Categoria: ASTI

ALESSANDRIA. APPALTI TRUCCATI NELLE ASL PER LE FORNITURE OSPEDALIERE, 15 ARRESTI IN PIEMONTE.

La corruzione e il malaffare non sono morti con tangentopoli, semplicemente il sistema corruttivo nella pubblica amministrazione è diventato più attento e costoso per i corruttori, tutto a danno della collettività che ne paga i costi in termini economici e servizi.

Le indagini della Guardia di finanza hanno scoperchiato un “collaudato e articolato sistema di interazioni fra soggetti privati e funzionari pubblici e commissari di gara” per “truccare le gare d’appalto”. A finire nel mirino della G.di F. sono dipendenti pubblici, commissari di gara, agenti e rappresentanti di commercio di alcune aziende specializzate nella fornitura di materiale medico. Cinque persone sono finite ai domiciliari per tre forniture da 3,5 milioni di euro.

Le mazzette erano distribuite e erogate in maniera fantasiosa. soldi contanti, che rappresentano la norma nelle attività corruttive, ma anche orecchini e gioielli in pregiatissimo oro rosa in cambio di favori e aggiudicazione di appalti

Gli appalti contemplavano un po tutto il materiale in uso negli ospedali, dalla fornitura di camici, medicinali e prodotti e apparecchiature chemioterapiche da destinare alle Asl di tutto il Piemonte.

La Guardia di finanza ha arrestato 15 persone, dipendenti pubblici, commissari di gara, agenti e rappresentanti di commercio, accusati di corruzione, turbativa d’asta e frode nelle forniture pubbliche. Cinque arrestati sono stati posti ai domiciliari, due addetti l’obbligo di dimora, mentre gli altri dovranno presentarsi tre volte a settimana alla polizia giudiziaria.

Sotto la lente degli investigatori sono finite  tre gare di appalti per un valore di 3,5 milioni di euro, che hanno scoperto un “collaudato e articolato sistema di interazioni per “truccare le gare d’appalto attraverso la modifica dei relativi capitolati, l’attribuzione di punteggi di favore e la rivelazione di informazioni riservate”.

Le indagini, durate quasi un anno, coordinate dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta con il pm Giovanni Caspani è partita dopo che gli inquirenti hanno rilevato un ammanco di circa 300mila euro presso l’Azienda ospedaliera universitaria “Città della Salute e della Scienza di Torino”, causato da un costoso prodotto farmaceutico denominato ‘Bon Alive’ (sostituto osseo), hanno ricostruito la vicenda attraverso intercettazioni telefoniche e pedinamenti.

Un dipendente pubblico infedele ha modificato le “richieste d’ordine” del prodotto, falsificando le firme di altri infermieri, per farlo risultare carente nonostante non arrivasse mai in sala operatoria.

In realtà l’indagato lo riconsegnava all’azienda fornitrice subito dopo aver ricevuto gli ordini in cambio di mazzette, ma queste dinamiche non venivano utilizzate soltanto a Torino perché dalle indagini della G.di F. ha fatto emergere dinamiche simili in altre strutture sanitarie.

La Procura e della Guardia di Finanza ha fato luce su tre gare bandite in Regione: la prima per la fornitura di camici chirurgici monouso alla Asl TO4, dove è stato accertato che alcuni membri della commissione della gara d’appalto hanno favorito un’impresa modificando il capitolato di gara e attribuendole punteggi elevati, in cambio di gioielli.

L’appalto per la fornitura di “divise e giacche in TNT” indetto dall’azienda ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, dove agenti di un’impresa veneta hanno dato istruzioni a un dipendente pubblico per far sospendere la gara, così da redigere un nuovo bando conformemente alle “richieste” ricevute.

L’ultimo capitolo riguarda il rifornimento di prodotti e apparecchiature chemioterapiche della Asl di Asti e Alessandria, dove gli investigatori hanno accertato che gli incaricati di un’impresa modenese hanno consegnato orecchini in oro rosa e topazi azzurri a un membro della commissione della gara, dopo l’aggiudicazione di un lotto per la fornitura dal valore di un milione di euro.

