Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ROMA. L’ANTITRUST SANZIONA DENTIX, LA IX COMMISSIONE DEL SENATO BOCCIA L’EMENDAMENTO CHE TUTELA I CITTADINI.

Dentix: mentre l’Antitrust sanziona Dentix, inspiegabile la XI Commissione del Senato boccia l’emendamento volto a tutelare i cittadini che si rivolgono alle cliniche odontoiatriche.

L’Antitrust si è recentemente pronunciata dando ragione ai cittadini coinvolti nella vicenda Dentix e sanzionando la società per 1 milione di Euro per “condotte e omissioni idonee a fornire una rappresentazione ingannevole dei servizi offerti e a privare i consumatori dell’assistenza post- vendita, frapponendo ostacoli all’esercizio dei diritti contrattuali dei pazienti”.

Una importante vittoria per Federconsumatori che in tutta Italia ha assistito migliaia di cittadini coinvolti nella vicenda e che, attraverso le sue strutture dell’Emilia Romagna e di Perugia ha segnalato all’AGCM le gravi pratiche messe in atto dall’azienda.

Ma a pochi giorni di distanza da questo importante pronunciamento è arrivata invece, dalla XI Commissione del Senato, una grave bocciatura dell’emendamento che avrebbe introdotto una maggior tutela per i cittadini nell’ambito delle cure odontoiatriche.

Una scelta a nostro avviso poco lungimirante, soprattutto alla luce dei ripetuti fallimenti di cliniche per le cure odontoiatriche, che da un giorno all’altro hanno chiuso i battenti lasciando i cittadini senza cure, ma con ingenti debiti. Riteniamo sia urgente e doverosa una presa di posizione chiara e determinata da parte del legislatore per definire una più attenta verifica in materia di accreditamento delle aziende autorizzate ad operare nel settore odontoiatrico e sanitario; per implementare le cure odontoiatriche pubbliche; per l’adozione di una normativa più stringente che preveda forme di rimborso ai cittadini e di penalizzazione a carico delle società che non operano correttamente.

In relazione ai contratti di finanziamento sottoscritti per sostenere le spese delle cure presso tali cliniche solo Cofidis rimane nel mirino dell’Autorità per l’adempimento degli obblighi assunti.

Quello che è avvenuto con Dentix e ancor prima con Ideasorriso mettono in evidenza, invece, quanto sia urgente che le società finanziarie rendano più sollecite e fluide le pratiche per la risoluzione del contratto e il rimborso dei cittadini di quanto versato e non dovuto in caso di mancata prestazione.

Nonostante siamo riusciti a raggiungere intese per il rimborso degli utenti, infatti, sono stati non pochi le criticità e gli ostacoli incontrati.

ALESSANDRIA. BANDO PER LA BORSA DI STUDIO STEM-ZONTA SOSTIENE CHE SCEGLIE INGEGNERIA BIOMEDICA.

BORSA DI STUDIO STEM  – Domande entro il 30 settembre

Zonta sostiene chi sceglie Ingegneria Biomedica

Tasse universitarie pagate per colei che vincerà l’edizione 2021-2022 della Borsa Stem “Silvana Rolando” bandita da Zonta Club Alessandria.

Un avviso per tutte le studentesse che frequentano l’ultimo anno delle superiori residenti in provincia di Alessandria.

Possono partecipare coloro che sceglieranno di frequentare il primo anno di Ingegneria Biomedica.

La domanda va inviata entro il 30 settembre a info@zonta-alessandria.org

Ancora una volta Zonta Club Alessandria sceglie di incentivare gli studi STEM orientando verso una facoltà che garantisce, in Italia, importanti sbocchi occupazionali: le ingegnere biomediche si occupano della  progettazione pianificazione, programmazione e gestione di sistemi complessi che possono riguardare il comparto medico-sanitario, ma anche quello dei dispositivi digitali e in generale del settore ICT.

Una laureata in ingegneria biomedica può trovare lavoro nell’ Industria Farmaceutica, nelle Aziende ospedaliere, sia pubbliche che private, in Società di servizi di telemedicina e la gestione di apparecchiature e impianti medicali, in  Laboratori clinici specializzati ma anche in industrie specializzate nella produzione di tecnologie simbiotiche uomo-macchina e sistemi neuro-artificiali in cui è importante l’integrazione tra neurofisiologia e tecnologie dell’informazione, o ancora in centri di ricerca rivolti all’interazione umana o alla diagnosi clinica tramite machine learning, alla robotica avanzata per la progettazione di sistemi neuromorfi o biomimetici, nonché in  Società di consulenza. L’obiettivo di Zonta Club Alessandria è aumentare il numero di laureate in materie STEM ( oggi solo il 16%  laureati è donna), per infrangere quel gap occupazionale e di progressione di carriera che limita il lavoro delle donne nel nostro Paese.

