Categoria: NOTIZIE DAL MONDO

WASHINGTON. DONALD TRUMP E’ UN GANGSTER E DEVE ANDARE IN GALERA.

In Usa le proteste sfociano in violenza, è rivolta in tutti gli Stati. Trump costretto ad allertare il Pentagono, tuona contro i gruppi organizzati: “Antifa e sinistra radicale”. Trump attacca le amminstrazioni Democratiche:”Come mai tutti questi luoghi che si difendono così male sono governati da democratici liberal?” Incita le forze dell’ordine: “Siate duri, combattete (e arrestate quelli cattivi), forza”. Intanto mentre Trump si fa fotografare intento a giocare una partita di golf i morti per Covid-19 hanno superato la soglia di 100.000 vittime.

In una intervista Robert De Niro,l’attore protagonista di capolavori come “Toro Scatenato” e “Taxi Driver”, in vista della sua partecipazione a ‘Writers on Writers’, nel contesto del festival delle Conversazioni, è tornato ad attaccare pesantemente Donald Trump: “Io ritengo che Donald Trump non meriti altro, e l’unica alternativa è mandarlo in galera: credo che sia un vero e proprio gangster. È un uomo profondamente corrotto, che corrompe gli altri e il tessuto del nostro paese. Ha dimostrato di essere un inetto e ha enormi responsabilità morali che nella gestione della pandemia ha compiuto errori gravissimi, minimizzandola e parlando per molto tempo di una bufala. Mi chiedo quanti morti si sarebbero potuti evitare: è un uomo che è arrivato a dire “se siamo bravi moriranno 100.000 persone” e nel giorno in cui si è raggiunta quella tragica cifra si è fatto fotografare mentre giocava a golf. Credo che ci sia ben poco da aggiungere, se non che rappresenti un’enorme vergogna per gli Stati Uniti. Un presidente come Donald Trump ha fatto crollare la credibilità dell’intero paese, ed è riuscito a far rivalutare, e di molto, George W. Bush”.

Actor Robert De Niro at the Sarajevo Film Festival in Sarajevo Bosnia Friday Aug 12 2016

Intanto negli Usa è rivolta e le proteste sfociano in violenza in tutto il Paese. Trump costretto ad allertare il Pentagono.

Stati Uniti a ferro e fuoco dopo l’assassinio di George Floyd, giovane afroamericano, ucciso da un poliziotto che già in passato si era reso protagonista in vicende a sfondo razziale poco chiare.

L’onda della protesta ha travolto tutto il Paese sfociando in violenza.

Donald Trump allerta il Pentagono a tenersi pronto, ma le forze di polizia e la Guardia nazionale potrebbero non essere sufficienti a domare la protesta.

La Costituzione non prevede la mobilitazione dell’esercito in casi di rivolte interne, ma sulla base dell’Insurrection Act del 1807, questo intervento potrebbe essere invocato.

Atlanta. La tensione è altissima, un’auto è stata data alle fiamme e i dimostranti hanno rotto i vetri del quartiere generale della Cnn e riempito di scritte il logo dell’ emittente tv.

La protagonista è stata Erika Shields,donna, capo della polizia, che è scesa in strada per parlare ai manifestanti: si è detta disgustata e aggiunge che vuole vedere incriminato il poliziotto che ha ucciso Floyd.

A New York i manifestanti si sono radunati davanti al Barclays Center, alcuni veicoli della polizia sono stati bersagliati dal lancio di oggetti e uno dato alle fiamme. Vetture distrutte e vetrine dei negozi infrante.

Gli episodi di violenza ormai non si contano più: a Lower Manhattan un uomo ha picchiato un agente con un tirapugni e una donna è stata accusata di tentato omicidio per aver lanciato una bottiglia Molotov dentro un auto della polizia con gli agenti a bordo.

Il bilancio della rivolta è drammatico: un agente della polizia è stato ucciso e un altro è rimasto ferito da colpi di arma da fuoco ad Oakland, in California.

Un altro agente è rimasto ferito a Los Angeles, mentre a Detroit, in Michigan, è stato ucciso un ragazzo di 19 anni da spari probabilmente indirizzati contro una folla che manifestava per la morte di Floyd.

