Categoria: COSTUME E SOCIETA’

ROMA. LA PRIMA CROCIATA DELLE DESTRE: “ABOLIAMO LE UNIONI CIVILI”.

Eugenia Roccella al convegno contro le unioni civili

 

La destra italiana non ha ancora vinto le elezioni politiche che già lancia la prima crociata contro i diritti. Nel mirino dopo la sconfitta in Parlamento: la legge Cirinnà.

Eugenia Roccella guida la crociata contro contro le leggi che hanno ammodernato il paese e sostiene che saranno abolite perché “vanno verso la fine dell’umano.

L’impegno a guidare la crociata il 27 gennaio a Roma, durante il convegno “Oltre l’inverno demografico, organizzato da Alleanza Cattolica e dal comitato Difendiamo i nostri figli.

La Roccella, candidata con Forza Italia alla Camera ha detto: “Il mio impegno nella prossima legislatura sarà quello di battermi, insieme agli amici della coalizione di centrodestra, per abolire o cambiare profondamente tutte le leggi approvate dalla sinistra che hanno ferito la famiglia. Penso al provvedimento sulle unioni civili che, va detto con chiarezza, di fatto apre alla stepchild adoption. Per la sinistra, leggi come questa portano verso il progresso; per noi, vanno verso la fine dell’umano”.

A farle compagnia il vicepresidente del Senato,Maurizio Gasparri, Forza Italia, Stefano Parisi segretario nazionale di Energie per l’Italia, il leader leghista,Matteo Salvini, e la presidente di Fratelli d’Italia,Giorgia Meloni.

Monica Cirinnà, madre della legge sulle unioni civili, ha  osservato: “Dispiace per loro, ma ogni qualvolta che è stata approvata una legge sui diritti civili non si è mai tornati indietro. Dal referendum per abolire il divorzio a quello sull’interruzione di gravidanza. Dovevano raccogliere anche loro delle firme per indire un referendum contro le unioni civili, che fine hanno fatto?”.

Monica Cirinnà su Facebook: “Sui diritti civili si dimostra la differenza culturale e politica tra noi e una destra oscurantista e antistorica. Il Pd vuole continuare a portare l’Italia sempre più avanti sui diritti e sul welfare, mentre la destra sa solo alimentare paure e omofobia”.

VENEZIA. LA MATRIOSCA IN SALSA VENEZIANA PER IL CONTO DA 1.143 EURO PAGATO DAGLI STUDENTI GIAPPONESI.

Il conto da 1.143 euro pagato da quattro clienti giapponesi sta diventando un vero rompicapo,una matriosca in salsa veneziana,una scatola cinese che ad aprirla fa venire il mal di testa.

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La storia nasce da un passamano di affitti e sub affitti: il professore veneziano che affitta al cinese ,che a sua volta affitta all’egiziano che il conto per l’affitto lo presenta agli “sfigati” di turno,in questo caso 4 clienti giapponesi.

Messa così è tutto chiaro,un meccanismo perverso che si scarica sui clienti,ma Kazi Babar,il gestore dell’osteria incriminata, deve pagare ogni mese 20 euro di sub affitto a Zeng Chegyi,cinese, che a sua volta deve pagare 12 mila euro di affitto a Franco Rendich,ex professore di sanscritto dell’Università Ca’Foscari  che affitta l’immobile.

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Il professore,ovviamente,non sa nulla di quanto accade nel suo locale:non conosce Kazi Babar e tantomeno il cinese Zeng Cheyi ,ma percepisce mensilmente l’affitto, 12 mila euro, e tanto gli basta per non vedere e non sentire:” L’ho trovato dentro il negozio come affittuario, paga regolarmente e tanto mi basta”.

Rendich ci tiene a precisare che 12 mila euro basterebbero a chiunque,ma per 50 metri quadri di pianterreno più 50 al piano superiore:”Ma non sono molti, avrei potuto chiedere un aumento” tanto il conto finale lo pagano gli “sfigati” e  i giapponesi.

 

Il costo degli affitti nell’area veneziana delle Mercerie, a pochi passi da San Marco, sono anche più alti, come conferma il World Capital Group: 1.850 ai 4.500 euro mensili al metro quadro.

