Categoria: LAVORO E SALUTE

ALESSANDRIA. IL COMITATO STOP SOLVAY SU PRODUZIONE cC604 CHIEDE LE DIMISSIONI DI COFFANO.

Serve chiarezza sulla produzione di cC6O4 Comitato Stop Solvay “ vogliamo le dimissioni di Coffano ”

L’articolo pubblicato su Il Piccolo di venerdì 2 aprile, conferma l’ esistenza di un “buco nero”, tra il 2013 e il 2018, nelle autorizzazioni chieste da Solvay per produrre il pfas di nuova generazione cC6O4 nello stabilimento di Spinetta Marengo. L’ennesimo capitolo della tragedia di cui Solvay è protagonista: per 5 anni l’azienda ha prodotto, senza le necessarie autorizzazioni, un pfas estremamente pericoloso per la salute

1 . La notizia, considerato quello a cui ha abituato cittadine e cittadini la multinazionale belga (la sentenza della Corte di Cassazione, l’indagine in corso della Procura di Alessandria , i dati degli studi epidemiologici ) , non sorprende. Al contrario stupisce l’atteggiamento delle Istituzioni. Da un lato, il Comune – immobile nel suo silenzio rispetto all’inquinamento di Solvay – che decide addirittura di rendersi co -protagonista del tentativo dell’azienda di riabilitarsi agli occhi dell’opinione pubblica (con l a donazione all’hub vaccinale ) .

Dall’altro la Provincia che, considerate le uscite pubbliche del suo rappresentante, l’ingegner Claudio Coffano, fa altrettanto una pessima figura.

Nella Conferenza di Servizi dell’ottobre 2020 concede il via libera all’aumento di produzione del cC6O4 mentre negli acquedotti di molti comuni della provincia (primo fra gli altri Montecastello) si verifica va no i ritrovamenti di diversi pfas.

A febbraio 2021, poiché Solvay non ha effettuato gli adempimenti per l’ampliamento della produzione, si prodiga ad annunciarne il blocco dimenticando che manca addirittura la documentazione che quella produzione dovrebbe consentirla.

Non si può che pensare che tutti i passaggi di questa vicenda siano avvenuti, se va bene per incompetenza della Provincia, più probabilmente in malafede o addirittura per collusione con Solvay. A breve è, infatti, prevista la scadenza dell’AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale) per la produzione di tutto l’impianto di Spinetta Marengo , e allora Solvay – contestualmente al rinnovo – avrà la possibilità di rimettere in discussione i polimeri in produzione e le disposizioni di Arpa.

“Ci chiediamo – dice Viola Cereda, portavoce del Comitato – se non ci sia la volontà di allungare i tempi proprio per consentire alla multinazionale di trovare altri sostituti al cC6O4, così come ha fatto 10 anni fa con il PFOA”. Sostituti dei quali ancora una volta non ci sarebbero sufficienti informazioni rispetto alla tossicità per gli organismi viventi né adeguati limiti per la presenza degli stessi in ambiente . Se l’ingegner Coffano non è in grado di rendere pubblica l’autorizzazione della produzione del cC6O4 e di dimostrare la volontà dell’ente di tutelare la salute delle persone, è il caso che si dimetta .

Comitato Stop Solvay

ALESSANDRIA. CENTRO VACCINALE VALFRE’, IL SINDACO INCONTRA SOLVAY ED E’ POLEMICA PER L’ELEMOSINA OFFERTA DALL’AZIENDA.

COMUNICATO STAMPA

Sopralluogo al Centro Vaccinale della Valfrè

Il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, con il Presidente del Consiglio Comunale Emanuele Locci e gli assessori Silvia Straneo e Piervittorio Ciccaglioni, ha effettuato un sopralluogo al Centro Vaccinale della ex Caserma Valfrè, che ha iniziato le vaccinazione ai cittadini di età compresa fra i 71 e i 79 anni.

All’incontro, cui ha partecipato anche il il Dott. Paolo Cecchini, consulente medico dell’Unità di crisi comunale Covid-19, erano presenti l’Ing. Marco Colatarci, Country Manager di Solvay Italia e l’Ing. Andrea Diotto, Direttore del sito Solvay di Spinetta Marengo, che hanno confermato la donazione di 104.200 Euro in favore del Comune in sostegno della realizzazione del nuovo centro vaccini.

