Categoria: Serie A

GENOVA. SAMDPORIA 0 NAPOLI 2. LA GARA NEL SEGNO DI SINISA E GIANLUCA.

Servizio Giuseppe Amato/Quotidiano on line

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La 17^ giornata di serie A si è disputata nello stadio Luigi Ferraris a Genova la capolista Napoli ha affrontato i blucerchiati contro cui ha vinto le ultime sette sfide.

Le formazioni ufficiali

Sampdoria: Audero, Augello, Verre, Rincon, Lammers, Veira, Nuytinck, Murillo, Gabbiadini, Muru, Leris.

All. Dejan Stankovic

Napoli: Meret, Kim, Jesus, Rui, Elams, Osimhen, Politano, Di Lorenzo, Lobokta, Kvaratskhelia, Anguissa.

All. Luciano Spalletti.

Direttore di gara Abisso di Palermo; assistenti Bercigli(Fi), Cecconi(Empoli), 4° ufficiale Marinelli(Tivoli), Var Valeri(Rm), Avar S.Longo( Paola).

LA FOTOCRONACA DELLA PARTITA

Prima del calcio di inizio della partita i calciatori, che si sono allenati con la maglia numero 9 e i tifosi presenti nello stadio Ferraris hanno voluto rendere omaggio a Gianluca Vialli, che con la Samp vinse l’unico scudetto della società, e a Sinisa Mihajlovic.

Il calcio di inizio affidato a el Napoli e Sampdoria che attacca dalla destra della tribuna.

Primi minuti di gioco con le squadre che si studiano e il tentativo di Anguissa di superare la difesa blucerchiata è terminato con un infortunio del giocatore, ripresosi dopo l’intervento medico. Protestano i giocatori del Napoli per il contatto in area, dopo aver consultato il Var il direttore di gara assegna il calcio di rigore a favore dei partenopei. Politano dal dischetto colpisce il palo e la difesa blucerchiata si rifugia in calcio d’angolo.

Prima occasione per la Sampdoria con Verre che ruba palla a centro campo serve Murillo che sbaglia, ma Gabbiadini si impossessa del pallone, complice la difesa del Napoli troppo distratta, e tira troppo centrale.

Ancora un brivido per parte con Elmas che impegna Audero e poi Verre che dalla distanza prova il tiro, Meret manda in angolo.

Il Napoli attacca con decisione l’area blucerchiata, Anguissa servito in area da Di Lorenzo gira di testa e Audero si rifugia in corner.

Lunga discesa del Napoli, Jesus che serve Oshimen in area e partenopei in vantaggio.

Sampdoria 0 Napoli 1

I blucerchiati provano a reagire, ma è ancora una volta il Napoli a sfiorare il raddoppio con Anguissa che servito da Politano sfiora il palo.

Le squadre continuano a studiarsi mentre a proporsi in attacco senza sortire alcun effetto sono Lammers per i blucerchiati e kvaratskhelia, che ha provato, con una discesa solitaria, a portarsi davanti alla porta difesa da Audero, palla altissima sulla travesa.

Il Napoli attacca con Osimhen atterrato al limite dell’area, rosso diretto per Rincon, blucerchiati in 10 dal 39° del primo tempo.

La ripartenza dl Napoli dopo un tentativo di affondo dei blucerchiati si conclude con un giallo per Murillo per un fallo su kvaratskhelia.

5′ di recupero al termine del primo tempo e Napoli che conduce per 1 a 0, Sampdoria in 10 per l’espulsione di Rincon.

Secondo tempo

La Sampdoria sostituisce Gabbiadini e Murillo con 0.Djuricic e Zanoli. Il Napoli Kim con Rrahmani

La ripresa non cambia l’approccio alla gara del Napoli mentre ariva un nuovo brivido per Audero che blocca in due tempi con Oshimen apposta a un passo.

Il Napoli in vantagio per una rete a zero e la Samp in dieci per l’espulsione di Rincon ha potuto gestire il secondo tempo senza patire le ripartenze dei blucerchiati.

Sostituzione di Verre con Villar

Giallo per Anguissa per fallo in ripartenza

Nel Napoli esce kvaratskhelia.entra Lozano

Anguissa esce per fare spazio a Ndombele

Giallo per Leris

Il Napoli guadagna il secondo rigore della partita per un tocco di mano. Dal dischetto Elmas raddoppia per i partenopei.

Sampdoria 0 Napoli 2

Sostituzione nella Samp esce Lammers e Veira entrano Montevago e Paoletti.

