Categoria: ASTI

ASTI. ACQUA PER TUTTI “GRATIS” DALLE FONTANELLE.

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L’acqua è un bene comune per tutti.Il sindaco,Fabrizio Brignolo,di Asti e il personale del Servizio Idrico Integrato dell’Asp hanno aperto le prime fontanelle,altre lo saranno la prossima settimana. Il piano è dissetare gli astigiani,ma non solo con acqua potabile, fino all’arrivo dell’autunno.

 La prima a tornare in funzione è stata la fontana di Piazza Catena che ha aperto per prima le sue fontane utili anche per essere utilizzata dai venditori ambulanti del mercato giornaliero.

Le fontanelle sono circa un centinaio,gestite dalla multiutility, le più usate sono quelle dei parchi,giardini cittadini e dei cimiteri frazionali. L’attesa è per le fontane ornamentali delle quali si attende l’apertura.

 

ASTI.ANGELA MOTTA PRONTA A RITIRARE LA SUA CANDIDATURA A SINDACO SE SERVE A RIAPRIRE IL DIALOGO CENTROSINISTRA.

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Asti.Angela Motta è pronta a sacrificare la sua candidatura a sindaci di Asti se serve a riaprire la discussione nel centro sinistra astigiano.La dichiarazione la consigliera regionale  piemontese l’ha rilasciata pochi minuti fa :”Ritiro la mia disponibilità a candidarmi, se utile a riaprire al dialogo”. Lunedì,Giuseppe Passarino,aveva avuto parole durissime nei confronti di alcuni esponenti del centro sinistra e al ruolo di leader unificatore aveva anche posto in alternativa la sua candidatura solitaria con l’obbiettivo dichiarato di dare vita ad un governo locale fuori dalle logiche di partito.

Angela Motta non è rimasta insensibile all’intervento di Passarino ed ha dichiarato che è pronta a a mettersi in discussione per creare una coalizione quanto più ampia possibile per dare un governo alla città del Palio,dal PD alla casa del popolo.

Il Partito Democratico a livello locale è interessato al confronto con tutte le forze e le anime della sinistra,lontano dalle dispute nazionali culminate con la fuori uscita del gruppo dei bersaniani che fanno capo a Speranza. il dibattito in corso non è privo di difficoltà,come la possibilità di aprire il dialogo costruttivo con le forze più a sinistra della città; potrebbe capitare quello che per molti sarebbe un miracolo nel laboratorio cittadino della politica.

Angela Motta chiarisce i motivi della sua scelta e lo fa con un lungo intervento che pubblichiamo integralmente: “Pur considerando importanti i contributi provenienti dagli ambienti esterni al mondo politico, è evidente che per governare servono anche i numeri. E’ inaccettabile l’ipocrisia di chi incarnando una quota residuale dell’elettorato astigiano, pretenda però di fare eleggere un proprio rappresentante grazie ai voti dei partiti tradizionali che tanto osteggia. Il commento che  la consigliera scrive in una nota stampa.  Vorrei sottolineare che gli incontri e le discussioni portate avanti dalla “politica” (quella intesa sempre con accezioni negative), non possono essere considerati solo come occasioni per discutere e decidere a tavolino di spartizioni di poltrone e incarichi, ma sono necessari affinché si possa raggiungere un programma di intenti il più possibile condiviso, che sappia effettivamente coinvolgere e parlare alla maggioranza delle persone e che possa essere attuato e portato a termine”.

Angela Motta aggiunge:”Credo di non dovermi presentare alla città; il mio percorso politico, quanto ho fatto in questi anni è noto. Ho dato la mia disponibilità al Partito Democratico a candidarmi a sindaco per servizio, considerando che il lavoro che svolgo da anni in Consiglio Regionale mi piace e il rapporto e i riscontri che ricevo dagli amministratori del territorio dimostrano che rappresento per loro un punto di riferimento. Per questo non ho nessuna intenzione di prestarmi al gioco di chi è più “puro” e quindi ritiro la mia disponibilità a candidarmi, se questo può essere utile a riaprire la discussione ed a fugare così ogni alibi di accordi, truschini o inciuci vari a cui non mi sono mai prestata, né mai mi presterò. Concludo dicendo che il Partito Democratico è un partito aperto, la società civile si faccia avanti”.

