Categoria: PROVINCIA

ALESSANDRIA. PENSIONE ABUSIVA, 101 CANI SEQUESTRATI.

L’ASL- AL e il Comune di Alessandria, relativamente al sequestro amministrativo dei cani della signora Paola Lorenzetti, avvenuto nell’anno 2016, per chiarire l’operato svolto ed i fatti accaduti comunicano quanto segue: Il sequestro amministrativo dei 101 cani detenuti è avvenuto il 19/04/2016.
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Gli animali sequestrati non erano randagi accolti per puro e pietoso spirito animalista, ma la quasi totalità di essi erano dotati di microchip e riconducibili ad un proprietario.
Di fatto, all’interno dei locali della signora Lorenzetti, veniva effettuata un’attività di pensione abusiva a fronte di compensi più o meno consistenti.
L’attività di indagine che è stata svolta ha avuto risvolti nazionali rilevando che i cani presenti, provenienti per la maggior parte con staffette da ogni parte d’ Italia, erano formalmente “adottati” da persone che desideravano liberare gli animali da canili lager, segnalati sui social network e che trovandosi di fatto nell’impossibilità di ospitare il cane liberato presso la loro abitazione, collocavano l’animale in stallo presso la struttura ‘paradiso di Naif’, gestita dalla signora Lorenzetti.
Nella pratica, dunque, i cani venivano adottati da ignari proprietari che acconsentivano con il pagamento di un compenso a mantenere i cani presso il ‘Paradiso di Naif’ a Valle San Bartolomeo che veniva a configurarsi di fatto, come un canile (abusivo), presentato su Facebook come luogo di residenza e cura dove gli animali vivevano liberi (e non dietro le sbarre).
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Gli stessi proprietari si preoccupavano del loro mantenimento, pensando in buona fede che gli animali venissero accuditi come prevede le Legge e soprattutto amati e rispettati.
A seguito di diverse segnalazioni ed esposti, gli uffici preposti erano già intervenuti nel 2014 e nell’anno successivo, appurando il deplorevole stato dei luoghi esterni all’abitazione ed accertando parzialmente il numero di cani presente nella struttura, senza poter avere contezza delle loro reali condizioni di vita e dello stato di salute, dal momento che la proprietaria non aveva mai acconsentito di accedere all’abitazione.
A seguito del primo controllo da parte del Corpo Forestale dello Stato e del Servizio Veterinario, oltre al poco spazio a disposizione che la signora aveva acconsentito a fare verificare , si era appurato che le condizioni in cui vivevano gli animali erano del tutto deplorevoli.
L’approccio dei servizi preposti era stato comunque quello cercare la collaborazione della signora Lorenzetti per “sanare” le situazioni verificate ed accertare lo stato di salute dei cani per proporne l’adozione. Non avendo ottenuto nessuna forma di collaborazione, veniva emessa da parte del Comune di Alessandria un’ordinanza dirigenziale ( n. 467 del 18/08/2014), a cui ne seguiva un’altra sindacale nel
2015 ( n. 537 del 27/10/2015) che furono completamente disattese.
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Verificando la situazione e la non ottemperanza alle norme previste, è stato richiesto alla Procura della Repubblica di Alessandria di emettere un decreto per la perquisizione dei luoghi.
A seguito dell’ottenimento del nulla osta alla perquisizione, la verifica effettuata il 19 aprile 2016 ha determinato l’accertamento della detenzione di 101 cani, di varie razze, tenuti in condizione di assoluta incompatibilità con la propria natura, sia per le specifiche caratteristiche di detenzione in ambiente assolutamente insalubre, sia per le condizioni in cui versavano molti di essi.
Tanti cani avevano un evidente dimagrimento, erano infestati da zecche e pulci, presentavano patologie comportamentali e segni di morsicature evidenti, una situazione determinata dalla presenza di numero di cani assolutamente inidoneo a garantire il benessere degli stessi che mancavano, inoltre, di adeguata profilassi e/o cure, a tal punto che molti soggetti si sono rivelati, anche attraverso i primi accertamenti gravemente ammalati.
Questa situazione di gravissimo maltrattamento dei cani è dimostrata dalle relazioni e dagli esami disposti da numerosi veterinari ufficiali dell’ASL e dai Liberi Professionisti intervenuti, nonché dai referti analitici emessi dall’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
Moltissimi cani presentavano gravi forme di leishmaniosi e filariasi mai curate da parte della Lorenzetti, che oltretutto non ha mai applicato alcuna profilassi attiva o passiva nei confronti di queste malattie, per altro contagiose per l’uomo.
Il tentativo di far passare un gravissimo episodio di maltrattamento animale come un semplice problema igienico sanitario dell’abitazione della sig.ra Lorenzetti, non può corrispondere a quanto accertato e provato ed è fortemente fuorviante rispetto alla realtà dei fatti.
Ogni attività svolta sia dall’ASL-AL che dal Comune di Alessandria è stata puntualmente relazionata e  depositata presso la Procura della Repubblica di Alessandria che ha disposto il rinvio a giudizio della Lorenzetti per il reato di maltrattamento di animali.

