Categoria: ASTI

ARQUATA SCRIVIA(AL). LA SICUREZZA NON E’ MAI STATA DI MODA. ANCORA MORTI SUL LAVORO.

Davide Scanio, 32 anni appena compiuti è la vittima dell’ultimo incidente sul lavoro, ma mentre per l’ennesima volta ci si interroga sulle cause contiunuano ad aumentare gli incidenti e i morti. Le morti bianche che comunemente vengono definite morti bianche, ma che sarebbe meglio chiamare la mattaza di persone sacrificate alla produttivitàe alla giungla della concorrenza senza regole.

La vittima dell’ultima tragedia, in località Le Vaie di Arquata Scrivia, è un giovane di 32 anni ed è avvenuta nel capannone dell’azienda metalmeccanica Cavalleri che produce materiale e forniture per la produzione e la trasformazione di carta e cartone per imballaggi.

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Novi Ligure sono in corso per fare chiarezzza sull’accaduto mentre il servizio Spresal dell’Asl-Al ha sequestrato il macchinario sul quale l’operaio stava eseguendo alcune operazioni perché le responsabilità dell’incidente sono da chiarire.

La dinamica dell’incidene ha chiarito che la sua tuta pare sia rimasta agganciata a un ingranaggio che lo ha trascinato, facendogli battere violentemente il capo sul telaio del corpo macchina, ma non è chiaro se la macchina operatrice fosse stata messa in sicurezza e quali misure di sicurezze potevano essere adottate per impedire che il giovane venisse trascinato senza che questa si bloccasse. I coleghi sono intervenuti in soccorso, ma purtroppo per il giovane non c’era più nulla da fare.

Un giovane di 25 anni, “Yasso” Yassine Mahboub, 25 anni si è schiantato con il suo furgone contro il guard rail dell’autostrada A21. 

La giovane vittima della strada nel tempo libero giocava nella squadra di calcio Spartak San Damiano, dopo avere militato per 10 anni nei Villans. 

L’incidente è accaduto intorno alle 13  del 2 aprile nei pressi di Villafranca, in direzione Torino. 

Il giovane  è morto sul colpo dopo essere stato sbalzato fuori dal furgone.

Inutile ogni tentativo per rianimarlo del 118 intervenuto con l’elisoccorso. Intervenuti Polizia stradale di San Michele, vigili del fuoco di Asti e mezzi Anas mentre l’autostrada è stata chiusa per alcune ore. 

ASTI. OPERAZIONE INTERNAZIONALE DEI CARABINIERI CONTRO IL RICICLAGGIO DI ORO RUBATO.

Una operazione dei Carabinieri di Asti e scattata al termine di un’indagine iniziata a settembre dai militari del Nucleo Investigativo e che ha permesso di individuare i vertici della filiera del riciclaggio all’estero di oro di provenienza illecita e di contestare l’associazione per delinquere.

In cinque mesi la banda ha ricettato, nascosto, fuso ed esportato in Svizzera oltre 100 chili di oro per un contro-valore di 5 milioni di euro.

L’oro proveniva da furti e truffe, che venivano poi trasferiti nel Canton Ticino e affidati nelle mani di riciclatori italiani trasferiti in Svizzera.

Ma oltre ai 60 kg di oro trasferiti in Svizzera altri 37 kg sono stati sequestrati dai carabinieri a San Giusto Canavese, nascosti nel vano posteriore di un’auto parcheggiata in un garage.

L’abitazione di San Giusto era nel mirino della maxi operazione, che ha portato a 8 arresti, e realizzata con l’ausilio di un elicottero.

Il gip Federico Belli, su richiesta del procuratore Vincenzo Paone e del pm Gabriele Fiz ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Attilio C. , 51 anni, detto “Ricky”, residente a Correggio, in Emilia Romagna, ma con solidi legami nell’astigiano; Franco P., 53, detto “Provolino”, domiciliato nel piccolo campo nomadi di corso Savona vicino alla linea ferroviaria per Alba; Giuseppe L., 48, il “Gigante”, domiciliato in una villetta di Quarto.