Nel corso dell’operazione, i finanzieri hanno sequestrato disponibilità finanziarie e beni per 300 mila euro, riconducibili al profitto degli illeciti penali commessi.

ASTI. L’ITALIA IN VIAGGIO NEL LOCKDOWN: CONTAGI, RICOVERATI, MORTI E ZONE ROSSE.

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti guariti sono 47.567 (+1.873): Alessandria 4725, Asti 2461, Biella 1490, Cuneo 5518, Novara 3636, Torino 25.778, Vercelli 1961, Verbano-Cusio-Ossola 1477, fuori regione 274, oltre a 247 in fase di definizione.

I decessi sono stati 37 di persone positive al test del Covid-19 

Il totale di deceduti in regione sono 5001 risultati positivi al virus: 780 Alessandria, 306 Asti, 253 Biella, 518 Cuneo, 483 Novara, 2200 Torino, 261 Vercelli, 150 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 50 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Le persone risultate positive al Covid-19 in Piemonte sono 121.783 (+4.471, di cui 1648, il 37%, asintomatici).

I casi sono così ripartiti: 1673 screening, 1049 contatti di caso, 1749 con indagine in corso; per ambito: 366RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 337 scolastico, 3768 popolazione generale.

La suddivisione su base provinciale: 10.492 Alessandria, 5527 Asti, 4229 Biella, 15.472 Cuneo, 8871 Novara, 67.103 Torino, 4491 Vercelli, 3502 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 757 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1269 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 360 (+7 ).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 4902 (+57).

Le persone in isolamento domiciliare sono 63.953.

I tamponi diagnostici processati sono 1.259.309 (+19.715 rispetto a ieri), di cui 676.298 risultati negativi.

Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri a “Che tempo che fa”. Arcuri ha spiegato che i contagi crescono meno rispetto alle settimane scorse perché con le misure restrittive si stanno ottenendo i primi risultati: “Il giorno che abbiamo superato il milione, abbiamo ricevuto il primo tangibile segno di speranza. È realisticamente ragionevole che alla fine di gennaio arriveranno i primi vaccini. Questo vaccino dovrà essere somministrato due volte sulla stessa persona”.

In Sicilia il presidente Nello Musumeci, sentiti i sindaci, ha deciso che Cesarò e San Teodoro resteranno “zona rossa” fino al 23 novembre.

Musumeci ha firmato, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, l’ordinanza di proroga delle misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica nei due centri dei Nebrodi.

Le restrizioni adottate sono quelle disposte a partire dallo scorso 8 novembre.

La Basilicata è diventata zona arancione e si chiudono le scuole con una ordinanza il governatore Vito Bardi: “A seguito di una lunga riunione dell’unità di crisi, si è deciso che, a partire dal 17 novembre e fino al 2 dicembre, chiuderanno le scuole primarie e secondarie di primo grado della Basilicata”.

Il governatore Vito bardi che firmato l’ordinanza numero 44 con cui dispone la chiusura di tutte le scuole della regione: “Abbiamo monitorato da subito i trend dei contagi derivanti dalla riapertura delle scuole e cercato fino all’ultimo di evitare queste ulteriori misure restrittive, sia perché siamo pienamente consapevoli che la didattica in presenza è di fondamentale importanza per la crescita di questi studenti, in un momento delicato della loro formazione, sia perché siamo consapevoli che la chiusura delle scuole comporta un notevole disagio ai genitori costretti a riorganizzarsi per rendere compatibile il lavoro con l’assistenza ai propri figli. Purtroppo la pandemia che non allenta la sua morsa in tutta Italia, ci impone di trasformare in misure restrittive tutti i trend su cui leggiamo possibili peggioramenti, nell’esclusiva necessità di tutelare la salute della nostra comunità. Tuttavia, abbiamo deciso la chiusura di queste scuole solo per due settimane, fino al 3 dicembre. Monitoreremo quotidianamente i dati e, se la situazione dovesse migliorare, potremo anche interrompere preventivamente la misura. In questa seconda ondata ci siamo dati due parole d’ordine: prevenzione e responsabilità”.