La domanda di ammissione d va redatta utilizzando il modulo scaricabile dal sito www.zonta-alessandria.org La graduatoria sarà formulata sulla base del miglior punteggio  – a partire da un minimo di 90 (novanta) -dell’esame conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore e del superamento dell’eventuale prova di ammissione al Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica. In caso di parità sarà data precedenza alla studentessa con condizioni di reddito familiare più disagiate.

Il valore della borsa di studio è pari a 1.500 euro e sarà assegnato in due tranche: un terzo all’accettazione della borsa ( ottobre 2021), e la restante parte dopo la verifica del superamento di tutti gli esami obbligatori del 1° anno entro l’ultima sessione utile per rispettare l’anno accademico.

Per informazioni: info@zonta-alessandria.org   – 3398512631

ORVIETO. POLIZIA DI STATO. OPERAZIONE “MOTOR PAY”, TRUFFE ON LINE.

Operazione “Motor Pay”: Stradale denuncia 38 persone per truffe online

stradale di orvieto

Una banda specializzata nelle truffe online è stata scoperta dagli agenti della Polizia stradale di Orvieto (Terni) al termine dell’indagine “Motor pay”, che è durata oltre un anno ed ha portato alla denuncia di 38 persone responsabili di riciclaggio, truffa aggravata, falsa denuncia all’autorità.

Tutto è partito dalla denuncia di un imprenditore della zona che aveva acquistato su Internet un motore per un autoveicolo, mai consegnato.

Il motore da acquistare era stato trovato su un sito web e la ditta, con tanto di centralino con musica di attesa telefonica e segretaria che risponde alle richieste, in un primo momento sembrava affidabile, ma a trattativa conclusa con il pagamento di mille e 400 euro, attraverso un bonifico su un Iban associato ad una carta Postepay Evolution, il venditore si era reso irreperibile ed il motore non era stato mai consegnato.

L’imprenditore si era reso conto di essere stato vittima di una truffa e ha presentato denuncia alla Stradale di Orvieto.

Ma le indagini della Polizia Stradale per tentare di identificare il responsabile del reato, sia i numeri telefonici forniti dal denunciante che il sito internet non erano riconducibili a persone realmente esistenti così come non esisteva il luogo in cui dovrebbe trovarsi la presunta azienda venditrice.

La carta Postepay su cui era stato eseguito il pagamento del motore era l’unico punto di partenza per i poliziotti e gli approfondimenti della Stradale di Orvieto hanno consentito di scoprire che vi erano legate oltre 100 carte, sempre Postepay sulle quali avvenivano numerosi movimenti di denaro provenienti da altre truffe online.

Una di queste carte in un solo mese aveva avuto movimenti per oltre 50 mila euro.

Nonostante le difficoltà e una lunga attività di indagine, gli agenti sono però riusciti a scoprire una rete ben organizzata che movimentava, attraverso truffe, centinaia di migliaia di euro.

SALERNO. POLIZIA DI STATO. CONFISCATI 16 MILIONI DI EURO A IMPRENDITORE COLLUSO CON LA MAFIA.

Salerno: confisca di 16 milioni di euro ad un imprenditore

Volante della Polizia

La confisca di beni di circa 16 milioni di euro ad un imprenditore salernitano di 55 anni, disposta dal tribunale di Salerno su richiesta della direzione distrettuale Antimafia, è stata eseguita dalla questura di Salerno e dal servizio centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

A gennaio scorso nei confronti dell’imprenditore, già condannato anche per reati commessi per favorire il clan “Marandino”, era stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, insieme ad altri 10 indagati, per i reati di intestazione fittizia di beni, peculato, interruzione di pubblico servizio, favoreggiamento personale, emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio ed altro.

Con questo provvedimento di confisca, esteso anche all’estero, per la prima volta nel nostro Paese è stata applicata la procedura introdotta dal nuovo Regolamento europeo in materia.
Il Tribunale, dopo il sequestro dei beni eseguito in concomitanza con gli arresti di gennaio, ha disposto la confisca di una società con sede in Italia, 2 associazioni di soccorso, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari, 12 terreni siti in Capaccio, Salerno, un terreno a Zimbor in Romania e disposto anche l’applicazione della misura di prevenzione di obbligo di soggiorno per la durata di tre anni.

