Categoria: NOTIZIE DAL MONDO

WASHINGTON. JOE BIDEN HA FIRMATO I PRIMI 17 PROVVEDIMENTI PROMESSI IN CAMPAGNA ELETTORALE.

Gli Usa vogliono tornare a collaborare con il mondo, dopo la chiusura autarchica dell’amministrazione di Donald Trump, e immediatamente, dopo la cerimonia di insediamento del 46° presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha firmato i primi 17 provvedimenti che impegnano gli stati Uniti nella lotta al Covid-19 e a siglare la “pace” con l’ambiente e il mondo intero.

Joe Biden lo aveva promesso in campagna elettorale che con la sua vittoria avrebbe lavorato per riunire tutte le anime dellAmerica, che avrebbe imposto uno stop alla distruzione sistematica dell’ambiente, caldeggiata invece ad esempio da Trump con il piano di trivellazioni del polo nord e l’uscita dal protocollo di Parigi sul clima, che avrebbe riportato gli USA negli accordi di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici e riallacciato i rapporti con l’OMS per coordinare la lotta alla diffusione della pandemia da Coronavirus.

Ebbene Joe Biden sta tenendo fede alle promesse con la firma dei primi 17 provvedimenti in cantiere:

– Obbligo di portare la mascherina e del distanziamento sociale.

– Ritorno degli Stati Uniti negli accordi di Parigi sul clima e nell’Organizzazione mondiale della sanità.

– Cancellazione del Muslim Ban, che prevedeva le restrizioni all’ingresso da nazioni islamiche.

– Difesa contro le espulsioni degli immigrati irregolari che arrivano negli USA da bambini

– Blocco della costruzione del muro tra USA e Messico e la risoluzione immediata della dichiarazione di emergenza nazionale che permetteva di utilizzare miliardi di dollari per l’ampliamento e la costruzione del muro.

– La proroga della moratoria sugli sfratti in questo periodo di pandemia e sul pagamento degli interessi per i prestiti agli studenti.

WASHINGTON. AMAZON SI OFFRE PER VACCINARE I SUOI 800 MILA DIPENDENTI E SI PROPONE PER IL TRASPORTO E LA DISTRIBUZIONE DEI VACINI ANTI-COVID.

L’insediamento di Joe Biden è stato seguito con grande interesse dalla Amazon, la società che negli Stati Uniti impiega più personale dopo Walmart, che si è offerta di aiutare la nuova amministrazione per raggiungere il target dei 100 milioni di vaccini anti-Covid nei primi 100 giorni di mandato.

Il colosso mondiale dell’e-commerce in una lettera inviata dall’ad del setore consumer Dave Klark al neo presidente degli Stati Uniti la disponibilità della sua organizzazione tecnologica e informatica per vaccinare tutti i suoi 800mila dipendenti negli Usa appena sarà possibile.

L’azienda ha specificato che diversamente i dipendenti di Amazon non possono che svolgere la propria attività in presenza per il rischio di esporsi al contagio entrando in contatto con altre persone e che da inizio pandemia sono stati 19 mila i dipendenti di Amazon ad avere contratto il Covid-19.

Amazon, dopo aver informato il presidente della campagna di vaccinazione imminente, ha aggiunto che metterà a disposizione la propria tecnologia informatica, capacità e competenze in materia di comunicazione “per assistere gli sforzi verso la vaccinazione dell’amministrazione federale”.

La lettera di Amazon a Biden:

“Congratulazioni a lei e al vicepresidente Harris per la vostra Inauguration.

L’inizio dell’suo impegno, il suo lavoro per portare il paese fuori dalla crisi del Covid-19, Amazon è pronta ad aiutarla a raggiungere il suo obiettivo di vaccinare 100 milioni di americani nei primi 100 giorni dell’amministrazione.

In qualità di secondo più grande datore di lavoro della nazione, Amazon ha oltre 800.000 dipendenti negli Stati Uniti, la maggior parte dei quali sono lavoratori essenziali che non possono lavorare da casa. Siamo orgogliosi del ruolo che i nostri dipendenti hanno svolto per aiutare i clienti a stare al sicuro e hanno ricevuto importanti prodotti e servizi a casa, che è fondamentale per le persone con condizioni mediche pregresse e per quelle suscettibili alle complicazioni da Covid-19. I dipendenti essenziali che lavorano nei centri logistici di Amazon, nei data center AWS e nei negozi Whole Foods Market in tutto il Paese, i quali non possono lavorare da casa, dovrebbero ricevere il vaccino Covid-19 il prima possibile. Li aiuteremo in questo sforzo.

Abbiamo un accordo in essere con un fornitore di assistenza sanitaria professionale di terze parti autorizzato per somministrare i vaccini in loco presso le nostre strutture Amazon. Siamo pronti a muoverci rapidamente una volta che i vaccini saranno disponibili. Inoltre, siamo pronti a sfruttare le nostre operazioni, le nostre tecnologie informatiche, capacità di comunicazione e competenza per assistere gli sforzi di vaccinazione della sua amministrazione. La nostra portata ci consente di avere immediatamente un impatto significativo nella lotta contro Covid-19 e siamo pronti ad assisterla in questo sforzo.

