Categoria: ASTI

ASTI. OPERAZIONE INTERNAZIONALE DEI CARABINIERI CONTRO IL RICICLAGGIO DI ORO RUBATO.

Una operazione dei Carabinieri di Asti e scattata al termine di un’indagine iniziata a settembre dai militari del Nucleo Investigativo e che ha permesso di individuare i vertici della filiera del riciclaggio all’estero di oro di provenienza illecita e di contestare l’associazione per delinquere.

In cinque mesi la banda ha ricettato, nascosto, fuso ed esportato in Svizzera oltre 100 chili di oro per un contro-valore di 5 milioni di euro.

L’oro proveniva da furti e truffe, che venivano poi trasferiti nel Canton Ticino e affidati nelle mani di riciclatori italiani trasferiti in Svizzera.

Ma oltre ai 60 kg di oro trasferiti in Svizzera altri 37 kg sono stati sequestrati dai carabinieri a San Giusto Canavese, nascosti nel vano posteriore di un’auto parcheggiata in un garage.

L’abitazione di San Giusto era nel mirino della maxi operazione, che ha portato a 8 arresti, e realizzata con l’ausilio di un elicottero.

Il gip Federico Belli, su richiesta del procuratore Vincenzo Paone e del pm Gabriele Fiz ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Attilio C. , 51 anni, detto “Ricky”, residente a Correggio, in Emilia Romagna, ma con solidi legami nell’astigiano; Franco P., 53, detto “Provolino”, domiciliato nel piccolo campo nomadi di corso Savona vicino alla linea ferroviaria per Alba; Giuseppe L., 48, il “Gigante”, domiciliato in una villetta di Quarto.

I tre sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.

In manette insieme ai tre è finito Renato O., 58, esponente storico dei clan nomadi di Trincere, ma sospettato di un solo episodio di ricettazione mentre in un altro procedimento era stato assolto dall’ipotesi di usura nel maxi processo, su denuncia di una famiglia di origine albanese.

Agli arresti domiciliari sono finiti un uomo e una donna residenti nel Pavese, ma la loro posizione nell’organizzazione appare marginale.

In Canton Ticino le autorità elvetiche hanno fermato due italiani di 62 e 31, colpiti da un mandato di cattura internazionale, anni sospettati di essere i riciclatori dell’oro in Svizzera.

Il collaudato sistema di ricettazione e riciclaggio a più livelli è stato scoperto dai carabinieri del nucleo investigativo, ma gli esecutori materiali dei furti e delle truffe non sono stati per ora individuati dagli investigatori.

L’intera operazione ha fato emergere che non si tratta di semplici furti e truffe compiute da topi d’appartamento, ma il frutto di raggiri in ambito industriale e bancario.

L’organizzazione a carattere piramidale vedrebbe Franco P. e Giuseppe L., difesi dagli avvocati Ferruccio Rattazzi e Roberto Caranzano, quali referenti per la consegna dell’oro a al boss dell’organizzazione Attilio C., che si occupa di fondere l’oro per trasformarlo piccoli lingotti che poi trasferisce in Svizzera affidandoli ai due complici, un torinese e un calabrese, per riciclarli.

Altri canali di ricettazione sono in fase di accertamento perché non ancora del tutto svelati e gestiti direttamente dallo stesso Attilio C.

Il proprietario della casa di San Giusto è ancora sotto inchiesta, ma non è stato arrestato, e nei suoi confronti potrebbe scattare l’accusa di concorso in riciclaggio.

L’indagine è stata condotta in stretto raccordo tra i carabinieri, autorizzati a pedinare i sospettati in territorio elvetico, i magistrati di Asti e l’autorità giudiziaria del Canton Ticino.

L’indagine ha portato ala scoperta, in una casa ala periferia di Alessandria, e al sequestro di 15 pistole rubate in abitazioni tra Piemonte e Lombardia e persone sono state arrestate per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.

Altri due provvedimenti sono in fase di esecuzione in Canton Ticino. L’indagine è stata coordinata dal procuratore Vincenzo Paone e dal pm Gabriele Fiz.

ASTI. NETTO 3 A 0 PER LA SERIE C CONTRO LA PLAYASTI, POKER DI VITTORIE PER L’ALESSANDRIA VOLLEY.

Reduci da tre successi consecutivi l’Alessandria volley cala il poker vincendo in trasferta ad Asti contro la temibile formazione del Club76 PlayAsti.

