Categoria: PROVINCIA

QUARGNENTO. FESTA DEGLI AGRICOLTORI IN BASILICA:CON L’AUSPICIO CHE NON SI AVVERI LA PROFEZIA DELLA BIBBIA.

Il motivo che ha dominato quest’anno la festa del ringraziamento e degli agricoltori nella Basilica di Quargnento è dettato dalla speranza che la stagione appena passata sia stato un fenomeno isolato che non può e non deve ripetersi nei prossimi anni.

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La siccità ha bruciato una buona parte del raccolto,ha impedito la maturazione dei prodotti coltivati,diminuito la quantità di cereali,grano,mais e dell’uva nei vigneti.

Gli agricoltori sempre più numerosi nel borgo di Quargnento, incrementati dall’arrivo di nuovi diplomati degli istituti agrari della zona, da giovani che hanno ereditato le aziende agricole dai genitori e che non vogliono abbandonare la tradizione della terra coltivando grano,mais,zafferano a cui si sono aggiunti i nuovi orti e le produzioni vitivinicole.

La giornata del ringraziamento come da tradizione è stata festeggiata nella Basilica Minore di San Dalmazio a Quargnento dove gli agricoltori hanno esposto il frutto del lavoro di un anno intero in sacchi pieni di semi,l’altare addobbato con i frutti della terra verdure e ortaggi. Ma quella di oggi non è stata solo la festa del ringraziamento e degli agricoltori,ma anche la giornata della povertà,dedicata agli ultimi,ai più deboli ai più esposti alle vicissitudini della vita.

 

La parabola del sogno di Giuseppe esule in Egitto deve essere un monito per i nostri governanti perché ai sette anni di vacche grasse potrebbero seguire sette anni di vacche magre con quelle magre che divorane le grasse,così come la siccità ha colpito l’agricoltura quest’ anno altri potrebbero seguirne fino a mettere in ginocchio l’intero settore agricolo.La regione Piemonte per far fronte ai danni dovuti alla mancanza di acqua e di pioggia ha stanziato fondi per la costruzione e la razionalizzazione delle risorse idriche che dovrebbero ridurre i disagi e limitare i danni dovuti alla siccità.

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A margine anche i festeggiamenti della leva del ’52.

ALESSANDRIA.SEZZADIO, L’ODISSEA DEI RIFUGIATI PER OTTENERE LA CARTA DI IDENTITA’: 22 KM A PIEDI PER RAGGIUNGERE LA PREFETTURA DI ALESSANDRIA.

Invisibili,rifugiati ed invisibili almeno a leggere dell’odissea di alcuni di loro.

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IMMAGINE DI REPERTORIO, BARCA DI IMMIGRATI INTERCETTATA DALLA G.DI.F.

I ragazzi in attesa dei documenti hanno intorno ai 18/20 anni,sono profughi,ma a Sezzadio vivono da molti mesi ospitati e organizzati dalla cooperativa”Idee Solidali” che ha dato loro un tetto e alcuni orti da coltivare per provvedere al loro sostentamento. Nessuno sa come siano arrivati nel nostro paese,però ora sono qua e hanno bisogno dei documenti per restare sul territorio italiano.

I loro volti,le loro facce chi sa se mai qualcuno nel paese le ha mai viste, sono invisibili e non contano nemmeno per il comune,il sindaco di Sezzadio che pare non saperne nulla,e l’anagrafe sono almeno due anni che non concede documenti; dei quindici comuni che ospitano i rifugiati gestiti dalla cooperativa “Idee Solidali” è l’unico che non ha ancora fornito le carte d’identità ai ragazzi. 

In questa condizione non è possibile per i rifugiati continuare a vivere ed operare,senza documenti non possono spostarsi perché che cosa potrebbero raccontare ai carabinieri in caso di controllo: “non ho i documenti perché il comune non me lo rilascia,oppure se non posso essere identificato sono un clandestino che sta commettendo il reato di clandestinità introdotto dalla Bossi-Fini, eppure lavorano,coltivano gli orti dal mattino alla sera e non ci risulta siano mai stati coinvolti in fatti di cronaca oltre a non rappresentare un pericolo per nessuno.

L’aria che tira non è delle migliori perciò 18 ragazzi hanno deciso di percorrere a piedi la strada che separa Sezzadio da Alessandria,22 Km, per recarsi sotto la Prefettura e avere chiarimenti in merito alla fatto di non poter ottenere i documenti di riconoscimento.

Ad avere un nome hanno diritto tutti,la dignità non si compra al mercato tanto al Kg,e loro chiedono di poter essere riconosciuto,controllati e rintracciabili con l’unico strumento che gli da questa possibilità: la carta di identità.