GAVI(AL). CARABINIERI- GIUSTIZIA FAI DA TE, DENUNCIATO UN 64 ENNE PER MINACCE AGGRAVATE E PORTO ABUSIVO DI ARMA DA TAGLIO.

Denunciato 64 enne per minaccia con arma da taglio

Comando Provinciale di Alessandria – Gavi (AL), 05/07/2019

Il far west non è lontano dall’alessandrino, la giustizia fai da te spesso si ritorce contro i giustizieri come è accaduto l’altra notte a Gavi, in provincia di Alessandria dove un 64 enne è stato denunciato dai carabinieri per minaccia aggravata e porto abusivo di arma.

L’uomo in piena notte è sceso in strada armato di un coltello da cucina per affrontare due giovani colpevoli a suo dire del furto delli-phone della figlia, localizzato nella piazza,ma non ascrivile a un furto quanto invece ad uno smarrimento fortuito.

I Carabinieri della Stazione di Gavi,se pur liberi dal servizio, sono ugualmente intervenuti rispondendo alle richieste di aiuto provenienti dalla piazza. I carabinieri hanno in seguito rintracciato il 64 enne che è stato denunciato alla Procura della Repubblica per minaccia aggravata e porto abusivo di arma da taglio.

ALESSANDRIA. “CAPITAN CONIGLIO” OSPITE ALLA FESTA DELLA LEGA DI FUBINE(AL), PER IL SOLITO TEATRINO: ABBUFFATE, BEVUTE E IL COMIZIO PER I FANS.

Capitan Coniglio sbarca a Fubine, ad Alessandria lo aveva accolto una grandinata,a mendicare un po di umanità, ma tra una abbuffa,una bevuta e il solito teatrino per gli affezionati racconterà delle sue gesta in difesa delle frontiere della patria, che in realtà non ha mai amato anzi se ricordo bene voleva pisciare sopra il tricolore e pulircisi il culo con la bandiera, ma visto che i voti, anche quelli dei meridionali, della ‘ndrangheta e delle varie mafie fanno comodo l’Italia torna nei pensieri del Capitano.

Alla fine da che cosa ci difende Salvini? Quali sono i meriti del capitano leghista?

HA RACCONTATO IN CAMPAGNA ELETTORALE LE CHE AL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI AVREBBE TAGLIATO SETE ACCISE SUI CARBURANTI, MA I CARBURANTI SONO AUMENTATI IN MEDIA DI 30/40 CENT AL LITRO E SALVINI HA VOTATO CONTRO IL TAGLIO DELLE ACCISE PROPOSTE DAL P.D.

Ha raccontato che avrebbe rimpatriato 600 mila migranti in un anno, bene non ne ha rimpatriato neppure 6. Che farà smettere le partenze dalla Libia e farà cessare gli sbarchi ed invece mentre sequestrava 42 persone sulla Sea Watch 3 altri 120 sbarcavano a Lampedusa a bordo di piccole imbarcazioni per essere accolte nel centro di Lampedusa. Ma allora perché sequestrare 42 disperati sulla Sea Watch 3.

