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ASTI. IL DESTINO DELL’EX OSPEDALE DI ASTI: BOTTA E RISPOSTA TRA IL SINDACO MAURIZIO RASERO E IL CANDIDATO SINDACO PAOLO CRIVELLI.

Il vecchio ospedale di Asti è diventato un caso politico, che innescato polemiche e scontri tra maggioranza e opposizione in comune.

Ex-Ospedale Civico.

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, a proposito del destino del vecchio ospedale di Asti: “Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una situazione di stallo venutasi a creare a causa delle numerose aste andate deserte.


Abbiamo chiesto con insistenza che gli enti coinvolti che procedessero alla riqualificazione dell’area o alla pubblicazione di un bando per verificare se vi fossero soggetti interessati all’acquisto, dando disponibilità per rendere più appetibile un eventuale investimento. In questi giorni è stato pubblicato un bando ad un valore, che suppongo, troppo esoso e che porterà ad un ulteriore ribasso del 25%.


Rimaniamo stupiti nell’apprendere dagli organi di stampa che il candidato a sindaco Crivelli, pur essendo un medico dell’ospedale ed aver vissuto lo spostamento del nosocomio e le relative vicissitudini, pur avendo i contatti per poter reperire tutte le informazioni necessarie sulla vicenda, ha preferito strumentalizzarla raccontando fatti non veri che imputerebbero all’Amministrazione Rasero la mancata vendita dell’ex ospedale. Respingiamo, quindi, le accuse al mittente suggerendogli di aggiornarsi per evitare di fare brutte figure”.

l’opinione del candidato sindaco di centro sinistra paolo Crivelli.

Il candidato sindaco del centro sinistra, Paolo Crivelli risponde al sindaco di Asti, Maurizio Rasero, in merito alle cattedrali nel deserto e al destino del vecchio ospedale di Asti: Le mie osservazioni riguardo i tentativi di vendita da parte dell’Asl, ed il tentativo di permuta tentato da Rasero vogliono evidenziare il fatto che sia i primi che il secondo non sono giunti ad alcun risultato portando ad una situazione di stallo che non penso potrà essere risolta con la nuova asta.

Ciò detto mi sembra innegabile, senza sparare a zero, che mentre il sindaco con una sua iniziativa, tentava la permuta degli immobili, l’ASL non poteva nello stesso tempo pubblicare altre aste per la vendita. Mi sembra un concetto banale che può essere verificato semplicemente leggendo sui giornali di quel tempo gli annunci di Rasero che era convinto di avere la soluzione in tasca mentre non c’era ancora nessun accordo con la Regione, come è dimostrato dal fatto che tutta l’operazione è naufragata.

Da notare inoltre come tutta l’operazione sia tramontata con l’insediamento in regione di una giunta dello stesso colore politico del sindaco. Per far queste considerazioni non occorre un marziano, ma basta un astigiano che legga i giornali, e quindi nessuna mia affermazione inesatta, anzi il sindaco ha nella sostanza confermato tutto.

Senza voler sottrarre tempo prezioso al sindaco con un caffè vorrei però che spiegasse quale progetto aveva in mente per l’ospedale perché “potevamo farci qualunque cosa” mi sembra un po’ troppo vago. Come pure il concetto di “regalare” l’ex ospedale non convince molto come esempio di una buona amministrazione Quello che sostengo è che per l’ex Ospedale non si può immaginare una soluzione che non sia in primo luogo condivisa con ASL e Regione, ed in secondo luogo senza che si sia elaborato un piano di recupero ed una convenzione urbanistica che dovranno essere di iniziativa comunale, questi ad oggi completamente assenti.

Ripeto che non stiamo parlando di un semplice intervento immobiliare, per quanto di vaste dimensioni, ma di un intervento urbanistico che dovrà essere inserito nel progetto di rinascita della città e che possa rappresentare la volontà di proporre un proprio modello di sviluppo legato al territorio, alla cultura ed alla sostenibilità ambientale.