La donazione è stata effettuata da Solvay di Spinetta Marengo attraverso la Fondazione del Gruppo Solvay “ROI BAUDOUIN”, creata appositamente per sostenere iniziative di solidarietà dall’avvio dell’emergenza internazionale della pandemia Covid-19.

Questa iniziativa – dichiara il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco – ha un peso notevole e un carico d’importanza elevato perché ci permetterà di dare un impulso importante al numero di vaccini effettuati giornalmente in Alessandria. Sull’operazione in atto vi è una chiara e netta partecipazione di soggetti privati nella creazione dell’hotspot vaccinale per Alessandria. E’ importante comprendere che sulla realizzazione di questo progetto c’è una coralità e una comunità di intenti tra pubblico e privato, uniti nella lotta contro la pandemia”.

Il nuovo Centro Vaccinale potrà raggiungere una capienza di 500 vaccini al giorno ed è stato realizzato con Regione Piemonte, Arpa, Croce Rossa Italiana, Esercito Italiano, Provincia e Comune di Alessandria.

Il sindaco leghista svende il territorio e la salute pubblica.

L’ormai ex direttore dell’ospedale di Alessandria , Giacomo Centini , ringrazia “ in particolare il sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco che ha favorito il nostro incontro con Solvay: lui è stato il tramite ” .

Uno studio epidemiologico – pubblicato da Arpa Piemonte e Asl Alessandria – sull’incidenza di patologie e mortalità nel territorio adiacente al polo chimico che parla chiaro ( se vivi a Spinetta hai maggiore probabilità di essere ricoverato in ospedale in confronto a chi vive nel capoluogo – ricoveri per tumore al rene +76%, tumori epatici +63%, malformazioni dell’apparato genitale – urinario +25 ) .

Una sentenza della Corte di Cassazione che condanna Solvay dicendo chiaramente che – pur consapevole dell’inquinamento pregresso – ha continuato ad operare senza bonificare e – ancor più colpevolmente – senza smettere di sversare sostanze tossiche sul territorio . Un’indagine in corso , da parte della Procura di Alessandria, sulla stessa azienda per disastro ambientale ed omessa bonifica .

Un presidio sotto il Comune di Alessandria di cittadine e cittadini che hanno chiesto a gran voce al l’amministrazione di prendere una posizione chiara e politica in merito al dramma ambientale e sanitario causato dal polo chimico di Spinetta Marengo .

E il nostro Sindaco cosa pensa bene di fare?

Lui “favorisce” gli incontri tra Solvay e altri enti riuscendo “addirittura” ad elemosinare 75.000 per l’ospedale di Alessandria.

Settantacinquemila euro da un polo chimico che fattura 850 milioni , da una multinazionale, potenza mondiale nel settore della chimica, che fattura più di 10 miliardi l’anno.

Un’operazione che ci fa quasi ripensare con nostalgia al pavido appello dell’assessore Barosini rivolto a Solvay per la costruzione del secondo ponte sul Bormida, almeno l’assessore, rispetto al sindaco, aveva avuto l’accortezza di giocare al rialzo nella richiesta di opere compensative

Non ci stupirebbe scoprire che tra i privati a cui ha fatto pubblicamente appello il sindaco tempo fa per l’apertura dell’hub vaccinale alla Valfrè, figurasse nuovamente Solvay. Decine di migliaia di euro per ripulirsi la coscienza e cercare di recuperare una parvenza di reputazione.

Il nostro sindaco svende il territorio, svende la salute pubblica , e non ha nemmeno la lungimiranza di farlo per più di poche briciole.

Se proprio Solvay deve stanziare dei soldi per una qualsivoglia opera di tutela pubblica, lo deve fare per uno screening sanitario della popolazione, per verificare quanto la sua produzione stia ammazzando e facendo ammalare le persone che abitano il territorio.

È ciò che le istituzioni hanno recentemente obbligato Solvay a fare in New Jersey, finanziare uno screening sanitario.

