Categoria: COSTUME E SOCIETA’

ALESSANDRIA. #TUTELIAMOGLIANZIANI, LUNEDI’ 31 MAGGIO ALLE 10,30 MANIFESTAZIONE SOTTO LA PREFETTURA

COMUNICATO STAMPA

Alessandria, 27 maggio 2021

Tutelare gli anziani: una battaglia per la dignità

Le organizzazioni sindacali dei pensionati Cgil Cisl Uil provinciali hanno organizzato una manifestazione davanti al palazzo della Prefettura lunedì 31 maggio a partire dalle 10:30 per sostenere l’appello pubblico #tuteliamoglianziani in cui si chiede una riforma organica dei servizi che possa assicurare un’adeguata assistenza a lungo termine per le persone non pienamente autosufficienti.

L’emergenza sanitaria conseguente alla pandemia ha fatto drammaticamente emergere i limiti attuali del sistema territoriale dei servizi che non è riuscito a evitare la morte di tanti, troppi anziani delle RSA. Secondo l’appello, che i sindacati sottoscrivono e rilanciano, è necessario riequilibrare il rapporto tra assistenza residenziale e domiciliare favorendo quest’ultima e investendo in strutture più efficaci e umane.

Le due tipologie di assistenza vanno poste in dialogo reciproco e vanno individuati percorsi di assistenza personalizzati che tengano conto delle differenti esigenze delle persone assistite e delle loro famiglie.

I sindacati hanno chiesto al Prefetto un incontro per affrontare le importanti questioni sollevate dall’appello #tuteliamoglianziani .

Antonella Albanese (Spi Cgil)

Carmen Soffranio e Bruno Pagano (Fnp Cisl)

Alberto Pavese e Luigi Ferrando (Uil-Uilp)

APPELLO PUBBLICO

# tuteliamoglianziani

E’ il momento di cambiare: tuteliamo gli anziani per costruire un futuro migliore Nel nostro Paese l’aumento dell’aspettativa di vita è il risultato di conquiste scientifiche e civili, fa parte della storia di progresso della nostra società; per questo tutelare il diritto degli anziani alla salute, ma anche alla socialità e all’autoderminazione vuol dire costruire un futuro di dignità per tutti. Sappiamo che le persone con almeno 80 anni nel 2050 triplicheranno numericamente; sono dati che impongono il varo di un progetto serio, che possa assicurare una buona assistenza di lungo termine (LTC) per chi si trova a vivere una condizione di non autosufficienza.

Nel corso della pandemia i dati su età e profili di fragilità delle persone decedute indicano che i più colpiti sono le persone ultra settantenni, in particolare i grandi anziani con importanti comorbilità. Nell’emergenza sanitaria, le notevoli difficoltà incontrate dal sistema di assistenza agli anziani non rappresentano affatto un evento anomalo, bensì una manifestazione estrema delle criticità di fondo che, da tempo, lo affliggono e sulle quali occorre urgentemente intervenire con una riforma multilivello (nazionale, regionale, comunale).

Per assicurare una convivenza all’altezza della dignità di ciascun componente delle nostre comunità occorre coinvolgere l’opinione pubblica, sconfiggere l’indifferenza e la “cultura dello scarto” nei confronti del mondo degli anziani sempre più diffusi in una società che non sa essere solidale Il presente appello vuole richiamare l’attenzione dei cittadini, delle Istituzioni e dei decisori ai vari livelli sulla necessità dell’avvio di un vero progetto innovatore che possa assicurare l’esigibilità del diritto alla salute per i non autosufficienti, superando scarsità di stanziamenti, inadeguatezza e frammentazione dei servizi.

Occorre un sistema che metta al centro la persona con il suo progetto di vita, che innalzi e migliori gli attuali livelli di integrazione tra il comparto sociale e sanitario e che poggi su un Distretto forte, capace di avvalersi della partecipazione delle comunità e dalle sue Istituzioni locali.

La pandemia ha imposto l’urgenza di una riorganizzazione dei servizi territoriali, che non può limitarsi alla medicina di territorio, né al mero potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata (l’ADI).

Occorre promuovere un’idea di care multidimensionale, per non fermarsi al modello bio-medico e al mero prestazionalismo.