Partita molto combattuta e ben giocata da entrambi i team, tre set giocati punto a punto senza che si manifestasse una netta supremazia di un sestetto sull’altro. 25 a 19, 27 a 25, 25 a 23 i parziali dei 3 set a favore delle ragazze del presidente Andrea La Rosa. Come detto e come evidenziano i punteggi set molto intensi condotti punto a punto ed in ogni set si è vista la voglia da parte delle alessandrine di far loro la posta in palio del confronto. Abbiamo visto in campo le ragazze di Marco ”Jus” Ruscigni capaci di coniugare determinazione e fame di successo unitamente a tecnica e tattica, abbiamo visto in loro consapevolezza e autostima sia singola che di gruppo, abbiamo visto tutto ciò che fa di un gruppo di atlete un team solido e affiatato, abbiamo visto una compagine in progressiva crescita.

“Sicuramente il cammino è ancora lungo visto che la programmazione a medio termine non prevede obiettivi assoluti in questa stagione ma la soddisfazione è tanta vista la crescita esponenziale dell’intero gruppo in questi primi sei mesi della stagione. E non va dimenticato che il gruppo è formato da millennian e che ha una media età di poco più di 17 anni. I complimenti vanno a tutte le ragazze, allo staff tecnico Marco Ruscigni e Giorgio Oberti, a Simone Ponzano sempre pronto e presente a coadiuvare, al Team Manager Marco Bernardelli e al Direttore Tecnico del nostro sodalizio Massimo Lotta perché il team è composto da atlete provenienti dal nostro settore giovanile magistralmente diretto e ottimamente seguito da uno staff di tecnici professionali e di alto valore” dicono in società.

Al palasport di Asti a far segnare questo importante successo per 3 a 0 Arianna Bernagozzi, Melissa Franzin, Martina Ronzi, Alessia Falocco, Elisa Marku, Alice Giacomin, Matilde Furegato, Giulia Ponzano, Romina Marku, Francesca Oberti, Chiara Cazzulo, Elisa Serone e per sopperire all’assenza per motivi fisici di Martina Sacco coach Ruscigni e il secondo Giorgio Oberti hanno convocato per la prima volta l’alzatrice Arianna Filip classe 2007 del team dell’under 16 eccellenza.

Parlando di set dobbiamo evidenziare che sono stati l’uno la fotocopia dell’altro. Set ben giocati all’insegna di un sostanziale equilibrio con nessuna evidente fuga in avanti. Solo nel primo set sul punteggio di 15 a 13 per le alessandrine abbiamo assistito a piccoli allungo e ad un rush finale che ha determinato una differenza nel set di 6 punti. Parziale 25 a 19 e 1 a 0 per l’Alessandria volley. Il secondo e il terzo parziale sono stati giocati in maniera speculare con piccoli allunghi nel punteggio, riprese e nuovo allungo a parte opposta e i punteggi finali di 27 a 25 e di 25 a 23 sono la cornice di un match molto combattuto dove ha prevalso infine la forte determinazione e la ricerca del successo da parte di Marku e compagne. Successo che ha permesso alle alessandrine di incrementare la già ottima classifica mentre, a parer nostro la posizione in classifica delle astigiane non rende merito al loro valore espresso in campo e sarà sicuramente un difficile avversario per tutte le squadre che la affronteranno.

Dopo questa giornata la classifica del girone C dice Lilliput punti 31 con 11 partite giocate, Fortitudo Occimiano 30 (12), Safa 25 (11), Montalto Dora 24 (12), queste quattro squadre attualmente occupano una posizione che le porta ai play-off, a seguire Alessandria volley 21 (12) e Ovada 16 (13) al momento fuori dal discorso sia play-off che play-out, settimo posto per Valenza 13 (11), Venaria 11 (11), Vercelli 10 (12), PlayAsti 6 (11) e To-Volley 2 (10) che attualmente si giocherebbero i play-out.

Prossimo appuntamento per sabato 5 marzo al Palacima di Alessandria alle ore 17,30 avversario di turno il To-volley.

ASTI. IL JUDO DI ASTI PERDE LA SUA PRESIDENTE, ADELE MANFREDDA PROMIS, IMPEGNATA DA OLTRE 50 ANNI E FIGURA DI RIFERIMENTO DI GENERAZIONI DI JUDOKA.

Il mondo dello sport astigiano perde una figura storica, il riferimento per intere generazioni di judoka astigiani, la presidente Judo Olimpic Asti a.s.d.

