Categoria: COSTUME E SOCIETA’

ROMA. LE FIAMME ORO RICEVONO LA “PALESTRA SOCIALE” DI SAN BASILIO DALLA SINDACA RAGGI.

La sindaca Raggi consegna alle Fiamme oro la “palestra sociale” di San Basilio

palestra pugilato san basilio

Il comune di Roma ha consegnato alle Fiamme oro un immobile per realizzare una palestra sociale nel difficile quartiere romano di San Basilio.

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha consegnato simbolicamente le chiavi del locale ai rappresentanti del Gruppo sportivo della Polizia di Stato, che ha fatto seguito dell’accordo firmato lo scorso gennaio da Roma Capitale e Dipartimento della pubblica sicurezza.

L’immobile di via Tranfo 28/30, con il prezioso intervento dell’Opera Don Giustino Onlus, verrà trasformato in una palestra della sezione giovanile di pugilato delle Fiamme oro, aperta ai giovani del quartiere. 

Un nuovo luogo di sport e di aggregazione, un presidio di socialità, legalità e riscatto per tutto il quartiere.

palestra pugilato san basilioLa sindaca Virginia raggi ha spiegato che: “Abbiamo consegnato alle Fiamme oro le chiavi dell’immobile in via Tranfo che per anni è stato lasciato nelle mani di criminali che lo usavano come base di spaccio e nascondiglio. Ora verrà trasformato in una palestra, che sarà a disposizione dei ragazzi del quartiere e di tanti giovani che avranno un’alternativa in più alla strada, dove poter crescere e formarsi attraverso i sani valori che lo sport può offrire”.

Don Antonio Coluccia ha commentato: “In questo territorio c’è bisogno di speranza e questa palestra che nasce grazie alla sinergia tra Roma Capitale e Fiamme oro in collaborazione con l’Opera Don Giustino, rappresenta proprio un segno di speranza per coloro che non chiedono altro che una possibilità di riscatto. A San Basilio c’è tanta brava gente che combatte con noi per riportare la legalità”.

palestra pugilato san basilio

Il direttore dell’Ufficio coordinamento delle attività del Gruppo sportivo della Polizia di Stato Fiamme oro, Francesco Montini, ha ribadito l’impegno della Polizia di Stato nel sociale: “Attraverso l’assegnazione del locale di via Tranfo, la Polizia di Stato continua nella propria opera di inclusione sociale dei giovani mediante lo sport. Questa iniziativa, sul solco delle precedenti attuate su tutto il territorio nazionale, ci consentirà di riaffermare i valori della legalità e del rispetto delle regole”.

ROMA. DECRETO COVID, RIAPERTURE CON CAUTELA.

Il Decreto Covid approvato dal consiglio dei ministri sulle riaperture conferma la decisione di agire con cautela, ma irreversibile.

Che cosa cambia e quali attività ripartono con l’approvazione del decreto.

Il nuovo decreto legge Covid ha confermato le decisioni prese nella riunione della cabina di regia, che ha stabilito la ripartenza di alcune attività come palestre e parchi a tema, e la possibilità di cenare nei ristoranti al chiuso, ma solo in zona gialla.

Il decreto stabilisce che ristoranti e bar, in zona gialla, potranno rimanere aperti di sera e la tabella di marcia in vigore dal prossimo 1 rende possibile pranzare al chiuso, fino alle 18.

Ma l’accordo raggiunto prevede la possibilità di mangiare nei locali fino all’orario del coprifuoco, spostato alle 23. Le misure restrittive verranno eliminate gradualmente, con lo spostamento a mezzanotte dal 7 giugno, fino ad arrivare alla totale cancellazione dal 21 giugno: il primo giorno dell’estate.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post su Facebook, in cui invita i cittadini alla cautela, ha annunciato che: “Grazie alle misure adottate, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all’impatto della campagna di vaccinazione possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture. Iniziamo da subito portando il coprifuoco alle 23 già da domani e definendo un percorso di ritorno all’attività per diversi settori vitali per il nostro Paese. Ma non dimentichiamo, però la prudenza e l’attenzione alle norme fondamentali di prevenzione. La fiducia nella scienza e nelle sue evidenze è un faro irrinunciabile. I dati degli ultimi mesi hanno imposto scelte faticose, talvolta dolorose oggi invece sono motivo di sollievo”.

