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GIRO D’ITALIA. TAPPA 3 BIELLA-CANALE, VAN DER HOORN PARTE IN FUGA E VINCE.

L’olandese beffa il gruppo dei velocisti più attesi.

Foto Andrea Amato – PhotoAgency

La tappa 3 del Giro d’Italia 2021 va a Taco Van Der Hoorn. In fuga fin dai primi chilometri, l’atleta della Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux, si sbarazza degli altri s sui tanti saliscendi arriva in solitaria alla linea di arrivo, resistendo al ritorno del gruppo. Merito del grande forcing della Bora-Hansgrohe che torna al successo dopo un lungo digiuno. La maglia rosa, che oggi compie 90 anni, resta sulle spalle di Filippo Ganna, che nella tappa 4 rischia di perderla in occasione del primo arrivo in salita a Sestola, sull’Appennino emiliano.

Il passaggio per il Monferrato ha toccato anche Asti, con un percorso che inizia da una delle entrate principali in città per poi concludersi in tangenziale dopo aver costeggiato Piazza Campo del Palio. Ad accogliere i corridori anche il pubblico, per lo più nonni coi propri nipoti visto anche la chiusura delle scuole per il passaggio del Giro D’Italia 2021.

ALESSANDRIA. PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE ALLA RSA CAPRA DI ALESSANDRIA.

La misura è colma !

La Cse sanità proclama lo stato di agitazione del personale della Rsa Capra di Alessandria Proclamato dal Sindacato Indipendente Cse sanità Dipartimento Flp lo STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale della Rsa Capra di Alessandria gestita dalla Sereni Orizzonti 1 spa.

La situazione è allo stremo, la struttura è allo sbaraglio ogni giorno i lavoratori sono costretti a confrontarsi con carenze di ogni tipo facendo tutto ciò che è in loro possesso per evitare di aggiungere disagio a disagio, Il futuro della struttura è incerto, sono presenti continui cambi a livello dirigenziale che provocano una “non gestione” della stessa struttura. Tutto ciò non è nuovo in quanto già nel 2020 era stato proclamato lo stato di agitazione a livello provinciale, dopo varie denunce terminate con gravi sanzioni inflitte all’azienda dagli organi competenti.

Ma nonostante tutto ciò la situazione continua a non migliorare, non vengono rispettate le minime normative vigenti in orario di lavoro, il personale è demansionato, la struttura è lasciata in balia di se stessa, insomma la Misura è colma! “Lamentiamo tra le tante cose, la mancata applicazione di un Contratto Collettivo Nazionale da inizio 2021, la totale assenza di relazioni sindacali e la disorganizzazione Aziendale– spiega Stefania Gallo, Coordinatore Territoriale della Cse sanità-Flp di Alessandria –.

Il grado di esasperazione all’interno di quella struttura è alto, nonostante che gli operatori per senso di responsabilità professionale e umana non hanno mai fatto un passo indietro per salvaguardare il benessere degli ospiti presenti in struttura ,neanche quando il pericolo Covid ha bussato alla porta della struttura. È ora di finirla, abbiamo bisogno dell’Intervento di S.E. il Prefetto”.

Chiediamo l’intervento della Prefettura , delle autorità locali e una vera presa di posizione da parte dell’Azienda al fine di poter risolvere definitivamente con serietà e impegno tutte le problematiche della struttura in questione, ritenendo gli atteggiamenti aziendali inaccettabili in quanto lesivi dei diritti dei lavoratori e degli ospiti stessi nonché limitativi delle prerogative sindacali e dell’immagine della nostra Organizzazione.

ASTI. NICHOLAS, INFLUENZER E YOUTUBER INSULTATO AL PARCO PERCHE’ TRAVESTITO….

Nicholas D. insultato al parco mentre era seduto su una panchina con una amica. L’offesa da parte di un signore(sich), che giustificare il suo insulto omofobo ha strumentalizzato la presenza di alcuni bambini: “Sei un travestito di merda, vattene perché ci sono dei bambini”.

Interviste realizzate in occasione del 1° Asti pride.

Nicholas D., influencer e youtuber, seguito da migliaia di persone ha voluto lanciare l’allarme perché, spiega: “io abito ad Asti, città in cui ci sono stati ben più di 3 suicidi di ragazzi omosessuali (miei amici) che non hanno avuto la forza di combattere l’ignoranza e la cattiveria di questa città”. 

