Categoria: NOTIZIE DAL MONDO

MEDITERRANEO. IL CIMITERO DEI SOGNI: “IL VIAGGGIO DELLA SPERANZA HA UCCISO 4 BAMBINI”.

Il mediterraneo continua a essere il cimitero dei viaggi delle speranza per raggiungere il sogno “Italia”.

4 bambini di due diversi gruppi familiari sono annegati nel canale di Sicilia poco dopo essere partiti dalla Libia su un barcone che è naufragato immediatamente aver lasciato le coste libiche.

L’ennesima strage di innocenti si è consumata mentre l’opinione pubblica è distratta dalle chiusure e aperture dei negozi. Ma i quattro bambini morti nel naufragio il Natale lo festeggeranno in fondo al mare nonostante i loro corpi siano stati recuperati dalla mezza luna rossa libica.

La vittima più piccola aveva solo cinque anni e forse non sapeva neppure che cosa è il Natale e ora che è morta non lo scoprirà mai, gli altri piccoli naufraghi avevano tra i sette e i dieci anni.

I corpi dei bambini morti sono stati recuperati 3 giorni fa dalle squadre di soccorso della Mezzaluna Rossa libica vicino alle coste di Harsha e Matrad, vicino ad Al-Zawiya, città della zona nord-occidentale nella regione della Tripolitania, sulla costa del Mediterraneo, a circa 45 chilometri a ovest di Tripoli. I feretri dei bambini sono stati trasferiti alla camera mortuaria dell’ospedale di Al Rahma di Zawiya per le formalità del caso e la sepoltura, come riporta su twitter Migrant Rescue Watch.

L’imbarcazione, partita dalle coste libiche per l’ultimo viaggio della speranza, stava attraversando il Canale di Sicilia quando è naufragata con 30 persone a bordo e nonostante i soccorritori siano stati avvertiti con una telefonata non c’è stato il tempo per salvare i bambini, recuperati vicino ad Al-Zawiya e il quarto ad alcuni chilometri più a ovest.

Il funzionario della Mezzaluna Rossa, Hassan Al-Bay, ha raccontato che i quattro bambini e le loro famiglie vivevano a Sabratha, nella Libia occidentale, ma erano originari dell’Egitto ed erano diretti in Italia.


Intanto è proseguito in sicurezza il trasferimento di 54 profughi siriani arrivati all’aeroporto di Fiumicino attraverso i corridoi umanitari attivati dalla comunità di Sant’Egidio, la federazione delle chiese Evangeliche e la chiesa Valdese con un protocollo siglato con il ministero dell’Interno e degli Esteri.

I nuclei familiari sono arrivati in Italia dai campi profughi in Libano dopo aver effettuato il tampone molecolare. I profughi giunti in Italia dal Libano sono donne sole con bambini e minori vulnerabili.

Raggiunta la destinazione di accoglienza osserveranno un periodo di quarantena di 14 giorni e intanto uno sbarco di migranti, con tutta probabilità 4 algerini, è stato registrato nel sud della Sardegna.

I quattro sbarcati poco prima nella zona di Sant’Anna Arresi sono stati bloccati dai carabinieri mentre camminavano lungo la strada provinciale e sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir nel sud della Sardegna , dove rimarranno in quarantena.

Nonostante la rotta balcanica sia stata chiusa 4 anni fa proseguono senza sosta gli arrivi. In Serbia sono 6.015 i migranti ospitati in 19 centri di asilo e accoglienza, fra loro 660 minori, in larga parte di cittadini afghani, siriani e pachistani.

Durante la drammatica crisi migratoria del 2015-2016 la Serbia fu attraversata da oltre un milione di profughi in marcia versi i Paesi dell’Europa occidentale.

Un documento diffuso dal commissariato spiega che in Serbia ci sono oltre 800 mila profughi fuggiti da Bosnia-Erzegovina, Croazia e Kosovo durante i sanguinosi conflitti degli anni novanta, che portarono alla disgregazione della Jugoslavia.

CORONAVIRUS. LA MAPPA DEL CONTAGIO IN EUROPA: CHIUDONO LA SVIZZERA, AUSTRIA E GERMANIA.

