila euro.

L’operazione si è svolta in collaborazione con le Squadre mobili di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Novara, Verbania, Biella, Aosta, Genova e Pavia e con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine di Torino e di sei Unità cinofile.

ASTI. BCUBE: A RISCHIO 210 POSTI DI LAVORO, INCONTRO IN PREFETTURA.

COMUNICATO STAMPA

BCUBE , DALL’INCONTRO IN PREFETTURA NULLA DI FATTO CGIL, INZIAMO LA MOBILITAZIONE E LA LOTTA : 210 LUCI ACCESE, PARI AL RISCHIO DELLA PERDITA DEI POSTI DI LAVORO

SI è svolto giovedì, in Prefettura, l’attesissimo incontro in Prefettura sul “caso” della BCUBE di Villanova d’Asti .

Come è noto, l ’appalto di FCA con BCUBE scadrà il 30 giugno prossimo e coinvolgerà circa 210 lavoratori. Nelle scorse settimane la BCUBE ha , infatti, annunciato le proprie difficoltà ad avere un’interlocuzione con FCA in merito appalto per la gestione logistica di alcuni prodotti del gruppo italo – statunitense con sede legale e fiscale in Olanda.

Come CGIL abbiamo immediatamente attivato i canali istituzionali necessari , che hanno prodotto l’incontro ufficiale di giovedì in Prefettura. In tale sede, BCUBE ci h a informato di aver ricevuto un’ offerta da FCA, che non ritiene percorribile per la durata – vale a dire un anno – né tantomeno per la sostenibilità economica. BCUBE ha , dunque, formulato a FCA una controproposta. Come CGIL abbiamo espresso la fortissima preoccupazione per l’ormai imminente scadenza dell’appalto con FCA , che determinerà l’esubero di 210 posti di lavoro, manifestando il rischio reale di mettere a repentaglio il futuro produttivo dell’intero sito di Villanova d’Asti, stabilimento che, tra lavoratori diretti ed indiretti, occupa circa 380 persone. La CGIL ri tiene fondamentale rinnovare l’appalto con FCA, per tutelare i lavoratori ed evitare che BCUBE riduca l’interesse e la propria presenza all’interno dell’impianto di Villanova d’Asti, lamentando altresì la mancanza di un piano industriale e di un alternativ a per il rilancio del sito stesso al fine di garantire occupazione e tutele ai lavoratori coinvolti. D opo l’i ncontro in Prefettura, BCUBE ha annunciato un probabile incontro con FCA la prossima settimana. Venerdì si sono svolte due assemblee tra i lavora tori di BCUBE , nella sede di Villanova, nel corso delle quali si è deciso di intraprendere azioni di protesta e di mobilitazione. La prima , mercoledì 3 giugno prossimo: alle ore 21 verranno accesi, ne i piazzal i della BCUBE di Villanova d’Asti e di Casale, 210 lumini , quali simbolo del la morte di 210 posti di lavoro. La mobilitazione proseguirà nelle settimane successive con altre manifestazioni e iniziative, compresa la mobilitazione dei lavoratori, per garantire la sopravvivenza del sito e dei posti di lavoro.

Asti, 30 maggio 2020

ASTI.TRE ARRESTI PER CAPORALATO NELLE VIGNE DELLA CAPITALE DEL VINO.

Il primo maggio in provincia di Asti lo ricorderemo perché il fenomeno del caporalato non è confinato al sud italia, ma è presente, radicato e diffuso anche al nord, dal veneto alle vigne di Asti dove in questi giorni sono stati operati tre arresti.

I Braccianti stranieri sfruttati e insultati.

Tre presunti “caporali” sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Canello(AT) ed hanno denunciato a piede libero 5 persone.

Le accuse vanno dallo sfruttamento del lavoro dei braccianti agricoli extracomunitari, alla discriminazione razziale fino all’intermediazione illecita.

Il lavoro dei braccianti agricoli nelle vigne dell’astigiano, originari di Nigeria, Gambia, Senegal e Mali, veniva pagato 3 euro l’ora durante la vendemmia nel Monferrato, per 10 ore di lavoro ininterrotto al giorno. 


I tre arrestati erano a capo di una cooperativa di Canelli.

I braccianti agricoli che erano sfruttati dal 2018 erano almeno 37, secondo quanto accertato dalle indagini dei carabinieri, e provenivano in prevalenza da centri di accoglienza per migranti. I lavoratori venivano sfruttati senza rispettare per i più basilari principi di sicurezza, in condizioni degradanti,molto spesso umiliati e insultati per la loro provenienza e alloggiati in stabili fatiscenti.

I caporali detraevano le spese di vitto, alloggio e il servizio di trasporto dalla paga giornaliera. Fatti lavorare per la maggior parte in nero mentre solo il 20% veniva denunciato all’Inps.

I cinque denunciati a piede libero si occupavano del trasporto e del controllo nelle vigne dei braccianti insieme a una Canellese, che gestiva la contabilità occulta dei profitti guadagnati e la corresponsione dei salari.