Nella foto Gianni Balladelli e Adele Promis durante una pausa in palestra.

Lea signora Adele Manfredda Promis, madre di Luciana e Maria Teresa, er stat insignita della Stella di bronzo Coni per meriti sportivi, ed era anche nonna della plurimedagliata Silvia Pellitteri

Adele Manfredda Promis è stata presidentessa del Judo Olimpic Asti a.s.d. dalla fondazione nel 2006.

Donna impegnata e praticante fin da giovane di sport come la ginnastica artistica e nello sci si è appassionata al Judo verso la fine degli anni ’60 per seguire le figlie Luciana, Maria Teresa e il figlio minore Sergio impegnati in questa attività sportiva sotto la supervisione del maestro, maresciallo maggiore dell’esercito italiano, Franco Balladelli, figura storica del judo astigiano, che praticava dal 1955 nell’esercito e primo maestro di asti ad allenare i ragazzi e gli adulti che si avvicinavano a questo oltre ad essere istruttore di difesa personale degli genti della Polizia di Stato.

La signora Adele ha coltivato questa passione e l’interesse per l’attività agonistica fino a diventare presidente di giuria e in seguito, dopo aver svolto ruoli tecnici ha accettato l’incarico di presidente di giuria nazionale benemerito, che non ha mai abbandonato, neppure quando le due figlie ed il figlio hanno deciso di porre fine all’attività sportiva.

Adele non ha voluto abbandonare la sua attività nel judo diventando, nella metà degli anni ‘80, presidente della sezione judo della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti,  nel 2006 ha assunto la presidenza del Judo Olimpic Asti a.s.d. e ottenendo la Stella di Bronzo Coni per meriti sportivi.

Una passione, vissuta come il primo amore della vita, per il judo, che è stata tramandata di generazione in generazione, fino alla nipote Silvia Pellitteri, figlia di Luciana, componente della nazionale italiana di judo, medaglia d’argento agli Europei 2019 e vincitrice di molti tornei.

Gianni Balladelli, figlio del M° Franco, scomparso nel settembre 2007, maestro di judo ha voluto sottolineare che: “Nonostante il trascorrere degli anni non ha mai fatto mancare la sua presenza al Memorial intitolato a mio padre, con il quale ha collaborato per molti anni. Ci teneva moltissimo a partecipare e fare il suo discorso motivazionale agli atleti presenti. Per noi è una grandissima perdita, ma rimarrà sempre la nostra presidente”.

Domani nel pomeriggio si svolgeranno i funerali di Adele Mafredda Promis.

La redazione del Quotidiano on line e il Direttore Responsabile, Giuseppe Amato, si uniscono al dolore della famiglia e al cordoglio degli amici e conoscenti.

ASTI. GUIDA IN STATO EBBREZZA? NO, MOLTO DI PIU’: 3 GRAMMI PER LITRO DI SANGUE.

Un camionista si era messo ala guida nonostante avesse bevuto talmente tanto da non essere neppure in grado di poter distinguere il volante dalla ruota. Incappato in un posto di controllo al casello di Villanova d’Asti è stato denunciato dalla Polizia stradale.

Il camionista fermato il 4 febbraio, nei pressi della barriera autostradale di Villanova d’Asti sull’A21 Torino-Piacenza, aveva un tasso di alcol nel sangue di 3 grammi ed è stato denunciato dalla Polizia di Stato.

Durante il servizio che periodicamente la Polizia Stradale organizza unitamente a personale del Ministero dei Trasporti – Motorizzazione Civile per verificare l’efficienza dei mezzi pesanti circolanti sulla rete autostradale, gli agenti della Sezione Polizia Stradale di Alessandria – Distaccamento di Tortona hanno fermato un mezzo pesante guidato da un autista che presentava inequivocabili sintomi caratterizzanti una condizione di ebbrezza alcolica.

Sottoposto al test dell’etilometro l’autotrasportatore risultava avere un tasso alcolemico di 3,0 g/l nel sangue che confermava il grave stato di alterazione psicofisica.

La posizione del conducente è risultata ancora più grave se si considera che le norme del codice della strada prevedono normalmente per i conducenti non professionali una soglia consentita di 0,5 g/l mentre impongono un tasso alcolemico pari a zero g/l per gli autotrasportatori professionali, che dovrebbero guidare sempre in una condizione psico-fisica ottimale proprio per prevenire i rischi sulla strada e le gravi conseguenze che producono gli incidenti in cui son coinvolti mezzi pesanti

Al conducente è stata ritirata immediatamente la patente di guida per la successiva revoca, gli sono state contestate altre infrazioni al Codice della Strada ed è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Asti mentre il mezzo pesante, come previsto, è stato tolto dalla sua disponibilità ed affidato ad altra persona fatta intervenire sul posto.