La corsa del contagio del Covid-19 non si arresta: la Svizzera, l’Austria, la Germania e il regno Unito chiudono per contagio i locali e i cantoni bloccano le stazioni sciistiche mentre la Germania tocca un nuovo record di contagi ed è risultato positivo al test il premier slovacco, Igor Matovic, dopo il Consiglio Europeo.

Gli Stati Uniti, da uno studio dell’università americana Johns Hopkins, hanno registrato un nuovo pesante bilancio di morti, (3200) e 250 mila nuovi contagi in un giorno mentre negli ultimi 15 giorni la soglia di 200 mila registrati ogni giorno è stata superata 12 volte e 3mila morti al giorno.

In Brasile il ministero della Salute ha denunciato oltre mille morti al giorno per Covid-19 e nelle ultime 24 ore sono state 1.092 e 69.826 nuovi contagi.

Il presidente, Jair Bolsonaro, di fronte a questa situazione ironizza sul vaccino anti-Covid prodotto dalla Pfizer e non si vaccinerà alludendo a possibili effetti collaterali e durante a Porto Seguro, nello stato di bahia ha dichiarato: “Io non mi vaccinerò e qualche imbecille dice che sono un cattivo esempio. Ma ho già preso il virus e quindi ho gli anticorpi, perché dovrei vaccinarmi?”. Il presidente ha poi spiegato che alla Pfizer sono stati chiari: “non ci prendiamo la responsabilità per eventuali effetti collaterali. Se diventi un alligatore è un problema tuo, se diventi un superuomo è un problema tuo, se a una donna crescerà la barba sarà un problema suo. Loro non si prendono responsabilità. E quel che è peggio, manomettono il sistema immunitario delle persone”.

La Corte Suprema del Brasile ha esteso ai governatori e ai sindaci la possibilità di imporre l’obbligatorietà della vaccinazione contro il Covid-19, pena sanzioni amministrative, se pur giudicando incostituzionale la vaccinazione forzata. Il relatore, Ricardo Lewandowsky ha dichiarato che “la vaccinazione forzata della popolazione è palesemente incostituzionale, ma la salute pubblica non può essere messa a rischio da scelte individuali”.

In Francia il presidente, Emmanuel Macron, positivo al virus ha lasciato l’Eliseo per continuare la quarantena nella residenza di Versailles nella residenza ufficiale dei capi di Stato “La Lanterne”.

Macron è partito solo, senza la première dame Brigitte, per proseguire la quarantena, isolarsi e continuare a lavorare. Macron lamenta tosse, forte affaticamento e qualche linea di febbre mentre tra i partecipanti al Consiglio europeo a cui ha partecipato macron aumentano i casi di positività: il primo ministro slovacco Igor Matovic.

In Germania il numero dei contagi è in continuo aumento e fatto registrare un nuovo record.

Il Robert Koch Insitut ha lanciato l’allarme dopo aver riscontrato 33.777 in 24 ore e 813 decessi. Il governo di Berlino nelle prossime settimane avrebbe atteso numeri più confortanti dopo la stretta per il periodo delle festività natalizie. La Bild  ha assunto toni sensazionalistici dichiarando che in nessun posto muoiono così tanti pazienti per il Covid come nelle case di cura per anziani.

L’articolo titolato: La catastrofe del Coronavirus nell’assistenza agli anziani spiega che nel Land di Berlino dal 1 ottobre a metà dicembre le vittime nei centri per anziani sono state 422, il 63% del totale. Amburgo, con 136 vittime è al 65% delle vittime complessive della città. Schleswig-Holstein addirittura del 90%.

L’Austria ha registrato un numero record di decessi e chiude tutto.

Il Paese torna in lockdown totale dal 27 dicembre, per la terza volta dall’inizio della pandemia: negozi, bar e ristoranti chiusi e coprifuoco di 24 ore al giorno.

Screening di massa il 16 e 17 gennaio e si potrà uscire solo con esito negativo dal 18 gennaio quando i negozi e ristoranti riapriranno, ma per ora tra il 30 novembre e il 6 dicembre sono morte 2.536 persone e almeno un quarto dei decessi da attribuire direttamente al coronavirus.