La catena di affitti e subaffitti fanno lievitare il prezzo ad ogni passaggio e a San Marco, le proporzioni saltano e i prezzi si impennano: “Ognuno fa la sua corsa, so di gente che ne paga 50 mila al mese per un esercizio”, così si è espresso Ernesto Pancin, che dirige l’associazione esercenti pubblici di Venezia e non vede nulla di strano in queste cifre.

A farne le spese è l’egiziano Babar che ha esagerato facendo scatenare una polemica sull’Osteria da Luca.

Dopo la bufera tutti corrono ai ripari: multa da 20 mila euro, minacce di azioni penali, TripAdvisor che blocca le recensioni.

Gli albergatori,che prima non vedevano e non sentivano,hanno manifestato il loro sdegno all’ambasciatore giapponese in Italia, offrendo un soggiorno stellato ai giovani sfigati giapponesi.

Il presidente dei commercianti veneziani, Roberto Magliocco,ci prova a mettere una pezza con un ritardo,chissà,se calcolato perché i ragazzi sono già rientrati in Giappone,può comunque fare un bonifico internazionale a favore dei 4 ragazzi. La rete non perdona ironizza con il presidente: “L’ha fatto dopo che ha saputo che erano rientrati in Giappone”.

Le istituzioni propongono il “Bollino nero” per i ristoratori truffaldini,anche se forse sarebbe potuto bastare un controllo più accurato da parte degli organi preposti. Il «Gruppo 25 aprile» che per primi hanno denunciato la truffa ha stilato un vademecum in inglese per turisti,ma qualcosa non deve essere andata giù al sindaco Luigi Brugnaro: “Evitate il periodo di Carnevale”.

Brugnaro,il sindaco dalla doppia morale, che in questa occasione pare voglia mostrare la faccia dura della legge commenta: “Puniremo questi disonesti, non possiamo tollerare comportamenti che mettano in cattiva luce una consolidata tradizione di ospitalità”.

Le chiacchiere si rincorrono e alle chiacchiere non sono mai seguiti i fatti che raccontano di un altro episodio simile, quando non più di tre mesi fa, di fronte alla lamentela di tre turisti inglesi per un conto molto salato di un gestore veneziano, il sindaco aveva caricato le parole con la stessa polvere da sparo,ma in senso opposto: “Pezzenti. Vorrei fare un plauso al ristoratore che ha emesso lo scontrino, dimostra ancora una volta che c’è la legalità. Se venite a Venezia dovete sapere che dovete spendere qualcosina. Questi hanno mangiato aragosta, non hanno lasciato niente sul piatto, neanche la mancia”.

Forse allora il ristoratore non era egiziano, ma a ricordare cosa potrà succedere all’egiziano Babar ci ha poi pensato la dirigente dei Servizi comunali Stefania Battaggia: “Tra le sanzioni è prevista anche la temporanea chiusura dell’esercizio”.

Il tutto mentre il professor Rendich se ne sta pacifico ad un tavolo dell’Harry’s Bar per ricordarci quello che è il senso da dare a questa morale: “Se venite a Venezia portatevi un panino altrimenti oltre ad essere accusati dal sindaco di Venezia di essere dei pezzenti venite spennati come polli dall’egiziano che paga il sub affitto,20 mila euro al cinese, che a sua volta paga l’affitto di 12 mila euro a Rendich,il quale se ne sta seduto all’ Harry’s Bar a godersi lo spettacolo di un paese che perso perfino il senso del ridicolo.

CUNEO. MIGRANTI: SE NON C’E’ RAZZISMO CALA L’AUDIENCE E DEL DEBBIO CHIUDE IL COLLEGAMENTO TELEVISIVO.

Cuneo. Ormea,val Tanaro in provincia di Cuneo è stato protagonista dello scempio che può fare una certa televisione,ma se cala l’audience e lo share,ma sale la stima tra immigrati e cittadini.

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Il paese 3 anni fa era sprofondato nel panico alla notizia che sarebbero arrivati 30 immigrati, troppi secondo alcuni che avrebbero portato disagio e delinquenza in paese,ma dopo 3 anni la situazione è cambiata come anche il giudizio nei confronti dei migranti che si sono perfettamente inseriti nella comunità delle 1600 anime che popolano il paese.

