Categoria: CRONACA

CASTELLAR GUIDOBONO(AL). PIRATA DELLA STRADA INVESTE RAGAZZO E FUGGE, FERMATO DAI CARABINIERI.

Un ragazzo di 17 anni fuggito dalla guerra in Ucraina, ospitato in casa della nonna, è statp travolto da un auto pirata a Castellar Guidobono mentre attraversava la strada per andare a scuola. Il pirata della strada è stato preso dopo 12 ore dai carabinieri di Tortona.

Un ragazzo di 17 anni è stato investito da un auto pirata in corso Roma a Catellar Guidobono, davanti al bar, mentre si recava a prendere la corriera per andare a scuola.

L’investitore è stato identificato pomeriggio del 27 gennaio dai carabinieri, ai quali sono bastate poche ore di indagini per incastrarlo.

Il pirata della strada che ha investito e ferito gravemente un ragazzo di 17 anni è stato interrogato nella caserma dei carabinieri dopo essere stato fermato al termine delle ricerche.

Il pirata della strada dopo aver investito il ragazzo ha ingranato la retromarcia e dopo aver fatto inversione a U si è dileguato nelle stradinedel centro per poi imboccare la strada per Tortona, ma un avventore del bar, che aveva asistito all’investimento ha cercato di inseguirlo per prendere la targa dell’auto e a vederlo in volto.

Ai carabinieri ha descritto l’investitore e la sua auto, una punto grigio metallizzata: trentenne, capelli scuri e occhiali da vista.

Il diciassettenne, di nazionalità ucraina, fuggito dalla guerra in Ucraina, era arrivato a Castellar Guidobono a gennaio con i genitori. Il ragazzo con la famiglia si era rifugiato prima ad Afragola, in provincia di Napoli, e in seguito a Castellar Guidobono nella casa della nonna, badantedi una ragazza disabile, un anno e mezzo fa.

Il ragazzo frequenta l’istituto Marconi di Tortona che raggiunge tutte le mattine on la corriera. Come tutte le mattine la vittima ha attraversato la strada zaino in spalle, corso Roma, sotto lo sguardo attento dei clienti del bar, per raggiungere la fermata della corriera. Prima che finisse di attraversare la strada per raggiungere il marciapiede opposto è giunta l’auto che a tutta velocità lo ha travolto, scagliandolo in aria prima di cadere in mezzo alla carreggiata.

I testimoni hanno raccontato che in quel punto la strada fa una semicurva e se l’auto non fosse arrivata a quella velocità avrebbe potuto evitare il dramma. Non solo il pirata ha investito il ragazzo, ma dopo l’impatto ha fatto retromarcia, inversione a U ed imboccato la strada che porta nel centro del paese per poi ritornare sulla strada che conduce a Tortona.

I soccorsi sono arrivati poco dopo allertati dai presenti, resosi conto delle gravi condizioni del ragazzo. L’ambulanza arrivata da Tortona con il personale medico che ha prestato le prime cercando di stabilizzarlo per il trasporto all’Ospedale infantile “Cesare Arrigo” di Alessandria dove è stato ricoverato con prognosi ricservata, in rianimazione, e tenuto in coma farmacologico per le gravi fratture riportate in tutto il corpo e un trauma cranico.

FIRENZE. ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI, ARRESTATO IL PRESUNTO AUTORE.

Firenze: arrestato anarchico per attentato alla sicurezza dei trasporti

 

operazione

La Polizia di stato di Firenze ha arrestato un anarchico con l’accusa di esser l’autore di una serie di attentati sullal inea dell’alta velocità che collega Firenze a Bologna.

Le indagini della Digos, coordinate dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno individuato il presunto autore di sei attentati realizzati in un periodo compreso tra il 28 agosto ed il 28 dicembre contro la linea ad alta velocità che collega Firenze a Bologna, nei tratti passanti dalle località di S. Piero a Sieve e Firenzuola.

Gli elementi investigativi sono stati acquisiti durante i sopralluoghi preliminari, il contributo del Compartimento polizia ferroviaria e della Polizia scientifica di Firenze.

Gli attentati oltre ad aver provocato cospiqui danni economici, hanno colpito le strumentazioni per garantire l’incolumità dei viaggiatori in caso di incidenti, danneggiato il quadro di comando del sistema di areazione servente una galleria, che in caso d’incidente ferroviario non avrebbe consentito il corretto deflusso dei fumi prodotti.