La quarantena verrà prorogata di una settimana a chi non si sottopone al tampone rapido e anche le scuole riapriranno il 18 gennaio.

In Svizzera, che alcune settimane fa aveva dichiarato di voler tenere gli impianti sciistici aperti, dal 22 dicembre chiuderanno per un mese tutti i ristoranti, le palestre e i centri sportivi nel tentativo di arginare l’aumento dei casi di coronavirus.

Il governo ha invitato la popolazione di restare a casa il più possibile, per l’aumento di contagi da coronavirus nel paese e che in Liechtestein hanno superato i 400mila mentre le vittime hanno superato la soglie delle 6 mila unità. L’esecutivo Svizzero in un comunicato ha spiegato che la situazione epidemiologica è preoccupante:“L’obiettivo è di ridurre in modo netto e rapido il numero dei casi, assicurare l’assistenza sanitaria e sgravare il personale ospedaliero”.

I cantoni svizzeri hanno deciso autonomamente di introdurre misure più severe a differenza di quelle annunciate dal governo federale per contrastare la pandemia: Lucerna, Svitto e Zugo chiuderanno i loro comprensori sciistici dal 22 dicembre mentre restano aperti gli impianti in Vallese, Berna e nel canton Vaud.

La retromarcia Svizzera rimasta l’unico Paese dell’arco alpino a consentire lo sci per tutti ha rifiutato l’autorizzazione a sette stazioni sciistiche il permesso di esercizio per i prossimi giorni nel cantone di Lucerna in cui la situazione è “molto tesa” e sarebbe “irresponsabile” aprire le piste in un contesto di contagio diffuso.

Nel regno Unito le stime aggiornate dai consulenti del governo di Boris Johnson indica un indice Rt di diffusione delle infezioni da Covid è tornato sopra la soglia critica di 1, indicandolo in media a quota 1,1-1,2 contro lo 0,9-1 del mese precedente. L’indice era era tornato sotto l’1 dopo il 2° lockdown nazionale bis imposto fino al 2 dicembre.

La Svezia ultima nella lotta alla pandemia del Covid-19 raccomanda ora l’uso delle mascherine sui mezzi pubblici.

In Russia il centro operativo nazionale anticoronavirus ha riferito che sono stati accertati 28.552 nuovi contagi di Covid-19 e 611 decessi nelle ultime 24 ore.

In Ucraina continuano ad aumentare i casi di Covid-19 e sono stati rilevati 12.630 nuovi contagi e 260 decessi nelle ultime 24 ore.

BRUXELLES. VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTU’: RICONOSCONO SOLO LA FAMIGLIA TRADIZIONALE, ORGIE ESCLUSE!

La foto dei difensori della famiglia tradizionale e i confini della cristianità.

Ha violato tutte le regole possibili imposte in seguito alla diffusione del Covid e confessato di avere partecipato a una orgia in pieno centro di Bruxelles.

L’eurodeputato, József Szájer, ungherese dei conservatori di Fidesz, partito del presidente Viktor Orban ha partecipato a una vera gang bang maschile dalla quale ha tentato la fuga dopo essere stati scoperti dalla Polizia e ferendosi, ma appena fermato dagli agenti ha invocato l’immunità parlamentare.

Nel suo zaino sono state trovate sostanze stupefacenti, ma agli agenti József Szájer ha dichiarato che la droga non era sua.

La figura di Szájer, fondatore nel 1990 di Fidesz, ha annunciato di avere presentato le sue dimissioni al presidente dell’Europarlamento David Sassoli, di essere giunto a questa decisione dopo un “lungo periodo di riflessione“ e di volersi dedicare all’attività “intellettuale” e non più politica.

Le chiacchiere si sprecano e non si capisce a che cosa faccia riferimento  Szájer che si è sempre battuto per la difesa dei valori cristiani, come sottolinea il suo stesso partito di estrema destra, contro i diritti Lgbt, omofobo e tradizionalista  e che si dichiara “rattristato dalla sue dimissioni”.