Oggi la percentuale di anziani che in un anno, fruisce dei servizi domiciliari è pari al 6,5%: si tratta di un valore che è cresciuto negli ultimi anni, ma che rimane ancora distante dalle necessità della popolazione coinvolta e dalle buone pratiche europee. La maggior parte degli utenti peraltro riceve un numero molto esiguo di interventi al domicilio e per periodi di tempo assai limitati, mediamente 18 ore annue.

In generale il complesso di interventi destinato alla cura e all’assistenza delle persone non autosufficienti è la cenerentola del sistema sociosanitario. Non può più restare inascoltata la richiesta di risorse economiche congrue e figure professionali adeguate, allentando i vincoli che limitano l’assunzione di personale e senza limitarsi alla mera revisione degli attuali minutaggi.

Il piano di riorganizzazione del comparto della residenzialità deve prevedere un adeguamento quali-quantitantivo dell’offerta garantita dalle risorse pubbliche, la revisione del sistema tariffario per alleviare la spesa delle famiglie, la riduzione delle liste di attesa, il miglioramento della capacità di cura nei casi più complessi o non stabilizzati e la promozione di nuovi modelli di RSA multiservizio e di “residenzialità leggera”.

Un “sistema delle cure” adeguato deve offrire un insieme coordinato di interventi adattabili alla condizione della persona e della sua rete familiare, superare l’attuale dualismo e la diversità di trattamento per interventi a domicilio e in struttura residenziale e prendere in carico i caregiver, con azioni di affiancamento, formazione e supporto. Le funzioni, anche relative alle necessità della vita quotidiana, devono essere riconosciute all’interno dei LEA, per ricondurre alla titolarità del SSN gli interventi e i servizi dei piani individuali, volti alle persone non autosufficienti.

Tali servizi devono essere garantiti a tutti, indipendentemente dalla condizione economica della persona o della famiglia. Per garantire un reale continuum assistenziale sono necessari sostegni pubblici omogenei nell’assistenza domiciliare e nella residenzialità

La valutazione multidimensionale della persona va fatta in tempi certi e sotto la regia pubblica e ad essa deve seguire, entro tempi accettabili, l’attivazione di un progetto assistenziale personalizzato.

Occorre realizzare Punti unici di accesso che svolgano le funzioni di informazione sull’intera gamma di misure disponibili, di ricezione delle domande, di orientamento e accompagnamento nella rete degli interventi e delle prestazioni. Dentro la riorganizzazione della Rete territoriale dei servizi va rilanciata un’idea nuova di Case della salute o della comunità, affinché siano luoghi partecipati dove venga agita un’idea di salute comunitaria di prossimità.

L’aspirazione dei promotori e sostenitori di questo appello è che i suoi contenuti possano essere condivisi da tutte le realtà che si occupano di non autosufficienza, affinché le Istituzioni e i decisori a livello regionale possano trovarvi idee, analisi, informazioni e indirizzi in grado di agevolare il loro compito; ci si augura perciò che esso possa essere strumento base per aprire un confronto pubblico ampio e un dialogo costruttivo tra la Regione Piemonte e le realtà associative promotrici dell’appello e gli attori del sistema. Favorire l’assistenza domiciliare e investire in strutture più efficaci ed umane è il paradigma di una società che sa prendersi cura dei suoi anziani e può rendere il settore protagonista di un nuovo patto con le famiglie e con i territori

L’adesione alla proposta è aperta ai cittadini, alle organizzazioni e alle realtà associative del Piemonte che ritenessero di sostenerla.

Chi volesse aderire può segnalarlo a: • tuteliamoglianziani@gmail.comhttps://fb.me/tuteliamoglianzianihttps://twitter.com/AnzianiGli Alessandria, 22.04.2021 3 Via Carlo Pisacane, 21 – 15121 ALESSANDRIA T: +39 0131 253 666 | F: +39 0131 52 455 www:

TORINO. LA PARTITA DEL CUORE. LE FEMMINE NON GIOCANO A CALCIO? DIRETTORE RACCONTALO ALLE PLURICAMPIONESSE D’ITALIA DELLA JUVENTUS WOMEN.

LE FEMMINE NON GIOCANO A CALCIO, LO ADDOMESTICANO.