Le recenti indagini svolte dalla Squadra mobile di Salerno hanno determinato l’esecuzione delle misure cautelari personali in quanto, l’uomo, nonostante i numerosi provvedimenti giudiziari ed amministrativi avvenuti nel tempo, non ha mai mutato la propria condotta, replicando i medesimi reati.

Il Tribunale ha, inoltre, riconosciuto la pericolosità sociale dell’uomo anche sulla base delle sue attività illecite perpetrate fin dalla seconda metà degli anni ’90.

Risalgono a quel periodo, infatti, le denunce per truffa, ricettazione, violazione delle norme tributarie, traffico di carte clonate, nonché le operazioni di distrazione di beni e capitali in danno dei creditori delle società amministrate, formalmente o di fatto e poi dichiarate fallite; Attività per le quali l’imprenditore ha accumulato un grosso capitale successivamente reinvestito in diversi settori imprenditoriali, e per le quali ha riportato due condanne per bancarotta fraudolenta.

Il direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Francesco Messina ha sottolineato come “la confisca a carico dell’imprenditore salernitano costituisce il risultato concreto di una strategia adottata negli ultimi due anni dalla direzione centrale Anticrimine su tutto il territorio nazionale e che proseguirà allo scopo di innovare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata strutturata, conseguendo l’importante risultato di colpire i patrimoni illecitamente accumulati. È importante rimarcare che per la prima volta nel nostro Paese è stata attivata la proceduta introdotta dal Regolamento europeo 2018/1805, entrato in vigore a dicembre 2020, concernente il riconoscimento reciproco del provvedimento di congelamento e di confisca dei beni, in questo caso eseguito in Romania”.

Olivia Petillo

POSTALMARKET. SOLD OUT LE PRIME OFFERTE DEL CATALOGO, ANDATI A RUBA I VOUCHER SCONTATI.

POSTALMARKET, SOLD OUT LA PRIMA OFFERTA DEL CATALOGO
Alessandria. Reazione oltre ogni aspettativa dei fan, i cataloghi messi in vendita con il voucher scontato andati a ruba, la promozione è sospesa dieci giorni prima della sua fine. In ottobre torna in edicola il catalogo più amato dagli italiani. L’azienda: “Non ci aspettavamo tanto affetto”
 Si sapeva che il ritorno di Postalmarket era atteso. Ma nessuno immaginava quanto. Ebbene, in pochi giorni sono andati letteralmente a ruba le copie che la società aveva posto in vendita con uno sconto speciale e in preordine (il costo di copertina ridotto da 9,9 euro a 6,9; in aggiunta un voucher da 10 euro per il primo acquisto).

Di qui, la decisione di annunciare sui social network il sold out con oltre 20.000 persone che si sono registrate alla newsletter. “Non ci aspettavamo tanto affetto dai nostri fan storici”, fanno sapere dall’azienda. “Sapevamo dell’amore che c’era verso il catalogo che ha rappresentato la storia dell’Italia e dei suoi consumi.

Ma adesso ne abbiamo la prova concreta. Le aspettative sono alte, saremo in edicola ad ottobre con il catalogo suddiviso in sei mondi, dentro ai quali ci sarà la bellezza dei prodotti italiani. Non vediamo l’ora che questa avventura inizi davvero”. 

Il modello di business di Postalmarket è totalmente innovativo. In era di e-commerce e di vendite on line, infatti, il catalogo propone una selezione di prodotti autorevole, dà la garanzia del proprio marchio e dei prodotti posti in vendita. E per questo raggiunge il target delle persone meno giovani, o quantomeno quelle che non amano gli acquisti on line.

Ma in questa rinascita di Postalmarket (il tema della “rinascita” sarà centrale in tutta la comunicazione) ci saranno anche le tecnologie più avanzate. L’ecommerce di supporto, che ovviamente ammicca a chi, invece, preferisce fare acquisti solo on line, è sviluppato con tecnologia Storeden e di supporto ci sarà anche una app con tanto di realtà aumentata (inquadrando il catalogo sarà possibile vedere dei video sui prodotti).

In copertina confermata la scelta di Diletta Leotta, volto che andrà ad aggiungersi alle icone di stile e di moda che negli anni hanno occupato la copertina della rivista, come Ornella Muti, Romina Power, Carla Bruni, Cindy Crawford, Claudia Schiffer e molte altre. La versione cartacea accoglierà una selezione accurata di prodotti degli oltre 150 marchi italiani divisi in sei categorie: abbigliamento donna/uomo e accessori, intimo, casa, salute e bellezza, cibo e bevande, tempo libero. Ma il catalogo avrà anche contenuti giornalistici con firme autorevoli, curiosità e consigli sullo shopping.