Trent’anni in politica, eletto per quattro volte in parlamento a Budapest e altrettante al Parlamento europeo, Szájer, 59 anni, ha preteso di includere nella costituzione ungherese, entrata in vigore il 1 gennaio 2012, un passaggio riferito alla tutela e alla sola difesa del matrimonio tradizionale (“l’Ungheria tutela l’istituto del matrimonio tra uomo e donna, rapporto matrimoniale volontariamente instaurato, nonché la famiglia come base per la sopravvivenza della nazione”).

József Szájer è sposato dal 1983 con la giudice della Corte costituzionale ungherese Tünde Handó. Szájer rispose al sito Euractiv,  che chiedeva chiarimenti riguardo come la nuova Carta che aveva contribuito a scrivere potesse definirsi una “Costituzione del 21° secolo” visto che non riconosceva diritti agli omosessuali, che da parte dell’Europa non c’era alcun requisito o normativa che andasse in questo senso: “Dipende anche da come interpretiamo il 21esimo secolo. Non penso che il concetto di matrimonio tradizionale sia cambiato solo perché siamo entrati in un altro millennio”.

TREVITRI. UBRIACO SQUILIBRATO PIOMBA IN AUTO SULLA FOLLA, 4 MORTI E MOLTI FERITI.

Un auto guidata da uno squilibrato con un tasso alcolemico al 2%, 4 volte superiore alla media è piombato sui pedoni a Treviri provocando 4 i morti, tra i quali un bambino

La Polizia ha escluso la matrice politica della strage: “Non ci sono prove di una matrice politica”

I morti della nuova strage di Natale che ha fatto pensare immediatamente a un nuovo attacco terroristico sono 4 mentre i feriti sono una decina, dei quali alcuni molto gravi. Un’auto ha investito a tutta velocità la folla nella zona pedonale dello shopping nel centro di Treviri, in Germania.

Il sindaco della città del Land centro-occidentale della Renania Palatinato, Wolfram Leibe, ha parlato con l’emittente Swr ha definito “un folle attacco omicida” quello che ha dovuto subire la sua città ed ha confermato il gravissimo incidente in cui sono decedute 4 persone.

La polizia ha dichiarato che tra le vittime dell’incidente c’è un bambino. La dinamica e le cause dell’episodio “ancora non sono chiare”, ma hanno escluso la pista terroristica: l’uomo alla guida originario del distretto di Treviri-Saarburg non era classificato pericoloso, ma aveva nel sangue un tasso alcolemico pari al 2%, quattro volte superiore al limite in Italia.

Su Twitter la Polizia di Trevir ha confermato “Abbiamo arrestato una persona, un veicolo è stato posto sotto sequestro” e in un primo momento aveva anche invitato la gente ha evitare il centro cittadino.

Ai soccorsi, le forze dei Vigili del Fuoco e gli agenti di Polizia che in un primo momento avevano invitato “ad abbandonare e evitare la zona colpita, di seguire le indicazioni delle forze dell’ordine”, “se avete fatto osservazioni rilevanti, informate la polizia. Informeremo quando il pericolo sarà passato” i testimoni hanno raccontato che le persone volavano via come birilli. Il portale di notizie ‘Lokalo’ in un post ha raccontato che l’autista del Range Rover nero avrebbe percorso il centro cittadino ad oltre 70 chilometri orari, tra l’altro passando anche per una delle vie più affollate per lo shopping natalizio, la Simeonstrasse, nei pressi della Porta Nigra.

Su Twitter Steffen Seibert, il portavoce della cancelliera Angela Merkel ha scritto: “Quello che è successo a Treviri è sconvolgente. I nostri pensieri sono con i congiunti delle vittime, con i tanti feriti, e con tutti colori che in questo momento sono sul posto per soccorrere i colpiti”.

La governatrice del Land della Renania Palatinato, Malu Dreyer,sui fatti di Treviri si è detta “sconvolta” per quanto accaduto.

WASHINGTON. LA FOLLIA “NEGAZIONISTA” DI DONALD TRUMP E’ UN ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA NEGLI STATI UNITI.