Ulula ai fans che i porti sono chiusi ed invece i porti sono apertissimi, com’è normale che sia per la giurisdizione internazionale. 

Dal palcoscenico delle festicciole di paese esibirà i suoi muscoli, o meglio la trippa che ade dalla pancia molle del guerriero, urlerà che lui, il ministro dell’odio rimpatrierà migliaia di migranti irregolari irregolari mentre riesce a fare peggio del governo precedente, il governo dei comunisti, delle zecche rosse, dei difensori delle “risorse della Boldrini” che avrebbe voluto violentare.

Ai fubinesi racconterà che vuole mettere in sicurezza le nostre città e invece con il Decreto Sicurezza lascia gli stranieri in mezzo a una strada nelle nostre città, dove vorrebbe mettere sicurezza, in balia e nelle mani della criminalità organizzata.

Racconterà dal palco che con lui l’Italia peserà di più in Europa, che è il momento di cambiare le regole europee, e invece in Europa è riuscito a leccare il “culo” ai sovranisti che ovviamente in quanto sovranisti lo hanno invitato poco gentilmente a non rompere i “coglioni” e a invitano a cavarsela da solo. In Europa Matteo Salvini, ma non diteglielo che se no ci sta male, conta quanto il due da picche nel mazzo di carte:”NULLA”.

Dal palco ai f fubinesi, ai quargnetini che lo hanno votato(285 voti una enormità), ai solerini e agli alessandrini in generale racconterà che vuole sconfiggere le mafie e invece le mafie fannop affari d’oro con i prestanomi amichetti di qualche suo sottosegretario e del suo partito, cheiamato a fare da “star del cinema” alla scuola economica del partito.

A Fubine esulterà fingendo che sia merito suo ogni arresto e gli arresti sono invece l’esempio lampante delle sue politiche: arresti a Lodi, Legnano, Piacenza dove regnano sovrani gli amici di Salvini e le mafie prosperano tranquille mentre il ministro al massimo si è fatto un selfie nella piscina confiscata a un mafioso che con il decreto sicurezza si ricomprerà e il selfie, mister selfini, lo farà sempre in piscina,ma in compagnia del mafioso come è avvenuto a Milano con il capo ultrà del milan.

Capoitan Coniglio forse ha abbassato le tasse? No, ma ha tagliato i fondi alla scuola per 4 miliardi di euro, soldi che servivano per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, nuove assunzioni e formazione dei docenti.

Intanto le imprese, anche quelle Venete che lo hanno voluto a capo della Lega, sono sul piede di guerra, la pressione fiscale sale, il debito aumenta e la prossima manovra finanziaria si annuncia come foriera di lacrime e sangue, ma popolo fubinese non preoccuparti perché Selfini ti racconterà che la colpa è delle “zecche rosse”, di Matteo Renzi, del P.D. e dei migranti che rubano e ti rubano il lavoro, allora l’unica soluzione è andars a comprare un pistola e applicare la regola della giustizia fai da te, tanto se racconti che ti ha aggredito e ti sei difeso in galera mica ci vai, parola di Salvini.

Mister selfini si è anche fatto un selfie durante la demolizione delle ville dei Casamonica, ma le demolizioni sono state decise da altri nei tempi in cui selfini intascava lo stipendio da parlamentare europeo senza mai partecipare alle sessioni del parlamento. Salvini ci difende dalla mafia? No Selfini fa solo propaganda mente le cosche della pianura di Gioia Tauro continuano a lucrare sui braccianti e sui migranti.

Però, Mister selfini, qualcosa di buono l’ha fatto, sì, certo: è riuscito con una abilissimo gioco di prestigio a far sparire 49 milioni di euro dei fubinesi, dei quargnentini, dei solerini e degli alessandrini che lo applaudiranno sotto il palco,perché e riuscito a rateizzare in 80 anni la restituzione del maltoloto senza averci mai detto dove li ha nascosti.

