Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ALESSANDRIA. I LAVORATORI DELLE SOCIETA’ CONCESSIONARIE AUTOSTRADALI POSSONO TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO.

Approvato un emendamento della deputata del Partito Democratico,Cristina Bargero,che sposta dal 20% al 40% la percentuale dei lavori eseguibili in house dai gestori delle autostrade.  I 3000 lavoratori delle concessionarie autostradali hanno vinto la battaglia ed ora le società concessionarie autostradali non hanno più alibi e nei prossimi giorni verrà chiesto loro di ritirare il piano che prevedeva 1.200 esuberi in Piemonte. L’on.Cristina Bargero non ha nascosto la soddisfazione per l’approvazione del suo emendamento che salva migliaia di posti di lavoro:”Il loro posto di lavoro è salvo! Ringrazio chi ha votato il mio emendamento, il governo, Matteo Renzi, Rosato e Morando, i senatori Esposito e Borioli ma soprattutto i sindacati che ci hanno sempre creduto”!

Le foto sono state prese dal profilo facebook dell’on.Cristina Bargero che ringraziamo e alla quale facciamo i nostri auguri di Buon Natale,Buone feste,felice anno nuovo e buon proseguimento di lavoro.

TORINO. IN CENTRO A PAGAMENTO. LA ZTL 24 ORE AL GIORNO,MA SENZA PERMESSO SI PAGA IL BIGLIETTO D’INGRESSO.

La ZTL a Torino sarà,come nei progetti della giunta pentastellata,estesa a 24 ore algiorno ed l’ingresso sarà a pagamento.

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Palazzo Civico cambia  Ztl torinese nata come misura sperimentale nel 1997 e che nel tempo ha subito poche modifiche.
Gli assessori alla Viabilità e al Commercio, Maria Lapietra e Alberto Sacco, hanno presentato la proposto del comune alle associazioni dei commercianti.

La Ztl firmata Appendino porterà a modifiche sostanziali,cambieranno gli orari: dall’attuale orario 7,30- 10,30,al nuovo che prevede l’estensione dalle 7,30 alle 19,30,con la volontà della giunta di estenderla a 24 ore e il ticket di ingresso di 4 /5 euro per i non resedenti. Previste riduzioni per i veicoli a basso impatto inquinante ed elettrici,ai quali l’ingresso potrebbe essere gratuito. La sosta con il pagamento del ticket dovrebbe essere gratuita per le prime ore.

L’assessore Lapietra con i tecnici di Comune, Gtt, 5T e Csi ha realizzato uno studio incrociando i dati dell’attuale Ztl,i realtivi incassi derivanti dai parcheggi, strisce blu, e i passaggi nei parcheggi sotterranei.

Palazzo Civico evidentemente è insoddisfatto della situazione attuale e vuole realizzare alcune modifiche per incrementare gli incassi: attualmente in centro entrano 75 mila veicoli, dei quali 11.500 appartengono ai residenti,21 mila hanno un permesso ed i restanti 42.500 entrano dopo le 10.30.

6 mila veicoli parcheggiano nelle zone a pagamento per una media di 1,30 ore, 5.000 nei parcheggi per circa 3 ore.

Tutto questo studio per accorgersi che 31.500 veicoli non parcheggiano nelle strisce blu,o peggio non pagano il ticket,parcheggiano in doppia fila e qualcuno la usa come via di passaggio.

La Ztl edizione 5 stelle nasce con lo scopo di eliminare i “portoghesi della sosta e dell’attraversamento del centro gratis. In alternativa visto che tanto il ticket di ingresso lo pagano possono anche fermarsi a “bivaccare in centro”.

La nuova ZTL ha già ottenuto il via libera del ministero dei Trasporti,la via torinese alla traffico in centro,e Lapietra ai commercianti di Ascom,Confesercenti e associazioni del centro:”Questo sistema rende più vivibile il centro. I residenti ci guadagnano e i commercianti non hanno nulla da perdere: chi viene in centro a fare acquisti avrà almeno due ore di sosta gratuita, che compensano, anzi superano, il costo di accesso; tutti gli altri già oggi usano il centro solo come zona di transito, senza fermarsi. Questo modello favorisce la trasformazione della zona in un centro commerciale naturale”.

 

L’ingresso nella Ztl potrebbe essere regolato con una registrazione sul portale,un app sul cellulare o un telepass.

 

TORINO. SCIOPERO DI 8 ORE DEI LAVORATORI EDILI IL 18 DICEMBRE 2017.