Il ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, al termine del Consiglio dei ministri ha spiegato che: “Abbiamo appena approvato il decreto che anticipa alcune aperture, intesa totale sia nella cabina di regia che in Cdm. Era importante, preso atto del quadro epidemiologico positivo e del positivo andamento del piano vaccinale, traghettare il Paese verso la normalità, con prudenza, con tappe, ma portarlo verso la normalità. Anticipare l’apertura dei ristoranti al 1 giugno sia a pranzo che a cena, superare il coprifuoco delle 22, che il M5S aveva chiesto con forza negli ultimi giorni, i centri commerciali che riaprono anche nei weekend è un tentativo di normalità, perché il Paese sta superando questo momento di pandemia, era giusto dare un segnale ai cittadini che vogliono provare a vivere un’estate normale, e cercheremo di far sì che ciò accada”. 

Le attività che ripartono in anticipo sono le palestre, che avrebbero dovuto ripartire dal 1 giugno, ma con il decreto di oggi potranno riaprire agli sportivi per allenarsi dal prossimo 24 maggio.

I parchi tematici e di divertimento, che avrebbero dovuto riaprire il 1 luglio, invece potranno ripartire dal prossimo 15 giugno.

Le novità importanti sulla fascia bianca a rischio più bassa: le Regioni che si troveranno in quest’area, in base ai parametri stabiliti dal Cts, dovranno mantenere solo le norme base anti-contagio: l’obbligo di mascherine e il distanziamento sociale.

Ma cesserà il coprifuoco notturno e dal 1 giugno Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna passeranno zona bianca.

Dal 7 giugno Abruzzo, Veneto e Liguria entreranno in zona bianca.

ALESSANDRIA. UN SABATO POMERIGGIO DI ORDINARIA FOLLIA NEI SALOTTI DELL’ALESSANDRINO.

Piazzetta della Lega, il “salotto buono” di Alessandria tutti i sabati pomeriggio si trasforma nel palcoscenico in cui va in onda un film che per protagonisti i ragazzi, ma non solo, di Alessandria e dintorni: “Storie di un pomeriggio di ordinaria follia tra assembramento, vasche, passeggiate e shopping, ma che a volte finiscono in liti e risse in cui sono coinvolti adolescenti poco più che bambini.

Il sabato pomeriggio di ordinaria follia l’8 maggio con protagoniste un gruppetto di ragazzine che in vicolo dell’Erba hanno sfogato mesi di frustrazioni causate dalla clausura casalinga, ma un ragazza durante l’animata discussione è caduta, forse accidentalmente, ed è dovuta ricorrere al soccorso del 118. I soccorritori hanno constatato che si era ferita durante la caduta.

Alle cinque del pomeriggio Piazzetta della Lega è il teatro preferito per trovarsi, fare un pò di struscio, chiacchierare e creare gli assembramento fatti da gruppi di ragazzi e di famiglie.

Dal vicolo dell’Erba, una via particolarmente stretta che collega la piazzetta a via Trotti, dopo aver udito, in mezzo al frastuono e al chiacchierio degli assembramenti, delle grida una ragazza è stata trovata riversa a terra con un amico che le teneva le gambe sollevate.

Come nei migliori film d’azione un signore anziano inveiva contro il gruppo di ragazzi che si era radunato intorno alla ragazza a terra. Il battibecco che ne è nato non ha fatto altro che far aumentare la curiosità dei passanti e creare un nuovo pericoloso assembramento. Poliziotti e carabinieri sono arrivati con il 118 per soccorrere la ragazza che non aveva fortunatamente ferite o traumi.

I presenti hanno raccontato che non si è trattato di un’aggressione, ma di un semplice diverbio tra ragazze e nella concitazione del momento o per un urto accidentale la vittima ha perso l’equilibrio cadendo a terra.

Altro luogo altra storia di ordinaria follia a Gavi dove un ragazzini ubriachi e senza mascherina si sono cimentati in una rissa in piena regola con feriti

I carabinieri con 4 Gazzelle sono intervenuti intorno alle 22 sono intervenute per sedare una maxi rissa scoppiata tra ragazzini ubriachi.

Il fatto accaduto in piazza Roma che ha visto coinvolti numerosi giovani, molti dei quali ubriachi e alcuni feriti, che si sono affrontati usando bottiglie rotte come armi.

