Categoria: CULTURA

PRESENTAZIONE MOSTRA/EVENTO “CARLO CARRRA’ DA QUARGNENTO.1881-1966 CINQUANTANNI DOPO.

Conferenza Stampa di presentazione: dsc_4565MOSTRA/EVENTO “CARLO CARRÁ DA QUARGNENTO. 1881 – 1966 CINQUANT’ANNI DOPO” Quargnento si trova nel Basso Monferrato, a poca distanza dalla core zone degli “Infernot del Monferrato”, una delle aree che hanno recentemente avuto il riconoscimento Unesco all’interno della Candidatura Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe – Roero e Monferrato. Quargnento, paese in provincia di Alessandria, ha origini molto antiche, risalenti all’epoca romana; ma è nel Medioevo che raggiunge la sua prosperità, tanto da essere annoverato intorno all’anno mille, fra le terre in possesso del Vescovo di Asti, munito di castello, chiesa e pertinenze. Si narra che lo stesso Imperatore Federico Barbarossa avesse stabilito proprio a Quargnento il suo quartier generale. Del castello oggi non vi è più traccia, ma dell’antica pieve (prima tempio pagano dedicato a Diana) rimangono ancora le tracce nell’abside della Chiesa Parrocchiale di S. Dalmazio, elevata nel 1992 al titolo di Basilica per motivi storici, artistici e spirituali, attirando migliaia di turisti. Ma prima di tutto Quargnento è il paese di Carlo Carrà, la cui quargnentinità si evidenzia nel secondo nome, proprio Dalmazio. “Soprattutto sono ancora vive oggi in me alcune strade che corrono in mezzo alla pianura aperta o si arrampicano sulle colline” con questa frase, nella biografia “La mia vita” il grande artista quargnentino rammenta il suo amore per il Paese natio e i suoi paesaggi. La stessa “quargnentinità” che si rivela anche nella firma con cui l’artista sottoscrisse, insieme a Boccioni, Russolo, Balla e Severini, il Manifesto dei Pittori futuristi del 1910: Carlo D. Carrà; “D.” come Dalmazio, che era il secondo nome e che, con Primo e Feliciano, evoca i tre santi protettori di Quargnento. E’ appunto nel territorio del Monferrato che trae ispirazione il pittore nell’osservazione ed interpretazione della natura, del paesaggio e del carattere della gente. dsc_8443Analizzando in modo approfondito i suoi quadri, molti critici ritengono che la sua pittura, anche quando descrive il paesaggio toscano, sia esso maremmano o versiliese, o quello della Valsesia, riveli la presenza del paesaggio quargnentino quasi come un imprinting ancestrale ed indistruttibile. La prima documentazione pittorica dell’artista si trova proprio qui a Quargnento nella soffitta della casa paterna, laddove ancora oggi sono visibili le tracce di una decorazione parietale eseguita a tempera a soli 12 anni, che raffigura un paesaggio geometricamente definito in cui svettano torri e figure di putti alati sospesi nel tempo e nello spazio. Decorazioni della casa natale di Carlo D. Carrà. Quargnento, 1893 Ancora qui a Quargnento, precisamente nel 1900, di ritorno dai soggiorni a Milano, Londra e Parigi, l’artista esegue “La strada di casa”, celebre quadro con un valore altamente significativo per REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI ALESSANDRIA COMUNE DI QUARGNENTO CAP 15044 – PIAZZA I° MAGGIO 20 – TEL- 0131 219133 FAX 0131 219157 CF 80005530060 – P. IVA 00446810061 e-mail info@comune.quargnento.al.it – protocollo@pec.comune.quargnento.al.it la soluzione tecnica adottata rivolta in chiave simbolista e considerato dagli studiosi come incipit del catalogo delle opere di Carrà. Nel quadro si