Categoria: LAVORO E SALUTE

TORINO. COMDATA DISINSTALLA L’APPLICATIVO INFORMATICO PER IL CONTROLLO DELLE PAUSE.

COMDATA ASTI E TORINO:
L’AZIENDA DISINSTALLA APPLICATIVO INFORMATICO PAUSE.
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“Dopo settimane di mobilitazione, incluse assemblee e proclamazioni di stato di
agitazione, nonché a pochi giorni da un minacciato sciopero di 8 ore coincidente
nelle diverse sedi di Comdata” – affermano le Segreterie regionali di SLC CGIL,
FISTel CISL e UILCOM UIL, “apprezziamo la scelta ponderata dall’Azienda dopo
una lunga trattativa, di disinstallare progressivamente dalle postazioni delle sedi di
Asti e Torino l’applicativo
count-down
pause, che rischiava di trasformare il diritto
alla pausa in uno strumento di controllo, pressione psicologica e stress.”
“Il count-down pause, che si sarebbe aggiunto a tutti gli strumenti di
organizzazione del lavoro in mano all’Azienda, portava al blocco del PC del
lavoratore che tardasse, per qualunque motivo, anche di pochi secondi, il ritorno
dalla pausa da attività di videoterminale, registrando pertanto con uno strumento a
distanza il ritardo, e obbligando il lavoratore a rivolgersi al proprio superiore
gerarchico per lo sblocco del PC.” “Ringraziando i lavoratori per l’appoggio convinto dato alle RSU e alle Organizzazioni sindacali”, concludono SLC, FIStel e UILCOM regionali, diamo atto a Comdata di aver compreso la determinazione dei lavoratori nel mobilitarsi
per respingere uno strumento che avrebbe reso opprimente lo svolgimento del
rapporto di lavoro, e invitiamo l’Azienda a riflettere su applicativi simili,
suggerendo di tornare per il futuro alle buone prassi di Settore, che prevedono il
confronto preventivo su ciò che va ad incidere sul tema dell’organizzazione del
lavoro in un settore complesso e delicato come quello dei call center”.
Le segreterie SLC CGIL, FISTel CISL e UILCOM UIL Piemonte
Torino, 27 luglio 2017

ALESSANDRIA.”ARAL” AL COLLASSO.

I CAPANNONI DELL’IMPIANTO DI CASTELCERIOLO SONO STRAPIENI DI RIFIUTI. 
L’EMERGENZA È DRAMMATICA PERCHÉ BISOGNA SVUOTARLI AL PIÙ PRESTÒ,MA NON C’È IL DIRETTORE PER GUIDARE L’AZIENDA NEL MOMENTO DELL’EMERGENZA.  

L’inchiesta  della Procura di Brescia sugli abusi nella gestione dei rifiuti ha azzerato i vertici e nonostante gli incontri e le discussioni a Palazzo Ghilini “Aral”non si intravvedono soluzioni. 

 

Il sindaco, Gianfranco Cuttica, e l’assessore Riccardo Molinari hanno incontrato il prefetto, Romilda Tafuri,per individuare insieme una figura,insospettabile,sopra le parti che possa governare Aral.

Il prefetto ha garantito l’impegno dello Stato,se necessario anche a livello ministeriale, per superare il momento complicato.  

 

Un amministratore unico al posto del cda in carica:Ernesto Sassone, vice del dimissionario Fulvio Delucchi, indagato, e Antonella Colona.

 

Il primo problema da affrontare è trovare un direttore,Delucchi ricopriva il doppio incarico,un tecnico con un  curriculum con tutte stelle. 

L’emergenza resta nei capannoni sui quali si deve intervenire per rimuovere i rifiuti stipati nei tre capannoni dei quali solo uno è autorizzato. 

Palazzo Ghilini,in contemporanea con l’altro incontro,è stato il protagonista,ma nell’ala della Provincia del confronto tra il presidente Rocchino Muliere, sindaco di Novi, il dirigente all’Ambiente, Claudio Coffano, l’assessore alessandrino ai rifiuti Paolo Borasio, dirigenti comunali. 

 

L’emergenza nelle emergenze è dare una identità ai cumuli di immondizia per capire che cosa c’è dentro le centinaia di tonnellate di immondizia stoccata  nei capannoni.L’altra emergenza è trovare chi possa liberare spazio,portandola via,e riprendere la lavorazione dei rifiuti senza le quali Aral sarebbe a rischio fallimento con il conseguente blocco della filiera nella quale resterebbero coinvolte Novi, Tortona, Acqui Ovada. 

