Categoria: COSTUME E SOCIETA’

MADRID. HATERS SCATENANO L’ODIO CONTRO LUNA REYES, PER AVER ABBRACCIATO UN MIGRANTE SALVATO DAL NAUFRAGIO.

La volontaria Luna Reyes ha deciso di chiudere i suoi profili social dopo essere stata obiettivo di insulti razzisti e maschilisti

Luna 20 anni durante il tirocinio a Ceuta è stata impegnata in prima linea nella gestione della crisi dell’enclave spagnola per l’arrivo di 8 mila migranti in soli due giorni.

Luna Reyes, di Madrid, è stata fotografata mentre abbraccia un ragazzo senegalese arrivato sulla terra ferma, in gravi condizioni di salute, dopo aver attraversato a nuoto il confine tra il Marocco e la Spagna insieme ad un amico.

La foto che mostrava l’umanità di Luna nei confronti di una persona impaurita e provata dalla rischiosa traversata per fuggire dalla miseria ha, però anche scatenato una campagna d’odio a parte degli haters sui social con insulti frasi maschiliste e razziste rivolte alla ventenne.

La reazione violenta di odiatori seriali che, come raccontato dai media iberici, l’ha portata a impedire l’accesso ai suoi profili social: “L’ho solo abbracciato”, ha detto lei attonita alla televisione pubblica spagnola Rtve.

Non si sono fatti attendere neppure gli attestati di solidarietà, con l’hashtag #GraciasLuna e migliaia di account che hanno postato l’immagine dell’abbraccio, compresi quelli delle vicepremier Nadia Calvino e Yolanda Diaz: “È molto più di una foto. È un simbolo di speranza e solidarietà”.

Reyes, però teme che il ragazzo migrante che ha abbracciato, di cui non conosce il nome, sia stato respinto alla frontiera: “Era disperato, pensava che stesse morendo”.

Il timore è che il ragazzo sia uno delle migliaia di migranti già riconsegnati al Marocco. Degli 8.000 arrivi tra lunedì e martedì almeno 6.000 sono le persone allontanate o tornate indietro spontaneamente, secondo il governo spagnolo.

TORINO. PAROLA DI VIGILE:”RICCHIONE E SFIGATO”. INDAGATO E’ LA TUA PAROLA CONTRO LA NOSTRA!

Mentre in Senato si calendarizza la discussione sul decreto contro l’omotransfobia un 34 enne torinese è stato fermato in monopattino e apostrofato con l’appellativo di “sfigato” e “ricchione”, infine lo indagano per resistenza.

Alessio Cusumano 

Alessio Cusumano è il titolare di un negozio di videogame, fermato e insultato e denunciato dopo essere stato fermato sul marciapiede mentre viaggiava sul suo monopattino si appella alla sindaca e a Cirio: “Forse vale la pena parlarne”.

Il comandante Bezzon: “Chiariremo di persona, l’abbiamo solo multato”., ma nel verbale è scritto “resistenza a pubblico ufficiale”.

Parola di poliziotto municipale contro la parola di un comune cittadino che denuncia:”Sentirsi chiamare “ricchione e sfigato” da un poliziotto della municipale nel 2021 mentre al Senato si calendarizza la discussione sul decreto contro l’omotransfobia è la cosa più incredibile che possa accadere a una persona non ha fatto niente per meritarselo, non sta commettendo nessun genere di reato e dopo che ti dà del ricchione, dello sfigato e alla risposta “ci sarai tu”, ti denuncia.

Fate voi, ma il protagonista denuncia che ha sempre meno fiducia nel genere umano. 

Alessio Cusumano, per tutti Alex, in un duro sfogo pubblico su Instagram con un video e la didascalia “Omofobia portami via” ripercorre quanto accaduto all’ora di pranzo vicino al Parco Dora e chiede alla sindaca Chiara Appendino e al governatore regionale Alberto Cirio di intervenire: “forse ne vale la pena parlarne, può aiutare diverse persone”.

Alessio, titolare di un negozio di video, stava tornando al lavoro a bordo del suo monopattino dopo la pausa pranzo e, dopo aver percorso la ciclabile del Parco Dora, è salito sul marciapiede in un punto in cui “la strada è distrutta, versa in condizioni pietose e dove ha rischiato di ammazzarsi due volte, ci sono caduto ad agosto e mi sono rifatto la faccia nuova”.

La giustificazione ha provato a raccontarla ai due agenti della polizia municipale che, vedendolo sul marciapiede, lo hanno fermato per identificarlo e per fargli il verbale, poiché il codice della strada vieta al monopattino elettrico di circolare sul marciapiede.

“Gli spiego che quel tratto di strada per forza non si può evitare. Dico anche che non faccio mai la strada perché in condizioni pietose e uno dei due poliziotti mi dice che sono “uno sfigato””. A quel punto, “incasso, ma gli dico che secondo me non era il caso”. I due civich iniziano a scrivere il verbale ma nel frattempo sul marciapiede continuavano a passare altri ciclisti.