legge “Schizzo dal vero” e rappresenta la via sulla quale si affaccia la propria abitazione nel paese natale; il luogo è riprodotto attraverso un irraggiamento concentrico di segni, esito degli studi sulla resa della luce e tali segni circolari si ritroveranno nella successiva produzione futurista dell’artista. “La strada di casa”. Quargnento, 1900 L’aver dato i natali al celebre pittore ha sicuramente contribuito a far crescere nel paese del Monferrato un fermento culturale molto presente e attivo che si percepisce nell’aria, anche solo camminando per le strade e osservando le facciate vissute delle sue case. Altri pittori hanno infatti origini quargnentine, come Giulio Benzi (pittore del novecento, assistente di Felice Casorati all’Accademia Albertina di Torino) e Giuseppina Reposi (allieva di Casorati). Quargnento, che ha nel suo patrimonio genetico l’Amore per l’Arte e la Cultura e si tiene stretta la definizione di Terra di Pittori e delle Arti, ha da sempre prestato la massima attenzione al ricordo del figlio più famoso della propria terra; in collaborazione con le istituzioni e la famiglia Carrà, nel 1969 con la mostra Omaggio a Carrà, la prima, ordinata dagli amici Pietro Morando e Arturo Mensi e nel 1981 con la mostra di rilevanza nazionale Carlo Carrà 1881 – 1966. Mostra del centenario. Omaggio a Carrà – 1969 Mostra del Centenario – 1981 I Percorsi dell’Arte – Carlo Carrà Nel 2002 si è tenuta un’altra importante rassegna dedicata a Carrà, che ha coinvolto tutta la Provincia di Alessandria, ospitando nella Sala d’Arte Carlo Carrà del Palazzo Municipale i disegni e l’opera La strada di casa (1900). In quella occasione, per avvicinare i luoghi di Carrà agli appassionati, si realizzò per le vie del Paese, un percorso artistico permanente, con litografie dei quadri più significativi di Carrà, dal nome “I percorsi dell’Arte”. Di rilevanza internazionale il progetto del 2006 al quale ha partecipato anche l’Amministrazione Comunale di Quargnento “Carlo Carrà – Alessandria, Un certain savoir vivre au Piemont” che ha presentato la Provincia di Alessandria a Parigi, valorizzando tutto il territorio Alessandrino e Quargnento. La valorizzazione di Quargnento attraverso l’amore per l’Arte e la Cultura è continuata nel 2007 con la mostra “Giulio Benzi 1907 – 2007 Cento anni di nostalgia per Quargnento”, nel 2008 con la collaborazione con la Città di Cherasco nell’organizzazione della mostra a Palazzo Salmatoris “Carlo Carrà: La natura come sogno”. dsc_4482Il Comune di Quargnento ha poi organizzato nel maggio 2011, in collaborazione con l’Associazione per l’arte e la Cultura “Il Nuovo Futurismo Onlus”, nel centotrentesimo anniversario della nascita e in omaggio al movimento futurista la mostra/evento “Carlo Carrà – Uberto Bonetti, Primo e Secondo Futurismo si incontrano a Quargnento”. Nel settembre 2011, nel centenario della nascita della prof.ssa Reposi, la mostra “Giuseppina Reposi 1911 – 2011. A QUARGNENTO UNA INCONFESSATA INDOLE ARTISTICA”. L’Amministrazione Comunale sta cercando di trasmettere i valori artistici alle generazioni presenti ma soprattutto a quelle future, con la convinzione che la Cultura sia il vero valore che possa arricchire l’anima delle persone e fare da volano per il turismo e l’economia. Come riportato, sono molte le iniziative dedicate al cittadino più noto di Quargnento e agli altri pittori: mostre, esposizioni, cataloghi e pubblicazioni; inoltre