Categoria: ASTI

ASTI. Costigliole d’Asti il “Rigoletto” di Verdi porta il bel canto al teatro Comunale

Al Teatro Comunale di Costigliole, mercoledì 8 giugno alle 20.45 va in scena il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi in collaborazione con il Festival Internazionale di Belcanto italiano.

Spiega Astrea Amaduzzi fondatrice di Belcanto: “Un incontro fortunato, uno scambio rapido pensieri di valore, un attento ascolto del Quartetto del capolavoro verdiano: ecco come nasce l’idea di mettere in scena uno spettacolo firmato Belcanto Italiano nel delizioso teatro comunale di Costigliole d’Asti. L’intesa del team di lavoro dell’Amministrazione Comunale con della direzione artistica è stata immediata, ed ecco che il Festival Internazionale itinerante di Belcanto Italiano ha deciso di regalare alla cittadinanza le note immortali di Giuseppe Verdi”.

Belcanto Italiano è un ampio movimento culturale fondato da Astrea Amaduzzi, soprano, e dal Maestro Mattia Peli, raffinato pianista e direttore d’orchestra.
Gli spettacoli di Belcanto Italiano sono un “ibrido” di eccellenza, in cui gli studenti di canto lirico vanno in scena accanto ai professionisti dell’opera. Il Festival Internazionale itinerante di Belcanto Italiano nasce proprio con questo proposito, ovvero portare gli spettacoli che hanno fatto grande l’Italia tra la gente e in ogni territorio.
La Compagnia Lirica Internazionale di Belcanto Italiano e nata proprio cosi, e vanta presenze da ogni parte d’Italia e da ogni angolo del mondo: Cuba, Stati Uniti, Finlandia, Giappone, Korea, Nicaragua, Francia, Spagna, Romania Repubblica Ceca.

Questi gli interpreti della serata: Il Duca di Mantova, Eero Lasorla – Rigoletto, Pier Zordan – Gilda, Astrea Amaduzzi – Sparafucile, Emmanuel Fullerton Martínez – Maddalena, La Contessa di Ceprano, Giovanna e Un paggio della Duchessa, Arianna Richeldi – Il Conte di Monterone, Seoungnam Ryu – Marullo, Davide Spantigati – Matteo Borsa, Martin Bareš – Il Conte di Ceprano, Pier Luigi Melis – Un usciere di Corte, Andrea Torciere – Maestro al Pianoforte e Direttore musicale, Mattia Peli

Regia e costumi sono della Compagnia Lirica internazionale di Belcanto italiano. L’ingresso è a offerta libera. Prenotazione anche su whatsApp al 3475853253.

ALESSANDRIA. FALSE MAIL DEI CARABINIERI CON RICHIESTE ESTORSIVE IN ARRIVO.

Proseguono gli attacchi on line da parte di truffatori, che dopo una serie di mail intestate a non meglio precisate brigate di polizia internazionale, italiana e mondiale ora ultilizzano l’arma dei Carabinieri, con minacce di inserimento in fantomatiche liste di cattivi pedopornografi, minacce di arresti e avvio di procedimenti legali tentano di estorcere denaro a ignari cittadini.

Alla vostra attenzione il Sig.

Su richiesta della Comandate Generale Teo LUZI, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Dal 2006 operano due organismi: il C.N.C.P.O-Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-Line-presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni–e O.C.P.P.M.D.P.O-l’Osservatorio per il Contrasto alla Pedofilia e alla Pornografia Minorile presso il Dipartimento per le Pari Opportunità.

In applicazione di quanto disposto dall’articolo 414 bis cp (R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398) “Istigazione alla pedofilia e alla pedopornografia-Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti previsti dagli articoli 600 bis, 600 ter e 600 quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater 1, 600 quinquies, 609 bis, 609 quater e 609 quinquies è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni e una multa di 75mila euro.

Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti previsti dal primo comma.

Non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume.

La legge nr.38 del 6 febbraio 2006 affida al “Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet” la lotta a questo odioso crimine.

E’ istituito presso il Servizio Polizia poste e delle Comunicazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e si occupa di prevenzione e repressione di questi reati.

Avviamo procedimenti legali contro di te poco dopo un sequestro informatico di Cyberinfiltration per :

-Pedopornografia, Pedofilia, Esibizionismo, Cyberpornografia,

Traffico sessuale

Per tua informazione, la legge aumenta le sanzioni quando proposte, aggressioni sessuali o stupri potrebbero essere stati commessi utilizzando Internet.