Dall’inizio di questa crisi, abbiamo lavorato duramente per mantenere i nostri lavoratori al sicuro. Ci impegneremo ad assistere gli sforzi di vaccinazione della sua amministrazione mentre lavoriamo insieme per proteggere i nostri dipendenti e continuiamo a fornire servizi essenziali durante la pandemia”.

WASHINGTON. JOE BIDEN HA GIURATO E’ IL 46° PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, KAMALA HARRIS, LA PRIMA VOLTA DI UNA DONNA.

L’era Trump finisce per lasciare spazio alla riunificazione ideale, politica, sociale ed economica degli Usa come ha voluto sottolineare il neo presidente degli USA Joe Biden, che con il giuramento di oggi ha iniziato ufficialmente il suo mandato presidenziale.

L’esponente Democratico ha giurato alla cerimonia di insediamento al Campidoglio come 46° presidente degli Stati Uniti, in contemporanea col ritorno in Florida dell’ex presidente Donald Trump che con un ulteriore sgarbo istituzionale non ha partecipato alla cerimonia di insediamento di Joe Biden.

Kamala Harris, prima donna alla vice presidenza degli USA, per la prima volta nella storia e prima di Biden ha prestato giuramento. L’ex senatrice californiana ha giurato nelle mani della giudice della Corte suprema Sonia Sotomayor e su due bibbie.

Le due bibbie: una di Regina Shelton, che ha definito una ‘seconda madre’ e una seconda dell’icona dei diritti civili, Thurgood Marshall.

Il neo presidente degli USA e ex vice di Obama ha prestato giuramento davanti al presidente della Corte suprema John Roberts su una vecchia bibbia di famiglia tenuta dalla moglie Jill e utilizzata in altre occasioni. La formula utilizzata da Joe Biden: “Giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’ufficio di presidente degli Stati Uniti e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti”.

Biden che di anni ne ha 78 è il presidente americano più anziano ad entrare alla Casa Bianca, il primo del Delaware e il secondo cattolico dopo John F. Kennedy.

La cerimonia aperta dalle star della musica che hanno sostenuto Biden: sul palco si sono esibite Lady Gaga che ha cantato l’inno americano, il celebre The Star-Spangled Banner, e in seguito Jennifer Lopez.

Ad accogliere Biden non c’era, come noto, Donald Trump, che ha voluto concludere il suo mandato presidenziale con l’ultimo sgarbo istituzionale, ma il vicepresidente uscente Mike Pence e la moglie Karen.

Il braccio destro di Donald Trump è stato accolto da applausi bipartisan da parte dei presenti. Applausi previsti dal protocollo, ma non scontati visti gli eventi delle ultime settimane.

WASHINGTON. DONAL TRUMP TENTA IL COLPO DI STATO.

L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald trump, ha tentato con la complicità di un gruppo di attivisti neo nazisti, suprematisti bianchi, razzisti e semplici delinquenti comuni armati e organizzati di rovesciare l’esito del voto delle presidenziali negli Usa che ha decretato la vittoria di Joe Biden con oltre 7 milioni di voti di vantaggio sull’ex presidente Trump.

I democratici americani accusano apertamente Donald Trump di aver fomentato l’assalto al Capitol Hill per tentare un “colpo di Stato” di Trump contro la democrazia e la libertà di voto negli Usa.

I Sostenitori dell’ex presidente, fomentati da anni di campagna di odio, sono entrati armati e hanno invaso il Congresso degli Stati Uniti impegnato a ufficializzare la vittoria di Biden.

Joe Biden ha tuonato che l’assalto al parlamento è un attacco alla democrazia senza precedenti.

Un colpo di stato contro gli Usa a Capitol Hill, dopo che Trump aveva nei giorni scorsi minacciato il governatore della Georgia di gravi conseguenze se non avesse truccato le elezioni per permettergli di conquistare i seggi in senato, realizzato con un assalto armato dei sostenitori di Trump.

I fan del magnate formato da gruppi di neonazisti, suprematisti bianchi e delinquenti comuni sfondate le barricate della polizia hanno fatto ingresso al Congresso degli Stati Uniti, sparando colpi di arma da fuoco, per protestare contro il voto in corso che avrebbe sancito in via definitiva la vittoria del democratico Joe Biden alle elezioni USA 2020.

La conta dei voti del Collegio elettorale è stata così sospesa e i parlamentari impegnati nel voto fatti sgomberare e messi in salvo dalla Polizia.

Una giornata di violenza neo fascista negli Stati Uniti:

  • I sostenitori pro-Trump hanno preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti dove i membri del Congresso erano intenti a ratificare la vittoria del presidente eletto Joe Biden.
  • La Camera è stata evacuata e il Congresso sospeso. Il sindaco di Washington DC ha decretato un coprifuoco a partire dalle 18 ore.
  • I Repubblicani di camera e senato avevano deciso opporsi al conteggio per ritardare ritardare l’ufficializzazione della vittoria di Biden.
  • Rappresentanti democratici hanno accusano Trump di tentato colpo di Stato.