MINNEAPOLIS. DONALD TRUMP: “THE BOUNTY KILLER”.

Minneapolis, arrestato il poliziotto che ha ucciso George Floyd. Donald Trump minaccia i manifestanti e i social.

L’omicidio di George Floyd per Donald Trump è solo un piccolo incidente di percorso, l’ennesimo afroamericano ucciso da un poliziotto bianco che in più occasioni si è distinto per il suo odio razziale nei confronti dei neri d’America.

Donald Trump ormai da anni ci ha abituati a individuarlo come uno che rifiuta di fingere di essere qualcosa di diverso da un “suprematista bianco” che incita un violento culto dei nazisti.

Donald Trump non ha mai nascosto di essere il peggio presidente che gli Stati Uniti potessero meritare dalla Rivoluzione americana in poi passando per la guerra civile contro lo schiavismo fino alla fine della’apartheid. Donald Trump che non condanna l’omicidio di un cittadino americano per soffocamento per mano di un poliziotto bianco, ma che anzi rincara la dose arrivando a minacciare i manifestanti che protestano contro l’ennesimo episodio di violenza contro le gente di colore.

I poliziotti che hanno preso parte alla uccisione, immotivata, di George floyd sono stati licenziati, ma solo per l’esecutore materiale del delitto sono scattate le manette mentre gli altri sono stati semplicemente licenziati.

Le persone sono scese in piazza arrabbiate, ma determinate a evitare ogni forma di violenza fino a che le lacrime per la violenza inaudita con cui un uomo è stato ucciso non ha preso il sopravvento e le manifestazioni pacifiche si sono trasformate in rivolta e saccheggi.

La violenza è sempre da condannare, in questo caso come in altri,ma per Donald Trump è stato solo l’ennesima occasione, da non perdere, per scatenare la solita odiosa guerra di comunicati e parole mentre ordina di sparare a vista contro i manifestanti e i saccheggiatori.

Twitter ha censurato i suoi twitt e Donald ha fatto pervenire minacce anche contro i social accusati di avergli negato la libertà di parola.

L’agente di polizia Derek Chauvin è stato accusato di omicidio colposo per l’assassinio per soffocamento di George Floyd a Minneapolis ed è stato arrestato.

Il procuratore della Contea di Hennepin, Mike Freeman ha divulgato la notizia dell’arresto del poliziotto di 44 anni che già in passato si era reso protagonista di numerosi episodi razzisti e violenti. Nel caso di Floyd ha continuato a premere il ginocchio sul collo della vittima per 9 terribili minuti fino a provocarne la morte.

La Polizia ha controllato Floyd, che inconsapevole di quanto stesse per accadere era seduto in macchina, perché sembrava sotto l’effetto di stupefacenti.Dopo averlo estratto a forza dall’auto lo hanno immobilizzato a terra e ammanettato, Chauvin gli ha messo il ginocchio sul collo ed ha iniziato a premere. Floyd ha chiesto invano: “Per favore, non riesco a respirare”, “Mamma aiuto”.

George Floyd ha implorato più volte la Polizia, ma del tutto inascoltato e impotente come le persone che filmavano con i cellulari e chiedevano ai poliziotti di non soffocarlo, di lasciarlo respirare, di controllargli il polso. Infine è svenuto e morto qualche ora dopo in ospedale.

Il poliziotto è stato arrestato, incastrato video che mostra l’agonia di George, mandato a loop da giorni su tutte le televisioni, che aveva già smentito la sua ricostruzione.

Derek Chauvin 19 anni di segnalazioni

Derek Chauvin,44 anni, sposato con Kellie Chauvin, una donna Hmong nata in Laos che ha partecipato al concorso di Miss Minnesota 2018.

La lunga carriera di Chauvin conta molteplici precedenti di abuso della forza, denunce per violenza e almeno una causa relativa ad un’accusa di violazioni dei diritti costituzionali federali di un prigioniero.

Nel 2006, Chauvin fece parte del gruppo di fuoco del Terzo distretto che sparò in una casa di Minneapolis,(caso Reyes). Ma allora non si riuscì a fare chiarezza sui motivi che spinsero gli agenti a usare le armi da fuoco.