La rissa è scoppiata a cavallo del coprifuoco e molti dei protagonisti erano senza mascherina con il rischio di possibili contagi.

ALESSANDRIA. IL CHATBOT CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA.

COMUNICATO STAMPA

#NONPOSSOPARLARE il chatbot che non lascia traccia

In Alessandria il contrasto alla violenza domestica ha un nuovo alleato

La Città di Alessandria è il primo capoluogo di provincia ad adottare il chatbot NONPOSSOPARLARE.

Nel 2019, l’81,2% dei femminicidi in Italia è avvenuto all’interno delle mura domestiche e prevenire la violenza, fino alle estreme conseguenze, è un dovere imprescindibile di ogni comunità.

Dal 2014 la Città di Alessandria è il capofila degli enti che aderiscono al progetto “Viol.A. – Prevenzione e contrasto di tutte le forme di violenza di genere” e da oggi mette a disposizione di tutti, in particolare delle donne in difficoltà, uno strumento in più, realizzato dall’associazione Save the Woman.

L’applicazione NONPOSSOPARLARE è un’App in completo anonimato e sicurezza nata per non far sentire sole le donne; è stata ideata al fine di contrastare il rischio di violenza domestica ed è rivolta alle donne che desiderano ricevere informazioni e supporto dai centri antiviolenza in modo discreto.

Siamo molto soddisfattisottolinea il Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliascodi questo risultato, specialmente perché interviene su un tema così sentito e importante come quello della violenza sulle donne. Come amministrazione stiamo lavorando affinchè anche nella nostra città la digitalizzazione possa contribuire a ridurre sempre più la distanza tra i cittadini e le istituzioni e che i servizi siano sempre più Smart consentendo così un migliore utilizzo da parte della cittadinanza. Un ringraziamento a Rosella Scalone e a Nadia Biancato per aver proposto al Comune questo progetto così importante e ai nostri tecnici per aver permesso di realizzare tutto questo”.In questo periodo di emergenza sanitaria, con l’obbligo di stare a casa afferma l’assessore alle Pari opportunità, Cinzia Lumiera –, sono aumentati i casi di violenza domestica che riguardano molte donne le quali si sono trovate nella condizione di dover condividere lo spazio con il proprio aggressore aggravando situazioni già problematiche. Questa situazione ha reso la violenza ancor più silenziosa e occulta ed è proprio da questo che nasce l’idea di un’App che in completo anonimato e sicurezza possa dare una prima risposta a tutti i quesiti iniziali delle donne vittime di violenza. Molte hanno imbarazzo a rivolgersi subito personalmente per richiedere informazioni a centri antiviolenza, presso i servizi sociali o anche solamente a contattare telefonicamente gli operatori ma, grazie a questo strumento di chatbot, la donna ha l’opportunità di navigare in piena riservatezza all’interno della propria abitazione, potendo avere risposte immediate alle sue domande. Da donna voglio lanciare un messaggio a tutte quelle donne che stanno vivendo una situazione difficile e che ancora non hanno trovato la forza di chiedere aiuto; un uomo che fa violenza, fisica, ma anche psicologica ed economica non vi ama! Voi non siete sole! Chiedete aiuto”.

Nel 2020 il lockdown ha mostrato a molte donne il suo lato peggiore, costrette a vivere con i propri maltrattanti e la difficoltà di chiedere aiutodichiara la presidente di ‘Save the Woman’,Rosella Scalone -. Durante le prime settimane l’ONU e altre organizzazioni, anche locali, iniziarono a denunciare la soluzione. Anche i centri antiviolenza locali iniziarono a registrare un calo netto di chiamate. E’ in quel momento che ho pensato che avrei dovuto fare qualcosa. Lavorando in ambito digitale, mi sono chiesta subito se con la tecnologia si sarebbe potuto trovare una soluzione. Ho così trovato l’appoggio di due aziende, SPX Lab (già promotore del progetto Save the Woman, digitale contro la violenza di genere) e di Dotvocal. Con loro siamo riusciti a realizzare un chatbot, un risponditore intelligente, uno strumento discreto in grado di interrogare il centro antiviolenza in modo silenzioso,di giorno e di notte, senza chiamate e senza lasciare dati sul proprio telefono.

