Categoria: LAVORO E SALUTE

ASTI. CONFERMATA LA MANIFESTAZIONE “IO LAVORO DIGITAL EDITION”.

confermata la Manifestazione IO LAVORO DIGITAL EDITION con appuntamento previsto nelle giornate del 23 e 24 novembre 2021 dalle 10 alle 18, on line sulla seguente piattaforma:  

https://www.iolavoro.org/iolavoro-digital-edition/aziende

Aziende – IOLAVOROIOLAVORO DIGITAL EDITION 2021: ANCORA PIÙ DIGITAL.
Cerchi personale? Iscriviti gratuitamente all’edizione primaverile di IOLAVORO Digital Edition, organizzata da Agenzia Piemonte Lavoro.. Dopo il successo della scorsa edizione, il 12 e 13 maggio 2021, IOLAVORO torna a offrire il più importante spazio virtuale dedicato all’incontro fra domanda e offerta di lavoro sfruttando ancora di più …www.iolavoro.org

Le aziende, gli enti accreditati ai servizi per il lavoro e gli intermediari autorizzati che intendono partecipare devono registrarsi entro il 02/11/2021 all’indirizzo: 
https://www.iolavoro.org/iolavoro-digital-edition/aziende

Aziende – IOLAVORO
IOLAVORO DIGITAL EDITION 2021: ANCORA PIÙ DIGITAL. Cerchi personale? Iscriviti gratuitamente all’edizione primaverile di IOLAVORO Digital Edition, organizzata da Agenzia Piemonte Lavoro.. Dopo il successo della scorsa edizione, il 12 e 13 maggio 2021, IOLAVORO torna a offrire il più importante spazio virtuale dedicato all’incontro fra domanda e offerta di lavoro sfruttando ancora di più …www.iolavoro.org

Si precisa che sarà disponibile uno spazio fieristico completamente virtuale che consentirà ai soggetti coinvolti di sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia per continuare a garantire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. 

ALESSANDRIA. MEMORIE DI COVID, PENSIONATI E STUDENTI SI INCONTRANO NELLA SALA “A.MARCHEGIANI” DELLA CGIL.

Memorie del Covid: studenti e pensionati si incontrano “in presenza” Mercoledì 27 ottobre, dalle ore 9:15, rappresentanti di due diverse generazioni si incontreranno nella sala “A. Marchegiani” della Camera del Lavoro di Alessandria per confrontare le rispettive “memorie del Covid”.

Protagonisti di questo incontro, per la parte “giovani” gli studenti delle classi 5 a AM e 2 a AD del Liceo musicale e coreutico dell’Istituto Plana di Alessandria, accompagnati dai loro docenti, e, per la parte “meno giovani”, i pensionati del gruppo “ Dialogo fra generazioni ” promosso dalla Lega Spi Cgil di Alessandria Centro (segretario Michele Cartolano ), coordinato da Claudia Grosso e Paola Giordano e supportato dallo Spi provinciale.

L’incontro si colloca nel progetto “ Memorie del Covid: lettere tra generazioni ”, il cui obiettivo è lo scambio tra giovani e anziani delle rispettive emozioni, riflessioni e strategie vissute in particolare nei periodi di lockdown degli anni 2020 e 2021. Nel corso della mattinata si avvicenderanno brani musicali, letture e riflessioni.

Parteciperà all’incontro la prof. Chiara Pasetti , giornalista, scrittrice e ideatrice del video “ Visioni dal lockdown ”. “Quattro mesi fa, ai primi di giugno – ricorda Claudia Grosso – nell’ambito dello stesso progetto realizzammo un primo incontro (con altri studenti), ma in videoconferenza .

Oggi, finalmente, possiamo farlo in presenza . Questo ci fa molto piacere, perché è la prova concreta del successo dell’impegno che tutto il Paese ha profuso nella lotta contro la pandemia, e ci fa ben sperare per il futuro”. “Purtroppo – aggiunge Paola Giordano – non ne siamo ancora completamente fuori, e dobbiamo rispettare rigorosamente le normative sanitarie fatte per la protezione di tutti: evitare assembramenti, rispettare le distanze, indossare le mascherine. Per questo l’ingresso è a numero chiuso riservato a invitati e prenotati”.

ALESSANDRIA. LA VITA SINDACALE DI BRUNO PASERO RACCONTATA DA ENRICO SOZZETTI: “DIETRO LE QUINTE”.