Nicholas racconta che il signore che lo ha insultato: “mi stava quasi mettendo le mani addosso, è venuto faccia a faccia da me in modo molto prepotente dicendomi di allontanarmi dal parco, che è una zona per bambini e che io travestito di merda non dovrei starci. Ha continuato ad avvicinarsi sempre di più quasi come se volesse tirarmi una testata. Tutto questo perché ero a farmi i fatti miei su una tranquillissima altalena”.

Nicholas D. dopo gli insulti si è allontanato per tranquillizzarsi, per poi tornare “e come se non ci fosse un domani l’ho insultato dicendone di tutti i colori, fino al punto di chiamare i carabinieri. Ora io sono stanco, credetemi, ma non così stanco da togliermi la vita, quindi chiedo a voi di Asti e non, di condividere la merda che sono costretto a subire nel mio nome e nel nome dei miei amici che non ci sono più”.

L’associazione Asti Pride è intervenuta sull’episodio e spiegato che: ” bisogna essere sempre in prima linea nel combattere ogni atteggiamento caratterizzato da omo-lesbo-bi-transfobia”.

L’associazione Asti Pride ha ricordato che: “il 9 marzo, insieme ad altre Associazioni e professionisti del territorio, ha inaugurato la linea telefonica “l’abbraccio” (3714663204 – attiva ogni martedì dalle 15 alle 16) in collaborazione tra gli altri con Nodo Antidiscriminazione e Centro Anti-Violenza L’Orecchio di Venere: “Apprendiamo dai social network la denuncia di Nicholas in merito ad un presunto attacco transfobico. Motivo per cui ci siamo già attivati nel contattarlo. In attesa dell’approvazione definitiva di una Legge (purtroppo ora in balia di strategie e veti politici incrociati), la strada maestra è quella di denunciare l’accaduto alle autorità di polizia affinché si possa far luce, chiarezza e giustizia.

Video realizzato in occasione del 1°Asti Pride

In questo percorso, non certo facile dal punto di vista personale e burocratico, l’Associazione Asti Pride c’è e ci sarà sempre”. Tanti i messaggi di solidarietà per Nicholas da amici, conoscenti e residenti “Non rispondere al dolore con altro dolore, tira fuori il coraggio di andare sempre avanti”.

ASTI. G. di F. OPERAZIONE “FAKE TRAVEL” DA BOLOGNA AD ASTI.

Comando Provinciale Bologna

La Guardia di Finanza ha arrestato 2 persone in esecuzione dei provvedimenti emessi dal G.I.P. del Tribunale di Bologna – Dott.ssa Roberta Dioduardi, che operavano tra l’Emilia Romagna e la Lombardia, sequestrato beni, per un valore complessivo di oltre 500 mila euro, riconducibili ad altri 3 indagati residenti ad Asti, Milano e Roma, per i reati di truffa, indebito utilizzo di carte di credito, simulazione di reato e autoriciclaggio.

I provvedimenti al termine di un’indagine diretta dal P.M. Dott.ssa Antonella Scandellari e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna, denominata “FAKE TRAVELS”, nel corso della quale è stata smascherata un’agenzia di viaggi con sede legale in Cernusco Lombardone (LC) e sedi operative a Bologna e Asti.

Gli elementi raccolti durante le indagini hanno fatto emergere truffe organizzate dagli indagati che, attraverso sofisticati stratagemmi legati prevalentemente alla vendita di biglietti aerei e pacchetti turistici a privati, avevano messo a punto un collaudato meccanismo fraudolento, estremamente redditizio, con cui hanno ingannato numerosi clienti.

Le fiamme gialle hanno accertato l’invio a vari tour operator di ricevute di bonifici bancari, poi revocati, al fine di ottenere l’indebita erogazione di servizi turistici: gli operatori turistici truffati, che avevano chiesto all’agenzia di provvedere al pagamento con carta di credito, si sono in realtà visti corrispondere quanto dovuto tramite bonifici bancari che, una volta ottenuti voucher e altri documenti di viaggio, gli indagati provvedevano puntualmente a revocare.

È stata accertata la vendita di pacchetti turistici inesistenti di cui sono state raccolte numerose denunce da parte di persone che, a fronte del versamento di ingenti somme per il soggiorno presso lussuosi e attraenti resort su isole esotiche, una volta giunti a destinazione hanno purtroppo scoperto di essere stati truffati.

Tra le vittime del tour operator figurano istituti bancari con cui gli indagati avevano simulato la stipula di un accordo commerciale con un albergo, compiacente, consistente nella fornitura di servizi di ospitalità che, benché inesistenti, sono stati pagati con carte di credito.

L’agenzia provvedeva poi a disconoscere sistematicamente tali transazioni al fine di ottenerne il rimborso del controvalore dagli istituti bancari gestori delle predette carte di credito, per un importo complessivo di 100 mila euro circa.