Sull’indagato pesa l’aggravante del terrorismo per il fatto che la linea ad alta velocità è da tempo oggetto di attentati da parte delle compagini anarchiche nazionali con cui lo stesso intrattiene stabili contatti, quantomeno in ambito provinciale.

Sono inoltre in corso riscontri sulla posizione di due minori, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Firenze, in ordine al loro eventuale coinvolgimento in uno dei sei episodi criminosi.(fonte Polizia di Stato).

CATANZARO. 56 ARRESTI PER ‘NDRANGHETA IN VARIE PROVINCIE.

Duro colpo alla ‘ndrangheta: eseguite 56 misure cautelari

 

Duro colpo all'ndrangheta

La Polizi di Stato ha tratto in arresto 56 persone dando un duro colpo alla struttura mafiosa ‘ndranghetista in diverse province italiane del centro- sud.

Le indagini della Polizia hanno accertato l’attività mafiosa e arrestare 56 persone per reati di associazione mafiosa, estorsioni, intestazione fittizia di beni, detenzione illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso nonché all’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio di macchine agricole.

L’operazione condotta dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre mobili di Vibo Valentia e Catanzaro ha permesso di smantellare una potente consorteria mafiosa legata alla ‘ndrangheta vibonese e di sequestrare beni per oltre 200 milioni di euro.

Le indagini hanno accertato e documentato l’operatività della ‘ndrina La Rosa, il controllo del territorio e le attività estorsive del gruppo nei confronti di strutture ricettive e cantieri di edilizia pubblica e privata.

La ndrina, in associazione con altri gruppi mafiose, gestiva una filiera comunicativa ed economica che gli ha consentito di consolidare la propria posizione all’interno dell’organigramma criminale attraverso la consegna di “pizzini” e di denaro contante destinato al “Crimine”, vertice dell’organizzazione ‘ndranghetistica vibonese.

Le indagini hano accertato le infiltrazioni delle ndrine Mancuso e Accorinti nella gestione di un noto villaggio turistico a Pizzo Calabro (Vibo Valentia) e il loro ingresso negli asset imprenditoriali, per dissimulare il versamento di tangenti attraverso la fornitura di beni e servizi.

I poliziotti hanno scoperto l’esistenza di intermediari che si sono occupati di ottenere l’accreditamento di investimenti esteri a favore della criminalità organizzata, promuovendo l’attività turistica grazie a contatti con persone vicine al Dipartimento Turismo della Regione Calabria, al fine di agevolare l’assegnazione di fondi pubblici.

Accertato un complesso sistema di traffico di veicoli rubati in Italia e destinati all’estero, in particolare Malta e Romania, gestito dai vertici della criminalità organizzata, che hanno dimostrato la capacità di imporre la restituzione dei veicoli rubati agli imprenditori “protetti”, rafforzando così le relazioni di complicità e consenso con le vittime dei furti.

Il direttore Centrale anticrimine della Polizia di Stato Francesco Messina ha sottolineato che: “La poderosa operazione di polizia giudiziaria, oggi portata a conclusione dalla Polizia di Stato nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Roma, Palermo, Avellino, Benevento, Parma, Milano, Cuneo, L’Aquila e Perugia, ha consentito di smantellare un’agguerrita consorteria mafiosa riconducibile al “crimine” di ndrangheta vibonese, da almeno 4 anni costantemente impegnata nella massiva consumazione di diversi delitti con il conseguente inquinamento dell’economia locale, finendo così con il condizionare la libertà economica e commerciale dell’intero tessuto sociale del litorale e delle aree prossime alla rinomata località turistica di Tropea”.

“Colpiscono, a fronte della consistente attività estorsiva consumata dalla struttura mafiosa disarticolata nei confronti di numerosissime imprese locali, sia la totale assenza di denunce all’Autorità Giudiziaria, di fatto costituente una cessione di libertà economica da parte degli estorti nei confronti degli estorsori, che l’azione facilitativa ad opera di pubblici funzionari coinvolti nelle indagini in quanto prossimi all’organizzazione investigata”.(fonte Polizia di Stato).

