Categoria: QUARGNENTO

QUARGNENTO. DOMENICA DELLE PALME CON L’ENS-AL ASPETTANDO LA FESTIVITA’ DI PASQUA.

Foto di gruppo dell’ENS-AL

Quargnento. Celebrata da don Andrea Alessio la festa delle Palme nel borgo di Quargnento, assente il parroco don Mario Bianchi impegnato a Coubon, dopo la benedizione degli ulivi nella casa di riposo per Anziani, dedicata a madre Teresa Michel, insieme ai ragazzi della parrocchia di Quargnento in processione si è recato nella Basilica minore di San Dalmazio.

Nella cornice della Basilica di San Dalmazio, in occasione della festa delle Palme, ha gradito la presenza di un nutrito gruppo di sordomuti della ENS-AL, coadiuvati da Elisabetta Rocca che ha tradotto le letture nel linguaggio dei gesti, che hanno partecipato alla benedizione dell’ulivo e poi alla Santa messa in Basilica.

Il servizio fotografico e video della giornata sono stati realizzati da Giuseppe Amato per il Quotidiano on line.

QUARGNENTO. DON MAX, PADRE PASSIONISTA, PARLA DELLA VITA DI MADRE LEONARDA.

Nella cornice della Basilica minore di San Dalmazio padre Max Anselmi, ospite di don Mario Bianchi, ha presentato un opuscolo sulla di Madre Leonarda, quargnentina di nascita, segretaria dell’Azione Cattolica di Alessandria e infine suora nel convento delle passioniste di Ovada. Quest’anno verrà beatificata dal Papa.

QUARGNENTO. IL PAESE SI STRINGE NEL DOLORE DANDO L’ADDIO A GIUSEPPE GARAU. ”UN FRATELLO ED UN ESEMPIO PER TUTTI” QUESTE LE PAROLE DEL SINDACO.

Oggi, nella Basilica di Quargnento, si sono svolti i funerali dell’assessore Giuseppe Garau. Il paese si ferma riunendosi in preghiera per dare l’ultimo saluto all’amico di tutti. ”Un uomo esemplare, sempre disponibile, aiutava tutti è stato un vero amico e fratello che lascerà un vuoto incolmabile.” queste le parole del sindaco di Quargnento, Luigi Benzi, ricordandolo durante l’intervento a fine messa.

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Assessore comunale, Garau è stato anche capogruppo di maggioranza dal 2009 al 2014 e dal punto di vista sportivo il suo nome è legato alla squadra di calcio del paese, nel ruolo di presidente e vice presidente oltre che componente del consiglio direttivo.

Domenica, in occasione della gara casalinga tra Quargnento e Fortitudo, la squadra di casa scenderà in campo col lutto al braccio e, prima del fischio d’inizio, sarà osservato un minuto di raccoglimento.

 

 

QUARGNENTO.CHIESA DELLA S.S. TRINITA’: NOTE APPESE A UN FILO IL 27 GENNAIO,GIORNO DELLA MEMORIA.

Il giorno della memoria è stato ricordato nella ex chiesa della S.S.Trinità con la presentazione di uno spettacolo teatrale/ concerto della compagnia Filodrammatica Teatro Insieme e la partecipazione della prof.ssa Cecilia Brovero.

La musica nei campi di sterminio, la sua forza creativa e distruttiva ha fatto da filo conduttore allo spettacolo: La musica è la parte principale dell’educazione perché ritmo e armonia sono particolarmente adatte a penetrare l’anima.


Essa dona insieme un’ anima ai nostri cuori, delle ali ai pensieri, uno sviluppo all’immaginazione.

Essa è carme della tristezza, alla gaiezza, alla vita a tutte le cose.

Essa è un’essenza del tempo e si eleva a tutte quelle forme invisibili, abbagliante e appassionatamente eterna.

La musica può donare delle ali ai vostri pensieri e illuminare la vostra anima di una luce eterna.