Hai commesso il reato dopo essere stato preso di mira su Internet (sito pubblicitario), la visualizzazione di video

pedopornografici, foto/video nudi di minori sono stati registrati dal nostro cyber-poliziotto e costituiscono la prova dei tuoi reati.

Questa convocazione è obbligatoria. L’ufficiale di polizia giudiziaria da parte dei Carabinieri può costringere a comparire le persone che non hanno risposto a una citazione a comparire, o che si può temere che non rispondano a tale citazione, con la forza della legge, previa autorizzazione del pubblico ministero.

Nell’interesse della riservatezza, le inviamo questa e-mail, e le chiediamo di farsi sentire via e-mail scrivendo le sue giustificazioni in modo che possano essere esaminate e verificate per valutare le sanzioni; questo entro un termine rigoroso di 72 ore. Dopo questo periodo, saremo obbligati a trasmettere il nostro rapporto al procuratore della Repubblica presso il tribunale di prima istanza e specialista in criminalità informatica per stabilire un mandato di arresto contro di voi, vi invieremo in questo caso una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (arresto immediato) dalla Carabinieri più vicina al vostro luogo di residenza e sarete archiviati nel registro nazionale degli autori di reati sessuali. In questo caso, il suo dossier sarà anche trasmesso alle associazioni che lottano contro la pedofilia e ai media per la pubblicazione come persona sul C.N.C.P.O e O.C.P.P.M.D.P.O.

Gen. C.A. Teo Luzi

(Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri)

Un consiglio dal mìnostro giornale, che ormai quotidianamente riceve mail con richieste di giustificazioni e denaro, denunciateli alla Polizia Postale oppure, come facciamo noi da molti mesi, mandateli a “CAGARE” e cestinate le loro scemenze.

Giuseppe Amato

ASTI. G.di F.- OPERAZIONE ICARO, SEQUESTRATI 17 AEROMOBILI PER CONTRABBANDO.

Comando Provinciale Asti

La prima fase dell’operazione “ICARO” della Guardia di Finanza di Asti aveva portato nel mese di maggio 2021 al sequestro preventivo di 17 aeromobili, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Asti, disposto dal GIP del Tribunale di Asti e finalizzato alla confisca degli aeromobili per un controvalore complessivo pari a 10 milioni di euro per il reato di contrabbando doganale.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Asti, fatto emergere l’esistenza di una struttura che organizzava e gestiva le pratiche funzionali al conferimento in trust di diritto statunitense di aeromobili e così agendo li avrebbe esentati, in concorso coi singoli beneficiari-utilizzatori, n. 17 velivoli immatricolati presso il registro aeronautico della F.A.A. (Federal Aviation Administration) dal pagamento dei diritti di confine per circa 2,5 milioni di €.

ma gli aeromobili venivano dissequestrati nel giugno del 2021 a seguito di accoglimento da parte del Tribunale del Riesame del ricorso proposto dalle difese degli indagati.

Nel gennaio del 2022 la suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Asti, riconosceva, in sostanza, che sussisteva il fumus del reato di contrabbando e perciò rimetteva la questione al Tribunale del Riesame di Asti.

Qualche giorno fa, il Tribunale di Asti confermava l’originario decreto di sequestro preventivo emesso nel 2021 dal G.I.P. e la Guardia di Finanza di Asti provvedeva ad apporre nuovamente il vincolo cautelare sui velivoli oggetto del presunto contrabbando.

L’operazione è stata avviata stamane dai militari del Comando Provinciale di Asti (che sta operando con la collaborazione di altri Reparti del Corpo di Bolzano, Terni, Foligno (PG) e Vittoria (RG)) ed ha interessato il territorio delle province di Genova, Milano, Bolzano, Cremona, Padova, Ravenna, Massa Carrara, Reggio Emilia, Terni, Perugia, Ragusa.

Fatte salve le successive valutazioni di merito, l’esecuzione di tale attività di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria conferma il costante impegno della Guardia di Finanza al contrasto delle frodi in materia doganale e fiscale, con il continuo coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, per la tutela del bilancio dell’UE e dello Stato mediante il presidio del sistema economico e finanziario a beneficio della collettività.(fonte Guardia di Finanza).

ASTI. ASTI PRIDE 2022, VITTORIA BRICARELLO INVITA IL SINDACO DI ASTI ALL’APPUNTAMENTO DEL 16 LUGLIO.