Non che ci fosse bisogno di ricordarlo, ma è solo di pochi mesi fa il precedente illustre con il “Califfo Erdogan” durante un colloquio con le più alte autorità della Unione Europea negò la sedia alla Autorità costituita: Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione Europea. Un episodio inaccettabile per il contesto in cui il “Califfo Erdogan” ha umiliato la Presidente Europea, l’Europa e la donna che rappresenta la comunità europea e il governo dell’Europa.

Ma quanto accaduto ad Aurora Leone, attrice e comica dei the JackaL, è qualcosa di inatteso e inconcepibile nell’Italia del 2021, l’Italia del pallone e l’Italia della ricerca contro i tumori.

Torino, 27-05-2019 Nazionale Cantanti vs Campioni per la ricerca Nella foto: Photo: Manuela Viganti/Giglio Soccer Images

L’episodio durante la cena pre-partita tra la Nazionale cantanti e i Campioni della Ricerca contro i tumori, a cui erano stati invitati anche Aurora Leone e il suo collega Ciro Priello, quando il direttore della Nazionale Generale Cantanti, Gianluca Pecchini, si è avvicinato all’artista intimandole di lasciare il tavolo: “Non puoi stare seduta con gli uomini, le donne non giocano”.

Le proteste di Aurora non sono servite perché è stata letteralmente cacciata dall’hotel dove era ospitata.

Dalle donne impegnate in politica, nel sociale e nella vita quotidiana è arrivata la risposta indignata per una vicenda assurda: “Siamo stanche di questo maschilismo becero, insopportabile e antiquato. Nel gioco, come nella vita, il posto delle donne è in campo. Su questo non ci devono essere dubbi. Voglio esprimere la mia piena solidarietà ad Aurora e al suo collega Ciro, che alla fine non parteciperanno alla partita, e accogliere e rilanciare il loro invito a contribuire comunque alla raccolta fondi, sostenendo così la ricerca contro il cancro. Non lasciamo che questa vicenda incommentabile getti ombra su un’iniziativa importante e carica di significato”.

La gravità del fatto in se si commenta da sola, ma al direttore generale cantanti, Gianluca Pecchini”, il quale ha negato che le “femmine” giochino a calcio proponiamo una altra partita: “LA PARTITA AL SAPORE DI FANTACALCIO TRA LE PLURICAMPIONESSE D’ITALIA DELLA JUVENTUS E LA NAZIONALE CANTANTI”.

Nazionale Italiana Cantanti.

La Nazionale Cantanti sarà capitanata da Enrico Ruggeri.

La formazione dei Campioni per la ricerca, che noi sostituiremo con la Juventus,sarà capitanata da Andrea Agnelli, padrone di casa in quanto presidente della Juventus che è di casa all’Allianz Stadium di Torino.

Tra gli altri cantanti presenti ci saranno Bugo, Shade, Briga, Ermal Meta, Alberto Urso, Random ed Eros Ramazzotti, ma anche Raoul Bova.

La Nazionale sarà inoltre rafforzata dalla presenza dell’ex giocatore dell’Inter Maicon.

Campioni di Ricerca, oltre al già citato capitano Andrea Agnelli, ci saranno volti del passato e del presente della Juventus, sia in campo, sia in termini di dirigenza e allenatori, John Elkann, l’attuale allenatore Andrea Pirlo, il vice-presidente Pavel Nedved e Gigi Buffon.

Protagonista la scuderia Ferrari, che sarà presente in campo con i suoi due piloti, Charles Leclerc e Carlos Sainz, inoltre ci sarà anche Davide Cassani, c.t. della Nazionale Italiana di ciclismo che approfitterà del giorno di riposo del Giro d’Italia 2021.

Juventus Womens: Giuliani, Hyyrynen, Gama, Boattin, Salvai, Rosucci, Caruso, Staskova, Girelli, Bonansea, Hurtig.

CRONACA DELLA PARTITA TRA LE FEMMINE DELLA JUVENTUS, CHE NON GIOCANO A CALCIO E LA NAZIONALE CANTANTI.

La partita tipo apre con la Juventus al dischetto di centro campo per il calcio di inizio.

Girelli tocca la prima palla per Caruso, che avanza passa a Bonansea che, salta l’intera difesa, porta la palla al limite della nazionale cantanti e fulmina l’incolpevole Gigi Buffon: numero 1 della Juventus, nazionale cantanti e campione del mondo.

Mi spiace per Gigi Buffon, ma contro le “Femmine” non puo nulla, solo incassare dei goal.