CGIL CISL E UIL HANNO PROCLAMATO 8 ORE DI SCIOPERO PER IL GIORNO 18 DICEMBRE 2017 DEI LAVORATORI EDILI

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Lunedì 18 dicembre i lavoratori edili scioperano per chiedere che il loro contratto nazionale, ormai scaduto da oltre un anno, sia rinnovato. Alla proclamazione dello sciopero, Feneal, Filca, Fillea sono giunte dopo aver preso atto dello stallo della trattativa. L’incontro tenutosi con Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) il 12 dicembre, pur registrando “alcune timide aperture”, ha riconfermato le distanze molto significative rispetto alle richieste contenute nella piattaforma per il rinnovo del Ccnl.
Aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi; difesa e riforma delle Casse edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati), contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping contrattuale; più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più; creazione di un fondo sanitario integrativo nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del fondo integrativo per il pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani: queste le richieste consegnate alle controparti.
Alle posizioni di chiusura dell’Ance, che ancora una volta non ha dimostrato di voler chiudere in tempi brevi la trattativa, si aggiunge la mancata volontà al confronto delle associazioni artigiane. Le controparti continuano a non raccogliere la sfida principale che come sindacato abbiamo lanciato: mettere il rinnovo del contratto, la strumentazione bilaterale (Cassa edile, Ente Scuola, Cpt), la valorizzazione delle professionalità al servizio di una ripresa di qualità del nostro settore, basata su regolarità, innovazione, giusti riconoscimenti salariali.
Un contratto nazionale per una qualificazione maggiore del sistema, del lavoro e dell’impresa, per poter affrontare le sfide con cui il settore si deve confrontare: per queste ragioni è stato indetto lo sciopero per l’intera giornata di lunedì 18 dicembre di tutte le imprese edili con manifestazione interregionale del Nord Italia a Torino, con partenza del corteo alle 9,30 da piazza Castello. Terrà il comizio conclusivo Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil nazionale. Altre manifestazioni sono previste contemporaneamente a Cagliari, Napoli, Palermo, Padova, Roma”.

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Le SEGRETERIE PROVINCIALI di ALESSANDRIA
FENEALUIL FILCA-CISL FILLEA-CGIL

TORINO. PROTOCOLLO DI INTESA TRA GUARDIA DI FINANZA E SOCCORSO ALPINO.

SIGLATO UN PROTOCOLLO D’INTESA
TRA LA GUARDIA DI FINANZA E IL SOCCORSO ALPINO


È stato siglato oggi un protocollo d’intesa tra il Comando Regionale
Piemonte della Guardia di Finanza e il Soccorso Alpino e Speleologico
Piemontese (S.A.S.P.), facente parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino
e Speleologico (C.N.S.A.S.), al fine di rafforzare la collaborazione nelle
attività operative in ambienti impervi, anche attraverso la razionalizzazione
dell’impiego delle risorse umane e strumentali a disposizione , perseguendo
obiettivi di massima efficienza, tempestività e sicurezza negli interventi di
ricerca e soccorso delle persone disperse o infortunate in montagna.
A firmare l’accordo, presso la caserma “Emanuele Filiberto di Savoia Duca
d’Aosta” di Torino – Corso IV Novembre n. 40, sono stati il Comandante
Regionale Piemonte della Guardia di Finanza, Generale di Brigata Giuseppe
Grassi ed il Presidente del S.A.S.P., Sig. Luca Giaj Arcota, alla presenza
dell’Assessore all’Ambiente e all’Urbanistica della Regione Piemonte, dott.
Alberto Valmaggia.
Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.) e il S.A.S.P. già da
molti anni collaborano in piena sinergia ne l corso degli interventi in
montagna ed organizzano esercitazioni congiunte, anche con l’impiego di
elicotteri, per migliorare l’addestramento e l’affiatamento del personale;
l’accordo, quindi, valorizza l’attività svolta “sul campo” da tutti gli operatori,
consentendo di automatizzare molte procedure, per essere più rapidi ed
efficienti.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è nato nel 1954 ed in
Piemonte conta 12 Delegazioni, 11 alpine e 1 speleologica, organizzate in
56 Stazioni.
Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è nato nel 1965 e conta 25
Stazioni dislocate sul territorio nazionale, delle quali 4 in Piemonte, a
Bardonecchia, Cuneo, Domodossola e Riva Valdobbia.
Oltre al personale specializzato nel soccorso alpino “tradizionale”, cioè in
grado di arrampicarsi in parete per raggiungere gli infortunati o di
intervenire in ambienti colpiti da valanghe, il S.A.S.P. e il S.A.G.F.
dispongono di personale addestrato a calarsi dall’elicottero con il verricello,
per procedere a recuperi con barella nonché di unità cinofile, abilitate alla
ricerca di persone disperse in valanga o sepolte da macerie. Gli elicotteri
normalmente impiegati nelle attività di soccorso sono quelli del servizio di
emergenza 118, ma vengono utilizzati anche velivoli della Sezione Aerea
della Guardia di Finanza di Como, dotati di specifica configurazione per
questo genere di attività.
Il protocollo d’intesa, oltre a incrementare la collaborazione, si pone
l’obiettivo di integrare le competenze specifiche dei due corpi. Mentre i
componenti del S.A.S.P. sono specializzati nel soccorso sanitario in
ambiente impervio, sono cioè in grado di stabilizzare e trattare ogn i sorta di
infortunio in montagna, gli appartenenti al Soccorso Alpino della Guardia di
Finanza (S.A.G.F.) rivestono anche la qualifica di ufficial i e agenti di polizia
giudiziaria, che li rende interlocutori qualificati dell’Autorità Giudiziaria , nei
casi in cui sia necessario verificare la sussistenza di responsabilità penali in
occasione di sciagure in montagna o elevare verbali, per violazioni afferenti
alle norme poste a presidio della sicurezza degli utenti della montagna.
I compiti del S.A.G.F. comprendono anche la vigilanza nei comprensori
sciistici ed il controllo economico del territorio, in ausilio ai reparti ordinari
del Corpo.
In definitiva, il protocollo d’intesa avrà il pregio di coniugare la grande
capillarità nella distribuzione sul territorio montano e la funzione attribuita
dalla legge di coordinamento nelle ricerche di dispersi in ambiente impervio
del S.A.S.P. con le specifiche qualifiche e competenze dei militari del
S.A.G.F., in modo da garantire un sempre migliore servizio alla cittadi nanza.