Sempre nel 2006 Chauvin e altri sette agenti furono nominati in una altra causa federale presentata da un detenuto presso il Minnesota Correctional Facility a Lino Lakes. Il caso è stato archiviato senza pregiudizio nel 2007.

Nel 2008 Chauvin e un secondo ufficiale intervennero in una residenza per un incidente domestico.

La polizia in quell’occasione dichiarò che Ira Latrell Toles, una ragazza di 21 anni, era stata rinchiusa in un bagno e aveva cercato di scappare quando Chauvin entrò. Chauvin, sempre secondo quanto dichiarato dallo stesso, ordinò alla ragazza che, però rifiutò di obbedire. Inseguito tra idue si scatenò una colluttazione e Latell Toles afferrò l’arma di Chauvin, che sparò due colpi che colpirono Toles all’addome. 

Chauvin, secondo quanto affermato da un giornale locale, nel 2008 ha ricevuto una medaglia al valore per “la sua risposta in un incidente che ha coinvolto un uomo armato di una pistola”(???).

Chauvin nel 2011 è stato posto in congedo temporaneo dopo essere intervenuto in una sparatoria, ma l’agente è stato anche oggetto di denunce elencate nel database dell’Ufficio di condotta della polizia della città. 

I dettagli dei casi sono stati resi “non pubblici” e non hanno comunque portato a nessuna sanzione disciplinare.

NEW YORK. U.S.A. AL PRIMO POSTO PER CONTAGI DA CORONAVIRUS. IN CINA TRE MINUTI DI SILENZIO E AUMENTANO I CASI IN CANADA.

Gli Stati Uniti mantengono il primato per numero di contagi da Coronavirus, i casi accertati superano la quota 300 mila mentre i morti sono stati oltre 8.000.

Il presidente Donald trump ha annunciato l’impiego dell’esercito e personale militare per aiutare gli stati colpiti dall’infezione:”Ci saranno molti morti nelle prossime settimane”.

L’ultimo aggiornamento disponibile della Johns Hopkins University parla di oltre 300 mila contagi e quasi 8.200 morti.

La Cnn citando la J.H.University ha spiegato che i positivi al Covid-19 sono 300.915  e i morti sono 8.162, ma nella sola giornata di oggi si sono registrati almeno 22.962 casi e altri 1.010 morti.

Il presidente Donald Trump parlando all’incontro quotidiano con la stampa dela task force anticoronavirus della Casa Bianca ha detto: “Ci saranno molti morti nelle prossime settimane. Questa sarà probabilmente la settimana più dura, tra questa settimana e la prossima settimana. Ma ci sarebbero stati molti più morti se non avessimo fatto tutto ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo. Ogni decisione che stiamo prendendo è fatta per salvare vite umane, questa l’unica cosa che per noi conta. Vogliamo che perdano la vita meno persone possibile. È una situazione incredibile, non si è mai vista una cosa simile. Dobbiamo riaprire il Paese. Non possiamo stare chiusi per mesi e mesi. Questo Paese non è fatto per questo.

Il presidente Usa accusa alcuni mass media di diffondere fake news e diffondono il panico tra gli americani:Diffondere fake news, fa male al nostro Paese e fa male al mondo”.

Donald Trump ha annunciato che saranno impiegati migliaia di soldati e personale militare per aiutare gli stati in lotta contro l’infezione da coronavirus.

Trump ha lanciato un messaggio su Twitter ai ragazzi: “tenete duro tornerete al baseball. A tutti i nostri giovani che si perdono l’inizio della loro stagione di @LittleLeague: tenete duro! Vi riporteremo in campo e sappiamo che presto giocherete a baseball…”.

Ma da Trump non è arrivato nessuna misura di contenimento alla diffusione del virus, nessun ordine per stare a casa: “Lasceremo la decisione sull’ordine ai cittadini di stare a casa ai singoli governatori, stato per stato”.

Donald Trump esclude un ordine restrittivo a livello federale nonostante le pressioni di molti esperti che collaborano con la Casa Bianca come Anthony Fauci: “In Italia e Spagna è diverso loro hanno un problema più grande”.