“Per questa prima edizione è stato scelto il filone conduttore della rinascita”, concludono dalla società proprietaria del marchio. “La storia italiana di Postalmarket si identifica con l’italianità e quindi saranno presenti solo ed esclusivamente aziende italiane e che rappresentano perfettamente l’identità del nostro territorio, che sta lavorando in questi mesi per rinascere e ritornare alla normalità”. 

FERRARA. G.di F.-SEQUESTRATO LO STADIO “PAOLO MAZZA”, DENUNCIATE 9 PERSONE PER FRODI IN PUBBLICHE FORNITURE E FALSO IN PROGETTO E COLLAUDI.

Comando Provinciale Ferrara

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara sta eseguendo il sequestro preventivo, emesso il 16.08.2021, su richiesta del P.M. dott.ssa Barbara Cavallo in data 30.06.2021, dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, della tribuna “EST” e la copertura della gradinata “NORD” dello Stadio comunale “PAOLO MAZZA” di Ferrara.

La decisione del sequestro decisa dell’A.G. ferrarese è fondata sugli esiti degli accertamenti tecnici effettuati dal consulente della Procura della Repubblica di Ferrara, Prof. Ing. Pellegrino, che ha rilevato una serie di criticità delle strutture sottoposte a sequestro e ribadito tutte le non conformità già rilevate in sede di consulenza preliminare.

I finanzieri al termine delle indagini hanno denunciato 9 persone per frode in pubbliche forniture e falsi in progetto e collaudi, tra tecnici e titolari/responsabili delle imprese che hanno ampliato il nuovo stadio “Paolo Mazza”.

La permanenza della squadra spallina in serie “A” nel campionato di calcio 2018/2019 e la conseguente necessità di ampliare lo stadio sino a 16.000 posti ha dato il via alle irregolarità nell0esecuzione dei lavori.

Ma alcuni mesi dopo l’ultimazione dei lavori, una delle imprese sub-appaltatrici coinvolta nell’esecuzione delle opere inviava alla Spal, alla Prefettura, alla Questura, al CONI e al Comune di Ferrara una diffida all’utilizzo delle strutture in relazione ad alcune “criticità severe nella esecuzione delle procedure di montaggio tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti”.

Le indagini sono state delegate dalla Procura estense al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara per valutare l’effettiva conformità delle strutture relative alla copertura gradinata nord e struttura e copertura gradinata est alla normativa di legge e di regolamento, con particolare riferimento alla normativa antisismica, e se evidenziavano irregolarità nell’esecuzione dei lavori.

Sulla base delle preliminari analisi condotte dal consulente tecnico, la Procura di Ferrara ha disposto, nel luglio del 2019, il sequestro probatorio della copertura tribuna nord e della gradinata e della copertura della curva est, nonché accertamenti tecnici in contradditorio al fine di verificare la corretta progettazione ed esecuzione delle strutture. Il Prof. Ing. Pellegrino, già nella sua relazione preliminare, evidenziava alcuni elementi di criticità strutturale e di non conformità emersi durante i sopralluoghi eseguiti a campione presso la curva est e la gradinata nord dello stadio.

Il consulente dopo le verifiche ha segnalato che, in relazione alle varie situazioni di non conformità accertate, il livello di sicurezza dello stadio potesse ritenersi accettabile “solo nel breve periodo”, ma dovendo essere predisposto, con tempestività ed urgenza, un progetto esecutivo sulla messa a norma della struttura che riportasse la stessa ai margini di sicurezza previsti dalle NTC 2018.

L’Autorità Giudiziaria, nel mese di agosto 2019, ha quindi disposto il dissequestro della struttura, contestualmente segnalando alle Autorità competenti la necessità di un’importante serie d’interventi (il cui valore è stato stimato dallo stesso consulente nella somma di circa € 600.000).

L’ulteriore consulenza e le successive note tecniche del Prof. Ing. Pellegrino hanno evidenziato che, anche a fronte degli interventi eseguiti nelle more del procedimento su sollecitazione dell’Autorità Giudiziaria (realizzati solo in minima parte e ritenuti non pienamente efficaci al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza), le verifiche sono da ritenersi tuttora non soddisfatte. Significa che il margine di sicurezza stabilito dalle norme non è garantito, con conseguente rischio per l’incolumità pubblica superiore a quello ritenuto accettabile dalle norme medesime.