Il Napoli sostituisce Elmas con Raspadori

4 minuti di recupero e il Napoli in vantaggio di due reti a zero che gestisce la partita con tutta tranquillità.

L’ultimo brivido per i blucerchiati alla fine dei tempi di recupero con la palla che sfiora la traversa e finisce in angolo.

TORINO. JUVENTUS 1 UDINESE 0, IL RICORDO DI GIANLUCA VIALLI.

L’occasione della prima partita dopo la morte di Gianluca Vialli ha suscitato grande commozione nella curva, le tribune e isul terreno di gioco dell’Allianz Stadium. Il fischio di inzio della gara solo dopo aver commemorato la memoria del campione a luci spente e nel silenzio più assoluto.

Gianluca Pessotto, al centro del campo, ha ricordato il campione scomparso a 58 anni: “Ciao Luca. Siamo sicuri che stasera sei qui da qualche parte in mezzo a noi. Siamo venuti qui in tanti per farti sapere che non ti dimenticheremo mai e non smetteremo mai di volerti bene. Sei stato una guida, in campo e fuori. Pessotto visibilmente emozionato ha ricordato il suo ex compagno ed ex capitano bianconero. Compagno di spogliatoio, di vittorie. Capitano, amico. Nessuno potrà scordare la tua ironia, la tua classe, il tuo carisma, la tua tenacia, le emozioni che ci hai regalato con le tue giocate e i tuoi gol. Ci mancheranno i tuoi sorrisi. Siamo qui allo stadio pronti ad abbracciarti, così come lo siamo sempre stati per esultare ad ogni tua prodezza. Ciao capitano fai buon viaggio, ti vogliamo bene“.

I tifosi non hanno fatto mancare il saluto al campione che ci ha lasciati: “Gianluca e Gaetano 2 grandi capitani riuniti nel cielo. Vialli sempre nei nostri cuori” ed hanno voluto ricordare sia l’attaccante cremonese che il compianto libero Gaetano Scirea, scomparso il 3 settembre 1989 in un tragico incidente automobilistico a Babsk, in Polonia. 

LA FOTOCRONACA DELLA PARTITA CURATA DA Andrea Amato/PhotoAgency

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TORINO. JUVENTUS, SI DIMETTONO ANDREA AGNELLI E TUTTO IL CDA BIANCONERO.

Un terremoto ha scosso lo sport torinese e italiano, Andrea Agnelli si è dimesso dalla carica di presidente dopo dodici anni seguito dal vice Nedved e dall’intero Cda Juventus. Il nuovo direttore generale è Maurizio Scanavino.

La seduta straordinaria del consiglio di amministrazione di lunedì 28 novembre ha sancito il cambio ai vertici della società bianconera: Andrea Agnelli si dimesso insinìeme all’intero cda, il vice Pavel Nedved e l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene.

Il nuovo direttore generale è Maurizio Scanavino mentre si chiude un ciclo durato 12 anni in cui la società bianconera ha conquistato 9 scudetti di fila.

La decisione arriva in seguito alle inchieste sui bilanci della società e alle ultime contestazioni della Consob mentre le azioni del cda sono sotto la lente della procura di Torino nell’indagine Prisma sulle plusvalenze.

Gli inquirenti indagano sul sopsetto che i bilanci societari di tre anni, approvati il 24 ottobre 2019, il 15 ottobre 2020 e il 29 ottobre 2021, siano stati alterati attraverso scambi tra giocatori e manovre sugli stipendi.

Un ombra che oscura la società, secondo l’accusa, coivolgerebbe i giocatori che avrebbero rinunciato a una sola mensilità invece che alle quattro annunciate.

La società ha diffuso un comunicato in cui spiega di aver riesaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., società di revisione di Juventus in seguito alla quale sono state comunicate le le dimissioni dei vertici. Ma al fine di rafforzare il management della società, il consiglio di amministrazione ha deliberato di conferire l’incarico di Direttore Generale al dottor Maurizio Scanavino.

Nel comunicato si spiega che “i membri del consiglio di amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo consiglio di amministrazione che affronti questi temi. A tal fine, su proposta del presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli azionisti, tutti i componenti del consiglio di amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico”.

La società inoltre sottolinea la volontà di collaborare e cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura.

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TORINO. JUVENTUS 3 LAZIO 0. SEI VITTORIE CONSECUTIVE E TERZO POSTO PER CHIUDERE IL 2022.

JUVE-LAZIO | LA PARTITA

Servizio e foto a cura dell’ufficio stampa Juventus f.c.

Sei.