Trump ha inserito tra le linee guida per la lotta alla diffusione del virus la raccomandazione di coprirsi il volto in pubblico, ma ha precisato che lui non lo farà perché non riesce a immaginarsi con una mascherina mentre incontra dignitari nello Studio Ovale: “E’ una raccomandazione, semplicemente non lo farò”.

La raccomandazione è arrivata dai Centers for Disease Control and Prevention in cui è stato chiesto a tutti, in particolar modo nelle zone colpite dal Covid-19, di coprire usare su bocca e naso con foulard, sciarpe, magliette in alternativa alle mascherine chirurgiche che scarseggiano e sono riservate agli operatori impegnati in prima linea nella lotta al contagio.

Trump, tra le misure adottate contro la diffusione del virus, ha annunciato il divieto di esportazione delle mascherine N95, facendo irritare il Canada.

La confusione sulla diffusione del virus e la sua contagiosità sono state spiegate nelle ultime ricerche del Surgeon general Jerome Adams che ha spiegato come gli asintomatici sono portatori sani e possono trasmettere il virus. Le particelle virali si diffondano nell’aria parlando e respirando, non solo con starnuti e tosse, restando in sospensione nell’aria.

Un capitolo a parte meritano le considerazione di Melania Trump, la first lady, che su Twitter ha contraddetto Donald Trump invitando tutti a seguire le raccomandazioni a coprirsi naso e bocca quando si esce per strada o si interloquisce con altre persone.

Ma l’impressione è che le implicazioni politiche stiano giocando un ruolo fondamentale nell’emergenza coronavirus: con l’amministrazione che tenta di bilanciare emergenza sanitaria e politica dando il più possibile una idea di normalità nella vita quotidiana. Il tutto mentre nello Stato di New York è stato registrato il record di 630 decessi in un giorno, portando a 3.565 i casi di morti per coronavirus.

Il governatore Andrew Cuomo che ha dato l’annuncio dei decessi ha anche aggiunto che i casi positivi sono 113.704, di cui 63.306 a New York City, che si è confermata l’epicentro dell’epidemia negli Usa, con il sistema sanitario al collasso per la mancanza di posti nelle terapie intensive e respiratori.

Cuomo ha poi annunciato che mille dispositivi per aiutare a respirare i malati sono in arrivo dalla Cina: “La Cina ha donato mille respiratori polmonari allo stato di New York, duramente colpito dalla pandemia di coronavirus”.

Andrew Cuomo ha sottolineato che: “Una donazione significativa che per noi farà la differenza”.

La Cina ha voluto tributare un omaggio alle vittime con tre minuti di silenzio in ricordo delle oltre 3 mila vittime della pandemia di coronavirus.

La Cina, da piazza Tienanmen a Wuhuan, si è fermata in un momento di omaggio alle vittime, le bandiere a mezz’asta, la testa china in ogni luogo per tre minuti, così i cinesi ha reso omaggio alle vittime.

L’epidemia scoppiata in Cina, intorno alla fine del 2019, ha registrato 81.639 casi di contagio e 3.326 morti.

I dati ufficiali spiegano che sono circa 3.400 gli operatori sanitari rimasti contagiati e una decina quelli deceduti mentre aumentano i casi di positività all’infezione in Canada con un numero dei casi stimati intorno a 13.000 e un sensibile aumento dai giorni scorsi come ha riferito l’agenzia di sanità pubblica canadese. L’agenzia di stampa Reuters riporta la notizia che i morti sono 214.

BUDAPEST. EMERGENZA CORONAVIRUS. IL COLPO DI STATO BIANCO DI VIKTOR ORBAN.

Il parlamento ungherese cede i pieni poteri al premier ungherese Vicktor Orbàn con la scusa della lotta alla diffusione del “Covid-19 coronavirus”. Tra i primi provvedimenti del nuovo dittatore la chiusura delle frontiere mentre le Ong denunciano il rischio di una dittatura.

La “legge abilitante”, Ermächtigungsgesetz, richiama alla memoria il decreto del 24 marzo 1933 con cui il Partito Nazionalsocialista dei lavoratori usò una volta approvato dal parlamento tedesco, il Reichstag, per dichiarare lo stato di emergenza nel Paese e concentrare i potere nelle mani di Adolf Hitler.

