Categoria: ASTI

ASTI.VINO,ARTE E CULTURA CON IL CONTRIBUTO DEI CITTADINI.

I CITTADINI ASTIGIANI SONO I PROTAGONISTI DEL PROGETTO,VOLUTO DAL SINDACO FABRIZIO BRIGNOLO,”ASTI,VINO E CULTURA”.

Il progetto” ASTI,VINO E CULTURA”vede i cittadini PROTAGONISTI,che con mail possono dare suggerimenti sulla locazione di una sede permanente oppure idee sulla gestione e lo sviluppo del turismo eno-gastronomico di Asti.

Il progetto definitivo,in fase di preparazione e la cui discussione è prevista per l’autunno,se approvato dalla regione,”AGENDA URBANA” potrà godere di un finanziamento di 7 milioni di euro.

I suggerimenti possono essere inviati a:vinoecultura@comune.asti.it 

Il progetto può essere consultato sul sito del comune: http://www.comune.asti.it

ASTI CHIAMA ROMA.L’EMERGENZA RIFIUTI LA RISOLVIAMO NOI.

​IL SINDACO DI ASTI CHIAMA ROMA PER RISOLVERE L’EMERGENZA RIFIUTI NELLA CAPITALE.

Asti pronta ad accogliere i rifiuti romani. Il territorio astigiano offre a alla sindaca Raggi  la propria collaborazione per risolvere l’emergenza di Roma. Lo annuncia il sindaco Brignolo che fa sapere con un comunicato di aver scritto alla prima cittadina della Capitale Virginia Raggi spiegando che gli impianti di Gaia, la società che tratta i rifiuti nell’Astigiano, possono essere utilizzati per questo scopo. 

“Abbiamo aiutato Napoli e Genova a uscire dall’emergenza e potremmo tranquillamente dare una mano anche a Roma” dichiara il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo, che dichiara di aver già sentito, prima di contattare Roma, il presidente di Gaia Gigi Visconti che ha confermato la disponibilità dell’azienda.

Lo smaltimento dei rifiuti rende e il sindaco di Asti Fabrizio  Brignolo lo sa. Genova e Napoli hanno prodotto incassi  per 800.000 euro che sono serviti e ripianare in parte i debiti delle passate amministrazioni. I guadagni dello smaltimento dei rifiuti romani potrebbero servire per ridurre le bollette degli artigiani,residenti e professionisti.

ALLARME CINGHIALI NELLE COLLINE ASTIGIANE

​12/08/2016

Dopo le notizie sull’arrivo dei cinghiali in periferia ad Asti, anche inLanga la gente ha paura. Un timore che ha coinvolto anche i molti stranieri che in queste settimane soggiornano in cascinali isolati fatti restaurare sulle colline. Preoccupati sono i tedeschi e i danesi che nelle notti d’estate sono soliti camminare nei boschi per raggiungere i paesi dove ci sono le sagre.

PROSTITUZIONE DI STRADA

No alla prostituzione in strada, nelle vie di ingresso alla città e dintorni: è quanto stabilito dall’ordinanza emessa dal sindaco Brignolo. Il provvedimento colpisce anche i clienti, con multe per chi si ferma a «contrattare».  L’ordinanza, valida fino al 31 ottobre, vieta la prostituzione su strada e colpisce anche i clienti: la legge prevede che, per la violazione di tutte le ordinanze, i sindaci possono emettere per sicurezza, decoro o igiene, una sanzione amministrativa fino a 500 euro. Già l’anno scorso avevamo emesso un’analoga ordinanza e il grande impegno della Polizia municipale e delle forze dell’ordine era servito a limitare il fenomeno. Nel periodo estivo, infatti, si registra un aumento della prostituzione. Come scritto nella motivazione dell’ordinanza, l’obiettivo è dare alle forze dell’ordine uno strumento per contrastare un’attività che viene segnalata soprattutto nelle vie di ingresso in Asti: In assenza dell’ordinanza le forze dell’ordine non possono fare nulla contro la prostituzione

 

Contro la tratta

Da informazioni raccolte da operatori sociali che operano a contatto con le ragazze, emerge che ormai in strada ci sono quasi esclusivamente prostitute vittime di tratta e sfruttamento. La prostituzione volontaria viene esercitata in altri luoghi, case e appartamenti. Un intervento sulla prostituzione di strada significa quindi sfidare il racket che controlla il territorio. Grazie alla collaborazione con alcune realtà del terzo settore vengono informate su loro diritti, sulla tutela della salute e sui percorsi di protezione e inclusione socio-lavorativa, accompagnate nelle strutture sanitari e di protezione. Tutto il lavoro viene svolto da un’equipe multietnica che coinvolge mediatrici e mediatori culturali.

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