 

I ritmi di conferimento di rifiuti extra Ato6, provenienti dal resto d’Italia, Campania e Lazio, esauriranno il quantitativo di rifiuti che Aral è autorizzata a trattare nel 2017 prima di fine anno:169 mila tonnellate. 

 

ALESSANDRIA.SINDACATI SU EX ATM E REINTEGRO DIPENDENTI.

ALESSANDRIA. Riceviamo e pubblichiamo.


Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Silt ex Atm e reintegro dei due dipendenti.

Dopo oltre due anni vissuti in grande difficoltà, diretta conseguenza di una parabola negativa che vede i natali fin dal 2010, prima del fallimento e al solo fine di salvare l’azienda ed il loro posto di lavoro, i dipendenti di A.T.M. S.p.A., hanno accettato una severa riorganizzazione, la cassa integrazione, diversi demansionamenti, l’ampliamento o il cambio mansione, ma nonostante tutto non si è riusciti a scongiurare il fallimento.
Per garantire la continuità del servizio, in attesa che il Curatore Fallimentare predisponesse la messa in vendita dell’Azienda, ma anche per rispettare l’accordo sindacale con la proprietà, nel mantenere tutti i livelli occupazionali, è stata valutata la possibilità dell’affitto temporaneo di A.T.M. S.p.A. al Gruppo Amag S.p.A..

Al fine di consentire i passaggi del personale per l’affitto di ramo d’azienda, le organizzazioni sindacali, dopo varie riunioni, hanno sottoscritto in Regione Piemonte un’ipotesi di accordo, nella quale, il vincolo imposto dal Presidente del Gruppo Amag S.p.A., per accettare di prendere in carico i lavoratori, è stato quello delle manleve individuali nei confronti di Amag stessa al fine di non rispondere in solido nel caso in cui gli Enti preposti non avessero corrisposto gli ammortizzatori sociali richiesti.

Per cui, è quanto mai opportuno evidenziare che se i lavoratori in assemblea presso la sala del DLF di Alessandria, non avessero approvato responsabilmente l’ipotesi di accordo, non sarebbe stato possibile l’affitto di ramo di azienda e da subito il tribunale avrebbe disposto un esercizio provvisorio per garantire i servizi minimi di legge, non garantendo il 100% dei posti di lavoro, ma solo lo stretto necessario per far circolare gli autobus nelle fasce di garanzia, si possono tranquillamente ipotizzare dai 60 ai 70 licenziamenti.
Ovviamente in questa ultima ipotesi, chi avrebbe rilevato dal fallimento la ex A.T.M. S.p.A., si sarebbe trovato nella condizione vantaggiosa di avere carta bianca in merito ad assunzioni ex novo, diversamente dal percorso che si è riuscito a definire con accordi sindacali sottoscritti dalle scriventi OO.SS. e dalle R.S.A. in accordo con la quasi totalità dei lavoratori, 205 su 207.

Irresponsabile e non rappresentativo è stato chi come sindacato ha remato contro, mettendo a repentaglio tutti i posti di lavoro, tutti i diritti acquisiti, compromettendo la serenità di 205 famiglie.
Lo stesso sindacato dichiarò in una riunione in Confindustria nel maggio del 2016 “fate fallire l’Azienda e licenziateli tutti”, e ora scrive in un recente volantino che ” tutti i dipendenti di Amag Mobilità non strettamente legati al trasporto sono in esubero” e che ” tranne 2″ tutti gli altri dipendenti sono praticamente dei fessacchiotti.

Ci chiediamo ma i DUE dove sarebbero stati reintegrati se l’Azienda, che oggi come una Fenice è rinata dalle ceneri del fallimento di A.T.M., non esistesse?

Alla luce di quanto accaduto esolo grazie a chi ha operato responsabilmente, con la nuova azienda Amag Mobilità S.P.A., oggi stiamo ragionando di piano industriale e di integrativo aziendale per recuperare il potere d’acquisto dei lavoratori dopo anni di sacrifici e la qualità del lavoro stesso, non dimenticando la necessità di risollevare il servizio portandolo a quei livelli di eccellenza che gli utenti meritano.

ALESSANDRIA.ARFEA,14^IN RITARDO PER 200 LAVORATORI.

ALESSANDRIA.L’Arfea, l’azienda di trasporti della provincia e dell’Oltrepo Pavese,pagherà le quattordicesime mensilità in ritardo

Lo slittamento della 14^ e dovuto al contesto economico e di mercatoin cui opera. 