dal 2005 ad oggi il Comune organizza l’Estemporanea biennale di pittura “La Strada di casa”, quest’anno (22 maggio) alla settima edizione, alternata al “Simposio di scultura in tufo del Monferrato” iniziative a cui partecipano molti artisti di diversa provenienza, rafforzando quell’atmosfera bohémien che caratterizza il paese. Con questo spirito in occasione del 50° Anniversario della scomparsa del grande Maestro quargnentino l’Amministrazione Comunale gli renderà omaggio organizzando la Mostra/Evento “Carlo Carrà da Quargnento. 1881 – 1966 cinquant’anni dopo”. L’evento sarà presentato nella settecentesca Villa dei Marchesi Cuttica di Cassine, dimora di caccia extraurbana al cui progetto ha anche contribuito Benedetto Alfieri, gentilmente concessa dalla Famiglia del Barone Guidobono Cavalchini Garofoli. Per altro cortesemente “prestata” anche per le presentazioni delle mostre sulle opere di Giulio Benzi (2007) e di Giuseppina Reposi (2011). Copertina catalogo Mostra Benzi – 2007 Copertina catalogo Mostra Futurismo – 2011 Copertina catalogo Mostra Reposi – 2011 Le trenta opere, scelte in collaborazione con l’Archivio Carrà della Famiglia Carrà e con i curatori Maria Luisa Caffarelli, Luca Carrà e Rino Tacchella, raccontano il percorso artistico del grande Maestro e saranno esposte nella Sala d’Arte Carlo Carrà del Palazzo Municipale e visitabili da sabato 24 settembre, giorno della presentazione ed inaugurazione, a domenica 23 ottobre 2016 con i seguenti orari: dal lunedì alla domenica dalle ore 09.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Dettaglio della Sala d’Arte Carlo Carrà durante la mostra sul Futurismo (2011) L’Amministrazione Comunale nell’organizzazione della mostra/evento “Carlo Carrà da Quargnento. 1881 – 1966 cinquant’anni dopo”, unico appuntamento nazionale che ricordi questa importante ricorrenza, ha ottenuto il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia e Camera di Commercio di Alessandria, e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, sempre sensibili al sostegno di iniziative per la promozione e valorizzazione della Cultura Piemontese e Alessandrina. Indispensabile il sostegno dei numerosi partners quali l’Associazione per l’Arte e la Cultura “Il Nuovo Futurismo Onlus”, AlessandriaNews, Axa Art, BBBell, Cadir Lab, Cassette Pucci, Colle Manora, Enosis Meraviglia, Lucato Termica e Storgaz.” In considerazione della posizione geografica di Quargnento, crocevia di strade che portano rispettivamente nell’alessandrino o nell’astigiano, tale da essere definito come “Porta del Monferrato” con dati numerici che supportano questa affermazione come i 34.820 passaggi autoveicolari alla settimana (Cfr. fonte: Provincia di Alessandria, aprile 2009), il progetto ha suscitato l’interesse di molte aziende del territorio, anche perché dal mese di luglio verrà attuata una specifica comunicazione. Alla comunicazione tradizionale (totem, roll up, lesene, pannello fondale, manifesti e locandine) si affiancherà una “web comunication”. Villa Cuttica di Cassine Presentazione mostra Reposi (2011) Dettaglio inaugurazione mostra Futurismo (2011) La mostra/evento “Carlo Carrà da Quargnento. 1881 – 1966 cinquant’anni dopo” valorizzerà l’Arte, la Cultura e le Eccellenze del Monferrato. Quargnento, 29 giugno 2016 Luigi Benzi – Sindaco di Quargnento Tel. 0131219133 FAX 0131219157 Cel. 3292505460 Cel. Priv. 3387601287 sindaco@comune.quargnento.al.it