Donald Trump è affetto da “Narcisismo maligno, sociopatico compulsivo”, la sua patologia gli impedisce di accettare qualsiasi cosa sia diversa dalla sua visione della realtà perciò va fermato prima che possa attentare alle istituzioni e alla democrazia negli USA.

Nonostante gli americani abbiano deciso di rimuoverlo dalla Casa Bianca lui non riconosce la sconfitta e tra uno squallido tentativo di spillare quattrini ai suoi seguaci e la volontà di obbligare Joe Biden a trattare una sorta di “immunità” giudiziaria a suo favore per le inchieste in corso mentre prosegue la sua personale campagna diffamatoria contro gli avversari politici e gli stessi elettori americani.

Le bugie, le truffe e le intimidazioni della cosca politica che fa capo a Trump è un pericolo per tutta l’America e il mondo.

Donald Trump andrebbe arrestato e richiuso in una casa di cura per malati mentali, per soggetti sociopatici compulsivi beccati in flagranza di reato. Dopo aver tentato di manipolare le elezioni democratiche degli Stati Uniti, ha successivamente avviato manovre intimidatorie nei confronti dei pubblici ufficiali a cui sta impedendo di certificare il risultato elettorale, tentato di bombardare la più importante base nucleare iraniana, con tutte le conseguenze che ne sarebbero derivate per la stabilità politica e militare della zona oltre al disastro ambientale per la regione.

Donald Trump che nel 2016, pur prendendo 3 milioni di voti di meno della sua avversaria Hillary Clinton, vinse le elezioni e diventò presidente degli Usa, ma è sul risultato di quel voto che dovrebbero concentrarsi le attenzioni del mondo perché quel voto fu inquinato dalle manipolazioni esterne, russe in prima fila, pur senza poter provare il coinvolgimento e il coordinamento tra il Cremlino e la Trump Tower.

Inquinamenti che non sono mai, comunque, stati dimostrati nonostante i tentativi dello staff di Trump di mettersi in contatto con gli agenti di Mosca e la richiesta esplicita, in diretta televisiva, a Vladimir Putin di ravanare nei server di Hillary Clinton, cosa che puntualmente è accaduta.

Le ultime elezioni si sono concluse con la batosta elettorale, senza appello, per Trump che ha perso cinque Stati rispetto a quattro anni fa, mentre nel conteggio dei voti espressi dagli elettori è sotto di sei/sette milioni rispetto al presidente eletto Joe Biden.

Donald Trump dato sconfitto già nei sondaggi ha tentato di inquinare la politica, la libertà di espressione nel chiuso delle urne, il voto postale che in tempi di Covid garantisce la libertà di espressione e la sicurezza degli elettori, infangare il suo sfidante Biden e la democrazia americana.

Trump nel suo disegno criminoso ha minacciato, coinvolgendo le agenzie nazionali, un paese estero, l’Ucraina, di ritorsioni economiche e militari se il presidente ucraino non avesse fabbricato un dossier falso contro Joe Biden e la sua famiglia da usarenella campagna elettorale americana.

Trump che ha inviato a Roma il ministro della giustizia Bill Barr per creare una traccia da usare per inventarsi un grottesco complotto Obama-Renzi in grado di contrastare l’operazione di intelligence del Fsb russo per aiutarlo a battere Clinton.

Trump ha tentato di impedire che gli americani potessero esprime il proprio voto per posta a cominciare dalla rimozione delle cassette postali, che rappresentava la strategia elettorale dei Democratici per puntare in tempi di pandemia sugli absentee ballot.

Trump che ha più volte invitato gli elettori repubblicani a votare due volte, prima via posta e poi di presenza, confidando nelle lacune organizzative di alcuni Stati sulle procedure elettorali, in un paese che non ha un’anagrafe elettorale e nemmeno le carte d’identità.

Trump che ha incitato le squadracce armate di suoi sostenitori a mettere a disagio gli elettori impegnati nelle lunghe code davanti ai seggi.

Trump che ha usato illegalmente le strutture federali, a cominciare dalla Casa Bianca, per fare campagna elettorale.