Paolo Emilio Crivelli

ASTI .G.di F.-TRUFFA DA 20 MILIONI DI EURO DAI FONDI DI GARANZIA COVID E FALSE FIDEJUSSIONI BANCARIE.

La Guardia di Finanza l’ha denominata operazione “Warranty” ed è stata condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Asti, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, con il supporto anche dei Finanzieri dei Reparti territorialmente competenti, che ha consentito di smantellare un gruppo organizzato attivo tra Astigiano, Lombardia, Lazio e Sardegna.

L’organizzazione utilizzando documenti che attestavano false identità riuscivano a truffare le vittime, imprenditori e banche, per  ottenere finanziamenti del «fondo garanzia Covid» e prestiti bancari per 20 milioni.

I finanzieri, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal GIP presso il Tribunale di Asti, hanno eseguito  10 arresti di cui 8 in carcere e due ai domiciliari, oltre al sequestro preventivo di conti correnti, imbarcazioni di lusso, immobili e società.

I bilanci delle società coinvolte nella truffa venivano regolarmente depositati alla Camera di Commercio, mostrando in questo modo a terzi (banche, privati e pubbliche amministrazioni) una situazione florida, al fine di realizzare poi un inganno credibile e avvalendosi del rilascio di false fideiussioni, tutte apparentemente emesse da un Istituto di Credito.

Agli indagati sono stati contestati i reati di possesso e fabbricazione di documenti falsi e ricettazione di documenti risultati rubati, l’indebita percezione, mediante società inesistenti o comunque inattive depositando bilanci con dati inattendibili, di finanziamenti bancari per 375.000 euro, attinti dal Fondo Garanzia Covid 19 e la consumazione ai danni di privati con raggiro sia di fornitori ai quali è stata ordinata merce poi non pagata per un valore complessivo di 19.892.333 euro, sia di istituti di credito/finanziarie per finanziamenti ordinari per un importo di 1.850.000 euro.

La truffa transnazionale ha coinvolto l’Est-Europa (Bulgaria, Slovacchia) e la Svizzera, per cui a uno degli indagati è stato contestato il reato di auto-riciclaggio aggravato dalla transnazionalità

Uno dei soggetti colpito da misura cautelare di arresto in carcere è risultato peraltro percepire il reddito di cittadinanza che a seguito di tale provvedimento giudiziario sarà sospeso.

ASTI. APPENA ARRRIVATA, ATTENTI ALLA TRUFFA EUROPOL, MA QUESTI SONO SCEMI, SONO ANNI CHE TRATTIAMO LE TRUFFE ON LINE E L’IMPEGNO CONTRO LA PEDOPORNOGRAFIA

Ebbene si! anche a me è arrivato il solito tentativo di truffa on line

Addirittura, a noi che da anni ci occupiamo di truffe on line e di pedopornografia, è arrivata una convocazione da Versaille una convocazione seguita da una richiesta di arresto.

MA QUESTI SONO PROPRIO SCEMI:

UFFICIO DI POLIZIA EUROPEA(EUROPOL)

Creazione1er juillet 1999Siège: Eisenhowerlaan 73BandieraPays-Bas La HayeDettagli52° 05’ 34’’ N,4°16’53EDipendenti1065(décembre 2016)1Budget annuale € 116,4 milioni (2017) 2

Ministro responsabile Bandiera del Belgio Catherine De BOLLE(Direttore Generale)

Eisenhowerlaan 73 Bandiera: Paesi Bassi L’Aia

CONVOCAZIONESu richiesta della signora

Cathérine De BOLLE

Agendo sotto le istruzioni scritte della SignoraCathérine De Bolle,Direttore Generale di Europol

Ufficio e capo brigata per la tutela dei minori, riferimenti N° 160422900879.