Prima dell’arrivo dei migranti,tutto era perfetto per realizzare una trasmissione da campagna elettorale su rete 4: il clima di tensione, gli abitanti del paese che promettevano di alzare le barricate pur di fermare l’invasione, arrivando perfino a promettere di fare una colletta per l’albergatore,50 mila euro, in alternativa a quelli che avrebbe ricevuto dallo stato per ospitare i profughi.

Il sindaco,Giorgio Ferraris, ha battuto tutti gli egoismi,le paure e con un progetto lungimirante ha realizzato l’esperimento per l’inserimento dei migranti sotto la tutela del Comune che ha funzionato senza intoppi.  I ragazzi ospitati in paese sono parte integrante della comunità cittadina.

La trasmissione “Quinta Colonna”,ha vissuto del malcontento dei cittadini sul tema dei profughi,ma questa volta ha sbagliato bersaglio e tornata ad Ormea nella “città a forma di cuore”,(lo slogan turistico del paese per via della sua particolare conformazione geografica), per raccogliere le sensazioni dei cittadini non si aspettava quello che invece è successo.

Nella puntata andata in onda su ReteQuattro  il padrone di casa, Paolo Del Debbio, lanciato il collegamento in diretta con Ormea sul tema “Immigrazione: qui si gioca la campagna elettorale”, non ha trovato il solito terreno fertile tipico delle trasmissioni trash che vivono di litigi e scontri.  

Il sindaco,Ferraris, nel corso del collegamento con alcuni cittadini di Ormea e la consigliera comunale e avvocato,Serenella Omero, ha spiegato :”Sulla base della nostra esperienza non abbiamo mai avuto nessun problema. La nostra è un’esperienza che ha persino portato benefici alla comunità”. In sala era presente Daniela Santanché nota per le sue posizioni anti immigrati ed in quota a Frateli d’Italia nelle prossime elezioni  politiche del 4 marzo che nulla ha potuto contro gli argomenti dell’avvocato e consigliere Serenella Omero.

Del Debbio non abituato alla civiltà del confronto televisivo non ha potuto fare altro che constatare l’esperienza positiva della cittadina con i migranti e “tagliare” più in fretta che poteva la diretta: “Se siete tutti d’accordo con il sindaco e non c’è nessuna voce contraria allora possiamo chiuderla qui”.

Le urla e le liti fanno aumentare lo share, L’accoglienza che funziona sicuramente meno.

ALESSANDRIA. “FLASHMOB” PER SALVARE L’AZIENDA E I LAVORATORI DELLA “BORSALINO” IN VIA ROMA AD ALESSANDRIA.

La soddisfazione degli organizzatori per la riuscita della manifestazione la si poteva respirare,palpare nell’aria di fronte alla boutique che vende in esclusiva prodotti del cappellificio di Spinetta Marengo.

Questa mattina in via Roma davanti alla boutique monomarca dedicata alla storica fabbrica di cappelli:”Borsalino”, c’erano tutti,ma veramente tutti.

Politici locali e nazionali,amministratori,il sindaco di Alessandria con i suoi assessori e gli alessandrini tanti a testimoniare l’attaccamento della città alla sua storia e alla Borsalino.

“Siamo tutti Borsalino”,”tutti vestono un Borsalino” e poi ancora “saveBorsalino” ripetevano gli alessandrini intervenuti alla manifestazione di solidarietà,rigorosamente con il capo coperto da un Borsalino.

La manifestazione che,inizialmente,poteva sembrare confinata alla sola provincia di Alessandria ha invece superato i confini della provincia e quelli nazionali fino ad essere seguita dagli Usa e dalla Cina,da sempre interessata al made in Italy di qualità e del lusso.

Un cappello Borsalino non lo si nega a nessuno e l’ampio servizio fotografico e video realizzato dimostrano come non ci siano limiti di sesso,di età e estrazione sociale  per indossare un cappello,Borsalino,e manifestare la solidarietà all’azienda ed ai 134 lavoratori che tutti i giorni si dedicano a coprire le nostre teste.