I tre sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.

In manette insieme ai tre è finito Renato O., 58, esponente storico dei clan nomadi di Trincere, ma sospettato di un solo episodio di ricettazione mentre in un altro procedimento era stato assolto dall’ipotesi di usura nel maxi processo, su denuncia di una famiglia di origine albanese.

Agli arresti domiciliari sono finiti un uomo e una donna residenti nel Pavese, ma la loro posizione nell’organizzazione appare marginale.

In Canton Ticino le autorità elvetiche hanno fermato due italiani di 62 e 31, colpiti da un mandato di cattura internazionale, anni sospettati di essere i riciclatori dell’oro in Svizzera.

Il collaudato sistema di ricettazione e riciclaggio a più livelli è stato scoperto dai carabinieri del nucleo investigativo, ma gli esecutori materiali dei furti e delle truffe non sono stati per ora individuati dagli investigatori.

L’intera operazione ha fato emergere che non si tratta di semplici furti e truffe compiute da topi d’appartamento, ma il frutto di raggiri in ambito industriale e bancario.

L’organizzazione a carattere piramidale vedrebbe Franco P. e Giuseppe L., difesi dagli avvocati Ferruccio Rattazzi e Roberto Caranzano, quali referenti per la consegna dell’oro a al boss dell’organizzazione Attilio C., che si occupa di fondere l’oro per trasformarlo piccoli lingotti che poi trasferisce in Svizzera affidandoli ai due complici, un torinese e un calabrese, per riciclarli.

Altri canali di ricettazione sono in fase di accertamento perché non ancora del tutto svelati e gestiti direttamente dallo stesso Attilio C.

Il proprietario della casa di San Giusto è ancora sotto inchiesta, ma non è stato arrestato, e nei suoi confronti potrebbe scattare l’accusa di concorso in riciclaggio.

L’indagine è stata condotta in stretto raccordo tra i carabinieri, autorizzati a pedinare i sospettati in territorio elvetico, i magistrati di Asti e l’autorità giudiziaria del Canton Ticino.

L’indagine ha portato ala scoperta, in una casa ala periferia di Alessandria, e al sequestro di 15 pistole rubate in abitazioni tra Piemonte e Lombardia e persone sono state arrestate per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.

Altri due provvedimenti sono in fase di esecuzione in Canton Ticino. L’indagine è stata coordinata dal procuratore Vincenzo Paone e dal pm Gabriele Fiz.

ASTI. NETTO 3 A 0 PER LA SERIE C CONTRO LA PLAYASTI, POKER DI VITTORIE PER L’ALESSANDRIA VOLLEY.

Reduci da tre successi consecutivi l’Alessandria volley cala il poker vincendo in trasferta ad Asti contro la temibile formazione del Club76 PlayAsti.

Partita molto combattuta e ben giocata da entrambi i team, tre set giocati punto a punto senza che si manifestasse una netta supremazia di un sestetto sull’altro. 25 a 19, 27 a 25, 25 a 23 i parziali dei 3 set a favore delle ragazze del presidente Andrea La Rosa. Come detto e come evidenziano i punteggi set molto intensi condotti punto a punto ed in ogni set si è vista la voglia da parte delle alessandrine di far loro la posta in palio del confronto. Abbiamo visto in campo le ragazze di Marco ”Jus” Ruscigni capaci di coniugare determinazione e fame di successo unitamente a tecnica e tattica, abbiamo visto in loro consapevolezza e autostima sia singola che di gruppo, abbiamo visto tutto ciò che fa di un gruppo di atlete un team solido e affiatato, abbiamo visto una compagine in progressiva crescita.