Poi tocca a Girelli e poi ancora a Hurtig, Caruso e Staskova perché le “Femmine” non giocano a calcio: “il calcio lo addomesticano”.

E potremmo proseguire la cronaca della “fantapartita” fino al 90°, ma la cronaca la faremo questa sera all’Allianz Stadium durante la gara di calcio tra i cantanti e i ricercatori, la sfida della ricerca contro il cancro.

PALERMO. POLIZIA DI STATO. OMAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SERGIO MATTARELLA, AI POLIZIOTTI CADUTI PER MAFIA.

Giornata della legalità: l’omaggio di Mattarella ai poliziotti caduti per mafia

Il 23 maggio è la “Giornata della legalità”, data simbolo del ricordo e della lotta contro tutte le mafie.

In tutto il Paese, e in particolare a Palermo, ogni anno si svolgono manifestazioni nelle quali cittadini, studenti, associazioni e istituzioni, commemorano le stragi e testimoniano il proprio “NO” a tutte le mafie.

Uno dei luoghi emblematici presenti nel capoluogo siciliano è la caserma Pietro Lungaro, sede dell’ufficio scorte della questura di Palermo, dove è presente la lapide con le iscrizioni dei poliziotti caduti per mafia.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in questo luogo ha deposto una corona d’alloro in onore delle vittime ed ha presenziato allo scoprimento della nuova teca in cui sono conservati i resti della Fiat Croma Quarto Savona 15. L’auto di scorta al giudice Falcone e a sua moglie Francesca Morvillo, nella quale morirono i poliziotti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, che fu travolta dell’esplosione di Capaci (Palermo).

mattarella depone corona lungaro

Alla cerimonia (foto) erano presenti il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il segretario di presidenza del Senato della Repubblica Giuseppe Pisani, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro della Giustizia Marta Cartabia, il capo della Polizia Lamberto Giannini e i familiari dei caduti delle stragi di Capaci, via D’Amelio e di altri attentati di mafia.

L’evento è stato aperto dagli interventi del questore di Palermo Leopoldo Laricchia e di Tina Montinaro, presidente dell’Associazione “Quarto Savona 15” e moglie del capo scorta Antonio.

Il Questore nel suo discorso si è soffermato su ciò che rappresenta la caserma Lungaro: “Questo luogo per i poliziotti di Palermo è più di un ufficio, è un luogo quasi familiare dove, ben oltre l’orario di servizio, ciascuno trascorre gran parte della sua giornata. Ma soprattutto è un luogo della memoria, carico di un profondo significato che interpella intimamente ognuno di noi poliziotti sulla motivazione etica della scelta di servizio e di vita, rendendola ogni giorno più salda”.

La signora Montinaro nel suo saluto ha sottolineato: “Ogni piazza, oggi, conosce il valore e la testimonianza della nostra presenza, quell‘Esserci Sempre della Polizia di Stato che io ed i miei figli portiamo nel cuore e ovunque da sempre. La “memoria” è fondamentale, importante. A differenza del ricordo non rappresenta solo un’immagine di qualcosa che è stato, ma ne fissa nell’umanità l’idea, generando cultura, conoscenza e alimentando riflessione”.

Presidente Mattarella davanti alla teca QS15

Il capo della Polizia Lamberto Giannini ha poi evidenziato il sentimento che anima il nostro servizio: “Questa teca, questi anniversari siano per noi un momento di riflessione per rientrare nella corsa delle nostre giornate senza la prospettiva offuscata dalla quotidianità ma con la visione limpida di ciò che deve essere il nostro obiettivo ultimo, assicurare al nostro Paese democrazia, legalità e pace sociale”.

Nel suo intervento, il ministro Lamorgese, ha ricordato: “La strage di Capaci ha segnato l’inizio di una rivolta civile contro la subcultura mafiosa e le sue lusinghe. È nato dal sangue versato a Capaci un Paese più consapevole della mortale gravità del pericolo mafioso, la criminalità organizzata è stata considerata da quel tempo, anche dalle nostre leggi, un’insidia e una minaccia non inferiore a quella portata dal terrorismo al cuore dello Stato”.

cerimonia lungaro consegna gradi

Infine ha preso la parola il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Qui con la lapide, e adesso con la teca nuova che custodisce in maniera fortemente coinvolgente i resti della QS15, vi è il ricordo permanente di entrambe le stragi, delle vittime e delle sofferenze e del dolore dei loro familiari. La mia presenza testimonia che questo ricordo appartiene all’intera Repubblica che ha il dovere di custodirla con grande riconoscenza dei caduti e solidarietà ai loro familiari. Un ricordo che rimane nell’animo dei nostri concittadini”.