Le vittorie di fila della Juve, compresa quella scintillante, di stasera, contro una Lazio coriacea, che significa sorpasso ai biancazzurri e terzo posto per chiudere in bellezza il 2022, prima della pausa per i Mondiali.

INIZIO IN EQUILIBRIO

Inizio di partita equilibrato, con le squadre attente soprattutto nella fase centrale, dove si crea gioco. La Juve però ha un buon approccio alla gara, vince qualche buon contrasto in zone nevralgiche e al quinto si fa viva dalle parti di Provedel con Kean, che scarica un rasoterra diagonale da sinistra senza trovare la porta. Risponde subito la Lazio con una bella imbucata di Milinkovic Savic che trova l’uscita attenta di Szczesny.

Minuto 11: Fagioli ormai ci ha preso gusto e cerca il terzo gol in pochi giorni, raccogliendo una bella assistenza di Kostic da sinistra: Provedel si deve distendere per bloccare in due tempi. Al 19′ Milik rompe l’equilibrio che si vedeva in campo da qualche minuto, raccoglie un lungo lancio dalle retrovie con un aggancio spettacolare sulla corsa, ci prova a giro dal limite ma non trova la porta per una questione di centimetri. La gara è molto equilibrata, la Lazio fa apprezzare un buon palleggio, ma la Juve è in campo, con la testa e con le gambe, e concede pressoché niente.

ANCORA MOISE A SPACCARE LA PARTITA

Con il passare dei minuti la Lazio cresce, la Juve crea meno, anche se non soffre: la seconda parte della prima frazione vede un possesso a favore degli ospiti ma, fatta eccezione per una pennellata di Pedro da lontano, su cui Szczesny vola da campione, di pericoli non ce ne sono. Poi, proprio verso la fine del tempo, Kean, come a Verona, spacca la partita. Ancora una volta fondamentale la giocata di Rabiot, che pulisce un pallone “rubandolo” a Milinkovic-Savic e lancia Moise, il cui pallonetto su Provedel in uscita è perfetto.

Sul boato dell’Allianz Stadium, di fatto, si chiude un bel primo tempo.

Alla ripresa delle ostilità, è di nuovo Juve: passano 3 minuti e Milik sfrutta l’assist di Kostic e scalda i guantoni al portiere biancazzurro, che pochi secondi dopo si ripete su Locatelli dalla distanza.

Al 54′ la Juve raddoppia: Kostic fa partire una saetta che Provedel riesce solo a respingere: lì c’è ancora Moise, che è implacabile. Due a zero, Juve padrona del campo e, a distanza di una settimana dall’Inter, Allianz Stadium di nuovo in festa.

CONTROLLO, QUALITA’ E QUANTITA’

Ma è ancora lunga: al 61′ Szczesny si oppone in tuffo su Luis Alberto, chiuso comunque ottimamente da Cuadrado e Gatti, tre minuti dopo Tek si ripete su una conclusione (debole) di Pedro. Attenzione però, perchè in mezzo c’è ancora un Kean da applausi che al 63′ va via in progressione e viene fermato da Provedel, a conferma di come la partita continui a essere davvero gradevole, da ambo i lati.

Meriterebbe il gol anche Milik, che al 74′ sfrutta una buona iniziativa del neo entrato Di Maria a sinistra, si accentra ma si vede sporcare la conclusione. La Juve adesso è in gestione, i ritmi si abbassano ma nemmeno troppo, la partita resta vivace, anche se di occasioni da gol ne arrivano meno: dopotutto, il match è esattamente dove i bianconeri avevano sperato, e pianificato, che fosse.

E la chiusura del match non potrebbe essere migliore: Chiesa mette in mezzo un assist al bacio da sinistra per MIlik, che insacca quel gol, meritatissimo, come dicevamo in precedenza.

CI VEDIAMO NEL 2023

Tre a zero e c’è ancora tempo per due piccoli brividi per la Juve nel recupero, la traversa sfiorata da Vecino e la conclusione di Felipe Anderson su cui Szczesny si guadagna gli applausi dello stadio.

Stadio che, pochi secondi dopo, celebra con un’ovazione i bianconeri, che chiudono il 2022 come meglio, davvero, non si poteva immaginare.

Adesso siamo terzi, a due punti dal Milan. Il Napoli, per ora, è lontano, ma da gennaio di partite da giocare ce ne sono tantissime.

Non vediamo l’ora che si ricominci.