Il quotidiano dedica una pagina alla manifestazione,”FLASHMOB PER BORSALINO,TESTE DA BORSALINO” che resterà pubblicata in modo permanente in testa al giornale.

Le foto saranno pubblicate anche sulla “Galleria di Giuseppe Amato”.

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Ultim’ora comunicato della CISL sulla difesa dei lavoratori della Borsalino.

 

CISL E FEMCA CISL ALESSANDRIA-ASTI

 

NOTA STAMPA
BORSALINO: PRIORITÀ AI LAVORATORI

 

La CISL e la FEMCA/CISL di Alessandria Asti, prima sigla sindacale dello stabilimento Borsalino di Spinetta Marengo alle ultime elezioni RSU, esprimono forte vicinanza e solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie in questa fase complicata della vita aziendale, unitamente alla grande preoccupazione per il futuro della Società.
Nel pieno rispetto delle decisioni prese dalle competenti Istituzioni, le scriventi Organizzazioni continueranno a seguire lo sviluppo della vicenda da vicino e con estrema attenzione e adotteranno, in accordo con i lavoratori e d’intesa con le altre sigle sindacali, tutte le azioni che si renderanno necessarie per la difesa dell’attività senza escludere alcuna iniziativa utile.
A fronte delle numerose proposte che si stanno susseguendo in questi giorni, ribadiscono che la priorità sindacale è costituita dal mantenimento dell’occupazione, della produzione e della sede sociale nel territorio alessandrino.
Auspicano altresì che gli attuali curatori nominati dal Tribunale di Alessandria coinvolgano tempo per tempo le Organizzazioni Sindacali, per quanto di pertinenza, nella risoluzione positiva della vicenda.
Invitano le istituzioni alessandrine politiche, sociali ed economiche, le Associazioni di Categoria, nonché la cittadinanza, ad unirsi ai lavoratori nella comune difesa di un brand che, soprattutto grazie all’opera di dipendenti di altissimo profilo professionale ed indiscussa preparazione, rappresenta da 160 anni l’eccellenza produttiva di questo Paese nel campo della moda, nonché uno dei più noti ed apprezzati simboli del made in Italy a livello mondiale.

 

Alessandria, 23 dicembre 2017

 

Paola Toriggia
Ufficio stampa Cisl Alessandria-Asti
tel. 0131.204762 (-711 centralino)
Via Tripoli 14- 15121 Alessandria
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NOVARA. PREMIO “INSIEME PER LA LEGALITA'”.

ASSEGNAZIONE DEL PREMIO “INSIEME PER LA LEGALITÀ”
A DUE ALUNNI DELLA SCUOLA PRIMARIA “G. PASCOLI” DI
VESPOLATE

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Creare e diffondere il concetto di sicurezza economica e finanziaria, affermare il
messaggio della “convenienza” della legalità e stimolare nei giovani una maggiore
consapevolezza del delicato ruolo rivestito dalla Guardia di finanza.
Queste le finalità del progetto denominato “Educazione alla legalità economica”, nel cui
ambito si è svolta la 5^ edizione del concorso nazionale “Insieme per la legalità”, i cui
vincitori per il miglior lavoro di gruppo a livello nazionale, “categoria cortometraggi” sono risultati gli alunni Giovanni Milani e Romina De Giorgi, della Scuola Primaria “Giovanni Pascoli” di Vespolate, omaggiati con un mappamondo multimediale.
Il cortometraggio, della durata di alcuni minuti, condensa in episodi di vita quotidiana,
messi in scena dagli alunni, i temi sulla legalità illustrati ai ragazzi nel corso degli incontri tenutisi presso le scuole della Provincia di Novara.
La consegna del premio è avvenuta nel pomeriggio di lunedì 18 Dicembre presso il
Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Novara, alla presenza di una nutrita
rappresentanza di alunni e insegnanti dell’Istituto Scolastico e della dott.ssa Colla
Gabriella, referente dell’Ufficio scolastico territoriale di Novara.
Tutti i presenti hanno, poi, avuto modo di visitare la sede locale dell’Associazione
Nazionale Finanzieri d’Italia ove il Presidente ne ha illustrato le finalità ed i cimeli storici
presenti.