Ma la truffa più rilevante ha riguardato la sottoscrizione di contratti di fornitura di biglietteria aerea con agenzie munite di licenza I.A.T.A., grazie ai quali gli indagati hanno ottenuto le “chiavi di accesso” necessarie per poter acquistare biglietti per conto dei clienti finali.

Avvalendosi di tali credenziali, l’agenzia finita nel mirino degli inquirenti ha acquistato biglietti aerei, attraverso il gestionale I.A.T.A., ha incassato il prezzo dei titoli di viaggio dagli acquirenti finali, ma successivamente inserito nella piattaforma di acquisto informatizzata strumenti di pagamento non idonei (vale a dire carte di credito incapienti, revocate o clonate).

Gli ingenti costi dei biglietti dovuti alle compagnie aeree ricadevano in tal modo sulle ignare agenzie licenziatarie I.A.T.A., uniche chiamate a rispondere nei confronti delle stesse compagnie.

Nel corso della perquisizione eseguita a Milano, uno degli arrestati è risultato essere in possesso di un falso documento di identità, probabilmente utilizzato per rendersi irreperibile dinanzi alle continue e pressanti richieste di rimborso da parte dei truffati che, nel tempo, hanno interessato anche il TG satirico “Striscia la Notizia”.

L’indagato è stato quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

L’attività testimonia l’attenzione che, da sempre, la Guardia di Finanza ripone nella salvaguardia dell’economia legale e nella tutela delle imprese sane e l’impegno della Procura della Repubblica di Bologna e del Corpo nella sinergica azione di contrasto ad ogni forma di illecito economico-finanziario, che trova nell’aggressione patrimoniale dei soggetti responsabili la forma più incisiva di ristoro dei cittadini onesti.

CUNEO. G.di F.- OPERAZIONE TRE CUNEI, SMATELLATA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E SEQUESTRI MILIONARI IN ITALIA E SPAGNA.

Cuneo, 22 gennaio 2021

Comando Provinciale Cuneo

La Guardi di Finanza della “Granda” ha sequestrato un lussuoso compendio immobiliare composto da villa e 52 terreni in Albaretto della Torre, in provincia di Cuneo, per un valore complessivo stimato in 5 milioni di euro.

Il sequestro, in esecuzione di una Misura di Prevenzione Patrimoniale emessa dal Tribunale di Torino, che le Fiamme Gialle della “Granda” hanno eseguito, a fine Dicembre 2020,ma è solo “la punta dell’iceberg” di una complessa indagine, di respiro internazionale, diretta dalla Procura della Repubblica di Asti ed eseguita dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del capoluogo, in coordinamento con l’Ufficio del Procuratore Anticorruzione ed il Giudice istruttore n.6 dell’Audiencia Nacional spagnoli

Le investigazioni iniziate due anni fa, dal Reparto cuneese, sono state orientate ad approfondire informazioni circa un nucleo familiare originario della Provincia di Cuneo che, nel corso degli anni, avrebbe riciclato in Italia proventi milionari di attività illecite nel territorio spagnolo.

I primi sviluppi delle attività d’indagine, eseguite sotto la direzione dell’Ufficio Giudiziario astigiano, aveva fatto emergere che un  soggetto pluripregiudicato, originario di Alba (CN), 77enne, dopo aver subìto in Italia condanne definitive per ricettazione, emissione di assegni a vuoto ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti, fine anni ‘80 si era rifugiato in Spagna ha proseguito le sue attività illecite.

L’uomo a seguito dell’Operazione Malaya, (una sorta di Mani Pulite che ha investito la Costa del Sol) è stato condannato definitivamente per corruzione, consistita nel versamento ad un pubblico amministratore di Marbella di 330 mila euro per ottenere favori nel settore urbanistico.

A suo carico un altro processo dinnanzi ai Giudici di Marbella per frode in danno della p.a. per il quale il Pubblico Ministero ha già chiesto la condanna.

In Spagna G.P. si è avvalso di una vera e propria galassia di Società del settore immobiliare, oltre 40, costituite avvalendosi di numerosi fiduciari e teste di legno, queste ultime per lo più vecchi conoscenti italiani resisi disponibili a prestare nome e firma senza in alcun modo ingerirsi nelle gestioni societarie.