“Alla quarta persona mi frappongo tra lei e la bici e gli dico: a me stanno facendo un verbale perché ero su un marciapiede con monopattino e non ci potevo andare, e adesso – mi giro verso il poliziotto – cosa dobbiamo fare?”. A quel punto la situazione sarebbe degenerata, “uno dei due agenti, mi guarda e dice “queste scene da ricchione non vanno bene”. È sempre rimasto con il passamontagna e a differenza dell’altro collega non si è mai identificato quindi io non so che faccia abbia”. 

In questo caso il 34enne non è rimasto in silenzio. “Gli ho detto “sfigato e ricchione mi dispiace ci sei tu”, che nel 2021 mi debba ancora sentir dare come epiteto ricchione no”. Ma la risposta gli è costata cara: “Mi sono preso la mia prima denuncia a 34 anni per aggressione a pubblico ufficiale perché mi sono permesso di dirgli che ricchione e sfigato c’era lui e anche per interruzione di pubblico servizio perché ho fermato la bicicletta. Sono stato denunciato anche per violenza”. Indagato per resistenza, dice il verbale dove è riportato anche il nome dell’avvocato che il trentaquattrenne è stato invitato a nominare.


“Sentirsi chiamare “ricchione e sfigato” da un poliziotto della municipale. Nel 2021, non nel 1970. Ti ferma perché non hai fatto niente, non stai commettendo nessun genere di reato, e dopo che ti dà del ricchione e dello sfigato, e tu gli dici “ci sarai tu”, ti denuncia. Questa la situazione, fate voi, e io ho sempre meno fiducia nel genere umano”. 

È quanto racconta Alessio Cusumano, per tutti Alex, in un duro sfogo su Instagram. Lo fa pubblicando un video con la didascalia “Omofobia portami via”, in cui ripercorre con precisione quanto accaduto ieri a ora di pranzo vicino al Parco Dora e chiede anche alla sindaca Chiara Appendino e al governatore regionale Alberto Cirio di intervenire perché “forse ne vale la pena parlarne, può aiutare diverse persone”.

Insulti omofobi dai vigili, Alessio Cusumano su Instagram: “Basterebbero delle scuse, invece continuano a non dire la verità”

Alessio racconta: “Gli spiego che quel tratto di strada per forza non si può evitare. Dico anche che non faccio mai la strada perché in condizioni pietose, ma uno dei due poliziotti mi dice che sono uno sfigato, “incasso, ma gli dico che secondo me non era il caso”.

I due civich iniziano a scrivere il verbale, intanto sul marciapiede continuavano a passare altri ciclisti.

Alessio al quarto ciclista si frappone tra lei e la bici e gli dico: a me stanno facendo un verbale perché ero su un marciapiede con monopattino e non ci potevo andare, e adesso cosa dobbiamo fare?

La situazione degenerata mentre “uno dei due agenti, sempre rimasto con il passamontagna e a differenza dell’altro collega non si è mai identificato quindi io non so che faccia abbia, mi guarda e dice “queste scene da ricchione non vanno bene”.

Il 34enne a quel punto non è rimasto in silenzio: “sfigato e ricchione mi dispiace ci sei tu”, che nel 2021 mi debba ancora sentir dare come epiteto ricchione no”.

La risposta è costata cara ad Alessio: “Mi sono preso la mia prima denuncia a 34 anni per aggressione a pubblico ufficiale perché mi sono permesso di dirgli che ricchione e sfigato c’era lui e anche per interruzione di pubblico servizio perché ho fermato la bicicletta. Sono stato denunciato anche per violenza”.

Il verbale conferma che è stato indagato per resistenza ed è anche riportato il nome dell’avvocato che il trentaquattrenne è stato invitato a nominare.

Alessio è stato multato perché aveva le cuffiette, ma lui spiega che erano AirPods e che ne aveva una sola all’orecchio destro, senza musica, ma indossata in caso di telefonate.

Oltre alla denuncia i vigili gli hanno consegnato due verbali: 29,40 euro per essere salito sul marciapiede con il monopattino e 115,50 per le cuffie.

Alessio ha scelto di raccontare tutto sui social e ha chiesto ai suoi followers di condividerlo: “perché bisogna denunciare, non si può andare avanti così non è vita”.

Nel video pubblicato su Instagram ha taggato la sindaca Chiara Appendino e il governatore Alberto Cirio: “La cosa peggiore, quando ho chiesto perché mi stessero denunciando, è stato sentirmi dire “è la parola nostra contro la tua”. Quella frase mi ha scioccato di più del sentirmi dare del “ricchione”.