Al termine degli interventi, il capo della Polizia Lamberto Giannini e il questore Leopoldo Laricchia, insieme ad una rappresentanza dei familiari dei caduti della strage di Capaci, hanno proceduto allo scoprimento della Teca.

Il prefetto Giannini al termine della cerimonia ha consegnato i nuovi distintivi di qualifica ai familiari delle vittime delle due stragi a simboleggiare il forte legame che unisce i caduti e le loro famiglie alla Polizia di Stato

fonte: Polizia di Stato.

MADRID. HATERS SCATENANO L’ODIO CONTRO LUNA REYES, PER AVER ABBRACCIATO UN MIGRANTE SALVATO DAL NAUFRAGIO.

La volontaria Luna Reyes ha deciso di chiudere i suoi profili social dopo essere stata obiettivo di insulti razzisti e maschilisti

Luna 20 anni durante il tirocinio a Ceuta è stata impegnata in prima linea nella gestione della crisi dell’enclave spagnola per l’arrivo di 8 mila migranti in soli due giorni.

Luna Reyes, di Madrid, è stata fotografata mentre abbraccia un ragazzo senegalese arrivato sulla terra ferma, in gravi condizioni di salute, dopo aver attraversato a nuoto il confine tra il Marocco e la Spagna insieme ad un amico.

La foto che mostrava l’umanità di Luna nei confronti di una persona impaurita e provata dalla rischiosa traversata per fuggire dalla miseria ha, però anche scatenato una campagna d’odio a parte degli haters sui social con insulti frasi maschiliste e razziste rivolte alla ventenne.

La reazione violenta di odiatori seriali che, come raccontato dai media iberici, l’ha portata a impedire l’accesso ai suoi profili social: “L’ho solo abbracciato”, ha detto lei attonita alla televisione pubblica spagnola Rtve.

Non si sono fatti attendere neppure gli attestati di solidarietà, con l’hashtag #GraciasLuna e migliaia di account che hanno postato l’immagine dell’abbraccio, compresi quelli delle vicepremier Nadia Calvino e Yolanda Diaz: “È molto più di una foto. È un simbolo di speranza e solidarietà”.

Reyes, però teme che il ragazzo migrante che ha abbracciato, di cui non conosce il nome, sia stato respinto alla frontiera: “Era disperato, pensava che stesse morendo”.

Il timore è che il ragazzo sia uno delle migliaia di migranti già riconsegnati al Marocco. Degli 8.000 arrivi tra lunedì e martedì almeno 6.000 sono le persone allontanate o tornate indietro spontaneamente, secondo il governo spagnolo.

TORINO. PAROLA DI VIGILE:”RICCHIONE E SFIGATO”. INDAGATO E’ LA TUA PAROLA CONTRO LA NOSTRA!

Mentre in Senato si calendarizza la discussione sul decreto contro l’omotransfobia un 34 enne torinese è stato fermato in monopattino e apostrofato con l’appellativo di “sfigato” e “ricchione”, infine lo indagano per resistenza.

Alessio Cusumano 

Alessio Cusumano è il titolare di un negozio di videogame, fermato e insultato e denunciato dopo essere stato fermato sul marciapiede mentre viaggiava sul suo monopattino si appella alla sindaca e a Cirio: “Forse vale la pena parlarne”.

Il comandante Bezzon: “Chiariremo di persona, l’abbiamo solo multato”., ma nel verbale è scritto “resistenza a pubblico ufficiale”.

Parola di poliziotto municipale contro la parola di un comune cittadino che denuncia:”Sentirsi chiamare “ricchione e sfigato” da un poliziotto della municipale nel 2021 mentre al Senato si calendarizza la discussione sul decreto contro l’omotransfobia è la cosa più incredibile che possa accadere a una persona non ha fatto niente per meritarselo, non sta commettendo nessun genere di reato e dopo che ti dà del ricchione, dello sfigato e alla risposta “ci sarai tu”, ti denuncia.

Fate voi, ma il protagonista denuncia che ha sempre meno fiducia nel genere umano. 