Il Capitan Coniglio racconterà che i delinquenti vanno processati, specialmente quelli che salvano la vita dei disperati in mare, che sono stati torturati nei campi libici, violentati dai miliziani pagati con soldi donati dal belpaese ai clan e alle tribù libiche mentre lui, il capitano, è riuscito a non farsi processare riportandoci ai bei tempi, quando c’era Silvio, facendosi salvare dal Parlamento ed è riuscito a sdoganare piccoli inutili partitelli fascisti.

Enorme, Grande, capitano bisogna applaudirlo domenica a Fubine e offrirgli Hamburger,patatine e litri di birra e superalcolici. .

SERRAVALLE SCRIVIA(AL). DELEGATO SINDACALE NON PARLA ARABO:”LICENZIATO”.

OUTLET SERRAVALLE SCRIVIA

Sei un delegato sindacale? Non parli arabo?

LICENZIATO!!!

Incredibile, ma vero. Il delegato sindacale di sito della Filcams Cgil, Alexander Delnevo, al suo rientro al lavoro, è stato licenziato . Dopo due anni di attività sindacale svolta nell’ambito dell’area commerciale del Serravalle Designer Outlet di Mc Arthur Glen ha trovato il benservito. Alexander si era reso fra i protagonisti della battaglia sindacale condotta all’outlet per le aperture festive e in tutti questi mesi ha lavorato per la costruzione della piattaforma sindacale che CGIL CISL UIL hanno presentato a Mc Arthur Glen per migliorare le condizioni di lavoro di circa 2500 lavoratrici e lavoratori che operano nell’intera area commerciale. Faticosamente si era riusciti ad avviare un dialogo e ad affrontare diverse problematiche anche grazie alla mediazione offerta dal Prefetto di Alessandria, determinando di fatto l’avvio di un più corretto sistema di relazioni sindacali fino ad allora inesistente. Alexander, 37 anni, laureato, è dipendente da dieci anni di LARDINI spa, noto marchio di sartoria di lusso presente all’outlet, azienda di successo con 460 dipendenti e in grande crescita. Parla perfettamente l’inglese e oltre ad una esperienza lavorativa senza macchia possiede un impeccabile curriculum lavorativo. E’ da pochi giorni diventato papà di uno splendido bimbo. Due giorni prima del suo rientro al lavoro, il 28 giugno, ha ricevuto la comunicazione di licenziamento. Motivazione: non parla l’arabo. L’unico possibile commento non può che essere: VERGOGNA! Questi sono i metodi medioevali con cui si intende “punire” chi osa alzare la testa, rivendicare i diritti negati e battersi per migliorare le condizioni di lavoro di tutti. E’ un monito inaccettabile e vergognoso: punirne uno per educarne 2500! La CGIL non ci sta.

Chiediamo a LARDINI Spa di ritirare immediatamente il provvedimento e in caso contrario metteremo in campo ogni iniziativa sindacale, di mobilitazione e legale per respingere questo feudale attacco alla libertà sindacale e alla dignità di tutte le lavoratrici e i lavoratori.​Chiediamo alla Direzione Aziendale di Mc Arthur Glen una seria e responsabile presa di posizione e a tutte le lavoratrici e i lavoratori di manifestare il loro dissenso e la loro solidarietà a sostegno della battaglia che Alexander e la CGIL stanno conducendo per affermare un sacrosanto e inviolabile principio di libertà.

GIOVEDI’ 4 LUGLIO ALLE ORE 17.00 SI SVOLGERA’ UN VOLANTINAGGIO PRESSO L’OUTLET DI SERRAVALLE S. E IN CONTEMPORANEA UNA CONFERENZA STAMPA CUI INVITIAMO TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE A PARTECIPARE.