Per queste ragioni, all’esito delle indagini preliminari, in data 30.06.2021, la Procura inoltrava al Giudice per le Indagini Preliminari una richiesta di sequestro preventivo delle strutture sopra indicate, segnalando la pericolosità delle stesse alla luce delle anomalie riscontrate.

CAGLIARI. POLIZIA DI STATO. UN VELIERO PER IL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI ESSERI UMANI, 6.000 EURO A CLANDESTINO.

Cagliari: traffico internazionale di esseri umani con veliero, 2 arresti

Avevano trasportato migranti dalla Tunisia in Italia con un veliero di 17 metri battente bandiera olandese.

Due uomini, un tunisino di 62 anni e un tedesco di 26, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Cagliari in un’operazione effettuata insieme alla Guardia costiera con abbordaggio effettuato in mare, a circa 2 miglia a largo della spiaggia di Piscinni, Cagliari.

I due uomini erano destinatari di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Cagliari per associazione per delinquere transnazionale finalizzata al traffico internazionale di migranti.

Secondo le indagini della Squadra mobile, i due erano i capi dell’organizzazione criminale e l’arresto si è reso necessario in quanto era imminente un trasporto sul territorio nazionale di alcuni migranti di origine maghrebina definiti “uomini di potere” e “bombe per l’Europa”. Tenuto conto della gravità del progetto, la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari ha dato ordine di eseguire le misure cautelari non appena il veliero avesse di nuovo raggiunto le coste italiane.

Per la localizzazione e l’abbordaggio del veliero è stato fondamentale l’impiego di mezzi aerei e navali della Guardia costiera che dopo diverse missioni di ricerca protratte per giorni, ha individuato l’imbarcazione a 50 miglia a sud della Sardegna; la barca era monitorata anche da una microspia Gps/Gsm installata dalla Squadra mobile. L’abbordaggio è scattato quando due motovedette della Guardia costiera, con a bordo anche gli investigatori, hanno intimato all’equipaggio di fermare la barca. Tutta l’area era sorvegliata da un elicottero e da un aereo della Guardia Costiera.

Le indagini iniziarono il 30 agosto 2020 dopo lo sbarco a Capo Malfatano, in provincia di Cagliari, di 5 tunisini e due tibetani. I migranti furono avvistati da alcuni bagnanti mentre scendevano a terra dal tender partito dal veliero e dal gestore di un chiosco sulla spiaggia che chiamò immediatamente le Forze dell’ordine.

La ricostruzione di quello sbarco ha permesso alla Squadra mobile di avviare una complessa indagine e di attivare numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali con le quali sono venuti a conoscenza dell’esistenza dell’organizzazione criminale che ha ramificazioni internazionali in grado di trasportare in Italia decine di stranieri provenienti dal nord Africa e dai Paesi asiatici (Tunisia, Algeria, India, Cina, Taiwan, Vietnam).

L’organizzazione si faceva pagare dai 3 ai 6mila euro a persona, per il viaggio in Italia con il veliero e il successivo trasporto in auto verso altri Paesi dell’unione europea e quando serviva era in grado di fornire anche dei documenti falsi.
I migranti venivano prelevati dalla Grecia o dalle coste della Tunisia e dell’Algeria, “da dove si poteva partire senza subire controlli”, come gli stessi indagati affermano nelle intercettazioni.

Il veliero era gestito dal cittadino tunisino che risulta essere era anche l’armatore, mentre il cittadino tedesco svolgeva le mansioni di “manager di bordo”, come lui stesso si definiva con i migranti, e organizzava gli sbarchi.

Durante la perquisizione dell’imbarcazione i poliziotti hanno trovato un foglio, appeso in diverse parti della barca, nel quale si davano istruzioni in inglese ai clandestini, per “facilitare” la convivenza a bordo durante le lunghe traversate sino alla Sardegna o alla Sicilia.
Ai migranti veniva dato ordine di: “non parlare mai con il Capitano”, “non entrare nella stanza del Capitano e nel bagno dell’equipaggio”, “non fare nessuna foto”, “non gettare in mare la spazzatura”, “non salire mai in coperta durante le ore del giorno”, “non prendere cibo se non autorizzati ma solo acqua”, “pulire ciò che viene sporcato”, “non fumare nelle cabine”. Il veliero è stato sequestrato e condotto nel porto di Cagliari.

All’operazione hanno partecipato anche la Digos di Cagliari e il commissariato di Iglesias.

Olivia Petillo

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