Il tentato colpo di Stato negli Stati Uniti nelle parole di Chuck Schumer, leader dei democratici in Senato, secondo il quale i sostenitori repubblicani che hanno espresso la loro contrarietà a ratificare i voti dei grandi elettori dell’Arizona “sostengono un tentativo di colpo di Stato“.

Ma molti altri democratici hanno accusato, più o meno velatamente, Donald Trump di tentato colpo di Stato.

William Pacrell, rappresentante democratico, ha twittato, riferendosi a Donald Trump: “Stiamo assistendo a un tentativo di colpo di Stato istigato dal criminale della Casa Bianca. È destinato a fallire“.

Diana DeGette ha denunciato: “Questa non è una protesta. Si tratta di un tentativo di colpo di Stato. Denunciando l’anarchia fomentata dall’ex presidente“.

Il vicepresidente Pence, poco prima dell’assalto, aveva annunciato la sua volontà di non respingere i risultati delle elezioni, come richiesto da Trump.

Una rapida conferenza stampa di Joe Biden su quanto sta succedendo a Capitol Hill: “Le parole di presidente contano: nel caso migliore ispirano. Nel caso peggiore istigano. Il presidente Donald Trump si faccia avanti, vada in TV e fermi questo assedio”.

Il presidente eletto Joe Biden ha spiegato che si tratta di ” un attacco senza precedenti alla democrazia” :”Le scene di caos al Capitol non rappresentano chi siamo, non rappresentano l’America ma solo un piccolo gruppo di estremisti”.

Il presidente Trump messo alle strette ha ordinato l’intervento della Guardia Nazionale, come comunicato dalla Casa Bianca.

In un tweet trump ha commentato dell’ingresso dei suoi sostenitori al Campidoglio e ha raccomandato: “Per favore, supportate la nostra polizia e le nostre forze dell’ordine. Sono davvero dalla parte del nostro Paese. State tranquilli”.

Ma ciò a cui tutti sono sottoposti è la legge e quello che all’epoca del suo insediamento definimmo” narcisista maligno, sociopatico compulsivo” si è rivelato essere una verità assoluta e pertanto Donald trump dovrebbe essere immediatamente rimosso da presidente degli Stati Uniti e arrestato per attentato alla democrazia, alla costituzione e alle libertà politiche degli elettori americani.

LONDRA. JULIAN ASSANGE NON VERRA’ ESTRADATO NEGLI USA, VINCE LA LIBERTA’ DI STAMPA.

La Corte penale centrale del Regno Unito ha respinto la richiesta di estradizione di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks negli Stati Uniti.

La Corte penale britannica Julian Assange con questa decisione elimina tutti i dubbi sulla legittimità della libertà du stampa come valore universale.

Sul fondatore di Wikileaks pendono 18 imputazioni che vanno dai reati di cospirazione e spionaggio per i quali sono previsti 175 anni di reclusione, ma la vera colpa di Assange è di aver divulgato notizie scioccanti sugli abusi commessi dagli Usa in tutto il mondo.  

Nel verdetto la giudice Vanessa Baraitser ha ritenuto incompatibile l’estradizione di Assange con le condizioni di salute mentale. Ma nella sentenza, giunta dopo un anno e mezzo di processo, la Corte Inglese ritiene che i diritti alla libertà di parola non forniscono una discrezione illimitata da parte di Assange per decidere cosa pubblicherà.

La possibilità di rischio di suicidio è emersa nel corso del processo, molti testimoni hanno indicato come le condizioni carcerarie di Assange possono metterlo ad alto rischio di depressione e suicidio, ma i problemi di Assange potrebbero peggiorare in caso di estradizione negli Stati Uniti. 

Lo psichiatra Michael Kopelman nella sua testimonianza in tribunale ha affermato che una lama di rasoio è stata trovata nascosta nella cella di Assange e che il suo paziente era impegnato a pensare a come porre fine alla propria vita.

Julian Assange è stato accusato di aver hackerato i computer del governo degli Stati Uniti e pubblicato documenti militari riservati, compreso un video di un attacco con elicottero Apache che nel 2007 a Baghdad uccise una dozzina di persone e due giornalisti della Reuters.

La persecuzione giudiziaria messa in atto dagli USA nei confronti di Julian Assange si era interrotta temporaneamente quando il cyber-attivista ricevette l’asilo politico dal governo ecuadoriano, al tempo guidato dal presidente progressista Rafael Correa, all’interno della sede dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. 

Il sostegno venne, però a mancare dopo la svolta di Lenin Moreno, successore di Correa a Quito, che l’11 aprile 2019 revocò l’asilo politico ad Assange,che fu immediatamente arrestato e condotto in carcere dalla polizia britannica in attesa del processo per l’estradizione, concluso con la vittoria del fondatore di Wikileaks.