CAGLIARI. LADRO SERIALE, FINTO TECNICO DELL’ACQUA, RUBAVA IN CASA DI ANZIANI

Cagliari: rubava in casa di anziani, preso ladro seriale

 

ladro tecnico anziani

Ladri seriali entrano nelle case degli anziani con la scusa di dover controllare il sevizio idrico oppure di essere un dipendente della società che in Sardegna gestisce il servizio idrico perrestituire del denaro pagato erroneamente con una fattura maggiorata rispetto al reale consumo di acqua.

Un ladro ha colpito a Valenza(AL), entaro in casa con la scusa del controllo del servizio idrico ha derubato una anziana.

Un ladro seriale, 58enne di Cagliari, convinceva le sue vittime, tutte persone molto anziane che vivevano sole, a farlo entrare in casa ed è stato arrestato dagli agenti della Poliziadi Stato.

Il finto tecnico, entrato in casa degli anziani, iniziava a far aprire i rubinetti per verificare il corretto funzionamento del contatore poi con la scusa di dover cambiare una banconota faceva allontanare gli anziani e a qual punto razziava tutto quanto poteva, denaro e oggetti preziosi, quasi sempre custoditi nei cassetti o negli armadi.

Gli investigatori della Squadra mobile di Cagliari che hanno indagato su diversi episodi avvenuti con lo stesso schema hanno individuato e arrestato l’uomo in esecuzione della misura cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale cagliaritano, con l’accusa di essere l’autore di una serie di furti aggravati consumati in città ai danni di persone anziane.

I colpi attribuiti all’indagato, nell’abitazione del quale i poliziotti hanno trovato e sequestrato oltre 28mila euro in contanti, nascosti nella cassetta di un avvolgibile, diversi oggetti d’oro e numerose custodie vuote di gioielli, sono aleno otto.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno anche sottoposto a sequestro preventivo una moto e un’auto acquistati subito dopo il colpo più eclatante messo a segno, quello dal quale sono partite le indagini: all’inizio del 2022 l’uomo riuscì ad impossessarsi di tutti i risparmi di un’anziana di 90 anni, più di 70mila euro.

Gli investigatori dopo aver studiato decine di fascicoli relativi a fatti simili, commessi tra il 2017 e il 2022, hanno individuato sette episodi simili, che hanno fruttato oltre 73mila euro in contanti e 10mila in oggetti preziosi.

Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza presenti nelle zone dei furti, che hanno portato all’identificazione dell’uomo, hanno consentito di individuare un ciclomotore sempre presente prima e dopo i reati entre gli specialisti della Polizia scientifica hanno estrapolato i tratti somatici del 58enne.  

ALESSANDRIA. LA VIOLENZA DEL BRANCO CONTRO UNO STUDENTE.

Alessandria, la violenza del branco prosegue incurante dei rischi davanti alle scuole e nelle stazioni frequentate da studenti e pendolari.

Foto ritratta dal film Arancia meccanica.

A farne le spese dopo l’aggressione e gli arresti per tentato omicidio a Roma anche Alessandria vive il devastante fenomeno della violenza del branco, di cui questa volta è stata vittima un giovane studente del liceo Saluzzo-Plana, che dopo essere stato accerchiato e agredito è caduto sbatendo la testa.

La giovane vittima dell’aggresione ha 16 anni come giovani sono gli aggressori, che hanno lo hanno raggiunto mentre stava uscendo da scuola, accerchiato in modo da impedirgli qualsiasi via di fuga sarebbe stato spintonato fino a fargli perdere l’equilibro e sbatrtere la testa a terra.

Il ragazzo è stato soccorso dai sanitari del 118 che lo hanno prima medicato sul posto e poi portato al pronto soccorso dove è strato tenuto in osservazione prima di essere dimesso con qualche lesione, ma senza gravi conseguenze.

Gli agenti della Questura di Alessandria, intervenuti dopo l’aggressione, stano indagando nel massimo riserbo trattandosi sia la vittima che i suoi aggressori minorenni. .

La polizia, con la collaborazione del personale della scuola, sta svolgendo un lavoro di identificazione degli aggressori, che pare accertato non essere studenti della scuola, ma che sembra fossero già stati segnalati qualche settimana fa dalla Polizia Municipale per schiamazzi e perché infastidivano gli studenti e gli insegnanti davanti all’ingresso della scuola.