 “Alessandria è una città che si cura delle donne, in particolare delle più fragili. E questa iniziativa lo dimostra – commenta la presidente della Consulta Pari Opportunità, Nadia Biancato -. Ho conosciuto l’associazione Save the Woman grazie alle colleghe di Zonta Club Alassio-Albenga che gestiscono il centro antiviolenza Artemisia Gentileschi. Per loro tramite, sul finire del 2020, i Comuni di Alassio e Albenga hanno offerto l’opportunità straordinaria alle loro cittadine di comunicare situazioni di violenza in completo anonimato, prendendo consapevolezza del potenziale rischio di vivere una relazione violenta. Nel corso della prima settimana di utilizzo i contatti erano stati quasi un centinaio a riprova della gravità vissuta all’interno di alcune famiglie.  La Consulta Pari Opportunità di Alessandria ha quindi individuato nel chatbot NONPOSSOPARLARE un alleato per contrastare i casi di abusi presenti  anche sul nostro territorio, senza far correre alcun pericolo a donne già tanto provate. E’ stato sufficiente segnalarne il valore all’assessore Lumiera e immediatamente si è attivata la procedura per conoscere meglio l’applicazione, coinvolgere il nostro centro antiviolenza Me.Dea e valutare l’inserimento del chatbot sul sito internet del Comune di Alessandria. Questa tecnologia da oggi rende le donne della nostra città più sicure nel chiedere consigli in assoluto animato, sempre libere di prendere la decisione più opportuna. Il primo passo è riconoscere la violenza. Il chatbot  #nonpossoparlare risponde innanzitutto a questo aspetto fondamentale”.

L’applicazione nasce per individuare un profilo di rischio di violenza sulle donne attraverso le risposte ad un questionario sviluppato da un team di esperti multidisciplinare, che nel caso del chatbot di Alessandria è stato attentamente vagliato dalle esperte volontarie di Me.Dea.

I chatbot sono da tempo parte integrante della quotidianità di molti utenti e nelle versioni più evolute cercano di capire, tramite le risposte dell’utente, il suo status emotivo, interagendo nella maniera più pertinente.

Il chatbot NONPOSSOPARLARE utilizza tecnologie innovative che, attraverso strumenti che operano il ruolo di ‘assistenti virtuali’ consentono di rispondere efficacemente a un numero illimitato di persone contemporaneamente fornendo delle risposte immediate in maniera anonima e non lasciando traccia e fornendo agli utenti supporto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La sicurezza della donna è la priorità di chi ha ideato il chatbot e dei Comuni che lo stanno installando.

L’app non ha lo scopo di criminalizzare il partner ma di conferire consapevolezza alla donna sulla propria condizione all’interno della coppia e renderla cosciente di un potenziale rischio. Solo in caso di pericolo reale, l’app invita a rivolgersi immediatamente  al centro antiviolenza.

Questo progetto è una grande opportunità per il nostro territorio e costituisce uno strumento in più di contrasto alla violenza di genere – dice la psicologa, Presidente di Me.Dea., dr.ssa Sarah Sclauzero -. Quando la presidente della Consulta P.O. di Alessandria, Nadia Biancato, insieme all’assessore alle Pari Opportunità Cinzia Lumiera, ce lo hanno presentato, lo abbiamo accolto con entusiasmo e, una volta verificata la fattibilità con il Comune di Alessandria, ci siamo messe al servizio del team di ideatori per adattare la chatbot alle prassi dei centri antiviolenza Me.Dea.Siamo felici di intraprendere questo nuovo percorso e grate a chi lo ha reso possibile, in quanto rappresenta un aiuto concreto per le donne e un ulteriore segnale di attenzione verso un problema sociale già ampiamente diffuso e ancor più acutizzato dall’emergenza Covid-19”.

Il Progetto non ha finalità di lucro ed è stato messo a disposizione gratuitamente.

Al chatbot si accede dall’homepage del sito www.comunealessandria.it

attraverso l’omonimo banner #NONPOSSOPARLARE.

ALESSANDRIA. ZONA GIALLA, LIBERI TUTTI O FORSE NO!

Lunedì 26 aprile scatterà per la regione Piemonte e gran parte dell’Italia la zona “gialla”.

I video proposti vogliono ripercorrere le varie fasi di oltre un anno di pandemia, milioni di morti in tutto il mondo, migliaia in Italia e la speranza di non essere costretti a ritornare sui nostri passi.

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