Alessio Cusumano, per tutti Alex, in un duro sfogo pubblico su Instagram con un video e la didascalia “Omofobia portami via” ripercorre quanto accaduto all’ora di pranzo vicino al Parco Dora e chiede alla sindaca Chiara Appendino e al governatore regionale Alberto Cirio di intervenire: “forse ne vale la pena parlarne, può aiutare diverse persone”.

Alessio, titolare di un negozio di video, stava tornando al lavoro a bordo del suo monopattino dopo la pausa pranzo e, dopo aver percorso la ciclabile del Parco Dora, è salito sul marciapiede in un punto in cui “la strada è distrutta, versa in condizioni pietose e dove ha rischiato di ammazzarsi due volte, ci sono caduto ad agosto e mi sono rifatto la faccia nuova”.

La giustificazione ha provato a raccontarla ai due agenti della polizia municipale che, vedendolo sul marciapiede, lo hanno fermato per identificarlo e per fargli il verbale, poiché il codice della strada vieta al monopattino elettrico di circolare sul marciapiede.

“Gli spiego che quel tratto di strada per forza non si può evitare. Dico anche che non faccio mai la strada perché in condizioni pietose e uno dei due poliziotti mi dice che sono “uno sfigato””. A quel punto, “incasso, ma gli dico che secondo me non era il caso”. I due civich iniziano a scrivere il verbale ma nel frattempo sul marciapiede continuavano a passare altri ciclisti.

“Alla quarta persona mi frappongo tra lei e la bici e gli dico: a me stanno facendo un verbale perché ero su un marciapiede con monopattino e non ci potevo andare, e adesso – mi giro verso il poliziotto – cosa dobbiamo fare?”. A quel punto la situazione sarebbe degenerata, “uno dei due agenti, mi guarda e dice “queste scene da ricchione non vanno bene”. È sempre rimasto con il passamontagna e a differenza dell’altro collega non si è mai identificato quindi io non so che faccia abbia”. 

In questo caso il 34enne non è rimasto in silenzio. “Gli ho detto “sfigato e ricchione mi dispiace ci sei tu”, che nel 2021 mi debba ancora sentir dare come epiteto ricchione no”. Ma la risposta gli è costata cara: “Mi sono preso la mia prima denuncia a 34 anni per aggressione a pubblico ufficiale perché mi sono permesso di dirgli che ricchione e sfigato c’era lui e anche per interruzione di pubblico servizio perché ho fermato la bicicletta. Sono stato denunciato anche per violenza”. Indagato per resistenza, dice il verbale dove è riportato anche il nome dell’avvocato che il trentaquattrenne è stato invitato a nominare.


“Sentirsi chiamare “ricchione e sfigato” da un poliziotto della municipale. Nel 2021, non nel 1970. Ti ferma perché non hai fatto niente, non stai commettendo nessun genere di reato, e dopo che ti dà del ricchione e dello sfigato, e tu gli dici “ci sarai tu”, ti denuncia. Questa la situazione, fate voi, e io ho sempre meno fiducia nel genere umano”. 

È quanto racconta Alessio Cusumano, per tutti Alex, in un duro sfogo su Instagram. Lo fa pubblicando un video con la didascalia “Omofobia portami via”, in cui ripercorre con precisione quanto accaduto ieri a ora di pranzo vicino al Parco Dora e chiede anche alla sindaca Chiara Appendino e al governatore regionale Alberto Cirio di intervenire perché “forse ne vale la pena parlarne, può aiutare diverse persone”.

Insulti omofobi dai vigili, Alessio Cusumano su Instagram: “Basterebbero delle scuse, invece continuano a non dire la verità”

Alessio racconta: “Gli spiego che quel tratto di strada per forza non si può evitare. Dico anche che non faccio mai la strada perché in condizioni pietose, ma uno dei due poliziotti mi dice che sono uno sfigato, “incasso, ma gli dico che secondo me non era il caso”.

I due civich iniziano a scrivere il verbale, intanto sul marciapiede continuavano a passare altri ciclisti.

Alessio al quarto ciclista si frappone tra lei e la bici e gli dico: a me stanno facendo un verbale perché ero su un marciapiede con monopattino e non ci potevo andare, e adesso cosa dobbiamo fare?