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Il centrosinistra di Asti apre nuovi e interessanti scenari con la candidatura di Beppe Rovera, giornalista Rai in pensione,ottimo candidato super partes alla poltrona di sindaco di una grande coalizione.Il PD potrebbe in alternativa cercare un candidato “politico” condiviso,dovendo ,però eliminare  i paletti della sinistra più radicale che potrebbero non  accettare un soggetto collegato direttamente al Partito Democratico. La società civile quale garanzia di indipendenza dal partito del sindaco uscente, Fabrizio Brignolo.

Beppe Rovera incarna l’idea di società civile,per il suo impegno professionale e per il carattere indipendente della sua candidatura,ma potrebbe anche restare col cerino in mano. Al momento con il tempo che passa non si intravvedono altre soluzioni  vedono per far uscire il centrosinistra dallo stallo in. A metà settimana le forze del centrosinistra si incontreranno nuovamente per discutere e cercare il dialogo che li aiuti a superare gli ostacoli che si frappongono tra le varie candidature

 

ASTI. 5 MLN DI ANNI FA C’ERA L’OCEANO,MA NEGLI ANNI ’80 VOLEVANO TRASFORMARLO IN DISCARICA PER I RIFIUTI

l’Astigiano è ricco di storia e di cultura,5 e 2 milioni e mezzo di anni fa, l’oceano padano contendeva le colline al vino.

 

Balene, delfini, conchiglie popolavano l’oceano padano, hanno trovato casa in centro città,salvate dalla discarica in cui volevano gettarle gli amministratori negli anni’80. Il museo paleontologico del Michelerio le ospita in uno spazio più grande, nei sotterranei dello storico palazzo di corso Alfieri.

Il patrimonio di fossili è di valore inestimabile e da al territorio dell’astigiano una particolare chiave di lettura.Le dimensioni degli scheletri rimasti quasi intatti,8 metri di lunghezza con cranio e mandibola allungata della Viglianottera,nomignolo affibiatogli dagli alunni delle scuole, la balena è arrivata ad Asti nel 2013 in sette casse dal museo regionale di scienze naturali di Torino. Nel 1959 era stata trovata e recuperata  nel sud della provincia, Vigliano, durante gli scavi per la costruzione dell’acquedotto. Il paleontologo Piero Damarco e il presidente del parco paleontologico astigiano Gianfranco Miroglio  spiegano che si deve alla morfologia del territorio, fatto di sedimenti sabbiosi che hanno conservato perfettamente la ricchezza  di reperti .

Il cetaceo Tersilla,ritrovato nel ’95 a San Marzanotto durante gli scavi per costruire la strada che porta ad una vigna.Lìevoluzione della Balenottera,esemplare unico per la conformazione del cranio.Il delfino di Settime,snello e affusolato, sicuramente diverso che il mare ci ha abituati a vedere. Belangero è un altro punto in cui sono stati trovati reperti. La collina di fronte alla casa dei nonni di papa Francesco con le ossa di cetacei fossili di Portacomaro.

Collezioni di conchiglie, vertebrati, foglie fossili e altro, un mondo nelle nostre campagne in competizione con i vigneti,dove i contadini si imbattono in questi ritrovamenti.

Gli scheletri di balene e delfini accanto ad un acquario preistorico. Un pezzo di mare tropicale che ricrea la barriera corallina.La ricreazione del mondo sommerso, ricco di biodiversità con i coralli che offrivano riparo a pesci, molluschi e crostacei. La vasca marina ha una capacità di 3 mila litri e  ospita i coralli che abitavano il mare padano. L’immaginazione e il racconto,la fantasia per un mondo che viveva milioni di anni fa che piace ai bambini;le scolaresche hanno  inaugurato le nuove sale. Museo,che è aperto ai visitatori dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 16, e il fine settimana, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. L’inaugurazione del museo è prevista per marzo.