Presentazione del volume ‘Dietro le quinte.

“Un passo dopo l’altro”.

La vita sindacale di Bruno Pasero raccontata da Enrico Sozzetti venerdì 22 ottobre, alle 17.30 , nella sala ‘Marchegiani’ della Camera del lavoro, in via Cavour 27, ad Alessandria.

Un passo dopo l’altro. Una strada lunga, quella percorsa da Bruno Pasero. Una strada che ha incrociato piccole e grandi rivoluzioni sociali ed economiche.

Che gli ha fatto attraversare, da protagonista diretto, un’Italia che non c’è più, e quella di oggi, e di domani, che per molti aspetti non gli piace per niente e per altri, invece, gli infonde fiducia e speranza. Una strada percorsa tutta all’interno del mondo del lavoro e sindacale, in quella Cgil che gli ha dato grandi soddisfazioni e amarezze, stimoli e rimpianti. Questa lunga strada è il filo conduttore del volume ‘Dietro le quinte. Un passo dopo l’altro’.

La vita sindacale di Bruno Pasero raccontata da Enrico Sozzetti (128 pagina, 12 euro, LAReditore) che verrà presentato venerdì 22 ottobre, alle 17.30, nella sala ‘Marchegiani’ della Camera del lavoro, in via Cavour 27, ad Alessandria (l’evento si svolge nel rispetto delle norme anti-covid ed è necessario il green pass per accedere).

Bruno Pasero, classe 1959, ha iniziato a lavorare giovanissimo. E un passo dopo l’altro è quello che scandisce l’attività prima professionale e poi sindacale, iniziata in un’azienda grafica tortonese e terminata tra consumatori e inquilini. Bruno Pasero è un uomo della Cgil. Ma per prima cosa è una persona che non rinuncia a essere se stesso. Ha sempre detto di sì di fronte alle richieste del segretario generale di turno che ciclicamente gli ha chiesto di passare da una categoria all’altra. Però lo ha sempre fatto a modo suo.

E senza mai nascondere il fastidio per alcuni rituali interni, per gli inutili copioni congressuali, per l’uso, ormai improprio, della parola ‘compagni’, per la mancanza del “diritto al ripensamento all’interno della Cgil”.

Il racconto di Pasero non è solo quello di un dirigente sindacale ‘di provincia’, la sua è una esperienza italiana, declinabile in ogni area del paese perché ciò con cui ha fatto i conti in buona misura non ha una particolare caratteristica alessandrina, ma appartiene alla storia di una nazione che ha saputo costruire tantissimo, ma che non è ancora riuscita a liberarsi da mentalità e atteggiamenti ormai fuori dal tempo. Enrico Sozzetti, giornalista professionista, da oltre venticinque anni si occupa di economia e sanità.

Ha scritto per ‘Il Sole 24 Ore’, il Corriere della Sera (inserto Economia), l’agenzia Agi di Torino.

La presentazione del volume, con Bruno Pasero, Enrico Sozzetti e l’editore Roberto Garavello , sarà seguita da una chiacchierata con Franco Armosino , segretario generale Cgil della provincia di Alessandria, Antonella Albanese , segretaria generale del Sindacato provinciale pensionati Cgil, Pier Massimo Pozzi , segretario generale Cgil Piemonte e già responsabile della Camera del lavoro di Alessandria.

Il volume è disponibile ad Alessandria nelle librerie ‘Berardini’ in via San Giacomo della Vittoria 87, ‘Libraccio’ in via Milano 32 e ‘Mondadori’ in via Trotti 37.

A quanti lo hanno già prenotato sarà disponibile durante la presentazione!

Alessandria, 19 ottobre 2021

ALESSANDRIA. NON UNA DI MENO- 23 OTTOBRE GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE: “SENSIBILE INVISIBILE”

Non Una di Meno Alessandria 

23 ottobre 2021, SENSIBILE-INVISIBILE
Giornata di mobilitazione nazionale per il riconoscimento di vulvodinia, neuropatia del pudendo, fibromialgia, endometriosi e dolore pelvico

Comunicato dell’assemblea aperta di costruzione della Giornata di mobilitazione nazionale per il riconoscimento di vulvodinia, endometriosi, fibromialgia, neuropatia del pudendo e dolore pelvico cronico promossa dal movimento transfemminista Non Una di Meno. 