“Sicuramente il cammino è ancora lungo visto che la programmazione a medio termine non prevede obiettivi assoluti in questa stagione ma la soddisfazione è tanta vista la crescita esponenziale dell’intero gruppo in questi primi sei mesi della stagione. E non va dimenticato che il gruppo è formato da millennian e che ha una media età di poco più di 17 anni. I complimenti vanno a tutte le ragazze, allo staff tecnico Marco Ruscigni e Giorgio Oberti, a Simone Ponzano sempre pronto e presente a coadiuvare, al Team Manager Marco Bernardelli e al Direttore Tecnico del nostro sodalizio Massimo Lotta perché il team è composto da atlete provenienti dal nostro settore giovanile magistralmente diretto e ottimamente seguito da uno staff di tecnici professionali e di alto valore” dicono in società.

Al palasport di Asti a far segnare questo importante successo per 3 a 0 Arianna Bernagozzi, Melissa Franzin, Martina Ronzi, Alessia Falocco, Elisa Marku, Alice Giacomin, Matilde Furegato, Giulia Ponzano, Romina Marku, Francesca Oberti, Chiara Cazzulo, Elisa Serone e per sopperire all’assenza per motivi fisici di Martina Sacco coach Ruscigni e il secondo Giorgio Oberti hanno convocato per la prima volta l’alzatrice Arianna Filip classe 2007 del team dell’under 16 eccellenza.

Parlando di set dobbiamo evidenziare che sono stati l’uno la fotocopia dell’altro. Set ben giocati all’insegna di un sostanziale equilibrio con nessuna evidente fuga in avanti. Solo nel primo set sul punteggio di 15 a 13 per le alessandrine abbiamo assistito a piccoli allungo e ad un rush finale che ha determinato una differenza nel set di 6 punti. Parziale 25 a 19 e 1 a 0 per l’Alessandria volley. Il secondo e il terzo parziale sono stati giocati in maniera speculare con piccoli allunghi nel punteggio, riprese e nuovo allungo a parte opposta e i punteggi finali di 27 a 25 e di 25 a 23 sono la cornice di un match molto combattuto dove ha prevalso infine la forte determinazione e la ricerca del successo da parte di Marku e compagne. Successo che ha permesso alle alessandrine di incrementare la già ottima classifica mentre, a parer nostro la posizione in classifica delle astigiane non rende merito al loro valore espresso in campo e sarà sicuramente un difficile avversario per tutte le squadre che la affronteranno.

Dopo questa giornata la classifica del girone C dice Lilliput punti 31 con 11 partite giocate, Fortitudo Occimiano 30 (12), Safa 25 (11), Montalto Dora 24 (12), queste quattro squadre attualmente occupano una posizione che le porta ai play-off, a seguire Alessandria volley 21 (12) e Ovada 16 (13) al momento fuori dal discorso sia play-off che play-out, settimo posto per Valenza 13 (11), Venaria 11 (11), Vercelli 10 (12), PlayAsti 6 (11) e To-Volley 2 (10) che attualmente si giocherebbero i play-out.

Prossimo appuntamento per sabato 5 marzo al Palacima di Alessandria alle ore 17,30 avversario di turno il To-volley.

ASTI. IL JUDO DI ASTI PERDE LA SUA PRESIDENTE, ADELE MANFREDDA PROMIS, IMPEGNATA DA OLTRE 50 ANNI E FIGURA DI RIFERIMENTO DI GENERAZIONI DI JUDOKA.

Il mondo dello sport astigiano perde una figura storica, il riferimento per intere generazioni di judoka astigiani, la presidente Judo Olimpic Asti a.s.d.

Nella foto Gianni Balladelli e Adele Promis durante una pausa in palestra.

Lea signora Adele Manfredda Promis, madre di Luciana e Maria Teresa, er stat insignita della Stella di bronzo Coni per meriti sportivi, ed era anche nonna della plurimedagliata Silvia Pellitteri

Adele Manfredda Promis è stata presidentessa del Judo Olimpic Asti a.s.d. dalla fondazione nel 2006.

Donna impegnata e praticante fin da giovane di sport come la ginnastica artistica e nello sci si è appassionata al Judo verso la fine degli anni ’60 per seguire le figlie Luciana, Maria Teresa e il figlio minore Sergio impegnati in questa attività sportiva sotto la supervisione del maestro, maresciallo maggiore dell’esercito italiano, Franco Balladelli, figura storica del judo astigiano, che praticava dal 1955 nell’esercito e primo maestro di asti ad allenare i ragazzi e gli adulti che si avvicinavano a questo oltre ad essere istruttore di difesa personale degli genti della Polizia di Stato.