I lavoratori hanno ricevuto solo un acconto di 300 euro, la risposta dei sindacati, informati dai dipendenti,ma non dalla azienda non si è fatta attendere. 

I sindacati hanno aperto la vertenza nei confronti dell’azienda e  sono pronti a indire lo stato di agitazione con scioperi.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Silt hanno sottolineato come questo sia solo l’ultimoa di una lunga serie,da circa 9 anni ad oggi.

Altro terreno di scontro è la decisione di Arfea di voler applicare il contratto collettivo nazionale, disdicendo gli accordi aziendali.

Nicola Sirianni,Silt,in una intervidta a radio gold ha sottolineato:“Il contratto nazionale non prevede le mansioni che vanno oltre la guida, come il rifornimento dei mezzi o il lavoro di biglietteria per questo siamo pronti allo stato di agitazione e a inviare lettere di diffida sul proseguire nel proprio intento. Se Arfea vorrà lo scontro, però, noi ci siamo.”

Alessandro Porta,Uil tradporti:“Non averci avvisato di questa situazione è un comportamento non corretto verso i sindacati e soprattutto profondamente scorretto nei confronti dei lavoratori. Ogni anno ci sono difficoltà che si ripetono, a cadenza regolare. Ogni anno è sempre un serio problema, non il solo. Tutto questo non è più giustificabile e l’azienda deve porre rimedio il prima possibile.”

Giancarlo Topino,Filt Ggil:“Come tutti gli anni ci troviamo di fronte all’ennesima questione chiederemo un confronto anche in Prefettura. Ma se la 14^ non arriverà siamo pronti a chiedere un confronto davanti al Prefetto e poi non ci rimarrà altra scelta allo stato di agitazione e all’eventuale sciopero.

ALESSANDRIA.PARTE IL CONFRONTO SINDACALE ALL’OUTLET DI SERRAVALLE.

 

 

SEGRETERIE PROVINCIALI DI ALESSANDRIA                   

OUTLET SERRAVALLE PARTE IL CONFRONTO SINDACALE

La grande mobilitazione nata intorno alla vicenda dell’apertura di Pasqua e il rilievo sindacale che ha assunto l’intero sito commerciale dell’Outlet di Serravalle Scrivia hanno prodotto oggi un primo significativo risultato.

Grazie alle iniziative sindacali condotte nei mesi scorsi CGIL   CISL   UIL hanno conquistato oggi un tavolo di confronto e di trattativa con la direzione del Serravalle Designer Outlet.

Risultato assolutamente non scontato dopo le rigidità e l’ indisponibilità mostrate dagli interlocutori di McArthur a discutere in merito all’ apertura del giorno di Pasqua. Non possiamo pertanto che annotare come un passo decisamente positivo quello di aver avviato un confronto sindacale serio e aver registrato nelle dichiarazioni dei dirigenti di McArthur Glen la disponibilità a confrontarsi su temi e materie di grande interesse anche per tutti i lavoratori dell’outlet.

Il percorso che si è aperto, già con appuntamenti calendarizzati nelle prossime settimane, dovrà a nostro avviso realizzare un’intesa su un sistema di relazioni sindacali e industriali compiuto e strutturato, partendo da quanto già sottoscritto in fase di insediamento del centro, nel lontano anno 2000, e ad oggi ancora valido.

Le Organizzazioni Sindacali, rispettando anche un impegno assunto con i lavoratori, hanno annunciato la presentazione, alla Direzione McArthur Glen, di un documento che consideriamo una vera e propria piattaforma sindacale, di punti molto concreti che realizzino sostanzialmente il miglioramento delle condizioni di lavoro delle persone. Oggi possiamo solo cogliere una buona disponibilità al confronto con le rappresentanze sindacali ed una volontà positiva ad affrontare temi sicuramente complessi e articolati e anche di non semplice soluzione.

Certamente la realtà lavorativa dell’outlet ha rappresentato un complesso di tematiche e di problematiche che investe una intera comunità di persone formata da qualche migliaio di lavoratrici e lavoratori e che vanno ben oltre il pur sensibile tema dell’apertura di Pasqua.

Vedremo nel prosieguo del confronto quanto materialmente misureremo in atti compiuti e concreti risultati, a partire dal tema “scottante” delle aperture festive, alle politiche degli orari, fino alla realizzazione dell’asilo nido/scuola dell’infanzia.

Alessandria, lì 14 luglio ’17                                             Le Segreterie Provinciali    CGIL

CISL    UIL