L’assemblea è in programma mercoledì 20 ottobre, alle 21.00 alla Casa delle Donne di Alessandria, in piazza Monserrato 1. 

Il 23 ottobre in tutta Italia avrà luogo la prima Giornata di mobilitazione nazionale per il riconoscimento di vulvodinia, endometriosi, fibromialgia, neuropatia del pudendo e dolore pelvico cronico promossa dal movimento transfemminista Non Una di Meno.

Vulvodinia, neuropatia del pudendo, fibromialgia, endometriosi e dolore pelvico sono malattie che colpiscono le donne e le persone assegnate femmina alla nascita (AFAB). Nonostante la loro diffusione, sono accomunate da un estremo ritardo diagnostico, in media 5 anni per la vulvodinia e la fibromialgia e 7 anni per l’endometriosi.

“Non è un caso che a non essere riconosciuto e a subire un altissimo ritardo diagnostico sia proprio il dolore che colpisce donne e persone AFAB – dicono da Non Una di Meno Alessandria – ciò deriva da una cultura che sopprime la nostra sessualità e la conoscenza del nostro corpo, che considera la ginecologia solo a scopo riproduttivo e che ancora ci accusa di problemi psicologici per ogni nostro dolore. Retaggio culturale di una tradizione medica patriarcale che ci ha definite “isteriche” e “pazze” nel corso dell’Ottocento e poi “frigide” nel Novecento, compromettendo il nostro diritto alla salute fisica e psicologica ed il nostro diritto alle cure”.

Il ritardo delle diagnosi è dovuto alla mancanza di formazione del personale medico, scarsi finanziamenti alla ricerca, e ad un sistema sanitario che costantemente sottovaluta il dolore delle donne e delle persone AFAB e che ne sminuisce i sintomi, ritenendoli troppo spesso psicosomatici. E anche quando queste malattie vengono diagnosticate, il Servizio Sanitario Nazionale non le riconosce e, per quelle riconosciute, le tutele sono scarse.

“L’assenza del Servizio Sanitario Nazionale e dello Stato ci ha rubato tempo prezioso, energie spendibili altrove, spazio mentale meglio impiegabile, e questo perché tutto ricade sulle nostre spalle – aggiungono le attiviste della Casa delle Donne – la ricerca di specialistə, i viaggi per raggiungerlə, il puzzle delle diagnosi e delle cure da mettere insieme in solitudine e autonomia perché non esiste un approccio integrato e multidisciplinare, il reperimenti dei soldi necessari a curarci o a convivere il meglio possibile con la malattia.
Nessun diritto nella storia è stato mai regalato: dobbiamo partecipare e impegnarci dal basso per prenderci quanto ci spetta, pretendendo il riconoscimento di queste patologie e la costruzione di nuove tutele per chi ne soffre, ma anche modificando le strutture culturali e socio-politiche che ancora ci opprimono, che incidono sulle nostre possibilità di autodeterminazione, che costruiscono le rigide norme alla base delle relazioni sessuali ed affettive e che ci fanno sentire erroneamente “sbagliatə”.
Vogliamo che il mondo cambi! Che in esso ci sia spazio per malattie e vulnerabilità, che sono componenti intrinseche della vita”.  

Per questo Non Una di Meno Alessandria, in vista del presidio organizzato per la Giornata di sabato 23 ottobre, invita tuttə a partecipare all’assemblea aperta che si svolgerà mercoledì 20 ottobre, alle 21.00, alla Casa delle Donne di Alessandria, in Piazzetta Monserrato 1.

“Nell’esperienza di vulvodinia, fibromialgia, endometriosi, neuropatia del pudendo, dolore pelvico cronico veniamo troppo spesso colpevolizzatə, il nostro dolore invisibilizzato: il problema è medico, sociale e politico, non è affatto nella nostra testa! “Sono solo dolori mestruali”, ci dicono “Ma è possibile che tu stia sempre male?!”, “È solo una cistite”, “Sei troppo sensibile”, “È stress”, “Fra un po’ ti passa, vedrai”, “Somatizzi troppo”: per anni ci siamo sentitə ripetere da medici, familiari e amici frasi di questo tipo, che hanno contribuito a compromettere la nostra salute fisica e mentale facendoci sentire solə e incompresə.
Siamo stanchə di non essere credute, stanchə di dover girare tantissime strutture prima di incontrare personale formato ed in grado di fare una diagnosi e impostare un piano terapeutico, stanchə di non essere adeguatamente curatə.”