Qui da noi invece un direttore di un ospedale pubblico ringrazia il sindaco, tutore della salute pubblica, di aver favorito l’incontro con una multinazionale il cui inquinamento ha e avrà un costo per la sanità che nemmeno possiamo immaginare.

In Europa si stimano costi sanitari fra i 52 e gli 84 miliardi di euro all’anno relativi alle conseguenze dell’inquinamento da Pfas.

C’è da aggiungere altro?

ALESSANDRIA. POLIZIA DI STATO. CONCORSO PER L’ASSUNZIONE DI 130 COMMISSARI.

Concorsi: pubblicato bando per l’assunzione di 130 commissari

commissariNella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 4^ Serie speciale “Concorsi ed esami” del 30 marzo 2021 è pubblicato il bando del concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di 130 commissari della Polizia di Stato.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate dalle ore 00.00 del 31 marzo 2021 alle ore 23.59 del 29 aprile 2021.

Il candidato dovrà inoltre essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui personalmente intestata, ovvero di posta elettronica istituzionale (corporate) per i candidati appartenenti alla Polizia di Stato, dove riceverà le comunicazioni relative al concorso.

Il bando e le altre informazioni sono presenti al seguente link: https://www.poliziadistato.it/articolo/1416062071dcb74f130205478

TORINO. CRISI ELCOGRAF, 42 LAVORATORI VERSO IL PREPENSIONAMENTO.

COMUNICATO STAMPA

CRISI ELCOGRAF (EX CANALE) VERSO UNA SOLUZIONE: 42 LAVORATORI POTRANNO AVVIARE LE PRATICHE DI PRE PENSIONAMENTO. CIRIO E CHIORINO:“FINALMENTE UNA BELLA NOTIZIA, IN UN MOMENTO BUIO PER IL MONDO DEL LAVORO. UNITI PER RISOLVERE E TROVARE SOLUZIONI”



Finalmente una bella notizia per il mondo del lavoro piemontese, in particolare per i lavoratori della Elcograf di Borgaro. Grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte, Inps regionale, amministrazione comunale, sindacati ed entrambe le proprietà Elcograf e Canale, quarantadue lavoratori in attesa di un verdetto sul proprio prepensionamento potranno tirare un sospiro di sollievo. La conferma è stata data questo pomeriggio durante un incontro in video conferenza a cui hanno preso parte anche l’assessore al lavoro Elena Chiorino e l’arcivescovo di Torino Monsignor Cesare Nosiglia: “Sono soddisfatta dell’esito di questa riunione che mette la parola fine ad un incubo e da finalmente una risposta concreta ai lavoratori ed alle loro famiglie – ha spiegato l’assessore Chiorino – una conferma che oggi vale più di quanto si possa pensare”. L’ultimo incontro con i soggetti coinvolti si era svolto i primi di febbraio presso la sede della Giunta Regionale in piazza Castello. Successivamente proprietà e Inps si sono incontrati per approfondire i documenti riguardanti le posizioni dei lavoratori per valutarne le soluzioni percorribili. Dall’esame si è riusciti ad evincere che per il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento, ai sensi del contratto nazionale dei grafici, le attestazioni già predisposte dalla Canale erano idonee a validare i percorsi fatti dai lavoratori in carico a Elcograf.“La dichiarazione della ditta Canale all’Inps permetterà di inviare le domande di pre pensionamento – confermano i tecnici regionali – dal punto di vista dell’iter procedurale, sarà necessario un passaggio ministeriale tramite decreto nel quale verrà definito il numero degli aventi diritto”. Ciò avverrà nel momento in cui cesserà la finestra tecnica della Cassa Covid al 30 giugno 2021. A conti fatti vi sarebbero comunque le settimane necessarie per l’emanazione del decreto autorizzativo da parte del Ministero. “Vorrei esprimere il mio ringraziamento per la dimostrazione di disponibilità e sensibilità da parte dei soggetti in causa e all’assessore Chiorino per l’impegno costante – aggiunge il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – Tutti uniti nel voler risolvere la situazione che da anni ormai gravava come un macigno sulle famiglie protagoniste di questa storia”.