Trump che ha contribuito a diffondere il virus contagiando centinaia forse migliaia di persone, compreso se stesso e buona parte del suo staff, durante manifestazioni elettorali tenute platealmente senza alcuna precauzione.

Trump che ha preparato il terreno per il finto complotto ai suoi danni incentrando i comizi e la comunicazione su un unico punto: “Trump perde solo se Biden bara e si è sempre rifiutato di accettare un trasferimento pacifico dei poteri in caso di sconfitta”.

Trump che ha organizzato una campagna politica, social affinché gli scrutatori smettessero di contare i voti espressi degli americani: “stop the count”, liquidando come voti illegali quelli con la croce su Joe Biden.

Trump che senza uno straccio di prova ha definito “un furto” il risultato elettorale non riconoscendo la vittoria del suo avversario.

Trump che se l’è presa con un software, con la posta, con gli scrutatori, con i democratici e con i repubblicani che guidano gli Stati dove ha perso.

Trump che ha licenziato il funzionario del Dipartimento della Giustizia che ha certificato l’assenza di irregolarità nelle operazioni di voto.

Trump che ha presentato decine di ricorsi bocciati per assoluta inconsistenza da giudici e autorità locali e dai repubblicani stessi.

Trump che ha chiesto il riconteggio a mano in Georgia ed ha nuovamente perso.

Trump che è sprofondato nel ridicolo ritirando alcuni alcuni esposti in Michigan per poi twittare che li ha ritirati perché ha vinto anche quando la sconfitta era palese: “centocinquantamila voti di scarto a favore di Biden”.

Trump che ha convocato alla Casa Bianca i leader repubblicani dello Stato per capire come impedire la certificazione della sconfitta.

Trump che ha cacciato il responsabile dell’Agenzia di Cibersecurity perché ha smentito l’ennesima fake news trumpiana di macchine elettorali che avrebbero assegnato voti di Trump a Joe Biden.

Trump che ha imposto alla responsabile degli Affari Generali della sua Amministrazione di non far partire formalmente la procedure di passaggio delleJoe consegne al presidente eletto Biden.

Il risultato dell’ultima follia di Trump è che per la prima volta nella storia degli Stati Uniti il nuovo presidente non può ricevere le informazioni di intelligence che gli serviranno dal 20 gennaio 2021.

Trump che ha impedito a Anthony Fauci di parlare con Biden delle strategie per contenere la pandemia, mettendo ulteriormente a rischio gli Stati Uniti ben oltre la sua gestione criminale della pandemia.

Trump che ha usato la carica pubblica per condurre affari e promuovere il suo brand privato, cosa per cui dovrà risponderne prossimamente nei tribunali federali, e che ha usato il suo potere per una finalità decisamente più grave mettendo a rischio le sorti della democrazia americana.

Trump che ha usato il potere alla Casa Bianca per manipolare il processo elettorale e nonostante sia stato bocciato dagli elettori continua a farlo per ribaltare il risultato lampante delle urne e far scucire gli ultimi spiccioli ai suoi elettori.

Trump che applica le regole dell’analisi psicologica di Adolf Hitler: “Le sue regole principali sono: non far mai calmare il pubblico. Non ammettere mai un errore. Non concedere mai che il nemico possa avere qualche ragione. Non lasciare spazio ad alternative. Non prendersi mai la colpa. Concentrarsi su un nemico per volta e accusarlo di qualsiasi cosa vada storta. La gente crederà più velocemente a una grande bugia piuttosto che a una piccola e se la ripeti frequentemente prima o poi la gente ci crederà”.

L’analisi psicologica hitleriana e la propaganda organizzata da Goebbels, quasi un secolo fa, rappresentano il ritratto più efficace per descrivere Donald Trump, che, però appena varcherà le porte della Casa Bianca da ex presidente e perderà l’immunità presidenziale dovrà fare i conti con le decine di inchieste sulle numerose truffe e ipotesi di reato commessi in questi anni, ma nonostante ciò Trump va fermato prima, adesso, subito per il ripetuto, pubblico e rivendicato attentato alla Costituzione, alla democrazia e alla decenza.