50 ANNI DALLA SCOMPARSA DEL PITTORE  CARLO CARRA,1881/1966.

A 50 ANNI DALLA SCOMPARSA DI CARLO CARRA’,IL COMUNE DI QUARGNENTO DEDICA UNA MOSTRA AL PITTORE
QUARGNENTINO.PRESENTAZIONE ALLE ORE 16,00 NELLA VILLA  DEI BARONI CAVALCHINI GAROFALO.AMPIO SERVIZIO FOTOGRAFICO SU: GOOGLE GALLERIA DI GIUSEPPE AMATO www.giuseppeamato25.altervista.org

LA BIOGRAFIA DI CARLO CARRA’ DA WIKIPEDIA:Figlio di un possidente terriero caduto in disgrazia, apprese i primi accenni dell’arte del disegno da giovane, a soli 12 anni, durante una forzata stabilità a letto a causa di una lunga malattia. Iniziò ben presto a lavorare come decoratore murale a Valenza frequentando nel frattempo le Scuole serali tra cui a Milano negli anni 1904-05 la Scuola superiore d’Arte applicata all’Industria del Castello Sforzesco. ”In particolare Carrà allora di professione decoratore murale, frequentatore della Scuola negli anni 1904-05 di ritorno da Parigi e Londra, prima di iscriversi all’Accademia di Brera, vi si distinse (egli stesso lo ricorda nella sua autobiografia) conseguendo il primo premio di decorazione, di lire 500, e quello Noseda di 175 lire.”

Nel 1900, si recò a Parigi durante l’Esposizione Universale, per eseguire le decorazioni di alcuni padiglioni. In visita al Louvre, si entusiasmò di alcuni pittori, qualiDelacroix, Gèricault, Manet, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Claude Monet, Gauguin. A Londra, invece, si appassionò alle opere di John Constable e William Turner. In questo periodo cominciò a interessarsi di politica, intrattenendo rapporti con gruppi anarchici che interruppe però ben presto.

Trovatosi per caso nel corso del funerale dell’anarchico Galli, ucciso dal custode della fabbrica che picchettava nel corso dello sciopero generale del 1904, ne rimase profondamente colpito, e cominciò a disegnare alcuni bozzetti, che anni più tardi sfoceranno nell’opera Il funerale dell’anarchico Galli. Solo nel 1906 entrò all’Accademia di Brera, come allievo di Cesare Tallone. Qui incontrò alcuni giovani artisti destinati a essere protagonisti sulla scena artistica italiana: Bonzagni, Romani, Valeri e Umberto Boccioni.

Breve esperienza divisionista: è difatti nel divisionismo che Carrà scorge i fermenti più vivi di rivolta al clima provinciale della pittura italiana di quegli anni. Nel 1909, con la pubblicazione del Manifesto del futurismo, a firma di Filippo Tommaso Marinetti, rivolto ai giovani artisti dell’epoca per esortarli ad adottare un nuovo linguaggio espressivo, nasce il nuovo movimento del Futurismo, cui aderiscono Carrà e altri artisti, fra cui i pittori Gino Severini e Giacomo Balla.

Negli anni quaranta insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Suoi allievi sono stati Giuseppe Ajmone e Oreste Carpi.

Il periodo futurista

Di questo periodo è il legame breve ma intenso con Leda Rafanelli, anarchica, che si era separata dal marito, Alberto Ciampi (uno dei maggiori esperti per quanto concerne i rapporti fra Futurismo ed anarchia) ha scritto un libro dedicato ai due Leda Rafanelli, Carlo Carrà: un romanzo, arte e politica in un incontro, non per niente Carrà dedica un quadro intitolato “Funerali dell’anarchico Galli” e commenta così l’accadimento.

« Vedevo innanzi a me la bara tutta coperta di garofani rossi ondeggiare minacciosamente sulle spalle dei portatori; vedevo i cavalli imbizzarriti, i bastoni e le lance urtarsi, sì che a me parve che la salma avesse a cadere da un momento all’altro in terra e i cavalli la calpestassero[3] »

Da questo scritto traspare lo stato emotivo di Carrà in quanto durante i funerali vi furono scontri fra poliziotti e partecipanti al corteo funebre.

« Quando, durante lo sciopero generale del 1904, fu ucciso l’anarchico Galli e durante il suo funerale nacque una mischia di inaudita violenza, Carrà, trovatosi lì per caso, ne fu fortemente impressionato, e tornato a casa schizzò il disegno da cui prese spunto più tardi per il quadro I funerali dell’anarchico, esposto nelle mostre futuriste del 1912.»

