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ROMA. CONCERTONE DEL 1° MAGGIO:”ARTISTI SOLIDALI CON FEDEZ CONTRO TUTTE LE CENSURE”

Non si spegne l’eco delle polemiche seguite al concertone del 1° Maggio e al tentativo, poi smentito in seguito ai post polemici sui social e all’indignazione generale, del tentativo di censurare l’intervento di Fedez sul palco del concerto di Roma.

Fedez ha denunciato in un video postato su facebook un tentativo di censurare il suo intervento sul palco durante la sua esibizione.

Chiara Ferragni si schiera a favore di Fedez senza se e senza ma e su Instagram scrive: ”Devo dire che sono super fiera di Fedez, non potrei essere più fiera di così’. Avere il coraggio di andare contro tutto e contro tutti per dire quello che si pensa non è cosa da poco”.

Fedez racconta su un lungo post che riportiamo integralmente:

“Mi assumo le responsabilità di ciò che dico e faccio. Sappiate che il contenuto di questo discorso è stato definito come inopportuno dalla vice direttrice di Rai Tre. Buon Primo Maggio e buona festa dei lavoratori, anche a chi un lavoro non ce l’ha e non ha potuto, da oltre un anno. E quale migliore occasione per celebrare la festa dei non lavoratori se non un palco?Per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa. Caro Mario (Draghi, ndr), io capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamo che il numero dei lavoratori del Calcio e il numero dei lavoratori dello Spettacolo si equivalgono. Quindi non dico di spendere qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da quest’emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate sino ad oggi. Quindi Caro Mario, come si è esposto nel merito della SuperLega con grande tempestività sarebbe altrettanto gradito il suo intervento per il mondo dello spettacolo.Due parole sull’uomo del momento, il sonnecchiante Ostellari. Ecco Ostellari, ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare quindi massima espressione del popolo, che è già stato approvato alla Camera, come il ddl Zan può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo. Cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza, vorrei decantarvi un po’ dei loro aforismi. «Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno», Giovanni De Paoli consigliere regionale Lega Liguria. «I gay? Che inizino a comportarsi come tutte le persone normali», Alessandro Rinaldi consigliere per la Lega Reggio Emilia. «Gay vittime di aberrazioni della natura», Luca Lepore e Massimiliano Bastoni consiglieri comunali leghisti. «I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie», Alberto Zelger consigliere comunale della Lega Nord a Verona. «Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza» Stella Khorosheva candidata leghista. «Fanno iniezioni ai bambini per farli diventare gay», candidata della Lega Giuliana Livigni.Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan e allora vediamole queste priorità: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l’Etichettatura del vino; la riorganizzazione del Coni; l’indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano; e per non farsi mancare niente il reintegro del vitalizio di Formigoni. Quindi secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza. Ma a proposito di diritto alla vita, il presidente dell’associazione Pro-vita, l’ultracattolico e antiabortista Jacopo Coghe amicone del leghista Pillon in questi mesi è stato la prima voce a sollevarsi contro il ddl Zan. L’antiabortista non si è accorto però che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo. Quindi cari antiabortisti, caro Pillon purtroppo avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori, e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia”

Buon Primo Maggio!

La redazione del Quotidiano on line si associa all’intervento di Fedez a cui augura buon primo maggio e di continuare a difendere il diritto di libertà di parola, critica e pensiero.

Buon lavoro Fedez

TORINO. 1°MAGGIO DI LOTTA E DI GOVERNO. LA CLASSE OPERAIA DIMENTICATA.

Quanti secoli sono passati dalla rappresentazione del Quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo? Tanti, troppi.

La società è cambiata, il mondo è cambiato, la classe operaia non è più la stessa che abbiamo conosciuto nel XX secolo, ma non sono cambiati gli scontri di piazza, anzi lo scontro di piazza.

A ricordarcelo gli ennesimi incidenti, che tutti gli anni accompagnano la manifestazione del 1° maggio, di oggi a Torino tra manifestanti No Tav e Polizia. E pensare che in un tempo non lontano il M5S appoggiava la lotta dei Valsusini contro il treno ad alta velocità.

Ma che cosa è un 1° maggio, festa del lavoro, senza la classe operaia, senza la lotta secolare che oppone il potere padronale alla voglia di riscatto della classe operaia?

La festa del 1° maggio che il Covid ha ridotto a una rappresentazione mediatica, una trasmissione televisiva che solo la granitica resistenza di alcuni vip non ha trasformato in un reality show.

Torino per un giorno è tornata ad essere la capitale dello scontro sociale in Italia. Polizia e NoTav si sono scontrati in Piazza Castello.

I momenti di tensione e gli scontri in piazza Castello in occasione della manifestazione per il Primo Maggio organizzato dall’opposizione sociale, NoTav, antagonisti e anarchici.

Il corteo non autorizzato per le norme Covid è partito lo stesso.

Da Piazza Vittorio a piazza Castello dove si è ricongiunto con il presidio organizzato da Cub, Usb, disoccupati, ma quando il corteo ha tentato di girare verso piazza Palazzo di Città la Polizia è intervenuta e sono partite le cariche. 

I manifestanti volevano raggiungere la piazza del Comune dove si stavano svolgendo le celebrazioni istituzionali con la sindaca Appendino e l’Arcivescono Nosiglia e i segretari dei sindacati confederali. 

Blindata piazza San Carlo dove è stato allestito un maxi schermo per le celebrazioni.

TORINO. POLIZIA DI STATO. SCONTRI 1° MAGGIO 2019, UN ARRESTO E TRE DIVIETI DI DIMORA.

I poliziotti della Digos di Torino al termine dell’indagine per gli scontri del 1° maggio 2019 hanno chiesto un arresto domiciliare, tre divieti di dimora a Torino e nei comuni della Val Susa oltre a nove obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. L’indagine condotta dalla Digos di Torino nei confronti di leader e militanti del centro sociale Askatasuna per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata aggravata.

Per uno dei leader storici che nell’occasione aveva ricoperto il ruolo di coordinamento e direzione nelle fasi violente della manifestazione sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Tra i destinatari dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria la storica portavoce di Askatasuna, attualmente detenuta in carcere per altri reati, per aver assunto il ruolo di speaker ufficiale del corteo il 1° maggio 2019, fomentando ed incitando i militanti.

I militanti di Askatasuna durante la manifestazione posizionati in testa al corteo composto da circa 2 mila persone, legate al movimento No-Tav, all’area anarchica e ai vari movimenti antagonisti cittadini, agirono in modo violento anche contro le Forze dell’ordine con l’obiettivo di dare una connotazione “NoTav” al tradizionale corteo dei lavoratori.

Poco prima della partenza del corteo istituzionale i militanti di Askatasuna avevano più volte tentato di sfondare i cordoni delle Forze di polizia, riuscendo poi a sorpassare, all’inizio della manifestazione, il furgone del partito Liberi e Uguali, tentando successivamente di scavalcare lo spezzone del Partito Democratico, aggredendo, in più occasioni, sia alcuni esponenti politici che i componenti del servizio d’ordine del partito, uno violentemente colpito con calci e pugni.

I manifestanti avevano poi tentato di sfondare un altro cordone di polizia, costringendo gli agenti ad intervenire dopo il lancio di bottiglie, aste di bandiere ed altri oggetti contundenti a causa del quale era rimasto lievemente ferito un agente della questura.

I poliziotti della Digos hanno individuato e denunciato in stato di libertà altri 30 militanti d’area per reati simili.