Alessandria, lì 1° luglio 2019 Camera del Lavoro CGIL Alessandria

FILCAMS CGIL Alessandria Franco Armosino

Fabio Favola

CASSINE(AL). FESTIVAL IDENTITA’ E TERRITORIO, MOSTRA E CONCERTO.

FESTIVAL IDENTITA’ E TERRITORIO
1 MAGGIO /31 OTTOBRE 2019
Appuntamento CASSINE 29 GIUGNO 2019


COMUNICATO STAMPA
18 giugno 2019 – Il Festival Identità e Territorio, progetto culturale di rete curato dal Comitato Matrice che coinvolge 60 comuni della Valle Bormida nell’organizzazione di oltre 350 eventi proposti a un pubblico di curiosi e appassionati, residenti e turisti, è giunto alla sua settima edizione e svela la sua continua crescita.


Il Festival infatti, forte anche della sessione “La Valle Bormida si Espone”, ha registrato lo scorso anno circa 70 mila partecipanti ai 172 appuntamenti culturali (22 cinematografici in rassegne e festival, 54 espositivi e 96 musicali) e altrettanti enogastronomici e sportivi. Numeri importanti per un’area di margine che sta facendo conoscere o riscoprire il suo patrimonio paesaggistico, storico e architettonico di tutto pregio.
Il programma culturale, enogastronomico e naturalistico si sviluppa in sei mesi di iniziative da giugno a ottobre suggerendo un fiume di esperienze d’ arte, musica, danza, paesaggio, trekking, folklore locale e buon cibo nei comuni tra le provincie di Alessandria, Asti, Cuneo e Savona.
L’offerta culturale si inserisce nel più ampio piano di valorizzazione “Valle Bormida. Un’attività di pensiero”, una rete permanente di risorse attivata per dare nuovo impulso allo sviluppo locale in uno spirito di collaborazione e integrazione delle progettualità, percorso reso possibile negli anni grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, della Regione Piemonte, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e della Fondazione CRT
Dopo l’inaugurazione della personale di Pietro Morando al Castello di Monastero Bormida, il secondo evento di punta di inizio estate sarà un doppio appuntamento culturale il 29 giugno a Cassine (AL): “Pensieri nella testa”, opere di Giovanni Saldì e Piergiorgio Camerano, mostra d’arte contemporanea a cura di Francesca Petralia nell’Oratorio San Bernardino, eletto come vera e propria Project Room di ricerca artistica, e “La Musica dell’Anima” concerto di violoncelli nell’adiacente Chiesa di San Francesco.

Saldì (1976) presenta le sue sculture di catrame. La conoscenza dei materiali, unitamente al valore storico e culturale delle tecniche danno origine alla sua ricerca. Mette in relazione il presente con il passato e sottolinea il legame concettuale e formale che si istituisce fra l’antico e il contemporaneo. Crea lavori che celano dietro una prima facile lettura, dualismi, messaggi positivi di cambiamento ed energia.
Il pittore Camerano, allievo dello stesso Saldì, mette invece in mostra una serie di disegni fatti a matita e carboncino su cartone, opere che sentono l’influenza di De Chirico e Morbelli e che diventano trasfigurazioni e interpretazioni bidimensionali del tema, le teste, del proprio maestro. Il dialogo tra i due diventa la concreta ricerca all’interno della Project Room fortemente voluta dalla curatrice: “l’idea è di sopperire alla completa assenza di spazi di ricerca sul tema del contemporaneo in aree dove questo linguaggio fa certamente più fatica ad essere compreso e fruito. La project room è, e sarà, principalmente destinata ad ospitare dialoghi fra artisti consolidati ed artisti emergenti creando così nuove opportunità di promozione e crescita”.

L’inaugurazione della mostra sarà alle ore 17 all’Oratorio di San Bernardino, piazza Vittorio Veneto. Alle ore 18, presso la chiesa di San Francesco, si terrà il concerto” La musica dell’anima”, ensemble DODECACELLOS di violoncelli, diretta al pianoforte dal Maestro Andrea Albertini e accompagnata dalla voce solista di Angelica De Paoli. Un piccolo rinfresco chiuderà la serata.