ASTI. PROSEGUONO SENZA SOSTA I TENTATIVI DI TRUFFA INFORMATICA.

Proseguono senza sosta le attività di “truffa informatica” con l’utilizzo di loghi della Polizia di Stato o altri enti preposti alla repressione dei reati di tipo sessuali.

Non rispondete a queste mail, sono tentativi, perfino goffi, di truffa e di phishing.

Per chiarimenti rivolgetevi alla Polizia postale.

QUESTA E’ IN ORDINE DI TEMPO L’ULTIMA MAIL GIUNTA ALLA NOSTRA REDAZIONE E LA PUBBLICHIAMO AD USO E CONSUMO DEI LETTORI E DEGLI UTENTI DELLA RETE.

Prot.n. 1303/2022

Oggetto : CONVOCAZIONE GIUDIZIARIA

Alla tua attenzione,

Su richiesta della

Dott. ssa Nunzia CIARDI, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, è il Direttore del Servizio è il Direttore del Sepreporvizio

vi inviamo questo invito. Dal 1998 sono punibili in patria i cittadini italiani che commettono crimini sessuali contro i minori e sono punite le iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile.

L’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza–AGIA–è stata istituita dalla legge n. 112 del 12 luglio 2011 che la descrive quale figura specificatamente deputata ad operare per assicurare la piena

attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi di bambini e adolescenti.

Dal 2006 operano due organismi : il C.N.C.P.O-Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-Line-presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni–eO.C.P.P.M.D.P.O-l’Osservatorio per il Contrasto alla Pedofilia e alla Pornografia Minorile presso il Dipartimento per le PariOpportunità.

In applicazione di quanto disposto dall’articolo 414 bis cp (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398) “Istigazione alla pedofilia e alla pedopornografia-

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti previsti dagli articoli 600 bis, 600 ter e 600 quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater 1, 60 0 quinquies, 609 bis, 609 quater e 609 quinquies è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni e una multa di 75.OOO (Settantacinquemila) euro. Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti previsti d al primo comma. Non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume.

La legge nr.38 del 6 febbraio 2006 affida al “Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet” la lotta a questo odioso crimine.

E’ istituito presso il Servizio Polizia poste e delle Comunicazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e si occupa di prevenzione e repressione di questi reati.

Avviamo procedimenti legali contro di te poco dopo un sequestro informatico di Cyberinfiltration per :

-Cyberpornografia

-Pedopornografia

-Pedofilia

-Esibizionismo

-Traffico sessuale

Per tua informazione, la legge aumenta le sanzioni quando proposte, aggressioni sessuali o stupri potrebbero esser

e stati commessi utilizzando Internet. Hai commesso il reato dopo essere stato preso di mira su Internet

(sito pubblicitario), la visualizzazione di video pedopornografici, foto / video nudi di minori sono stati registrati dal nostro cyber-poliziotto e costituiscono la prova dei tuoi reati.

Questa convocazione è obbligatoria.

L’ufficiale di polizia giudiziaria può costringere a comparire le persone che non hanno risposto a una citazione a comparire, o che si può temere che non rispondano a tale citazione, con la forza della legge, previa autorizzazione del pubblico ministero.

Nell’interesse della riservatezza, le inviamo questa e-mail, e le chiediamo

di farsi sentire via e-mail scrivendo le sue giustificazioni in modo che possano essere esaminate e verificate per valutare le sanzioni; questo entro un termine rigoroso di 72 ore. Dopo questo periodo, saremo obbligati a trasmettere il nostro rapporto al procuratore della Repubblica presso il tribunale di prima istanza e specialista in criminalità informatica per stabilire un mandato di arresto contro di voi, vi invieremo in questo caso una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (arresto immediato) dalla Carabinieri più vicina al vostro luogo di residenza e sarete archiviati nel registro nazionale degli autori di reati sessuali. In questo caso, il suo dossier sarà anche trasmesso alle associazioni che lottano contro la pedofilia e ai media per la pubblicazione come persona sul C .N.C.P.O e O.C.P.P.M.D.P.O.

Cordiali saluti

Dott.ssa Nunzia CIARDI