GINO STRADA HA PUBBLICATO UN POST SU FACEBOOK IN CUI SPIEGA CHE NON E’ ANCORA ARRIVATA ALCUNA RICHIESTA FORMALE PER DIVENTARE COMMISSARIO PER LA SANITA’ CALABRESE.

Gino Strada con un post su facebook ha spiegato di non aver ancora ricevuto alcuna richiesta formale per diventare commissario per la sanitò calabrese”: Una settimana fa ho ricevuto la richiesta da parte del Governo di impegnarmi in prima persona per l’emergenza sanitaria in Calabria”. I

Nel Lazio, domenica 15 novembre, il bollettino diffuso dalla Regione Lazio parla di 2612 nuovi casi di coronavirus, (385 in meno rispetto a ieri che sono stati 2997 e che rappresentano il dato più alto dall’inizio della pandemia) mentre all’istituto Spallanzani sono ricoverati 245 pazienti positivi a Covid-19.

Il bollettino Coronavirus della Campania, 15 novembre, parla di 3.771 positivi su  24.948 tamponi effettuati mentre i pazienti deceduti sono 35, tra il 30 ottobre e il 14 novembre.

La Campania ha purtroppo superato la triste soglia dei mille morti da Covid-19 da marzo a oggi.

La Lombardia conferma i suoi dati negativi con 8.060 nuovi contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore e 181 i morti. I ricoveri in ospedale sono nuovamente in forte aumento (più 160 rispetto a ieri) e quelli in terapia intensiva (più 20, per un totale di 837).

In Italia sono stati registrati 33.979 nuovi casi di coronavirus su 195.275 tamponi effettuati, che portano il totale dei contagi a quota 1.178.529 dall’inizio dell’emergenza sanitaria mentre i morti sono 546.

In Puglia i nuovi casi da coronavirus sono 905 con 6.070 tamponi analizzati nelle ultime 24 ore e 12 i morti.

Il bollettino della Regione Puglia sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della salute, Vito Montanaro, ha spiegato che sono 201 i positivi in provincia di Bari, 102 in provincia di Brindisi, 217 nella provincia Bat, 121 in provincia di Foggia, 123 in provincia di Lecce, 124 in provincia di Taranto, 9 casi di residenti fuori regione, 8 casi di provincia di residenza non nota.

12 decessi: 5 in provincia di Bari, 2 in provincia Bat, 1 in provincia di Brindisi, 3 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Taranto.

In Toscana, diventata zona rossa, e positivi al Covid sono 79.403, 2.653 in più rispetto a ieri (1.870 identificati in corso di tracciamento e 783 da attività di screening).

I contagi crescono in percentuale del 3,5% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti del 5,7% e raggiungono quota 25.216 (31,8% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.331.924, 18.737 in più rispetto a ieri. Sono 8.496 i soggetti testati (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 31,2% è risultato positivo.

A questi si sommano i 2.007 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi.

I positivi sono 52.308, +2,4% rispetto al giorno precedente.

I ricoverati sono 2.008 (63 in più), di cui 274 in terapia intensiva (8 in più) e 44 nuovi decessi: 26 uomini e 18 donne con un’età media di 84,7 anni.

Record di morti in Alto Adige con 19 persone decedute a seguito del Covid-19 o a complicanze ad esso collegate.

Il numero complessivo di morti per Covid-19 sale a 398.

I nuovi contagi sono molto elevati: 628 su 2.926 tamponi esaminati nelle ultime 24 ore.
Il dato complessivo di persone testate positive al coronavirus in Provincia di Bolzano è di 17.302 (137.933 i soggetti sottoposti a test).

In ulteriore crescita il numero dei ricoveri: 522, 361 sono i pazienti Covid e 118 quelli in strutture private convenzionate di cui 43 in terapia intensiva.

I pazienti che si trovano in isolamento presso le strutture di Colle Isarco e Sarnes sono 94 mentre si registra un netto aumento delle persone in isolamento domiciliare, 9.371.

Le persone guarite sono 6.614, 378 in più.