Centinaia di messaggi di solidarietà sono arrivati in difesa di Alessio: “Questa notte non sono riuscito a dormire, sono davvero sconvolto”. 

Il Comune di Torino, a caldo, ha pubblicato solo una nota di circostanza: “Il comandante della Polizia municipale della Città di Torino, Emiliano Bezzon, a proposito del video postato da un cittadino che ha lamentato un trattamento non corretto da parte della Polizia municipale, ha reso noto che la persona è già stata contattata e martedì sarà ricevuta per approfondire e chiarire ogni aspetto della vicenda. Inoltre,  Bezzon ha precisato che il cittadino non è stato denunciato, ma solo sanzionato perché circolava col monopattino sul marciapiede, comportamento vietato dal Codice della Strada”.

Ma il verbale in mano a Cusumano dice altro: indagato per resistenza a pubblico ufficiale, tanto che viene formalmente invitato a nominarsi un avvocato, il cui nome figura sullo stesso verbale.

ROMA. LE FIAMME ORO RICEVONO LA “PALESTRA SOCIALE” DI SAN BASILIO DALLA SINDACA RAGGI.

La sindaca Raggi consegna alle Fiamme oro la “palestra sociale” di San Basilio

palestra pugilato san basilio

Il comune di Roma ha consegnato alle Fiamme oro un immobile per realizzare una palestra sociale nel difficile quartiere romano di San Basilio.

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha consegnato simbolicamente le chiavi del locale ai rappresentanti del Gruppo sportivo della Polizia di Stato, che ha fatto seguito dell’accordo firmato lo scorso gennaio da Roma Capitale e Dipartimento della pubblica sicurezza.

L’immobile di via Tranfo 28/30, con il prezioso intervento dell’Opera Don Giustino Onlus, verrà trasformato in una palestra della sezione giovanile di pugilato delle Fiamme oro, aperta ai giovani del quartiere. 

Un nuovo luogo di sport e di aggregazione, un presidio di socialità, legalità e riscatto per tutto il quartiere.

palestra pugilato san basilioLa sindaca Virginia raggi ha spiegato che: “Abbiamo consegnato alle Fiamme oro le chiavi dell’immobile in via Tranfo che per anni è stato lasciato nelle mani di criminali che lo usavano come base di spaccio e nascondiglio. Ora verrà trasformato in una palestra, che sarà a disposizione dei ragazzi del quartiere e di tanti giovani che avranno un’alternativa in più alla strada, dove poter crescere e formarsi attraverso i sani valori che lo sport può offrire”.

Don Antonio Coluccia ha commentato: “In questo territorio c’è bisogno di speranza e questa palestra che nasce grazie alla sinergia tra Roma Capitale e Fiamme oro in collaborazione con l’Opera Don Giustino, rappresenta proprio un segno di speranza per coloro che non chiedono altro che una possibilità di riscatto. A San Basilio c’è tanta brava gente che combatte con noi per riportare la legalità”.

palestra pugilato san basilio

Il direttore dell’Ufficio coordinamento delle attività del Gruppo sportivo della Polizia di Stato Fiamme oro, Francesco Montini, ha ribadito l’impegno della Polizia di Stato nel sociale: “Attraverso l’assegnazione del locale di via Tranfo, la Polizia di Stato continua nella propria opera di inclusione sociale dei giovani mediante lo sport. Questa iniziativa, sul solco delle precedenti attuate su tutto il territorio nazionale, ci consentirà di riaffermare i valori della legalità e del rispetto delle regole”.

ROMA. DECRETO COVID, RIAPERTURE CON CAUTELA.

Il Decreto Covid approvato dal consiglio dei ministri sulle riaperture conferma la decisione di agire con cautela, ma irreversibile.

Che cosa cambia e quali attività ripartono con l’approvazione del decreto.

Il nuovo decreto legge Covid ha confermato le decisioni prese nella riunione della cabina di regia, che ha stabilito la ripartenza di alcune attività come palestre e parchi a tema, e la possibilità di cenare nei ristoranti al chiuso, ma solo in zona gialla.

Il decreto stabilisce che ristoranti e bar, in zona gialla, potranno rimanere aperti di sera e la tabella di marcia in vigore dal prossimo 1 rende possibile pranzare al chiuso, fino alle 18.

Ma l’accordo raggiunto prevede la possibilità di mangiare nei locali fino all’orario del coprifuoco, spostato alle 23. Le misure restrittive verranno eliminate gradualmente, con lo spostamento a mezzanotte dal 7 giugno, fino ad arrivare alla totale cancellazione dal 21 giugno: il primo giorno dell’estate.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post su Facebook, in cui invita i cittadini alla cautela, ha annunciato che: “Grazie alle misure adottate, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all’impatto della campagna di vaccinazione possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture. Iniziamo da subito portando il coprifuoco alle 23 già da domani e definendo un percorso di ritorno all’attività per diversi settori vitali per il nostro Paese. Ma non dimentichiamo, però la prudenza e l’attenzione alle norme fondamentali di prevenzione. La fiducia nella scienza e nelle sue evidenze è un faro irrinunciabile. I dati degli ultimi mesi hanno imposto scelte faticose, talvolta dolorose oggi invece sono motivo di sollievo”.