WASHINGTON. JOE BIDEN E’ IL 46° PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI.

Joe Biden ha vinto

Il nuovo presidente degli USA è Joe Biden esponente del Partito Democratico che ha un vantaggio incolmabile in Pennsylvania e rende impossibile una rimonta del Repubblicano Donald Trump.

Joe Biden ha vinto le elezioni presidenziali degli Stati Uniti! Non ci sono più motivi pe dubitare della grande avventura che ha opposto Biden a Trump.

Negli USA è mattina, ma in Italia e pomeriggio quando lo scrutinio delle schede in Pennsylvania ha sancito il sorpasso di Biden su Trump. La conquista dei grandi elettori in Pennsylvania è stato decisivo per Biden che va oltre le più rosee speranze sfondando la soglia di 270 grandi elettori. La sua vittoria è più che mai certa, talmente ovvia che i network televisivi, hanno preannunciato l’imminente vittoria del nuovo presidente Democratico su Trump, che ora ha solo il tempo di fare i bagagli per lasciare libera la Casa Bianca anche se per molto tempo ancora resteranno i danni provocati dalla sua amministrazione in campo sociale e credibilità internazionale.

I pochi voti che mancano in Pennsylvania arrivando da aree dove Biden ha vinto con margini larghissimi e con la vittoria in Pennsylvania supererà la soglia dei 270 grandi elettori, ma anche ancora in fase di conteggio Biden è largamente in testa anche in Arizona, Nevada e Georgia.

Donald Trump è pronto per concedersi una lunga vacanza sempreché le inchieste per una serie di reati commessi prima e durante il suo mandato presidenziale non lo spedisca direttamente dalla Casa bianca alla prigione di stato mentre le cronache registrano che Trump è il quarto presidente a non riuscire a farsi rieleggere, il primo dopo George H. W. Bush nel 1992.

La vittoria del democratico, 77enne, Biden sembra debba essere ancora più ampia di quanto si pensa e se dovesse, come appare, vincere anche nei tre stati che hanno in corso lo scrutinio otterrebbe 306 grandi elettori, un record per le elezioni presidenziali americane; quanti ottenne Trump nel 2016, ma con 3 milioni di voti in meno di Hillary Clinton.

Nelle elezioni del 2020 Biden, contrariamente a quanto accadde nel 2016, ha preso molti più voti di Trump: 4 milioni che a scrutinio terminato diventeranno sei-sette milioni. Joe Biden per le statistiche è il candidato più votato della storia delle elezioni presidenziali americane.

Joe Biden ha battuto due record: il numero voti presi e aver portato nell’area Democratica stati Repubblicani da decenni.

La vicepresidente sarà Kamala Harris, 56 anni, senatrice della California, che diventerà la prima donna e la prima persona non bianca a ricoprire questo importante incarico.

Donald Trump, ma non è una novità rompendo la prassi per cui entrambi i candidati non mettono in discussione la legittimità del voto, anzi al termine delle elezioni mettono fine ai diverbi della campagna elettorale congratulandosi con l’avversario e ammettendo la sconfitta, da giorni si comporta in modo opposto, rifiutando di accettare il risultato elettorale espresso dal popolo americano. Donald Trump in un discorso disonesto, senza nessuna prova e anzi è stato sconfessato dagli stessi Repubblicani, ha lanciato accuse tanto infondate quanto violente, sostenendo che i Democratici avrebbero truccato le elezioni, che se tenessimo conto solo dei voti legali avremmo vinto, ma è tutto falso, non ci sono prove che esistano voti “illegali”, altro frase totalmente destituita di ogni fondamento quella per cui i sondaggisti avrebbero gonfiato i voti a favore di Biden per scoraggiare gli elettori Repubblicani dall’andare a votare, altro falso che lui avrebbe vinto nello stato della Pennsylvania.

Trump, come è nel suo diritto, potrebbe presentare ricorsi e chiedere indagini, ma non risulta che le accuse lanciate contro i Democratici abbiano fondamento mentre ciò che risulta chiaro è che lo stesso Trump aveva più volte annunciato che non avrebbe mai accettato la sua sconfitta elettorale.