I successivi steps investigativi dei finanzieri hanno accertavano che, nel periodo tra il 2006 ed il 2016, erano stati trasferiti in Italia circa 12 milioni di euro tratti da conti correnti spagnoli intestati allo stesso e a 4 società a lui riconducibili, ma intestati a loro volta alla figlia (oltre 6 milioni di euro) e, in parte, veicolati all’estero (in Svizzera e nuovamente in Spagna) a beneficio di società o su conti correnti riconducibili sempre al 77 enne.

Dati gli sviluppi delle indagini, sbarcate fuori dai confini nazionali, nel 2019 veniva costituita una Squadra Investigativa Comune (S.I.C.) tra le Autorità giudiziarie di Italia e Spagna, sotto l’egida e con il sostegno di Eurojust (Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale), organismo che assicura il coordinamento e la collaborazione giudiziaria tra le amministrazioni nazionali nelle attività di contrasto del terrorismo e delle forme gravi di criminalità organizzata che interessano più di un paese dell’UE.

La collaborazione inter-istituzionale ha impresso un svolata alle investigazioni e dato una decisiva efficacia e celerità nell’esecuzione dei correlati accertamenti di Polizia Giudiziaria.

Il supporto di Eurojust è consistito anche nella costituzione di un suo Centro di coordinamento per le operazioni poi svolte in territorio spagnolo nel febbraio 2020.

Dalla collaborazione raggiunta nell’ambito della S.I.C. (in inglese Joint Investigation Team – J.I.T.) e grazie anche alle indagini svolte dalle Fiamme Gialle di Cuneo, le autorità spagnole hanno potuto individuare un sodalizio criminale di stampo internazionale operante nella zona della Costa del Sol (Andalusia), dedito alla commissione di diversi reati previsti dalla normativa iberica (corruzione di pubblici ufficiali, traffico di influenze ed evasione fiscale) e di riciclaggio, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori in Italia, composto da soggetti residenti nei due Paesi.

Le attività hanno permesso alla Polizia Giudiziaria Spagnola, su disposizione dell’Ufficio del Procuratore Anticorruzione, di eseguire in Spagna numerosi provvedimenti tra cui 13 arresti, 1 mandato di cattura internazionale, 19 perquisizioni domiciliari, blocco di 106 rapporti bancari, sequestro di 47 immobili ubicati nel territorio della Provincia di Malaga, sequestro di 18 autoveicoli, denaro contante per circa 70 mila euro, monili, orologi di pregio, opere d’arte, quadri, sculture ed arredi per un valore stimato superiore ad un milione e mezzo di euro.

All’esecuzione dei provvedimenti, nell’ambito della c.d. Operazione Tenor, hanno partecipato ufficiali di Polizia Giudiziaria del Reparto cuneese.

In Italia a seguito le indagini delle Fiamme Gialle anche nell’ambito della S.I.C., la Procura della Repubblica di Asti ha presentato al Tribunale Ordinario di Torino – Sezione Misure di Prevenzione – una corposa proposta di sequestro – finalizzata alla confisca – fondata sulla pericolosità sociale del pregiudicato e sulla sproporzione di valore – rispetto al reddito dichiarato – del compendio immobiliare del Cuneese a lui riconducibile ancorché formalmente intestato ai figli.

Il Tribunale ha accolto la proposta di sequestro che le Fiamme Gialle hanno eseguito il 21 dicembre 2020. Contemporaneamente i giudici torinesi hanno fissato, per il 9 febbraio 2021, l’udienza per la discussione, nel contraddittorio con le difese, sulla richiesta di confisca.

Durante le indagini è stata fondamentale la sinergia con l’Ufficio del Procuratore Anticorruzione e le Forze di Polizia spagnole, così come è stato determinante il costante coordinamento di Eurojust, sia al fine di acquisire elementi di comprovata pericolosità “sociale” ed “economica” degli indagati, che per lo sviluppo delle indagini penali volte ad accertare le fattispecie di riciclaggio, compendiate in un parallelo procedimento.

Di particolare rilievo è la misura di prevenzione reale in argomento, non solo per l’elevato apporto tecnico-professionale resosi necessario per la sua formulazione, ma anche in considerazione delle sue non comuni peculiarità.

Infatti, il giudizio sulla pericolosità “sociale” del pregiudicato destinatario della proposta è stata fondata sulle attività delittuose commesse tanto in Italia, negli anni ’80, che in Spagna nel periodo successivo fino ad oggi.

L’operazione svolta valorizza al massimo i poteri di Polizia Economico Finanziaria del Corpo ed utilizza pienamente i penetranti poteri antimafia che lo Stato Italiano ha apprestato a contrasto della Criminalità Organizzata, con particolare riferimento all’aggressione degli illeciti patrimoni, da questa accumulati.