La situazione degenerata mentre “uno dei due agenti, sempre rimasto con il passamontagna e a differenza dell’altro collega non si è mai identificato quindi io non so che faccia abbia, mi guarda e dice “queste scene da ricchione non vanno bene”.

Il 34enne a quel punto non è rimasto in silenzio: “sfigato e ricchione mi dispiace ci sei tu”, che nel 2021 mi debba ancora sentir dare come epiteto ricchione no”.

La risposta è costata cara ad Alessio: “Mi sono preso la mia prima denuncia a 34 anni per aggressione a pubblico ufficiale perché mi sono permesso di dirgli che ricchione e sfigato c’era lui e anche per interruzione di pubblico servizio perché ho fermato la bicicletta. Sono stato denunciato anche per violenza”.

Il verbale conferma che è stato indagato per resistenza ed è anche riportato il nome dell’avvocato che il trentaquattrenne è stato invitato a nominare.

Alessio è stato multato perché aveva le cuffiette, ma lui spiega che erano AirPods e che ne aveva una sola all’orecchio destro, senza musica, ma indossata in caso di telefonate.

Oltre alla denuncia i vigili gli hanno consegnato due verbali: 29,40 euro per essere salito sul marciapiede con il monopattino e 115,50 per le cuffie.

Alessio ha scelto di raccontare tutto sui social e ha chiesto ai suoi followers di condividerlo: “perché bisogna denunciare, non si può andare avanti così non è vita”.

Nel video pubblicato su Instagram ha taggato la sindaca Chiara Appendino e il governatore Alberto Cirio: “La cosa peggiore, quando ho chiesto perché mi stessero denunciando, è stato sentirmi dire “è la parola nostra contro la tua”. Quella frase mi ha scioccato di più del sentirmi dare del “ricchione”.

Centinaia di messaggi di solidarietà sono arrivati in difesa di Alessio: “Questa notte non sono riuscito a dormire, sono davvero sconvolto”. 

Il Comune di Torino, a caldo, ha pubblicato solo una nota di circostanza: “Il comandante della Polizia municipale della Città di Torino, Emiliano Bezzon, a proposito del video postato da un cittadino che ha lamentato un trattamento non corretto da parte della Polizia municipale, ha reso noto che la persona è già stata contattata e martedì sarà ricevuta per approfondire e chiarire ogni aspetto della vicenda. Inoltre,  Bezzon ha precisato che il cittadino non è stato denunciato, ma solo sanzionato perché circolava col monopattino sul marciapiede, comportamento vietato dal Codice della Strada”.

Ma il verbale in mano a Cusumano dice altro: indagato per resistenza a pubblico ufficiale, tanto che viene formalmente invitato a nominarsi un avvocato, il cui nome figura sullo stesso verbale.

ROMA. LE FIAMME ORO RICEVONO LA “PALESTRA SOCIALE” DI SAN BASILIO DALLA SINDACA RAGGI.

La sindaca Raggi consegna alle Fiamme oro la “palestra sociale” di San Basilio

palestra pugilato san basilio

Il comune di Roma ha consegnato alle Fiamme oro un immobile per realizzare una palestra sociale nel difficile quartiere romano di San Basilio.

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha consegnato simbolicamente le chiavi del locale ai rappresentanti del Gruppo sportivo della Polizia di Stato, che ha fatto seguito dell’accordo firmato lo scorso gennaio da Roma Capitale e Dipartimento della pubblica sicurezza.

L’immobile di via Tranfo 28/30, con il prezioso intervento dell’Opera Don Giustino Onlus, verrà trasformato in una palestra della sezione giovanile di pugilato delle Fiamme oro, aperta ai giovani del quartiere. 

Un nuovo luogo di sport e di aggregazione, un presidio di socialità, legalità e riscatto per tutto il quartiere.

palestra pugilato san basilioLa sindaca Virginia raggi ha spiegato che: “Abbiamo consegnato alle Fiamme oro le chiavi dell’immobile in via Tranfo che per anni è stato lasciato nelle mani di criminali che lo usavano come base di spaccio e nascondiglio. Ora verrà trasformato in una palestra, che sarà a disposizione dei ragazzi del quartiere e di tanti giovani che avranno un’alternativa in più alla strada, dove poter crescere e formarsi attraverso i sani valori che lo sport può offrire”.