Per rendere visibili vulvodinia, neuropatia del pudendo, fibromialgia, endometriosi e dolore pelvico nello spazio pubblico e per prendere parola collettivamente affinchè venga garantito a pieno il diritto delle donne e delle persone AFAB alla salute e alle cure, Non Una Di Meno, su proposta di tante persone che vivono quotidianamente l’esperienza di queste malattie invalidanti, si fa promotrice della mobilitazione di sabato 23 ottobre. Ad Alessandria l’appuntamento è in piazzetta della Lega alle 16.00.

“Aspettiamo tuttə all’assemblea il 20 ottobre, alla Casa delle Donne, e al banchetto in Piazzetta della Lega, il 23 ottobre alle 16.00, per incontrarci, scambiare informazioni e, quello che ci auguriamo, iniziare un percorso che porti attenzioni e riscontro anche nel nostro territorio su queste problematiche.”

Non vogliamo più essere invisibili e per questo portiamo in piazza le nostre storie e le nostre rivendicazioni.
Il problema è medico, sociale e politico, non è affatto nella nostra testa!
Vogliamo diritti, tutele, sostegno economico e cure integrate e aggiornate.
Vogliamo il tempo di prenderci cura di noi e un sistema che si curi di noi!

Evento facebook https://www.facebook.com/events/588176432214439
Pagina informativa https://casadelledonnealessandria.it/documenti/

ALESSANDRIA. INDUSTRIA ORAFA: SUL SALARIO NON CI SIAMO PROPRIO.

CCNL INDUSTRIA ORAFA : SUL SALARIO NON CI SIAMO PROPRIO

Il 4 ottobre a Milano, le delegazioni trattanti di Federorafi e Fim, Fiom, Uilm si sono incontrate per proseguire , dopo quanto proposto dalla delegazione datoriale per la parte salariale, nel confronto per il rinnovo del CCNL dell’industria orafa, argentiera e del gioiello.

Ricordiamo brevemente che l a Delegazione imprenditoriale ha avanzato una proposta di un incremento salariale al 5° livello di 77 euro ( 25 € a giugno 2022 , 25 € a giugno 2023 e 27 € a giugno 2024 ) c on la scadenza contrattuale fissata a giugno 2024. Ricordiamo anche che la Delegazione sindacale aveva ritenuto subito la proposta fortemente insufficiente perché:

1. Se è vero che il settore orafo ha sofferto la crisi conseguente la pandemia, le prospettive (e gli esiti della fiera di Vicenza) sono buone e ci sarà bisogno di ricominciare a produrre; 2. Insieme alle imprese, hanno subito la crisi anche e soprattutto i lavoratori e le lavoratrici, i cui redditi sono stati falcidiati dal ricorso alla cassa integrazione ed è quindi necessaria una dignitosa risposta salariale;

3. Il CCNL orafo è l’unico contratto del settore industriale che Fim, Fiom e Uilm non hanno ancora rinnovato;

4. Le retribuzioni contrattuali dei lavoratori orafi sono inoltre più basse sia di quelle del settore tessile che di quelle del settore metalmeccanico , non è un caso che le Aziende spesso non trovano le professionalità per rispondere alle richieste del mercato ;

5. Infine, la proposta co n “solo ” 3 delle 4 tranche di aumento dei metalmeccanici (e, guarda caso, tralasciano la più consistente) e la scadenza a giugno 2024, contemporaneamente al contratto dei metalmeccanici, rischia di generare ulteriori ritardi e un ampliamento del divario tra le retribuzioni contrattuali degli orafi e dei metalmeccanici.

La Delegazione sindacale aveva chiesto a Federorafi e al le Imprese di riflettere su questi nostri argomenti , ma nell’incontro del 4 ottobre non è emersa alcuna novità e Federorafi ha continua to a lamentare la situazione del settore che a loro detta non si è ancora ripreso dalle conseguenze della pandemia.

Per parte sindacale, in questa situazione occorre proseguire nella campagna di assemblee con i lavoratori e le lavoratrici per informarli della situazione, ma anche organizzare assemblee pubbliche e manifestazioni , accompagnate da una campagna di comunicazione all’opinione pubblica sull’atteggiamento negativo della controparte.

La Delegazione trattante di Fim, Fiom e Uilm

Roma, 8 ottobre 20

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