ASTI.OPERAZIONE COMETA 2015; 5 ARRESTI PER OMICIDIO.

Asti, omicidio Indino: ecco chi sono gli arrestati 3

Asti,le indagini per l’omicidio di Francesco Indino nel giugno del 2015,ha portato all’arresto di cinque persone.

 Il capo della squadra mobile di Asti ,commissario Loris Petrillo, racconta in una conferenza stampa l’antefatto della cronaca:Quando arrivai in piazza quel mattino mi si presentò una scena molto dura. Indino aveva il cranio completamente fratturato, con i segni di colpi al volto, alla nuca, al mento e politraumi su tutto il corpo. Il modo in cui era stato ucciso mostrava una grande aggressività e capimmo subito, inoltre, che non si era trattato di un delitto originato da una rapina. Illustrando nei dettagli l’operazione“Cometa 2015”, che ha portato all’arresto di cinque persone sospettate dell’omicidio di Francesco Indino, 52 anni, ucciso il 25 giugno 2015 in piazza Campo del Palio.

L’omicidio con un corpo contundente,una mazza mai ritrovata, mentre la vittima,di Montechiaro d’Asti, si trovava accanto al camion usato per recarsi a installare il banco di frutta e verdura al mercato. Il suo titolare, Stefano Bagnasco, 56 anni, astigiano,ma residente a Costigliole,Massimo Blandini, 44 anni, titolare di un’azienda di ortofrutta ad Asti,Calogero Milioto, 57 anni, già in carcere per essere sospettato di una rapina nel Torinese, Alban Hila, 45 anni, albanese,Afrim Jahja, 40 anni, dipendenti di Blandini all’epoca i fatti.

Gli elementi investigativi raccolti dalla squadra mobile  di Asti in collaborazione con la squadra mobile di Torino ha portato agli arresti, su disposizione del Gip Giannone e su richiesta della Procura,ed eseguiti dagli agenti di polizia di Asti e dai nuclei del Reparto prevenzione crimine di Torino e alla Squadra cinofila di Torino. L’accusa  di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai motivi abbietti e futili.

Le indagini complesse hanno coinvolto 150 persone ascoltate a vario titolo dalla polizia;la ricostruzione della giornata in cui Intino fu ucciso con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche e ambientali, accertamenti scientifici e medico legali, l’acquisizione delle immagini registrate da sistemi di videosorveglianza sono state presentata nel corso di una conferenza stampa presenti il Procuratore Alberto Perduca e il commissario capo Loris Petrillo.Gli inquirenti hanno illustrato la dinamica dei fatti: Indino, arrivato in piazza insieme al suo datore di lavoro, sarebbe stato colto di sorpresa e aggredito dai tre dipendenti di Blandini, che riteniamo il mandante dell’omicidio. All’origine del delitto un debito di circa 20 mila euro che la ditta di Bagnasco aveva contratto con quella di Blandini. Indino a gestiva l’attività di fornitura della ditta del suo datore di lavoro.

Il delitto maturato nel contesto lavorativo di Indino per ragioni di natura economica. Un fatto non isolato,ma preceduto da alcuni avvertimenti prima del delitto.

Alessandria. investimento di 700 mila euro per la centrale del latte.

La Centrale del latte di Alessandria e Asti è pronta a investire, nel corso del 2017, la somma di 700mila euro per rinnovare l’impianto di produzione ad aria compressa a bassa pressione: grazie all’introduzione di un unico, nuovo macchinario, mandando in ”pensione” i vecchi macchinari degli anni ’80, ancora attivi.
Lo step successivo consisterà in ulteriori interventi di ‘upgrade’ sugli impianti di ricevimento e sull’etichettatrice, mentre è prevista l’adozione di un moderno software di vendita per l’ottimizzazione del trattamento dei documenti, la riduzione della carta (‘paperless’) e lo snellimento delle operazioni di backoffice commerciale.