Carrà collaborò al movimento futurista per sei anni. I concetti ispiratori della pittura futurista vennero pubblicati sulla rivista Lacerba, a cui egli collaborò attivamente. Carrà concepiva i suoi quadri come immagini dinamiche ma allo stesso tempo non soltanto limitate a dare la sensazione di movimento, destinate attraverso il colore, a eliminare la legge fissa di gravità dei corpi. Nel 1908 Carrà conosce Boccioni e Luigi Russolo. Dopo aver aderito al movimento di Marinetti, con Boccioni, Russolo, Severini e Balla, firma il Manifesto dei pittori futuristi l’11 febbraio 1910, e il Manifesto tecnico della pittura futurista l’11 aprile 1910. Suo è il manifesto La pittura dei suoni, rumori, odori (1912). Il distacco dal Futurismo avviene nel 1916, quando dà avvio con De Chirico alla pittura metafisica.

Le principali opere futuriste di Carrà sono:

  • La stazione di Milano (191011)
  • I funerali dell’anarchico Galli (1910-11)
  • Luci notturne (1910-11)
  • Donna al balcone (1912)
  • La Galleria di Milano (1912)
  • Trascendenze plastiche (1912)
  • Manifestazione interventista (1914).

Il periodo metafisico

A partire dal 1915 Carrà comincia a sentire l’esigenza di abbandonare i temi della velocità e del dinamismo, cercando un contatto più strutturato con il reale. Laguerra coinvolgeva Carrà, prima con un’intensa attività interventista, durante la quale conobbe anche Cesare Battisti, e poi con la chiamata alle armi. Ma l’esperienza fu talmente dolorosa, che finì ricoverato in un nevrocomio a Ferrara. In questa città, nel 1917, conobbe Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis con i quali definì i principi teorici della Metafisica. Dopo alcune opere in stile dechirichiano, il pittore raggiunse ben presto una propria individualità artistica, per cui Carrà non rimase confinato tra le formule tipiche del movimento metafisico, nella sua arte la metafisica fu decisamente superata dalla poesia e dal senso del magico. Nel 1919contrasse matrimonio con Ines Minoja e iniziò la collaborazione alla rivista d’arte Valori plastici di Roma, che proseguì fino al 1921. Le principali opere di questo periodo sono:

  • L’idolo ermafrodito (1917)
  • Madre e figlio (1917)
  • Il figlio del costruttore (1917-1921)
  • L’amante dell’ingegnere (1921)
  • L’attesa (1923)
  • Meriggio (1923)

Il periodo trascendente

Nel 1922, una nuova svolta nel percorso artistico di Carrà, che lo porta ad abbandonare anche la metafisica, spinto dal desiderio di “essere soltanto se stesso”. La pittura deve cogliere quel rapporto che comprende il bisogno di immedesimazione con le cose e il bisogno di astrazione» e la contemplazione del paesaggio si risolve allora nella «costruzione» di un quadro, sia montano sia marino. Conosce anche il pittore-poeta milanese Cesare Breveglieri (il quale lo ritrasse mentre dipingeva). L’archivio dell’artista è conservato all’Archivio del ‘900 del Mart di Rovereto.

Opere

  • Il ciclista, (1913)
  • Il cavaliere rosso, (1913)
  • Manifestazione Interventista, (1914) collage su cartone, collezione Gianni Mattioli
  • La Camera Incantata (1917)
  • Le figlie di Loth, (1919)
  • il pino sul mare (1921)
  • L’approdo, (1923)
  • Onde (Marina), (1924) acquaforte su rame (in 25 esemplari e 3 prove d’artista nel 1924, 13 es. nel 1951)
  • La casa dell’amore, (1924) acquaforte su rame (in 25 esemplari e 3 prove d’artista nel 1924, 10 es. nel 1951, 70 es. postumi 1971)
  • Bagante II, (1924) acquaforte su rame (in 29 esemplari e 3 prove d’artista nel 1924, 70 es. postumi 1971)
  • La foce del Cinquale, (1925)
  • Canale a Venezia, 1926, olio su tavola, Lugano, Museo Cantonale d’Arte
  • I nuotatori, (1928)
  • Rissa tra statue e modelli, (1928)
  • Mattino al mare (1928), olio su tela (Milano, Collezione privata)
  • Nuotatori (1929), olio su tela (Milano, Collezione privata)
  • Marina con albero, (1930)
  • Partita di calcio (1934), olio su tela
  • il barcaiolo (1934) olio su tela
  • La strada verso casa
  • Ritorno dai campi
  • Autoritratto
  • Arresto di Cesare Battisti
  • Verso il tramonto
  • Costruttori (1949-1950), realizzato, insieme ad un autoritratto, per l’importante collezione Verzocchi sul tema del lavoro. La Collezione è oggi conservata presso la Pinacoteca Civica di Forlì
  • Estate sul fiume (1951)

SEMPRE NOMADI E I 70 ANNI DI BEPPE CARLETTI.