Viktor Orbán al governo dell’Ungheria dal 2010 non poteva che scegliere un momento meno infelice per far approvare dal parlamento una legge che concentra nelle sue mani tutti poteri, compreso quello di esautorare il parlamento dalle sue funzioni.

La“Legge abilitante” voluta dall’uomo forte di Budapest per contenere la diffusione del coronavirus, che in realtà crea una emergenza ancora più grave del virus la messa in quarantena a tempo indeterminato della democrazia in Ungheria..

Il premier Orbàn, che si fregia di avere molti ammiratori tra i sovranisti nostrani, potrà sospendere a tempo indeterminato le leggi esistenti, discostarsi dalle norme e imporre misure straordinarie senza doverne rispondere al parlamento e ad alcun potere dello stato.

Qualsiasi legge può essere sospesa o annullata finché l’emergenza prosegue con il solo obbligo del governo di fornire informazioni sul proprio operato ai capigruppo, ma non al Parlamento, che non potrà contrastare le misure adottate dall’esecutivo.

Viktor Orbán nato a Székesfehérvár,( “la città dei re” perché vi avevano luogo le incoronazioni dei sovrani ungheresi) potrà governare come un monarca assoluto senza neppure dover dimostrare una parvenza di democrazia.

Il Parlamento ungherese per due terzi nelle mani di Fidesz, il partito di Orbàn,ha concesso al suo capo poteri assoluti, pieni poteri, mentre la poca opposizione esistente nel paese viene spazzata via dallo stato d’emergenza creata da coronavirus, che in Ungheria conta attualmente 13 contagiati, di cui 8 studenti( due iraniani).

Il dato del contagio in Ungheria non determinerebbe neppure lo stato d’emergenza, ma Viktor Orbàn negli ultimi 10 anni ha usato qualsiasi opportunità per indebolire le istituzioni del paese e quindi nessuno si stupisce che l’emergenza coronavirus rientri tra le opportunità, date a orbàn, per instaurare un regime dittatoriale.

L’assenza di un termine dell’emergenza è tra i punti che allarma gli osservatori internazionali, quattro Ong che operano in Ungheria, (Amnesty e l’Hungarian Helsinki committee) hanno stilato un lungo e articolato documento: “Gli ultimi 10 anni hanno fornito molte prove del fatto che il governo ungherese sfrutta e abusa delle opportunità per indebolire le istituzioni che fungono da controllo del suo potere (crisi migratoria docet), ogni volta che ha la possibilità di farlo. Situazioni legali straordinarie sono molto facili da introdurre, ma è molto più difficile tornare alla situazione pregressa”.

La nuova legge ha introdotto due nuove tipologie di crimini: “chiunque pubblicizzi fatti falsi o distorti che interferiscono con la protezione dell’opinione pubblica può essere punito con la reclusione fino a cinque anni”, ma l’assenza di specifiche sui reati lascia spazio a qualsiasi interpretazione della legge.

La norma così formulata induce a evidenziare la volontà di applicare un ulteriore bavaglio a una stampa già assoggettata al potere.

Chiunque violi le misure di coprifuoco può esser punito con il carcere da cinque o otto anni.

L’Ungheria dal primi giorni dal mese di marzo è definitivamente blindata,sigillata, con un provvedimento giustificato per bloccare l’ingresso del virus.

Viktor Orbàn non ha speso una parola per spiegare quali misure e incentivi statali e fiscali intende mettere in campo per sostenere l’economia, le famiglie e le imprese una volta terminata l’emergenza, invece è stata diffusa la notizia di un ampio ricorso al richiamo di militari riservisti per pattugliare le strade.

La disastrata sanità ungherese è in attesa di una emergenza che non sarà in grado di fronteggiare, ma questa è sola una previsione futura perché il numero di contagi ufficiali pare essere eccezionalmente basso, come il numero di tamponi diagnostici effettuati che sono praticamente nulli.

LONDRA. BORIS JOHNSON POSITIVO AL CORONAVIRUS, MA NON ERA PER IL CONTAGIO DEL GREGGE?