La Protezione Civile ha emesso un comunicato per reperire 450 nuovi medici in Campania contro l’emergenza Coronavirus: 150 specializzati in Anestesia e Rianimazione, 100 specializzati in Malattie Infettive, 100 specializzati in Malattie dell’Apparato Respiratorio e 100 specializzati Medicina e Chirurgia d’Accettazione e Urgenza.

I nuovi casi positivi al Covid in Francia sono 27.228, secondo i dati di Santé Publique France, con un tasso di positività che continua a scendere e si è assestato al 16,9%. I decessi sono 302 per un totale di 44.548.

TORINO. POLIZIA DI STATO. MAFIA NIGERIANA, 69 ARRESTI.

Torino e Ferrara: decapitata mafia nigeriana

Stamattina le Squadre mobili di Torino e di Ferrara hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 69 cittadini nigeriani appartenenti ad un’associazione criminale di stampo mafioso specializzato nel traffico di stupefacenti e prostituzione.
L’operazione di Polizia ha impegnato oltre duecento agenti ed è stata svolta sotto il coordinamento dello Sco, Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, incaridinato nella Direzione centrale anticrimine.
Il gruppo, denominato “Viking” o “Norsemen Kclub International”, era suddiviso in cellule locali chiamate “Deck” e dislocate in numerose città italiane.
Tra i destinatari delle ordinanze spiccano numerosi personaggi del vertice nazionale dell’organigramma associativo.
Agli affiliati, colpiti dalle misure cautelari, vengono contestati, oltre al reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, anche il tentato omicidio, lo spaccio di sostanze stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la rapina, l’estorsione e le lesioni gravissime.
Le indagini, avviate nel luglio del 2018 dopo un grave fatto di cronaca avvenuto a Torino e uno successivo a Ferrara, sono state eseguite attraverso intercettazioni, osservazione e pedinamento sul territorio permettendo agli investigatori d’individuare i vertici nazionali che erano in costante e diretto contatto con i capi operanti in Nigeria.
La ricostruzione nel dettaglio della struttura dell’organizzazione ha evidenziato la sua tipica caratteristica piramidale; un organismo operante a livello nazionale (che in Italia prende il nome di “Vatican Marine Patrol”) e numerose articolazioni locali (dette “Marine Patrol” o “Deck”), attive in singole città italiane, soprattutto del Centro-Nord.
Sono state individuate le cariche operative ed un consiglio degli anziani, chiamati “Elders”. I vertici nazionali dell’organizzazione stanziati a Torino, esercitavano il loro potere anche a Ferrara e prendevano ordini direttamente dal “National”, capo assoluto in Nigeria.
Mafia nigerianaLe affiliazioni all’organizzazione, caratterizzata da atti violenti e rigidi rituali, spesso rappresentava un serio pericolo di vita degli aspiranti affiliati e altrettanto spietate erano le conseguenze previste in caso di violazione delle regole. La violenza esercitata dall’organizzazione per esercitare potere ed avere rispetto era tale da sfiorare l’omicidio.
Una delle caratteristiche del gruppo torinese era rappresentata dal ruolo delle donne, le quali venivano affiliate mediante rapporti sessuali di gruppo ed assumevano l’appellativo di “Queen” o “Belle”: sfruttate sessualmente si trasformavano, di fatto, in vittime.
Dalle indagini sono emerse le fondamentali riunioni periodiche che si svolgevano, a cadenza settimanale, all’interno di locali abitualmente frequentati dagli associati.
Negli incontri si definivano le linee da seguire nello svolgimento dell’attività, i pagamenti di quote destinate alla cassa comune o come affrontare le spese legali degli affiliati arrestati.
L’indagine ha inoltre scoperto l’esistenza di una riunione annua, in cui si ricongiungevano tutti i rappresentanti dei vari Paesi.
Quella per il 2020 era prevista a giugno in Turchia ma era saltata a causa della Pandemia.
Le indagini hanno condotto gli investigatori anche a mettere in luce un importante canale di rifornimento di cocaina, destinata prevalentemente al Veneto, proveniente dalla Francia e dall’Olanda.
La droga veniva prelevata a Parigi e Amsterdam da squadre di “corrieri” che effettuavano il trasporto “in corpore” di numerosi ovuli.
I corrieri rientravano in Italia attraverso i valichi del Monte Bianco e del Frejus. In un’occasione è stato intercettato un carico di circa dieci chili di cocaina, con l’arresto dell’intera squadra di “spalloni” nei pressi del traforo del Frejus.
Oltre alle Squadre mobili di Torino e Ferrara, l’attività ha coinvolto anche quelle di Alessandria, Asti, Bologna, Biella, Brescia, Caserta, Firenze, Imperia, Lodi, Monza, Padova, Parma, Pavia, Savona, Verona, Venezia e Vicenza.
Olivia Petillo