TORINO. MONDOSANITA’.COVID-19 E UTILITA’ DEI TEST SIEROLOGICI PER IL PIANO VACCINALE.

COMUNICATO STAMPA 

Covid-19, utilità dei test sierologici per il piano

vaccinale: molte ancora le domande a cui dare

risposta

Il piano vaccinale deve essere accompagnato da una serie di follow up per verificare

quanto duri la copertura, per quanto tempo permangono gli anticorpi prodotti, in quali

cluster di soggetti resista di più, in quali di meno e da che cosa dipenda (farmaci,

patologie pregresse, età, luogo di residenza). Esiste tuttavia ancora una mancanza di

allineamento e programmazione tra le disposizioni del Ministero della Salute e le

amministrazioni regionali. Per fare il punto sul tema, all’interno della due giorni della

Winter School CALL TO ACTION PER UN SSN INNOVATIVO E RESILIENTE…  SE

CORRETTAMENTE FINANZIATOMondosanità, in collaborazione con Motore Sanità,

ha organizzato il webinar “Vaccinazione e test sierologici: una conferma della protezione”.

“Nel nostro Ospedale stiamo vaccinando più di 4.000 soggetti con uno studio di sorveglianza

quantitativo per vedere la presenza di proteina spike” – ha raccontato Daniela Campisi, Dirigente

Biologo per la disciplina di Microbiologia e Virologia, Ospedale Niguarda Milano.

“Dalle prime osservazioni si evince come, dopo 15 giorni dalla seconda somministrazione, la

risposta sia positiva nel 90% dei casi e molto robusta in più del 60%, mentre solo 4 soggetti

immunodepressi non hanno risposto. Per capire quanto dura la protezione del vaccino rifaremo

il test sierologico a tutto il nostro personale dopo tre mesi, sei mesi e un anno. Ci interessa anche

capire se, dopo un declino degli anticorpi, la memoria rimarrà e quindi un individuo sarà protetto e

per quanto tempo. In altre parole, i test ci aiuteranno a stabilire quanto è il titolo anticorpale che ci

dà la protezione”.

Maria Capobianchi, Direttore della UOC Laboratorio di Virologia, Istituto Nazionale per le Malattie

Infettive (INMI) “L. Spallanzani” spiega che: “Il livello di anticorpi è importante, ma quello che

misuriamo è una presenza; non prediciamo la durata della protezione. Gli anticorpi che

impediscono al virus di infettare si misurano attraverso un test biologico, mentre i test a

disposizione misurano la quantità di risposta immunitaria. È importante misurare gli anticorpi che

neutralizzano il virus. Quando parliamo di protezione dall’infezione, gli anticorpi sono una

componente, ma ci sono altri fattori come le cellule T. Oggi è prematuro predire il grado di

protezione misurando gli anticorpi senza tenere conto della loro capacità neutralizzante. Il vaccino

ha confermato di generare una risposta praticamente in ogni soggetto che ha ricevuto la dose.

Non credo quindi che sia utile testare tutti i soggetti vaccinati, ma sarebbe importante verificare la

risposta anticorpale nei soggetti immunodepressi, nei malati oncologici ed ematologici o con l’HIV”. 

Non sempre la quantità di anticorpi definisce la qualità della protezione, sottolinea Anna Falanga,

Direttore della UOC SIMT ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo.

“Una persona potrebbe avere un numero di anticorpi inferiore a un’altra ma più neutralizzanti. Per

questo abbiamo bisogno dei test sierologici, l’unico modo per raccogliere dati e fare verifiche perché

non si possono dare risposte affrettate e senza certezze. La scienza ha i suoi tempi e le persone

hanno bisogno di chiarezza. Anche i test vanno standardizzati perché oggi può accadere che due

laboratori diano risultati diversi semplicemente perché usano misure diverse”.

“È impossibile predire con i test la capacità di copertura vaccinale delle singole persone” ha aggiunto

Stefano Menzo, Direttore f.f. SOD Virologia, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona.