La signora Adele ha coltivato questa passione e l’interesse per l’attività agonistica fino a diventare presidente di giuria e in seguito, dopo aver svolto ruoli tecnici ha accettato l’incarico di presidente di giuria nazionale benemerito, che non ha mai abbandonato, neppure quando le due figlie ed il figlio hanno deciso di porre fine all’attività sportiva.

Adele non ha voluto abbandonare la sua attività nel judo diventando, nella metà degli anni ‘80, presidente della sezione judo della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti,  nel 2006 ha assunto la presidenza del Judo Olimpic Asti a.s.d. e ottenendo la Stella di Bronzo Coni per meriti sportivi.

Una passione, vissuta come il primo amore della vita, per il judo, che è stata tramandata di generazione in generazione, fino alla nipote Silvia Pellitteri, figlia di Luciana, componente della nazionale italiana di judo, medaglia d’argento agli Europei 2019 e vincitrice di molti tornei.

Gianni Balladelli, figlio del M° Franco, scomparso nel settembre 2007, maestro di judo ha voluto sottolineare che: “Nonostante il trascorrere degli anni non ha mai fatto mancare la sua presenza al Memorial intitolato a mio padre, con il quale ha collaborato per molti anni. Ci teneva moltissimo a partecipare e fare il suo discorso motivazionale agli atleti presenti. Per noi è una grandissima perdita, ma rimarrà sempre la nostra presidente”.

Domani nel pomeriggio si svolgeranno i funerali di Adele Mafredda Promis.

La redazione del Quotidiano on line e il Direttore Responsabile, Giuseppe Amato, si uniscono al dolore della famiglia e al cordoglio degli amici e conoscenti.

ASTI. GUIDA IN STATO EBBREZZA? NO, MOLTO DI PIU’: 3 GRAMMI PER LITRO DI SANGUE.

Un camionista si era messo ala guida nonostante avesse bevuto talmente tanto da non essere neppure in grado di poter distinguere il volante dalla ruota. Incappato in un posto di controllo al casello di Villanova d’Asti è stato denunciato dalla Polizia stradale.

Il camionista fermato il 4 febbraio, nei pressi della barriera autostradale di Villanova d’Asti sull’A21 Torino-Piacenza, aveva un tasso di alcol nel sangue di 3 grammi ed è stato denunciato dalla Polizia di Stato.

Durante il servizio che periodicamente la Polizia Stradale organizza unitamente a personale del Ministero dei Trasporti – Motorizzazione Civile per verificare l’efficienza dei mezzi pesanti circolanti sulla rete autostradale, gli agenti della Sezione Polizia Stradale di Alessandria – Distaccamento di Tortona hanno fermato un mezzo pesante guidato da un autista che presentava inequivocabili sintomi caratterizzanti una condizione di ebbrezza alcolica.

Sottoposto al test dell’etilometro l’autotrasportatore risultava avere un tasso alcolemico di 3,0 g/l nel sangue che confermava il grave stato di alterazione psicofisica.

La posizione del conducente è risultata ancora più grave se si considera che le norme del codice della strada prevedono normalmente per i conducenti non professionali una soglia consentita di 0,5 g/l mentre impongono un tasso alcolemico pari a zero g/l per gli autotrasportatori professionali, che dovrebbero guidare sempre in una condizione psico-fisica ottimale proprio per prevenire i rischi sulla strada e le gravi conseguenze che producono gli incidenti in cui son coinvolti mezzi pesanti

Al conducente è stata ritirata immediatamente la patente di guida per la successiva revoca, gli sono state contestate altre infrazioni al Codice della Strada ed è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Asti mentre il mezzo pesante, come previsto, è stato tolto dalla sua disponibilità ed affidato ad altra persona fatta intervenire sul posto.