ALESSANDRIA. OPEN FOR FUTURE 20, FESTIVAL DELL’ORIENTAMENTO.

“Sempre più strumenti per giovani per orientarsi nel mondo formativo e del lavoro”

Tra conferenze online , webinar e laboratori in presenza , torna il festival dell’orientamento Open for Future , in questa nuova edizione ancora più ricco. Appuntamento online e a Cultura e Sviluppo il 23, 24, 25 e il 28, 29, 30 ottobre 2020 ALESSANDRIA – Da venerdì 23 a domenica 25 ottobre e da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre 2020 torna l’appuntamento con Open For Future : il festival dell’orientamento promosso da Associazione Cultura e Sviluppo che , nella sua edizione 2020, si arricchisce articolandosi in tre momenti dedicati all’orientamento scolastico (venerdì 23 e mercoledì 28 ottobre), all’orientamento universitario (sabato 24 e giovedì 29 ) e all’orientamento professionale con focus sulla mobilità internazionale e sul volontariato (domenica 25 e venerdì 30 ). Nell’ambito del festival, i primi tre giorni saranno dedicati a conferenze online e webinar che vedranno protagonisti i professionisti ed i referenti delle più rilevanti realtà territoriali: dagli istituti superiori alle agenzie formative della provincia di Alessandria, dalle Università alle Accademie del nord – ovest, agli enti specializzati nell’orientamento, nel job placemente nella mobilità internazionale. I seminari online saranno fruibili gratuitamente attraverso diverse piattaforme: ● Facebook – Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria ● Youtube – Associazione Cultura e Sviluppo ● culturaesviluppo.salavirtuale.it Seguiranno tre giornate – mercoledì 28, giovedì 29 e venerdì 30 ottobre 2020 – nel corso delle quali i giovani interessati avranno la possibilità di incontrare (in presenza 1 e online) psicologi dell’ orientamento e orientator i esperti in politiche attive del lavoro, e di misurarsi con colloqui, laboratori e work shop sul tema. Ai laboratori e ai colloqui, che si svolgeranno nella sede di Associazione Cultura e Sviluppo – in piazza Fabrizio De André 76, ad Alessandria – si può partecipare solo previa iscrizione effettuabile sul sito http://www.culturaesviluppo.it/prenotazioni/ Il festival Open For Future, è realizzato in collaborazione con Obiettivo Orientamento della Regione Piemonte e grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, con il patrocinio di Università del Piemonte Orientale e Camera di Commercio di Alessandria. L’iniziativa è nata nell’ambito del Progetto Genitori – il corso che da anni Cultura e Sviluppo dedica alla genitorialità – come semplice conferenza dedicata all’orientamento scolastico. Dopo la prima edizione in forma di vero e proprio salone dell’orientamento – nel 2019 – quest’anno si amplia ulteriormente, trasformandosi in un vero e proprio festival con l’intento di offrire sempre più strumenti ai giovani per orientarsi nel mondo formativo e del lavoro.

Programma del Festival

ASTI. S.I. COBAS-SENZA STIPENDIO E TURNI DI LAVORO MASSACRANTI, SCIOPERO CAMIONISTI DELLA LOGISTIC GROUP E LOTTERO.

“Stamattina i lavoratori camionisti della Logistics Group del gruppo Lottero hanno scioperato dai cancelli del magazzino di Villanova d’Asti: alla protesta si sono uniti i colleghi camionisti dei magazzini Pontecurone e Viguzzolo (AL).