A seguito di analisi e lavori svolti dalla nostra Brigata per la Tutela dei Minori (BPM)sulla rete informatica, sono state individuate alcune tracce dei Suoi dati identificativi esei oggetto di diversi conteggi:•

SOLLECITAZIONEONLINE ED ESTORSIONE SESSUALE

•SITO PORNOGRAFICO

•CYBERPORNOGRAFICA

•PEDOFILIA

•ESIBIZIONISMO

Per tua informazione, la legge del marzo 2007 aumenta le sanzioni in caso di tentativi diminori, aggressioni sessuali o stupri potrebbero essere stati commessi utilizzando Internet, lo sei per favore fai sentire la tua voce via email:protectiondesmineur39@gmail.com

Scrivendoci le tue giustificazioni in modo che possano essere indagate e verificate in modo chevalutare le sanzioni; questo entro un rigoroso periodo di 72 ore.

Trascorso tale termine, saremo obbligati a presentare la nostra segnalazione.

AllaSignora Myriam QUEMENER, Magistrato del Servizio Penale della Corte d’Appello diVersailles,perito peril Consiglio d’Europa in materia di criminalità informatica per stabilire un mandato di arresto contro dite,trasmetterlo alla gendarmeria più vicina al tuo luogo di residenza per il tuo arresto e per registrarti come delinquente sessuale, trasmetti i ltuo file a diversi canali di notizie televisive nazionali per la trasmissione ola tua famiglia, i tuoi cari e tutti gli altri vedranno cosa stai facendo davanti al tuo computer.

Ora sei avvisato.

DOCUMENTO LEGALIZZATO

Per la cronaca pubblico l’indirizzo mail di questi deficienti:

ASTI. DUE SECOLI DI STORIA IN UNA MOSTRA FOTOGRAFICA, MINIMALISTA, ORGANIZZATA DAI FOTOGRAFI DELLA POLISPORTIVA CASSA DI RISPARMIO DI ASTI.

La polisportiva Cassa di Risparmio festeggia i 25 anni di attività con un mostra fotografica dedicata ai pionieri della fotografia astigiana, storia, ma non solo, vita contadina, reportage, ritratti, eventi politici e sociali vengono raccontati attraverso le immagini esposte nello spazio espositivo San Giovanni in via Natta 36 ad Asti.

Inaugurato il 29 gennaio la mostra “Grandi Fotografi Astigiani” curata dalla sezione fotografia della polisportiva cassa di risparmio, resterà aperta al pubblico fina a domenica 13 marzo 2022, visitabile nel rispetto delle normative anticovid, con orario venerdì 15-18, sabato e domenica 9,30-13 e 15-18. La prenotazione è gradita al 351/70.77.031

Gli studenti del Liceo Artistico “Benedetto Alfieri”, sotto la supervisione della professoressa Silvia Caronna, hanno curato la realizzazione della locandina e il catalogo edito da Team Service.

L’esposizione si divide in tre settori: nel primo troviamo 4 teche in cui sono riposte le macchine fotografiche costruite dal 1855 agli anni ’70, tutte perfettamente funzionanti e provengono dalla collezione di Franco Fornaca, che da oltre 25 anni va a caccia di fotocamere storiche rigorosamente manuali e meccaniche, una Ganzini del 1895 e una Kodak n.4 del 1896, sottoposte a revisione e restauro. Ma non manca la vista di un flash a torcia Metz 45 ct 1(di epoca più recente) abbinato ad una Nikkormat, che rappresenta l’unica nota stonano nel panorama del modernariato fotografico.

Pietro Medico ha curato, eseguendo un lavoro certosino, il restauro delle immagini esposte nella mostra: dai ritratti ai gruppi, scene di vita con reportage di cronaca, scorci cittadini, facciate ed elementi architettonici. La visita dei principi Jolanda e Umberto, le due occasioni in cui ospiti dei conti Calvi di Bergolo a Montemagno nel 1923 e nel 1925, documentati dai servizi di Giuseppe Benassi; le visite di Mussolini, la demolizione dell’Alla in piazza Alfieri e due pubblicazioni dedicate alla promozione della città firmati da Ecclesia.