 

 Luigi Ripamonti,responsabile della cooperativa in una conversazione telefonica con il sindaco di Sezzadio(riportata su La Stampa Alessandria),che ribadiamo a scanso di equivoci,molto frequenti quando si interloquisce con le autorità sia che siano il sindaco del paese,l’assessore comunale o la dirigente scolastica,pare non ne sapesse nulla della camminata dei ragazzi fino sotto la Prefettura di Alessandria:  “Signor sindaco siamo qui, no nessuno ci ha trattato male all’anagrafe, forse un po’ di freddezza,ma Il Comune di Sezzadio sono due anni che non concede i documenti, dei quindici comuni dove abbiamo i nostri 160 ragazzi è l’unica amministrazione comunale che ancora non ha concesso le carte d’identità. Ogni volta ha una scusa per non procedere alla consegna dei documenti. Noi gestiamo piccole realtà e appartamenti con cinque o sei ragazzi, a Sezzadio è la realtà più grande con venti».

ALESSANDRIA. BOSCHESE 2 SOMS VALMADONNA 1. VALMADONNA SPRECONA,”CICO PARA TUTTO” E BOSCHESE 1^ IN CLASSIFICA IN 3^ CATEGORIA.

Valmadonna “sprecona” contro la boschese con “Cico”,il portierone di casa, che dopo 90 minuti di prodezze può insignirsi di portiere “paratutto” portando la squadra in testa alla classifica del campionato di 3^ categoria.

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La foto dell’episodio contestato dalla tifoseria della boschese che ha decretato il 2° rigore per valmadonna.

Novanta minuti di entusiasmo con l’adrenalina che scorreva nella vene di giocatori e dei tifosi che hanno riempito la tribuna dello stadio di Bosco Marengo. Le squadre in campo hanno corso senza sosta,nessuno dei 22 giocatori in campo ha vissuto di rendita per i trascorsi calcistici o per l’età,e a tratti la partita ha assunto toni che andavano ben oltre l’agonismo sportivo con alcuni accenni di rissa in campo.

La tribuna dal canto suo era quella delle grandi occasioni,rumorosa e sempre pronta a redarguire l’arbitro quando, in molte occasioni, non è riuscito a contenere l’esuberanza dei giocatori in campo. Situazioni che si sono ricomposte dopo l’intervento del direttore di gara stesso e dei più anziani in squadra.

Valmadonna solida con atleti veloci e prestazioni da categoria superiore,ma sprecona in fase di finalizzazione del gioco. Punita dalla Boschese con due goal di Lena dopo aver sprecato due occasioni d’oro per due rigori concessi dall’arbitro, per due falli in area di rigore.

La Boschese, grazie allo scivolone della Novese, è meritatamente prima in classifica avendo battuto la soms Valmadonna per 2 goal a 1;parando ben due rigori generosamente concessi dal direttore di gara. Solo a fine partita il soms Valmadonna è riuscito ad accorciare le distanze con una punizione che “Cico” ha intuito,ma senza riuscire ad arrivare sulla palla.

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ALESSANDRIA. LA MAPPA DELLE AZIENDE IN CRISI: 3M DI PREDOSA LA PRODUZIONE PROSEGUE FINO AL 15 DICEMBRE.

PREDOSA. Il futuro dei lavoratori della 3M di Predosa è ancora incerto,ma qualche spiraglio lo si è avuto con lo slittamento della cessazione della produzione al 15 dicembre.

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L’azienda che produce marcafili elettrici ha in corso una operazione di vendita del ramo d’azienda e i lavoratori solo tra qualche giorno sapranno se l’operazione potrà o no andare in porto.

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Il confronto tra i sindacati e i vertici dell’azienda in Prefettura ad Alessandria che non ha chiuso definitivamente le possibilità della cessione e ella ripresa della produzione dopo che quattro mesi fa la direzione aveva comunicato ai sindacati la decisione della multinazionale di chiudere lo stabilimento di Predosa. 

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno ottenuto dall’azienda una proroga allo stop della produzione e rimandato di due settimane il termine ultimo, dal 30 novembre al 15 dicembre: Uno slittamento utile a proseguire la trattativa dell’attuale proprietà con i soggetti che hanno manifestato l’interesse a rilevare l’azienda.

La 3M mantiene il massimo riserbo sull’identità dell’eventuale nuovo proprietario dello stabilimento mentre alcuni compratori interessati allo stabilimento si sono sfilati hanno sottolineato,Marco Sali e Elio Bricola:Ci hanno però comunicato che alcuni possibili compratori si sono sfilati,un ulteriore segnale che il cerchio finalmente si sta stringendo.

Il posticipo di 15 giorni sulle procedure di mobilità e del termine della produzione potrebbe sottolineare la volontà della 3M di chiudere positivamente la trattativa.

Intanto mentre almeno 41 lavoratori del reparto produzione hanno dato vita ad un presidio sotto a Palazzo Ghilini seduti al tavolo della trattativa l’azienda erano presenti il senatore di Articolo 1 Mdp,Federico Fornaro e il sindaco di Predosa,Giancarlo Rapetti.

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Lo stato di agitazione resta e i lavoratori della 3M si sono dati appuntamento per un nuovo picchetto mercoledì sotto la sede di Confindustria, sede in cui negoziare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel caso di fallimento della trattativa per la cessione dell’azienda e il passaggio al “piano B”.

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