Le problematiche all’origine della sciopero sono gravi e da tempo note, all’azienda come alla Prefettura di Asti e Alessandria: stipendi non pagati o saldati in ritardo, orari massacranti, itinerari di viaggio insostenibili, mezzi non in sicurezza che circolano a rischio della salute di chi li guida e altrui, buste paga irregolari, discriminazioni e  comportamenti antisindacali – addirittura intimidazioni e aggressioni sul luogo di lavoro contro gli iscritti al sindacato.

Poiché tale insostenibili situazione, che sta creando evidenti pesanti danni ai lavoratori e alle loro famiglie, non è stata finora risolta da nessuno dei rappresentanti del gruppo aziendale e dalle istituzioni interessate, i lavoratori dei magazzini di Calamandrana e Villanova si sono uniti organizzando uno sciopero dai cancelli confinanti con l’autostrada Torino – Piacenza.

Lo sciopero si è reso necessario anche per rispondere con forza alla manovra antioperaia e opportunista della Cgil territoriale, la quale in Prefettura con l’azienda ha firmato (senza che all’incontro fossero presenti i rappresentanti dei lavoratori e senza neppure informarne i lavoratori) un accordo tramite cui, anziché far ottenere ai camionisti le giuste spettanze arretrate e non far loro più circolare su mezzi inadeguati e pericolosi fuori da ogni norma di salute e sicurezza, ha tentato di dilatare la tempistica dei pagamenti e taciuto ogni altro problema, di fatto provando a dividere e indebolire il fronte dei lavoratori e affossare la loro importante vertenza.

Stamattina, unendosi allo sciopero dei loro colleghi anche i camionisti dei magazzini di Viguzzolo e Pontecurone (AL), i lavoratori Lottero hanno dato una grande dimostrazione di unità e organizzazione, rispedendo al mittente le accuse di “favoritismo” e “agitatori” fatte da funzionari Cgil contro la lotta dei lavoratori, anzi dimostrando all’azienda (un grande gruppo con tanti magazzini e molto lavoro, che non si è mai fermato nemmeno durante la pandemia Covid) la necessità urgente e definitiva di risolvere tutte le problematiche dei lavoratori, anziché spendersi per convincerli a… partecipare all’assemblea della Cgil… finalizzata a spiegare la frittata dell’accordo in Prefettura dopo aver rotto le uova, ingannando e tradendo la lotta dei lavoratori!Grazie a questa determinata e riuscita azione di sciopero, l’azienda ha preso verso i lavoratori in picchetto l’impegno formale di onorare entro oggi il pagamento degli stipendi più in ritardo (addirittura quelli di luglio, nonostante fino a ieri i camionisti abbiano sempre lavorato la settimana piena con turni giornalieri anche di 12-14 ore trasportando in mezza Italia le merci dell’azienda, con lauto guadagno di quest’ultima) e d’incontrare in settimana il S.I. Cobas nella sede del sindacato, naturalmente alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori, per arrivare a un accordo sindacale generale che metta la parola fine a queste indegne condizioni di sfruttamento e oppressione – purtroppo molto diffuse nel settore dell’autotrasporto e della logistica, dentro i magazzini e le fabbriche sparse nei poli di Villanova, Tortona e oltre. 

I lavoratori Lottero chiedono solidarietà agli altri lavoratori e alle realtà del territorio: la lotta di questi autisti è infatti quella di tutti i lavoratori che non accettano di pagare la crisi e, anche in Piemonte, si stanno organizzando per mobilitarsi con lo sciopero nazionale della logistica del 23 ottobre e la manifestazione regionale a Torino del 24 ottobre.Per lanciare e preparare queste due giornate di lotta, diamo appuntamento a tutti i lavoratori e tutte la lavoratrici per il 17 ottobre alle ore 16 presso la casa del Quartiere di Alessandria (via Verona 116).Chi tocca uno tocca tutti: uniti e organizzati si vince!Lavoratori autisti Lottero Logistics Group – S.I.

Cobas www.sicobas.org” 
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