Noi studiamo popolazioni molto definite e controllate, come gli operatori sanitari, che ci permetteranno

di sapere quando gli anticorpi decadranno, oltre a una serie di variabili che oggi non conosciamo. I

vari test a disposizione hanno adottato una standardizzazione che tende a definire un’assimilazione tra

tutti; notiamo che tutti i test commerciali sono molto omogenei ma non ci sono ancora sistemi di

comparazione precisi: non è matematica. Si possono riscontrare titoli diversi di anticorpi: può essere

100 o 10000 ma solo perché misurati con sistemi diversi. Resta possibile distinguere anticorpi prodotti

da infezione naturale (anti N) rispetto a quelli prodotti a seguito di risposta vaccinale (solo anti S-RBD,

con i vaccini attuali)”

“Oggi ci sono vari test per misurare gli anticorpi, – spiega Maurizio Ferrari, CMO Synlab Italia – test che

sono stati standardizzati dall’OMS, ma che sono spesso difficili da valutare e confrontare: è chiaro che

quando valuti un test e delle cinetiche, si dovrebbe usare sempre lo stesso sistema, per non rischiare

maggiori incertezze.”

Siamo in una fase di apprendimento e abbiamo più dubbi che certezze” – ammette il dottor Ferrari

sottolineando però il ruolo importante dei test che ci aiutano a capire meglio come funzionano i vaccini.

“Ci sono ancora molte questioni aperte e i laboratori contribuiranno a risolvere confermando il ruolo

importante che hanno avuto e stanno avendo”.

In allegato il comunicato stampa del webinar. 

Confidando in una tua cortese pubblicazione e rimanendo a disposizione, inviamo i nostri migliori saluti.

Ufficio stampa Mondosanità

comunicazione@mondosanita.it

ALESSANDRIA. LA LOTTA DEI BRACCIANTI AGRICOLI DI CASTELNUOVO SCRIVIA.

La vicenda che ha coinvolto otto braccianti e un sindacalista nella lotta contro lo sfruttamento dl lavoro, il rispetto del contratto di lavoro e i diritti dei lavoratori era finita in tribunale con l’accusa per tutti di invasione dei terreni e violenza privata è terminata con l’assoluzione degli imputati.

I braccianti agricoli riuniti in un presidio permanente dal 2012 avevano denunciato le gravi situazione di sfruttamento in cui erano costretti dai datori di lavoro nell’azienda agricola Lazzaro.

IL C O M U N I C A T O S T A M P A DEL 2013.


Il Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia, realtà autorganizzata composta da braccianti e solidali, ha rinnovato la richiesta di un incontro urgente con il Prefetto di Alessandria per discutere della drammatica situazione dei braccianti marocchini licenziati dell’azienda agricola Bruno e Mauro Lazzaro di Castelnuovo Scrivia al fine di ricercare soluzioni condivise e praticabili.


Le questioni tuttora aperte sono le seguenti:

  1. occorre trovare uno sbocco occupazionale per i circa 20 braccianti tuttora rimasti senza lavoro,
    mancanza per la quale non sono in grado di far fronte al pagamento degli affitti e non possono
    rinnovare i permessi di soggiorno. Questi lavoratori sono stati impiegati per alcune settimane presso aziende agricole della zona, ma ormai la stagione agricola volge al termine.
    Hanno sostenuto colloqui di lavoro presso cooperative operanti nell’interporto di Rivalta Scrivia, ma le chiamate promesse non arrivano.
    Non devono pagare per aver avuto il coraggio di ribellarsi, rivendicando così i loro diritti e la loro dignità! Questa è la questione principale;
  2. le cause per le vertenze di lavoro partono adesso, ma i tempi si prospettano lunghi, con prospettive di risarcimento assai remote, se si considerano le difficoltà già esistenti per recuperare le somme spettanti in seguito ad una causa di lavoro conclusa a marzo contro i Lazzaro; nel contempo, risulta che lui lavori tranquillamente utilizzando degli indiani di una cooperativa bresciana, faccia
    il raccolto, venda i prodotti e, a tutt’oggi, non sia stato perseguito penalmente per le situazioni gravi create.
    Ci risulta altresì che allo stesso indirizzo dell’azienda Bruno Lazzaro si sia costituita una nuova società denominata Castelfresco srl, in cui i Lazzaro non compaiono, ma che ha come presidente del consiglio di amministratore tale Viarenghi Paolo, dirigente dell’associazione agricola Cia, che rappresentava i Lazzaro nei vari incontri che si tenevano in Prefettura;
  3. in conseguenza del mancato pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori, gli stessi non sono in grado di pagare gli affitti (il 27 settembre ci doveva essere uno sfratto esecutivo di una lavoratrice, che però è stato rinviato al 19/11); un altro sfratto, di una famiglia con un bambino di poche settimane, dovrebbe avvenire a dicembre o gennaio;
  4. come se non bastasse, a due lavoratori licenziati e senza stipendio, o quasi, da un anno e mezzo, sono arrivate due multe, da parte dei vigili di Castelnuovo Scrivia, di euro 329, per le quali gli stessi hanno presentato ricorso tramite i nostri legali;
  5. c’è una situazione in Bassa Valle Scrivia di violazione continua di leggi e contratti nelle campagne. Non ci risulta che quest’estate siano stati effettuati controlli in loco; o meglio, un controllo è avvenuto – ci risulta – il 17 ottobre, quando ormai la stagione agricola volgeva al termine! Vogliamo capire qual è il percorso per il ripristino della legalità e per l’applicazione dei contratti e delle leggi sul lavoro.
    Questa stato di cose non può continuare, prima o poi si rischia una nuova esplosione, nel silenzio totale di Istituzioni e di organismi di sorveglianza.

  6. KARAMA in arabo significa DIGNITA’ e loro ci insegnano che LA DIGNITA’ NON SI
    VENDE!
    Il Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia Alessandria, lì 27 ottobre 2013

La sentenza di assoluzione per braccianti e solidali che nel 2012 avevano denunciato le condizioni di sfruttamento nell’azienda agricola Lazzaro di Castelnuovo Scrivia è arrivata insieme alla consapevolezza che lottare per difendere i propri diritti contro lo sfruttamento e il rispetto dei contratti di lavoro non è un reato.

Gli imputati per invasione di terreni e violenza privata erano un sindacalista della Cgil e otto braccianti marocchini.

Il giudice del tribunale di Alessandria dopo nove udienze ha emesso la sentenza di assoluzione e in questi giorni ha depositato le motivazioni per cui gli imputati sono stati assolti dal reato d’invasione dei terreni mentre è scattata la prescrizione per decorrenza dei termini per il reato di violenza privata.

Gli avvocati difensori del Presidio permanente erano Gianluca Vitale del Foro di Torino e Simonetta Crisci del Foro di Roma.

TORINO. MOTORE SANITA’. L’INFEZIONE DA HCV.

COMUNICATO STAMPA 

L’infezione da HCV torni protagonista nella

salute pubblica: ‘Coordinata in modo incisivo

a livello centrale e resa omogenea in tutte le Regioni’

Stanziati fondi per effettuare lo screening HCV, ma ci sono alcune Regioni virtuose ed

altre meno. Per individuare le best practice regionali e proporre spunti di riflessione,

all’interno della 2 giorni della Winter School “CALL TO ACTION PER UN SSN

INNOVATIVO E RESILIENTE…  SE CORRETTAMENTE FINANZIATO di MOTORE SANITÀ,

ha organizzato il Webinar ‘Screening dell’HCV per biennio 2021-2022 e call to action per

una sua realizzazione nelle varie Regioni’, con il supporto incondizionato di Gilead.