Nell’articolo sono presenti i video e le foto del 1° Asti Pride realizzate da Giuseppe Amato e Andrea Amato

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, in una intervista a La Voce di Asti, che riprendiamo solo in parte, ha parlato della manifestazione di Asti Pride che questa’anno si terrà il 16 luglio. Il sindaco di Asti parlando delle iniziative della sua amministrazione ha detto che: “Guardiamo ad esempio al patrocinio al gay pride: la prima volta me l’hanno chiesto forse convinti si scatenasse una battaglia e l’ho concesso perché ero e sono convinto fosse giusto farlo. Stavolta, magari per paura che glielo ridia, non me l’hanno chiesto ma è giusto la gente lo sappia che il pride di luglio non sarà patrocinata dal Comune semplicemente perché non me l’hanno chiesto”.

Maurizio Rasero prosegue: “Anche sulla sfilata l’hanno buttata in caciara, perché anche tra di loro ci sono alcuni faziosi gravati da preconcetti nei miei confronti. In realtà io non ho detto che sono contrario lo facciano ora, mi sono solo permesso di far presente che quest’anno ci saranno dei lavori pubblici di portata incredibile, che sono incompatibili con quella sfilata. Perché se io chiudo alcuni mesi il cavalcavia Giolitti per rimetterlo a posto e loro vogliono fare la sfilata che parte da piazza del Palio a risalire corso Savona, la gente dove passa? Quindi gli ho detto che tecnicamente non sono contento perché mi bloccheranno le strade, ma se la questura li ha autorizzati facciano pure, ci mancherebbe”.

LA POSIZIONE ESPRESSA DALL’EX PRESIDENTE DI ASTI PRIDE, VITTORIA BRICCARELLO:

L’ex presidente di Asti Pride, Vittoria Briccarello, risponde alle dichiarazioni del sindaco , rilasciate nel corso di un’intervista da noi realizzata. “Ci vediamo il 16 luglio, se ti va di scendere in strada”

Vittoria Briccarello risponde all’intervista, realizzata dalla testata giornalistica La Voce di Asti, rilasciata dal sindaco di Asti Maurizio Rasero:

No Maurizio Rasero, di fazioso c’è solo questa dichiarazione.

La prima volta il patrocinio è stato richiesto perché le istanze del doc. Politico sono e saranno sempre trasversali.

In caso non fosse chiaro ho tempo e pazienza per rispiegare il significato della parola, a distanza di tre anni.

Non ci auspicavamo una battaglia perché, in caso non si fosse ancora capito, la manifestazione esiste per ottenere diritti non riconosciuti, non per far litigare le persone tra di loro. Anche perché di battaglie, la comunità lgbtqia+ deve farne tutti i giorni.

Per ottenere quel patrocinio nel 2019 abbiamo buttato giù dei rospi, come il passaggio negato in piazza San Secondo per non turbare il salotto bene della città.

Il patrocinio non viene richiesto quest’anno per tre motivi:
1) non vogliamo venga strumentalizzato in campagna elettorale
2) Nessuno dei punti del doc. Politico che l’attuale amministrazione ha patrocinato nel 2019 è stato da voi portato a termine. Né accolto. Nemmeno ascoltato.
3) non ci avete manco fatto pulire e colorare un sottopasso in santa pace, e poi i faziosi saremmo noi? (Tra l’altro bello il bando che avete fatto…ah no, mai esistito).

Il patrocinio dev’essere simbolo di collaborazione e affinità di intenti, non un simbolino scevro di sostanza e valori.

Eppure pochi mesi fa, prendendoci un caffè insieme al bar Stregatto, invitata da te, avevo l’impressione che volessi collaborare sulla tematica dei diritti civili, almeno a parole.

Illusione.

Ovviamente nessuno fatto.

Ma Maurizio, lo sai che Asti durante la tua amministrazione è su varie testate nazionali per omobitransfobia?

Posso allegarti gli articoli.

Lo sai che non entrando nella rete Ready siamo fuori da una rete virtuosa e nazionale di prevenzione alla violenza?

Sulle modalità di comunicazione di quest’anno non ho dubbi che a breve, con limpidezze, le persone di riferimento avranno modo e tempo per illustrare a tutti la nostra continua voglia di comunicare, e i continui laconici mezzi rifiuti ricevuto.

Volevamo comunicare come sempre abbiamo fatto.

Eppure i nostri referenti del caso non siedono in comune, ma sono in questura.
E solo con loro dobbiamo interfacciarci.
Art.17 della Costituzione, io una letta gliela darei.

Abbiamo pazienza, da matti, siamo perseverant e resistent.
 