La mostra sarà aperta sabato e domenica dalle ore 16 alle ore 19 sino al 14 luglio 2019.
L’organizzazione è a cura di Comitato Promotore Matrice Fondazione di Partecipazione e Italia Nostra ONLUS Sezione di Alessandria; il patrocinio del Comune di Cassine e il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRT.
Il calendario degli appuntamenti del festival è aggiornato su http://www.valbormidaexperience.eu (programma allegato)
Per info e approfondimenti: Chiara Giovinazzo territorio@fondazionematrice.org
Ufficio stampa: Liana Pastorin 348 2685295 uffstampa@fondazionematrice.org

ACQUI TERME. MANOLA ARAMINI PRESENTA IL SUO LIBRO: “NOI CHE CI STIAMO PERDENDO”.

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini

Manola Aramini presenta il romanzo giallo “Noi che ci stiamo perdendo”, una storia di brucianti sensi di colpa, di segreti inconfessabili e di pericolose passioni. Il Commissario Fermi deve indagare su due misteriosi omicidi avvenuti in una calda e luminosa Fregene, che si contrappone all’oscurità che avvinceva la prima vittima, Tatiana, e che si ritrova tra le pagine della sua controversa e a tratti delirante autobiografia. Manola Aramini esplora le relazioni amorose scoprendone i lati più nascosti, e mostrando quanto dolore può nascere da un sentimento d’amore, e fino a che punto può logorare un’anima fragile. Un romanzo che appassiona per la sua trama gialla e per la sua acuta analisi della psicologia umana.

Titolo: Noi che ci stiamo perdendo

Autore: Manola Aramini

Genere: Giallo

Casa Editrice: Officina Milena

Pagine: 192

Prezzo: 13 euro

Codice ISBN: 9788832101072

«[…] Dovrei apprendere l’arte di vivere, il lasciarsi gradualmente andare agli avvenimenti, senza imporsi, come essere trascinata da un fiume. Non vuol dire essere inetti, neppure passivi, neppure dipendenti, vuol dire semplicemente smettere di gareggiare con il mondo».

Noi che ci stiamo perdendo di Manola Aramini è un giallo intrigante, caratterizzato da un’attenta cura nel trattare le complesse e a volte contraddittorie sfumature della mente umana. Un romanzo che da una parte omaggia la bellezza in tutte le sue forme, dalla descrizione dello splendido litorale di Fregene all’avvenenza delle sue protagoniste, in particolare il fascino esotico di Alma e l’algida presenza di Tatiana, e dall’altra mostra l’oscurità che può abitare anche negli individui meno sospetti, e che può portare al tradimento, così come all’omicidio. I violenti delitti di Tatiana e in seguito di Samanta provocano nei personaggi del romanzo reazioni imprevedibili e catartiche, e riescono a far cadere le maschere sotto cui nascondevano la loro vera natura. Nessuno è totalmente innocente, e tutti possono essere colpevoli dei due omicidi; un caso intricato che non fa dormire il Commissario Oliviero Fermi, uomo tutto d’un pezzo, estremamente genuino e quindi distante dall’ambiguità che contraddistingue gli altri personaggi. Alma, giovane cantante e un tempo amante del famoso musicista Arthur Cortes, marito della prima vittima, dovrà ritornare con la mente e il cuore in una storia che credeva chiusa per sempre, e in questo modo rivedere le proprie scelte, spesso autodistruttive, e affrontare le proprie debolezze. Arthur, uomo arrogante ed egoista, dovrà scoprire suo malgrado di non essere un carismatico seduttore senza vergogna, e sarà costretto a guardarsi allo specchio e ad ammettere la propria fragilità. Anche tutti gli altri personaggi, dal gelido Augusto alla passiva Odette al tormentato Alfio, dovranno riconsiderare la propria identità, consci di essere sul punto di perdersi, di svanire nel grigio di un’esistenza vissuta senza slanci, senza passione. È proprio il terribile evento di un omicidio a scuoterli dal torpore, a portare a galla verità agghiaccianti, a mettere ognuno di fronte alle proprie colpe. “Delle piccole scie di veleno percorrono le nostre vite, Arthur. Non pensi?”, afferma Alma; scie che si possono trasformare in sottili fili rossi, quelli con cui Tatiana è stata legata, quelli che il Commissario Fermi districa senza sosta nella speranza di giungere alla verità, quelli che stringono insieme i destini dei personaggi di questa storia dura, a tratti morbosa, profondamente umana.