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JUVENTUS – LAZIO 3-0

Rete: 43′, 54′ Kean, 89′ Milik

JUVENTUS: Szczesny; Bremer, Gatti, Danilo; Cuadrado, Fagioli, Locatelli (84′ Paredes), Rabiot, Kostic (64′ Chiesa); Milik, Kean (62′ Di Maria). A disposizione: Pinsoglio, Scaglia, Bonucci, Miretti, Rugani, Soulé, Barbieri. Allenatore: Allegri

LAZIO: Provedel; Hysaj (69′ Gila), Casale, Romagnoli, Marusic; Milinkovic (78′ Marcos Antonio), Cataldi (58′ Vecino), Basic (59′ Luis Alberto); Romero (69′ Cancellieri), Felipe Anderson, Pedro. A disposizione: Luis Maximiliano, Adamonis, Kamenovic, Radu, Bertini. Allenatore: Sarri

Arbitro: Massa

Ammoniti: 25′ Gatti (J), 26′ Bremer (J), 27′ Milinkovic (L)

VERONA. HELLAS VERONA 0 JUVENTUS , IL LAMPO DI KEAN, UNA GESTIONE PERFETTA CHE VALE TRE PUNTI.

HELLAS VERONA-JUVENTUS | LA PARTITA

Servizio e foto a cura dell’ufficio stampa Juventus f.c.

Il lampo di Kean, una gestione perfetta e tre punti.

Questa la sintesi della serata del Bentegodi, con la Juve che in un colpo solo, complice i risultati degli avversari, si ritrova terza (in attesa della partita della Lazio) a soli due punti dal Milan secondo.

LA GARA

Il Verona parte forte: l’inizio è dinamico e su ritmi alti, al terzo minuto il primo squillo è di Sulemana, che raccoglie un rinvio da calcio d’angolo della difesa bianconera e scarica la conclusione, fuori di poco.

La Juve gradatamente esce col giro palla, cerca la velocità con Kostic, che al 14′ prova a capitalizzare l’imbeccata di Milik e a crossare mettendo in difficoltà la difesa scaligera che libera. La risposta veronese è in un tentativo di Lasagna dalla distanza, che non crea problemi a Perin, e soprattutto in un’iniziativa di Djuric che costringe Danilo a un intervento splendido e decisivo in difesa, per tempismo e qualità.

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ESCE LA JUVE

Il match resta equilibrato, la Juve mantiene un possesso palla più marcato, il Verona cerca gli strappi ma fra il 21′ e il 30′ è la Juve a farsi viva, con Milik (tiro bloccato) e con Fagioli, che non inquadra lo specchio. Sette minuti dopo la conclusione più pericolosa dei bianconeri, a firma Locatelli, che raccoglie un cross di Milik e impegna Montipò in corner.

Proprio allo scadere del primo tempo l’occasione più nitida del match fino a questo momento, con Sulemana va via a destra e incrocia verso la porta di Perin: il suo diagonale esce sul palo lontano per una questione di centimetri.

Il primo tempo si chiude con un equilibrio nelle conclusioni, un possesso bianconero e un’occasione gol per i padroni di casa: il pari a reti inviolate, per ora, è il risultato più giusto.

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RIPRESA A TUTTO KEAN

Nel primo quarto d’ora della ripresa Moise diventa una vera spina nel fianco per la difesa veronese: al 53′ viene anticipato sull’ottimo assist di Cuadrado, al 58′ manca di un soffio l’appuntamento con un cross invitante di Rabiot da destra; due minuti dopo la stessa premiata ditta si ripete, e l’esito è dei migliori. Adrien apre al numero 18, che calcia sul palo vicino battendo Montipò in uscita nonostante una deviazione.

REAZIONE VERONA, CONTROLLO JUVE

La squadra di casa accusa il colpo, ma quantomeno per un quarto d’ora la reazione veronese è in un paio di tentativi di Lasagna, che non creano pericoli dalle parti di Perin. Gli ultimi 10 minuti del match vedono il Verona, come attendiibile, praticare un forcing più marcato: a 5 minuti dalla fine della partita il VAR annulla la decisione di un penalty per il Verona perchè Bonucci non commette fallo in area, avendo anticipato l’avversario, in questo caso Verdi; è di fatto questo l’ultimo (e forse unico) vero brivido corso dalla difesa bianconera dopo il gol segnato, fino al rosso ad Alex Sandro, che commette fallo su Lasagna lanciato a rete nel primo minuto di recupero. La seguente punizione calciata da Verdi è alta sulla traversa.

La Juve sospira di sollievo, porta a casa tre punti di importanza fondamentale e ancora un clean sheet. E arriva con il morale a mille all’ultima sfida del 2022: domenica all’Allianz arriva la Lazio.