Loreta Kondili, Ricercatore Medico Specialista Istituto Superiore di Sanità, ha affermato come

“l’Italia ha avuto il triste primato di essere uno dei paesi con più alta prevalenza dell’infezione da

HCV in Europa. Ma oggi si può parlare di un presente diverso dal passato. In Italia le politiche

sanitarie che hanno determinato l’accesso ai farmaci ad azione antivirale diretta hanno avuto

una rapida e soddisfacente evoluzione. Passando dal criterio “prioritizzato” del trattamento, per

i pazienti con un danno avanzato del fegato, ad un accesso “universale”, l’Italia ha segnato il

primato Europeo per i numeri dei pazienti trattati con oltre 200 000 pazienti trattati per l’infezione

cronica da HCV. Questo traguardo è grazie ad un approccio universalistico e solidale unico al

mondo, e politiche sanitarie lungimiranti considerando, oltretutto, il significativo numero dei casi

infetti. Si stima che ci siano circa 282.000 pazienti con infezione cronica da HCV, ancora da

diagnosticare, di cui circa 146.000 avrebbero contratto l’infezione attraverso l’utilizzo attuale o

pregresso di sostanze stupefacenti, circa 81.000 mediante i tatuaggi, piercing o trattamenti

estetici a rischio. Queste stime richiamano l’attenzione sull’implementazione di piani di

eliminazione non solo a livello nazionale, ma soprattutto a livello regionale. Lo stanziamento

di 71.5 milioni di euro per lo screening gratuito di particolari gruppi di popolazione in Italia

(tossicodipendenti, individui in carcere e la popolazione nata tra 1969/1989) permetterà di

dare una grande prospettive per il conseguimento degli obiettivi indicati dall’OMS per il 2030.

La realizzazione di questa campagna attiva di screening gratuito, presente nel piano nazionale

di eliminazione, è compito delle Regioni e le Regioni dovranno lavorare in modo omogeneo per

metterlo in atto. Investire in prevenzione per eliminare l’infezione da HCV e la malattia ad

essa correlata vuol dire investire per lo screening e per la cura dei pazienti diagnosticati. I

risultati di costo beneficio, del trattamento dei pazienti diagnosticati grazie allo screening attivo

in Italia, hanno mostrato che l’investimento iniziale per la terapia antivirale, verrà recuperato in

soli 4/5 anni. Si stima che l’eliminazione del virus nella popolazione oggi “sommersa” genererà

in 20 anni, un risparmio di oltre 63 milioni di euro per 1.000 pazienti trattati. Questa è una

prova a sostegno di un investimento continuo per la cura dell’infezione da HCV considerando

che l’identificazione e il trattamento della popolazione con infezione non diagnosticata è l’unico

modo per ottenere l’eliminazione dell’infezione da HCV in Italia. Il finanziamento attuale è un

pilota ma che deve proseguire nel tempo. È stato stimato che in Italia il rinvio del trattamento

con i DAA di solo 6 mesi a causa della Pandemia da Covid 19 (e ora siamo ben oltre 6 mesi)

causerà in 5 anni un aumento dei decessi in oltre 500 pazienti con infezione da HCV. morti

evitabili se i test e il trattamento non fossero rinviati. Nel perseguire la strategia di uscita da

rigorose misure di blocco per Covid-19, la prescrizione di DAA dovrebbe continuare ad

essere una priorità assoluta, per continuare a seguire la strategia di eliminazione dell’HCV.

La pandemia non deve costituire un ostacolo, ma uno stimolo; la prevenzione, punto centrale

nella gestione del Covid-19, deve tornare protagonista nella salute pubblica anche per

l’eliminazione dell’infezione da HCV, coordinata in modo più incisivo a livello centrale e resa

omogenea in tutte le Regioni. La cura dell’epatite C deve essere considerato un investimento

e non una spesa”.

La battaglia contro l’HCV non è conclusa, anche perché le azioni per far emergere il sommerso

sono ancora insufficienti. È quindi utile mettere a terra nelle varie Regioni progetti di screening 

mirati a partire dalla popolazione a rischio In Italia si stima che circa l’1% della popolazione abbia

infezione da HCV.” Ha affermato Claudio Zanon, Direttore Scientifico di Motore Sanità

“Le terapie per l’epatite C sono crollate del 60%, così come i follow up. Noi aspettiamoci un

incremento dei tumori del fegato, perché se le persone non fanno i controlli è inevitabile che ci

troveremo con formazioni neotumorali avanzate. È quindi indispensabile che le persone a rischio

vengano curate e facciano i follow up” ha dichiarato Ivan Gardini, Presidente Associazione EpaC Onlus

Ufficio stampa Motore Sanità

comunicazione@motoresanita.it

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