Il premier britannico Boris Johnson è stato contagiato dal coronavirus ed è in auto-isolamento, un fatto abbastanza strano per il britannico favorevole al contagio del gregge.

Downing Street ha precisato che i sintomi sono al momento “leggeri“, ma il tampone eseguito, ieri dopo che il primo ministro conservatore aveva accusato sintomi definiti leggeri di contagio da Covid-19, non lasciano dubbi.

Il portavoce di Downing street ha spiegato che: “Dopo aver manifestato sintomi lievi ieri, il Primo Ministro è stato sottoposto al test sul coronavirus su personale consiglio del chief medical officer, il professor Chris Whitty”. Il test è stato eseguito da personale dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale britannico) qui al numero 10 e il risultato è stato positivo”.

Il portavoce ha precisato che Johnson al momento non ha smesso di lavorare e “continua a guidare la risposta del governo all’emergenza coronavirus”.

Downing street ha precisato anche che la guida in caso di impedimento del premier sarebbe passata temporaneamente al suo vicario, il titolare degli Esteri, Dominic Raab, uno dei due ministri elevati nei mesi scorsi al rango di Primo Segretario di Stato,l’altro è Michael Gove. 

Johnson che si è rivolto ai britannici via Twitter, ha spiegato di avere febbre e tosse, ma di essere in grado di guidare il Paese: “Sto lavorando da casa in auto-isolamento perché è assolutamente la cosa giusta da fare. Ma non abbiate dubbi che posso continuare a guidare la controffensiva nazionale contro il coronavirus, col mio top team, grazie alla magia delle moderne tecnologie”.

Il premier ha poi ringraziato lo staff e “ovviamente il nostro meraviglioso personale” sanitario.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel su twitter ha augurato al premier britannico di rimettersi presto in salute: “L’Europa ti augura una pronta guarigione. Credo che vinceremo insieme questa lotta contro il Covid-19”.

NEW YORK. EMERGENZA CORONAVIRUS. LA CURA SELETTIVA CHE ESCLUDE I DISABILI E GLI INCAPIENTI.

Negli Usa disabili sono stati esclusi dalle cure contro il coronavirus.

Gli Stati Uniti in pochi giorni sono diventati il primo paese per numero di infettati da “coronavirus” e per numero di decessi ha già superato la Cina. La pandemia di Coronavirus, però continua a espandersi negli USA con oltre 70.000 contagiati, ma in questo quadro già drammatico si inserisce la discriminazione nei confronti dei disabili che sono stati esclusi dalle cure anticoronavirus.

La sanità privata degli USA, ricordiamo che quel poco che era stato fatto in favore del servizio sanitario pubblico da Obama è stato azzerato dall’amministrazione Trump, gli ospedali che dovranno farsi carico di ricevere i pazienti con difficoltà respiratorie non sono in grado di sostenere e gestire l’emergenza, fatto che comporta gravi discriminazioni nei confronti di disabili o di candidati che hanno meno possibilità di sopravvivere.

A rivelare lo scandaloso comportamento della sanità americana è stata la scoperta di un documento in Alabama dal titolo “Scarce resource management” che coinvolge 35 stati in cui sono stati resi noti i criteri con cui decidere chi ha diritto ad essere curato e chi invece può essere lasciato morire: “la tendenza sembra essere quella di escludere chi soffre di disturbi intellettivi o fisici, come i disabili, o chi ha “meno valore per la società”, “disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione”.

Le linee guida sono le stesse dello stato di Washington, in cui sono stati isolati i primi casi di Coronavirus, dove vengono evidenziate le discriminanti quali la “capacità cognitiva”, in Maryland o Pennsylvania in cui si ipotizzano caratteristiche come “disturbo neurologico grave”, che comporterebbero l’esclusione dalla terapia intensiva in caso di mancanza di posti.

Le associazioni che si occupano della difesa dei diritti dei disabili si sono allarmate: Disability Rights Washington, Self-Advocates in Leadership, The Arc of the United States hanno già fatto causa allo Stato di Washington per impedire l’entrata in vigore dei criteri per l’accesso alle cure salvavita.