Ma non transigiamo più sul fatto che il Pride venga continuamente strumentalizzato per i vostri fini politici ed elettorali.
Non lo faccio io, che ne seguo le istanze da anni, non capisco perché dobbiate farlo voi.
Tra l’altro usandolo in un contesto in cui nessuno aveva posto domande a riguardo.
In fissa proprio.

A dimostrazione della trasversalità dell’associazione a cui fai chiaramente riferimento, che quest’anno collabora con Agedo Asti-Alba e Nuovi Diritti Cgil Asti, io mi sono rimessa dal ruolo. Onde evitare conflitti di interessi.
Di solito si fa così, mi pare.
Ci si dovrebbe dimettere dalle altre cariche, non per legge, ma per buon senso.

Ho letto le ordinanze inerenti al cavalcavia sull’albo pretorio, nello stesso modo in cui ho letto quelle relative al Giro d’Italia, nello stesso modo in cui l’hanno fatto i nostri tecnici di riferimento. E no, noi non abbiamo insistito, noi vogliamo solo che se c’è un divieto le cause siano tecniche e non faziose.

Noi siamo costituzional, onest ed educat. Ma non ci pieghiamo a nessuna prepotenza e mai lo faremo.

Era forse questo che intendevi con ‘prendo atto’ dopo il nostro comunicato inerente al tuo paragonare un uomo con la gonna a un ‘qualcosa di diverso’ se fatto non il 25 novembre?

In ogni caso ci sarà tempo e luogo per raccontare nel dettaglio come si è svolta tutta la trafila del percorso di quest’anno, siamo un libro aperto, grazie dell’occasione.

E poi, Maurizio, basta.
‘Gay Pride’ non lo chiama più nessuno.

Buona campagna
Ci vediamo il 16 luglio, se ti va di scendere in strada.

Vittoria Briccarello

Servizio del 1° Asti Pride realizzato da Giuseppe Amato/Quotidiano on line

Il servizio è disponibile su:

Galleria di Giuseppe Amato

http://www.giuseppeamato25.altervista.org

Andrea Amato/PhotoAgency

http://www.photoagency-quotidianoonline.com

ARQUATA SCRIVIA(AL). LA SICUREZZA NON E’ MAI STATA DI MODA. ANCORA MORTI SUL LAVORO.

Davide Scanio, 32 anni appena compiuti è la vittima dell’ultimo incidente sul lavoro, ma mentre per l’ennesima volta ci si interroga sulle cause contiunuano ad aumentare gli incidenti e i morti. Le morti bianche che comunemente vengono definite morti bianche, ma che sarebbe meglio chiamare la mattaza di persone sacrificate alla produttivitàe alla giungla della concorrenza senza regole.

La vittima dell’ultima tragedia, in località Le Vaie di Arquata Scrivia, è un giovane di 32 anni ed è avvenuta nel capannone dell’azienda metalmeccanica Cavalleri che produce materiale e forniture per la produzione e la trasformazione di carta e cartone per imballaggi.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Novi Ligure sono in corso per fare chiarezzza sull’accaduto mentre il servizio Spresal dell’Asl-Al ha sequestrato il macchinario sul quale l’operaio stava eseguendo alcune operazioni perché le responsabilità dell’incidente sono da chiarire.

La dinamica dell’incidene ha chiarito che la sua tuta pare sia rimasta agganciata a un ingranaggio che lo ha trascinato, facendogli battere violentemente il capo sul telaio del corpo macchina, ma non è chiaro se la macchina operatrice fosse stata messa in sicurezza e quali misure di sicurezze potevano essere adottate per impedire che il giovane venisse trascinato senza che questa si bloccasse. I coleghi sono intervenuti in soccorso, ma purtroppo per il giovane non c’era più nulla da fare.

Un giovane di 25 anni, “Yasso” Yassine Mahboub, 25 anni si è schiantato con il suo furgone contro il guard rail dell’autostrada A21. 

La giovane vittima della strada nel tempo libero giocava nella squadra di calcio Spartak San Damiano, dopo avere militato per 10 anni nei Villans. 

L’incidente è accaduto intorno alle 13  del 2 aprile nei pressi di Villafranca, in direzione Torino. 

Il giovane  è morto sul colpo dopo essere stato sbalzato fuori dal furgone.

Inutile ogni tentativo per rianimarlo del 118 intervenuto con l’elisoccorso. Intervenuti Polizia stradale di San Michele, vigili del fuoco di Asti e mezzi Anas mentre l’autostrada è stata chiusa per alcune ore.