Quando nei confronti dei rapporti umani si fa uso dell’armonia, del ritmo e della comprensione intima dell’altro ciò è come far della musica.

La musica è la migliore medicina dell’anima.

PLATONE
L’aggiornamento con i video nel prossimo articolo.

QUARGNENTO.LA GIORNATA DELLA MEMORIA,(MA QUALCUNO L’HA PERSA PER STRADA O NON L’HA MAI AVUTA).

Il 27 gennaio del 1945, le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, liberando i pochi prigionieri superstiti. Per liberare l’Europa dal nazifascismo l’Urss sacrificò 10 milioni e 400 mila soldati. 
“Abbattemmo i cancelli ed entrammo nel campo puzzolente di carne bruciata. Davanti a noi l’inferno. È indicibile il mostro che si nasconde nella pancia della democrazia. Noi lo abbiamo visto” 
(Un soldato dell’Armata rossa che liberò Auschwitz il 27 gennaio 1945)

Il titolo dell’articolo può sembrare polemico,ma non lo è, purtroppo è la triste realtà che stiamo vivendo da alcuni mesi a questa parte.

Un ministro che anche in questa occasione ha voluto trasformare un evento catastrofico, che con milioni di morti meriterebbe di essere ricordato degnamente,in una passerella, una carnevalata degna del peggior attore comico, che nella sua comicità porta solo odio, rancore, violenza verbale che sconfina in quella fisica, di cui alcuni si fanno scudo e giustificano.

Il giorno della memoria con i suoi lutti, i suoi odori, i suoi morti nei campi di concentramento nazi-fascisti, si nazi-fascisti perché il fascismo nostrano non fu solo complice del dramma della deportazione di milioni di persone, ma ne fu direttamente responsabile con la promulgazione e l’attuazione delle leggi razziali.

Oggi ho trovato una scritto su facebook, il profilo è di Daniele Cinà, che ripropongo integralmente perché arrivi al ministro dell’odio e della vergogna, non perché faccia ammenda( cosa di cui non è capace, ci vuole integrità morale, ci vuole umanità, spirito caritatevole verso i più deboli mentre il ministro dell’odio non ha nessuna di queste virtù che distinguono un uomo da una bestia).

LA STORIA CHE HA FATTO IMPAZZIRE SALVINI

Un ragazzo tunisino che vive a Bernalda, un piccolo comune in provincia di Matera, è disperato. Ha appena ricevuto la più brutta delle telefonate. La sorella, che vive a Napoli con il resto della famiglia, gli ha comunicato che purtroppo loro madre è morta. È stata colta da infarto e se n’è andata. Lui vuole assolutamente andare a dare l’ultimo saluto alla madre. Ma non può.
È disoccupato. Pur essendo munito di regolare permesso di soggiorno, da mesi non riesce a trovare lavoro nei campi. In poche parole, non ha nemmeno i soldi per comprarsi il biglietto del treno e andare al funerale della madre. 
Non sa che fare. 
È solo. È triste. Piange pensando alla madre.
Nella disperazione, l’unico posto dove ha il coraggio di bussare è la caserma dei Carabinieri, presidio dello Stato in tutti i comuni d’Italia. I carabinieri lo hanno accolto. Gli hanno offerto un bicchiere d’acqua per farlo calmare. Lo hanno fatto sfogare. Lo hanno ascoltato. Lo hanno aiutato. E così, un paio di telefonate per verificare tutto, e i carabinieri si sono subito messi all’opera per raccogliere i soldi necessari per i biglietti del pullman. Una colletta veloce, per fare in modo che possa salutare la madre. Italiani veri. Che portano la divisa con orgoglio. Che non alzano le mani impotenti, ma che le mettono nel loro portafogli e aiutano. Senza post, senza dirette social, senza tweet. In un rispettoso silenzio.
Salvini si traveste da carabiniere ma non sarà mai un carabiniere. Perché non avrà mai il coraggio di essere umano come questi carabinieri, orgoglio del popolo italiano, unito e generoso.

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