Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ALESSANDRIA. BORSALINO: L’AZIENDA DI CAPPELLI ALESSANDRINA FAMOSA NEL MONDO DA SALVARE.

IL 7 NOVEMBRE 2017 IL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA DECIDERA’ LE SORTI DELLA STORICA FABBRICA DI CAPPELLI FAMOSA IN TUTTO IL MONDO PER AVER COPERTO LE TESTE DI ATTORI FAMOSI,POLITICI,INDUSTRIALI,PERSONAGGI CELEBRI,GENTE COMUNE E,ANCHE,FAMOSI GANGSTER E BOSS MAFIOSI COME  AL CAPONE NON RINUNCIAVANO MAI AL BORSALINO.

Lo storico marchio di cappelli nato originariamente per soddisfare la moda femminile del XX secolo,venne indossato dal 1920 come accessorio dagli uomini della classe agiata.

Il ‘borsalino’ è presente nel dizionario Treccani: “marchio registrato di un cappello floscio di feltro, per uomo, con cupola a tronco di cono e tesa di media larghezza, prodotto dalla fabbrica Borsalino”.

Ebbe il suo periodo di massima popolarità e diffusione nel 1930, fino a sostituire la Lobbia, in ogni colore pur essendo il nero, il marrone e il rosso quelli più comuni.

La fedora fu un simbolo femminile entrato nella cultura,gli usi e i costumi delle donne a partire dal 1891,quando a seguito della sceneggiatura di Victorien Sardou,scritta per Sarah Bernhardt,messa in scena per la prima volta in America,interpretava il ruolo della principessa Fedora. La moda maschile del Borsalino si impose nel XX secolo,quando molti Haredi e altri ebrei ortodossi indossavano Borsalini neri,ma non solo perché veniva spesso usato in città per proteggere la testa dal vento e dalle intemperie,ma poteva essere arrotolato se inutilizzato.

I cappelli non sono tutti uguali. Un borsalino è per sempre. Robert Redford addirittura scrisse una lettera a un ererde della famiglia Borsalino per avere il copricapo che indossava Mastroianni in “8 e 1/2“: “Dear Vittorio, you may remember me…my name is Robert Redford”.

Il cappello Borsalino ebbe un periodo di bassa popolarità verso la fine degli anni ’50-’60,ancora prima della west-coast degli USA nota più per l’abbigliamento casual.

Il cambio di moda di quegli anni con colletti e cravatte più sottili,l’introduzione delle auto negli anni ’50 che rendeva difficile indossare cappelli durante la guida,l’immagine di accessorio usato solo da persone anziane negli anni ’70  ne decretarono la “non essenzialità” e il declino.

Il Borsalino è un cappello invernale di feltro soffice incavato nella sua lunghezza è stato rivalutato negli ultimi anni,ma le “fedore” anziché grigie,marroni o nere hanno diversi colori e motivi,ma le più comuni sono quelle a scacchi anche se se ne vedono di nere con strisce bianche.

 

Il Borsalino è divenuto famoso per essere stato usato come accessorio quotidiano da personaggi celebri, quali AL Capone,Federico Fellini, e Mitterand; attori famosi come Humphrey Bogart, Harrison Ford,Dan Aykroyd,Robert Englund(Freddy Krueger),John Belushi nel film The Blues Brothers.

Il film Borsalino del 1970 con Alain Delon e Jean Paul Belmondo; indossato da Rorschach personaggio dei fumetti Watchmen,nel manga/anime One Piece in cui unop dei tre ammiragli vestito da gangster si chiama Borsalino.

Il cappello associato ai gangster nell’era del proibizionismo e ai detective che lo combattevano. Il cappello associato spesso a personaggi nella parte del “duro” veniva usato spesso da Micheal Jackson durante le sue esibizioni.

Alla Borsalino,celebre fabbrica fondata da “u siur Pipen” nel 1857,un pezzo d’Italia che ha fatto la storia del cinema e della moda nel mondo,  si usa dire:”In passato creammo generazioni di stile. Oggi creiamo lo stile delle nuove generazioni”.