Altre organizzazioni umanitarie si sono appellate al governo federale perché imponga alle amministrazioni locali e agli ospedali il principio che i disabili non possono essere discriminati e che alcune vite non valgono più di altre.

Ari Ne’eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy dell’Università di Brandeis e attivista in 23 marzo ha pubblicato sul New York Times un commento dal titolo “I Will Not Apologize for My Needs” (non mi scuserò per i miei bisogni) in cui denuncia la situazione in cui potrebbero trovarsi i disabili e afferma che anche durante un’emergenza i dottori non devono sospendere il principio di non discriminazione: “Le persone affette da disabilità sono terrorizzate che se le risorse si fanno scarse, verranno inviati in fondo alla fila. E hanno ragione, perché molti Stati lo affermano in modo abbastanza esplicito nei loro criteri”.

L’America delle opportunità che strumentalizza e discrimina le persone affette da disabilità, mentre gli Stati regolano sui criteri di accesso con l’esclusione dei disabili al diritto alle cure, sembra che la gestione della sanità voglia imporre una pressione inaudita al disabili con la richiesta, una “golden rule” è stata definita, al paziente se, in caso di scarsità di strumenti salvavita, vuole avervi accesso o lasciare la precedenza a chi potrebbe avere più possibilità di sopravvivere. O addirittura “maggiore valore per la società”.

L’AVANA. EMERGENZA CORONAVIRUS. LE SANZIONI AMERICANE CONTRO I MEDICI CUBANI IN LOTTA CONTRO IL COVID-19.

DA HISPANTV

NEXTO LATINO.

Gli Stati Uniti sollecitano i paesi a rifiutare l’assistenza medica cubana per COVID-19

  • Medici e infermieri cubani prima di recarsi in Italia per aiutare a combattere la pandemia di coronavirus, L'Avana, 21 marzo 2020.Medici e infermieri cubani prima di recarsi in Italia per aiutare a combattere la pandemia di coronavirus, L’Avana, 21 marzo 2020.

Postato: giovedì 26 marzo 2020 alle 00:24

Nel fervore della lotta contro la pandemia del COVID-19, in cui Cuba ha guadagnato elogi, gli Stati Uniti. esorta i paesi a rifiutare la cooperazione medica dell’isola.

Tramite il suo account Twitter, l’ambasciata americana all’Avana (capitale cubana) ha scritto mercoledì che “Cuba offre le sue missioni mediche internazionali a coloro che sono affetti da COVID-19 solo per recuperare i soldi persi quando i paesi hanno smesso di partecipare il programma abusivo “.

In un altro tweet, ha invitato i governi a cercare l’aiuto di Cuba per frenare il nuovo coronavirus, chiamato COVID-19, per “esaminare gli accordi e porre fine agli abusi del lavoro”.

Il messaggio dell’ambasciata americana, che ha meritato numerose espressioni di ripudio sui social network, si svolge quando la più grande delle Antille partecipa al contenimento di COVID-19 in Cina, Nicaragua, Venezuela, Suriname, Granada, Giamaica, Belize e Italia, tra gli altri paesi.

Nel caso dell’Italia, le critiche sono dirette contro l’Unione Europea (UE),  che non ha adottato misure per sostenere questo Paese europeo, che per ora è il più colpito nel vecchio continente da COVID-19.

Inoltre, il governo cubano ha ricevuto richieste da 15 paesi per l’acquisto del farmaco Interferone Alfa 2B, che ha contribuito a fermare la nuova pandemia di coronavirus in Cina, il paese in cui la malattia è stata rilevata per la prima volta. 

Washington ha pubblicato i suddetti tweet mentre la pandemia minaccia gli Stati Uniti, che sembra essere chiamato a diventare l’epicentro della diffusione della malattia, ha avvertito l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) martedì.

Nel frattempo, gli Stati Uniti Continua a imporre sanzioni unilaterali e illegali a vari paesi, nonostante il fatto che queste misure coercitive rappresentino gravi ostacoli nella lotta contro il nuovo coronavirus.

Ad oggi, in tutto il mondo, circa 461.969 persone hanno contratto COVID-19, 20.852 sono morte e 113.802 sono guarite.

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