Il ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, al termine del Consiglio dei ministri ha spiegato che: “Abbiamo appena approvato il decreto che anticipa alcune aperture, intesa totale sia nella cabina di regia che in Cdm. Era importante, preso atto del quadro epidemiologico positivo e del positivo andamento del piano vaccinale, traghettare il Paese verso la normalità, con prudenza, con tappe, ma portarlo verso la normalità. Anticipare l’apertura dei ristoranti al 1 giugno sia a pranzo che a cena, superare il coprifuoco delle 22, che il M5S aveva chiesto con forza negli ultimi giorni, i centri commerciali che riaprono anche nei weekend è un tentativo di normalità, perché il Paese sta superando questo momento di pandemia, era giusto dare un segnale ai cittadini che vogliono provare a vivere un’estate normale, e cercheremo di far sì che ciò accada”. 

Le attività che ripartono in anticipo sono le palestre, che avrebbero dovuto ripartire dal 1 giugno, ma con il decreto di oggi potranno riaprire agli sportivi per allenarsi dal prossimo 24 maggio.

I parchi tematici e di divertimento, che avrebbero dovuto riaprire il 1 luglio, invece potranno ripartire dal prossimo 15 giugno.

Le novità importanti sulla fascia bianca a rischio più bassa: le Regioni che si troveranno in quest’area, in base ai parametri stabiliti dal Cts, dovranno mantenere solo le norme base anti-contagio: l’obbligo di mascherine e il distanziamento sociale.

Ma cesserà il coprifuoco notturno e dal 1 giugno Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna passeranno zona bianca.

Dal 7 giugno Abruzzo, Veneto e Liguria entreranno in zona bianca.

ALESSANDRIA. UN SABATO POMERIGGIO DI ORDINARIA FOLLIA NEI SALOTTI DELL’ALESSANDRINO.

Piazzetta della Lega, il “salotto buono” di Alessandria tutti i sabati pomeriggio si trasforma nel palcoscenico in cui va in onda un film che per protagonisti i ragazzi, ma non solo, di Alessandria e dintorni: “Storie di un pomeriggio di ordinaria follia tra assembramento, vasche, passeggiate e shopping, ma che a volte finiscono in liti e risse in cui sono coinvolti adolescenti poco più che bambini.

Il sabato pomeriggio di ordinaria follia l’8 maggio con protagoniste un gruppetto di ragazzine che in vicolo dell’Erba hanno sfogato mesi di frustrazioni causate dalla clausura casalinga, ma un ragazza durante l’animata discussione è caduta, forse accidentalmente, ed è dovuta ricorrere al soccorso del 118. I soccorritori hanno constatato che si era ferita durante la caduta.

Alle cinque del pomeriggio Piazzetta della Lega è il teatro preferito per trovarsi, fare un pò di struscio, chiacchierare e creare gli assembramento fatti da gruppi di ragazzi e di famiglie.

Dal vicolo dell’Erba, una via particolarmente stretta che collega la piazzetta a via Trotti, dopo aver udito, in mezzo al frastuono e al chiacchierio degli assembramenti, delle grida una ragazza è stata trovata riversa a terra con un amico che le teneva le gambe sollevate.

Come nei migliori film d’azione un signore anziano inveiva contro il gruppo di ragazzi che si era radunato intorno alla ragazza a terra. Il battibecco che ne è nato non ha fatto altro che far aumentare la curiosità dei passanti e creare un nuovo pericoloso assembramento. Poliziotti e carabinieri sono arrivati con il 118 per soccorrere la ragazza che non aveva fortunatamente ferite o traumi.

I presenti hanno raccontato che non si è trattato di un’aggressione, ma di un semplice diverbio tra ragazze e nella concitazione del momento o per un urto accidentale la vittima ha perso l’equilibrio cadendo a terra.

Altro luogo altra storia di ordinaria follia a Gavi dove un ragazzini ubriachi e senza mascherina si sono cimentati in una rissa in piena regola con feriti

I carabinieri con 4 Gazzelle sono intervenuti intorno alle 22 sono intervenute per sedare una maxi rissa scoppiata tra ragazzini ubriachi.

Il fatto accaduto in piazza Roma che ha visto coinvolti numerosi giovani, molti dei quali ubriachi e alcuni feriti, che si sono affrontati usando bottiglie rotte come armi.

La rissa è scoppiata a cavallo del coprifuoco e molti dei protagonisti erano senza mascherina con il rischio di possibili contagi.