TRAMA. La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda si svolge a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes sarà costretto a ripercorrere tutta la sua vita e ricorderà la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Nel romanzo si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Oltre all’apparenza di una normale vita borghese, inizieranno a comparire le ombre nella vita di Tatiana. Gli eventi ad un certo punto sconvolgeranno il Commissario che si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana. Il romanzo è un giallo, con una forte connotazione psicologica che indaga le ragioni dell’amore e del tradimento. Noi che ci stiamo perdendo racconta gli amori ritenuti sbagliati e le fragilità dell’animo umano.

BIOGRAFIA. Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Ha inoltre frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini (Milena edizioni) con il quale si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura “La finestra eterea” nel 2015. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

Contatti                                                                                     

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SOLERO. LA CAMPAGNA ELETTORALE PIU’ CALDA DALL’UNITA’ DI ITALIA: “LE DUE LISTE SCALDANO I MOTORI”.

Senza dubbio la campagna elettorale di Solero è la più calda degli ultimi 150 anni. Le liste scaldano i motori in vista del rush finale di domenica 26 maggio quando saranno i solerini con il loro voto a decidere se la giunta uscente guidata da Gianni Ercole merita la promozione oppure se per i prossimi 5 anni dovrà essere Graziella Stivilla e il suo gruppo ad amministrare il paese.

La gestione dell’amministrazione di un paese come Solero non è una cosa di poco conto, in pista ci sono la gestione della casa di riposo, il rinnovo delle convenzioni con l’Asl, la gestione del contenzioso con Aral per la discarica situata al confine con il comune di Quargnento,ma di fatto sul territorio Solerino. Infine, ma non ultimo la continuità delle attività scolastiche, primaria e secondaria, la gestione della biblioteca comunale, le politiche per l’assistenza alle persone, il mantenimento e la manutenzione del campo di calcio e le polemiche, che in questi mesi hanno avvelenato la vita pubblica, sulla questione irrisolta della zona industriale di Solero.

Per questa sera è confermato l’appuntamento per la presentazione del programma della lista “Insieme per Solero” nell’ex chiesa di San Sebastiano e c’è da crederci sarà una serata al “vetriolo” dopo le accuse che si susseguono sui social nei confronti del sindaco uscente e della sua giunta.

Le accuse tra l’altro mai provate lo accusano sui social di qualsiasi nefandezza, ne citiamo alcune tanto per rinfrescare la memoria: non aver controllato i lavori pubblici, aver lucrato sui lavori pubblici, sull’area industriale, non aver applicato la fidejussione che avrebbe permesso di mettere in sicurezza l’area con l’illuminazione e il sistema di scarico delle acque e il fognario , ma ricordiamo che l’area è privata, in condominio, dovrebbero essere i condomini a farsi carico delle opere di urbanizzazione necessarie.

Notiamo che la normativa modificata di recente dal governo non va in direzione del controllo capillare sul tema dell’assegnazione con licitazione privata degli appalti.

Gli appalti pubblici che in virtù della normativa vigente, voluta dal governo giallo-verde di Roma, possono essere assegnati con licitazione privata fino a 200.000 euro. Insomma una torta bella ricca da spartirsi tra amici e conoscenti.

L’appuntamento di questa sera sarà sicuramente chiarificatore per dissipare le nubi che stanno oscurando l’orizzonte e per tutti i dubbi che stanno avvelenando la vita pubblica nel paese.

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