ROMA. EUROSTAT: LA POVERA ITALIA.

L’Italia è un paese per poveri ed è un paese che ha distrutto la classe media, spinto verso la povertà milioni di famiglie dalla crisi del 2008 ai giorni nostri.

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Eurostat: l’Italia è il Paese che conta più poveri in Europa.

L’analisi dell’Ufficio Statitico dell’Unione Europea sul tasso di privazione sociale non lascia spazio alla fantasia e mentre nel 2016 i poveri erano quasi 10,5 milioni nel 2016 l’incremento è stato del 30 %.

La classifica si basa su una serie di indicatori che valutano le possibilità economiche delle famiglie.

Le spese prese in considerazione da Eurostat sono in sequenza:

affrontare spese impreviste;

una settimana di vacanza annuale fuori casa;

evitare arretrati in mutui, affitti, utenze e / o rate di acquisto a rate;

permettersi un pasto con carne, pollo o pesce o equivalente vegetariano ogni secondo giorno;

mantenere la propria casa adeguatamente calda;

una macchina / furgone per uso personale;

sostituire i mobili logori;

sostituire i vestiti logori con alcuni nuovi;

avere due paia di scarpe adeguate;

spendere una piccola somma di denaro ogni settimana su se stesso (“paghetta”);

avere attività ricreative regolari;

stare insieme con amici/famiglia per un drink pasto almeno 1 volta al mese;

possedere una connessione Internet.

I dati dell’Istat sulle condizioni di vita degli italiani, nel 2016 si registra il record storico negativo per le persone a rischio di povertà ,20,6%, e quelle a rischio di povertà o esclusione sociale,30%.

La stima delle famiglie a rischio povertà o esclusione sociale per il 2016 è infatti del 30% con un peggioramento rispetto al 2015 con una percentuale del 28,7.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali spiega che la povertà è un fenomeno complesso e dipende da molteplici  fattori: mancanza di reddito e scarse probabilità di partecipare alla vita economica e sociale del Paese.

L’Istat rileva che il rischio di cadere nella condizione di povertà riguarda sia i singoli individui,dal 19,9% al 20,6%, che coloro che vivono in famiglie con pochi mezzi,dall’11,5% al 12,1%, e le persone che vivono in nuclei familiari con poche possibilità occupazionali.

Le aree più esposte sono il meridione, il Centro Italia con un quarto dei residenti a rischio povertà.

L’Unione Nazionale Consumatori con Massimiliano Dona che spiega: “Non solo i dati peggiorano rispetto al 2015, ma mai si era registrato un dato così negativo dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2003. Sono dati da Terzo Mondo, non degni di un Paese civile. Non si tratta solo di una priorità sociale e morale, ma anche economica. Fino a che il 30% degli italiani è rischio povertà o esclusione sociale è evidente che i consumi delle famiglie non potranno mai veramente decollare e si resterà intorno all’1 virgola. I dati ci dicono che non basta varare il Rei (Reddito di inclusione sociale, ndr) cercando di tamponare l’emergenza. Bisogna evitare che le file dei poveri assoluti continuino ad ingrossarsi, risolvendo i problemi di chi, pur stando ora sopra la soglia di povertà assoluta o relativa, rischia di finire sotto perché non riesce a pagare le bollette o ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro”.