Don Antonio Coluccia ha commentato: “In questo territorio c’è bisogno di speranza e questa palestra che nasce grazie alla sinergia tra Roma Capitale e Fiamme oro in collaborazione con l’Opera Don Giustino, rappresenta proprio un segno di speranza per coloro che non chiedono altro che una possibilità di riscatto. A San Basilio c’è tanta brava gente che combatte con noi per riportare la legalità”.

palestra pugilato san basilio

Il direttore dell’Ufficio coordinamento delle attività del Gruppo sportivo della Polizia di Stato Fiamme oro, Francesco Montini, ha ribadito l’impegno della Polizia di Stato nel sociale: “Attraverso l’assegnazione del locale di via Tranfo, la Polizia di Stato continua nella propria opera di inclusione sociale dei giovani mediante lo sport. Questa iniziativa, sul solco delle precedenti attuate su tutto il territorio nazionale, ci consentirà di riaffermare i valori della legalità e del rispetto delle regole”.

ROMA. DECRETO COVID, RIAPERTURE CON CAUTELA.

Il Decreto Covid approvato dal consiglio dei ministri sulle riaperture conferma la decisione di agire con cautela, ma irreversibile.

Che cosa cambia e quali attività ripartono con l’approvazione del decreto.

Il nuovo decreto legge Covid ha confermato le decisioni prese nella riunione della cabina di regia, che ha stabilito la ripartenza di alcune attività come palestre e parchi a tema, e la possibilità di cenare nei ristoranti al chiuso, ma solo in zona gialla.

Il decreto stabilisce che ristoranti e bar, in zona gialla, potranno rimanere aperti di sera e la tabella di marcia in vigore dal prossimo 1 rende possibile pranzare al chiuso, fino alle 18.

Ma l’accordo raggiunto prevede la possibilità di mangiare nei locali fino all’orario del coprifuoco, spostato alle 23. Le misure restrittive verranno eliminate gradualmente, con lo spostamento a mezzanotte dal 7 giugno, fino ad arrivare alla totale cancellazione dal 21 giugno: il primo giorno dell’estate.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post su Facebook, in cui invita i cittadini alla cautela, ha annunciato che: “Grazie alle misure adottate, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all’impatto della campagna di vaccinazione possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture. Iniziamo da subito portando il coprifuoco alle 23 già da domani e definendo un percorso di ritorno all’attività per diversi settori vitali per il nostro Paese. Ma non dimentichiamo, però la prudenza e l’attenzione alle norme fondamentali di prevenzione. La fiducia nella scienza e nelle sue evidenze è un faro irrinunciabile. I dati degli ultimi mesi hanno imposto scelte faticose, talvolta dolorose oggi invece sono motivo di sollievo”.

Il ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, al termine del Consiglio dei ministri ha spiegato che: “Abbiamo appena approvato il decreto che anticipa alcune aperture, intesa totale sia nella cabina di regia che in Cdm. Era importante, preso atto del quadro epidemiologico positivo e del positivo andamento del piano vaccinale, traghettare il Paese verso la normalità, con prudenza, con tappe, ma portarlo verso la normalità. Anticipare l’apertura dei ristoranti al 1 giugno sia a pranzo che a cena, superare il coprifuoco delle 22, che il M5S aveva chiesto con forza negli ultimi giorni, i centri commerciali che riaprono anche nei weekend è un tentativo di normalità, perché il Paese sta superando questo momento di pandemia, era giusto dare un segnale ai cittadini che vogliono provare a vivere un’estate normale, e cercheremo di far sì che ciò accada”. 

Le attività che ripartono in anticipo sono le palestre, che avrebbero dovuto ripartire dal 1 giugno, ma con il decreto di oggi potranno riaprire agli sportivi per allenarsi dal prossimo 24 maggio.

I parchi tematici e di divertimento, che avrebbero dovuto riaprire il 1 luglio, invece potranno ripartire dal prossimo 15 giugno.

Le novità importanti sulla fascia bianca a rischio più bassa: le Regioni che si troveranno in quest’area, in base ai parametri stabiliti dal Cts, dovranno mantenere solo le norme base anti-contagio: l’obbligo di mascherine e il distanziamento sociale.

Ma cesserà il coprifuoco notturno e dal 1 giugno Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna passeranno zona bianca.

Dal 7 giugno Abruzzo, Veneto e Liguria entreranno in zona bianca.

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