La fotografia intesa come arte, che agli inizi spesso veniva sminuita o addirittura guardata con sospetto e additata quale alternativa alla pittura, infine riconosciuta nel suo valore artistico, ma i pionieri della fotografia sicuramente hanno saputo dare prova di ingegno e abilità.

Un percorso semplificato da un corridoio ideale diviso da pannelli, che indica la direzione partendo dal fotografo Secondo Pia, vissuto a cavallo tra il 1800 e 1900, avvocato e sindaco di Asti, fotografo della Sindone, testimone della sua epoca e del territorio monferrino.

La fotografia Carlo Franco, il “fotografo contadino” di Mombarone, il figlio Giuseppe Emilio, i titolari degli studi astigiani del tempo e qualcuno ancora resiste all’usura del tempo: Ecclesia, Battagliotti, Benzi, Benassi, Viotti, Poggi e Grassini. 

Unica figura femminile quella di Enrica Zacconi Cantelli che nello studio in piazza San Secondo generazioni di astigiani hanno posato per farsi fotografare per realizzare gli scatti fotografici dei preziosi ritratti in cui erano racchiusi i ricordi di famiglia.

Una vetrina è dedicata ai cartoncini portafoto degli studi astigiani, quelli con cui si tornava a casa custodendo ritratti o foto tessera.

La sala posa ei punti luce tipico di uno studio fotografico è stato ricostruito ( quello dello studio Viotti, che aveva sede in corso Dante), con materiali degli anni ’30 del secolo scorso e custoditi dai discendenti.

Gli oggetti esposti e conservati come reliquie, ma misteriosi e impensabili per i profani della fotografia, che si affidano al cellulare per congelare le immagini e i ricordi della vita quotidiana: la macchina fotografica a soffietto, (moderne rivisitazione del dagherrotipo) per i palati più esigenti, l’ingranditore, gli acidi, l’illuminatore, il tavolo per il ritocco e altri dispositivi, che hanno resistito fino all’avvento dei più moderni laboratori di stampa a colori e bianco e nero industriale e professionale poi caduti in disgrazia con la diffusione del digitale e la registrazione numerica sulla scheda di memoria.

La memoria antica della città, le radici del mondo contadino e della gente sono raccolte nella mostra e offrono lo spunto per un confronto tra ciò che fu la società immersa nella cultura contadina a cavallo tra i due secoli estremamente controversi per un serie di eventi che li caratterizzano e l’idea attuale dell’astigiano e del Monferrato.

La mostra organizzata dai fotografi della polisportiva della cassa di risparmio di Asti rappresenta un piccolissimo frammento, parte di un immenso patrimonio custodito negli archivi cittadini.

Ma l’idea da cui sono partiti gli organizzatori della mostra non è quella di creare un museo permanente, nessuna pretesa storica, anche se ci sarebbero le condizioni, i documenti e gli spazi per realizzarlo, ma di dare un contributo culturale alla città di Asti, che partendo dall’identificazione, dall’originalità e la proprietà intellettuale di cartoline d’epoca, integrandone la ricostruzione storica con l’aiuto di collezionisti e appassionati di storia, ha voluto dare un nome e un volto ai fotografi dell’epoca. Alcuni dei quali erano artisti apprezzati e altri perfetti sconosciuti al grande pubblico, ma che ottenevano riconoscimenti importanti fuori dalle mura cittadine: Ecclesia fu fotografo di Casa Savoia, Enrica Zacconi Cantelli ricevette un diploma di merito a Londra».

Grandi fotografi astigiani

Spazio San Giovanni, via Natta 36

Orari: venerdì 15-18, sabato e domenica 9,30-13 e 15-18. Su prenotazione al 351/70.77.031