Donald Trump, affetto da “Narcisismo maligno, sociopatico compulsivo”, ormai fuori controllo non potrà comunque rifiutarsi di abbandonare la Casa Bianca e passare il testimone del potere a Joe Biden, che dovrà fare i conti con tutti i danni in campo sociale, sanitario, economico e di credibilità internazionale lasciata in eredità dopo quattro anni di disastri targati Trump. I poteri del presidente, sotto inchiesta e sul cui capo pende la richiesta di “impeachment” scadono il 20 gennaio del 2021 a mezzogiorno, quando fuori dal Congresso a Washington DC si terrà la cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti.

La fase transitoria tra le elezioni e l’insediamento solitamente viene dedicata al trasferimento dei poteri, nomine e passaggi di consegne e in periodi di normalità, con presidenti normali viene sempre condotta con grande cura e correttezza, ma noi siamo convinti che non sarà così a causa dei deliri di onnipotenza del Tycoon sconfitto e ferito nell’orgoglio che già prima del voto manifestava squilibri e attacchi sociopatici di narcisismo maligno, impegnando il nuovo presidente degli USA e il suo staff in polemiche e forti tensioni.

WASHINGTON. JOE BIDEN VICINO ALLA VITTORIA, DONALD TRUMP ANNUNCIA IL RICORSO PRIMA CHE LO SPOGLIO SIA TERMINATO.

JOE BIDEN è a un passo dalla vittoria, con 264 grandi elettori già conquistati e basta conquistare anche solo uno degli stati chiave per assicurarsi un ampia maggioranza sul presidente uscente, Donald Trump.

La vittoria di Joe Biden alla Casa Bianca, che i sondaggi davano per vincente a pochi giorni dalle elezioni, non era affatto scontata. La martellante campagna negazionista di Trump e del suo staff, il delirio di onnipotenza e l’accusa diretta contro i democratici di “rubare” quella che prima ancora dello spoglio delle schede già autoproclamava vincitore delle elezioni per la presidenza degli USA.

Ma Joe Biden, dopo la vittoria di Michigan e Wisconsin al candidato democratico basta vincere uno tra il Nevada, dove è in vantaggio, o degli Stati chiave della Georgia, della North Carolina o della Pennsylvania dove è invece in vantaggio Donald Trump per ottenere la maggioranza dei grandi elettori che in questo momento sono 264, un passo dai 270 necessari.

Joe Biden ha affermato che: “è chiaro che vinceremo abbastanza Stati per ottenere i 270 voti, ma non sono qui per dichiarare che abbiamo vinto, ma solo per dirvi che quando il conteggio sarà finito riteniamo che saremo noi i vincitori”

Donald Trump, che notoriamente è un narcisista maligno, sociopatico compulsivo, non ci sta ad essere sconfitto e se la campagna elettorale del 2020 è stata una delle più tese e divisive della storia recente, il post-elezioni rischia di essere ancora peggiore, con la prospettiva di una battaglia legale infinita sul voto per posta e il conteggio delle schede. Un’incertezza che si teme possa sfociare in tensioni sociali e disordini.

Trump prima ancora che lo spoglio delle schede finisse ha annunciato un’azione legale in Michigan e Pennsylvania per sospendere immediatamente il conteggio dei voti fino a quando non sarà garantito allo staff del presidente un significativo accesso nelle stanze dello scrutinio, per controllare che tutto proceda regolarmente.

Trump è pronto anche a chiedere il riconteggio dei voti in Wisconsin

Trump che si porta avanti anche dove avrebbe voluto vincere e scoppia la polemica per l’assegnazione, secondo Trump prematura, dell’Arizona a Biden, 16 grandi elettori che sarebbero stati attribuiti all’ex vice di Obama portandolo ad un passo dalla vittoria, l’entourage del tycoon valuta una causa proprio in Arizona e nel Nevada

I risultati definitivi sono lontani pe ufficializzare un vincitore perché in Stati come quello del North Carolina lo spoglio ufficiale non arriverà prima della prossima settimana.

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