Beppe Carletti a 16 anni e Augusto Daolio, fondaronoi Nomadi,50 anni di storia, con i Rolling Stones di una delle band più  longeve al mondo.

 Beppe, nato a Novi di Modena il 12 agosto 1946, compie 70 anni.

Ama festeggiare il suo compleanno suonando, quest’anno lo festeggerà a Roseto degli Abruzzi.

Leader e tastierista  del gruppo è ormai  l’unico dei Nomadi delle origini. La band si è arricchita nel tempo di nuovi elementi,   ultimo l’arrivo di Cristiano Turato al posto del cantante Danilo Sacco nel 2012. Il merito di essere riuscito a mantenere l’identita’ dei Nomadi, conservando lo stile e gli ideali delle origini.

I 50 anni di vita dei Nomadi verranno celebrati da Pupi Avati che sta pensando di girare un film sulla loro storia.

La band in tour permanente con 80 concerti l’anno,un doppio album pubblicato live con i grandi successi e un inedito intitolato ‘Cosi’ sia’.Un inno alla vita per celebrare le unioni civili e l’amore in tutte le sue forme. Attualeo racconta i nostri giorni  sottolineando il bisogno urgente di fiducia e speranza,imperniato su valori positivo. Il nuovo brano si inrerisce a pieno titolo nel filone di pezzi  intramontabili, da ‘Io vagabondo’ a ‘Sangue al cuore’ e ‘Ho difeso il mio amore’, “con l’impegno di rispettare la memoria di Augusto.

Augusto Daolio ha guidato la band insieme a Carletti. Del suo ricordo, ogni volta che faccio qualcosa mi chiedo se Augusto la farebbe e mi sono sempre risposto si,dice Carletto che ogni anno organizza un megaraduno in onore di Augusto.

Abbiamo condiviso 30 anni di vita, palchi, chilometri e canzoni, siamo cresciuti insieme,virtualmente e’ sempre qui con me.

 Beppe in macchina ama ascoltare i nuovi pezzim e capire se si fosse potuto fare diversamente o meglio. Noi  ci mettiamo faccia e crediamo in quello che fscciamo. Farle per bene è un obbligo nel rispetto del nostro passato. 

LA WOODSTOCK DELLA VALSUSA LA PROTESTA NO TAV E’ UN FESTIVAL

SUBSONICA,FINARDI,99 POSSE,ENSI E NINO FRASSICA OSPITI A VENAUSS.

Gli artisti mobilitati per la causa NO TAV e almeno 250 volontari lavoreranno gratis per organizzare il DSC_1080 festival NO TAV a Venauss.

Sarebbe solo un festival estivo se il palco del festival non si trovasse a Venauss,tra Piemonte e Francia,sotto i piloni dell’autostrada campeggia ancora la scritta NO TAV ed è nel luogo esatto del vecchio cantiere per la costruzione della Torino-Lione, poi abbandonato per quello di Chiomonte,santuario della vittoria più importante del movimento di lotta.

Tre giorni di musica,performance,dibattiti,passeggiate nella natura.

Giovani nomi della canzone e dello spettacolo,il rapper Rocco Hunt e Clementino, attori dai nomi insoliti per questo contesto e le special guest  Elio Germano e Franco Nero,Luca Marcalli,gli scrittori Wu Ming1 e 2.Il treno che sfreccia e le passeggiate a bassa velocità come hanno detto nel video di promozione a cui hanno voluto contribuire Elio e le storie tese.

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