Il mito dei cappelli,Borsalino,però è destinata al declino se non si procederà al suo risanamento,che pur avendo chiuso il 2015 con un fatturato di 15 milioni di euro,e un più 20% nel 2016 rischia lo stop della produzione degli storici cappelli

I motivi sono da ricercare, come spiegava molto bene Piero Bottino de La Stampa nel 2015, nella speculazione della finanza e di come la finanza d’assalto possa  condizionare un industria sana fino a portarla all’estremo del fallimento.

 L’origine dei guai della Borsalino sono da imputare al finanziereastigiano,Marco Marenco,  61 anni, ex “re del gas” imputato per la maxi bancarotta fraudolenta delle sue società,e danni complessivi per oltre 3 miliardi di eurodi debiti non pagati con le banche e imposte e accise non versate all’Erario.

Dopo Parmalat il crack in Italia più oneroso.

Gli investigatori descrivono Marenco come un genio della matematica finanziaria e per uno “sfizio” aveva deciso di acquistare il marchio”Borsalino” di Alessandria,incrementando le scatole cinesi fatte di società dell’energia e un gioiellino della moda.

Le quote di almeno 11 società dopo il crack sono riconducibili al finanziere e messe sotto sequestro,ma tra queste compare anche la Borsalino di cui era proprietario per il 50,45%,oltre al 17,47% del cappellificio Finind commissariato per bancarotta.

I componenti del Cda della Borsalino,Marco Moccia, Francesco Canepa, Raffaele Grimaldi,deve pagare i dipendenti e in parte i fornitori,ma a causa della scarsa liquidità al tribunale di Alessandria il concordato preventivo: lo strumento giuridico per evitare il fallimento con cui si cerca un accordo per dare una parziale soddisfazione ai creditori e proseguire l’attività dell’azienda.

Borsalino è nel mirino dei creditori,o meglio è entrata nel crack di marenco,e il futuro è tutt’altro che scontato finchè Philippe Camperio, imprenditore italo-svizzero, alla guida di un ‘collective’ di investitori, decide di investire nel salvataggio de Borsalino.

Philippe Camperio con i suoi soci sembrano poter dare affidamento e continuità all’attività del cappellificio subentrano nella proprietà a Maggio del 2015,affittando un ramo d’azienda attraverso il fondo Haeres Esquita, per poi diventarne proprietario alla fine dell’iter previsto dalla legge.

La Borsalino non conosce crisi e continua a vendere senza registrare contraccolpi per le sventure finanziarie e a ottobre lancia il progetto itinerante del  cappello su misura coinvolgendo nel progetto le boutique del marchio. L’alt del tribunale di Alessandria raffredda le speranze,ma non per la gestione italo-svizzero quanto ai problemi tecnico-contabili relativi alla precedente.

Il decreto del tribunale parla di sospetti giri di capitali fino al 2012-2013 con società del bancarottiere Marenco.

L’azienda non è  fallita e non è a passo dal fallimento poiché nessuna istanza di fallimento è stata presentata, esiste invece il rischio di una chiusura contrariamente alla volontà di proseguire nella produzione dello storico marchio. Le ipotesi al vaglio per uscire dal vicolo cieco in cui l’azienda si è trovata sono quella di presentare un altro concordato, nuova ristrutturazione del debito con una nuova iniezione di denaro o il ricorso in Cassazione.

Giuseppe Borsalino, “u siur Pipen”, classe 1834,per avere la qualifica di Maestro Cappellaio aveva lavorato per lunghi 7 anni nel cappellificio Berteil in Rue du Temple a Parigi,tornato ad Alessandria aveva aperto il suo laboratorio in via Schiavina insieme al fratello,e sicuramente non avrebbe voluto vedere la sua creazione finire nelle aule di un tribunale.

Siur Pipen aveva intuito che la provincia non era il suo destino,ma l’internazionalizzazione dl marchio poteva fare la sua fortuna e quella dell’azienda. Inghilterra: Denton, Stockport, Manchester, con le macchine che avevano rivoluzionato il mestiere dei cappellai. Nel 1897 visita la fabbrica di Battersby a Londra dove di nascosto, “senza farsi vedere”, intinge il suo fazzoletto nella vasca della ‘catramatura’ e porta in Italia il segreto inglese per la fabbricazione delle perfette bombette. Ma questa è leggenda ,il resto lo ha fatto la storia del marchio.

la Borsalino ha dieci punti vendita di proprietà in Italia , uno a Parigi ed è presente nelle boutique e negli stores di tutto il mondo: da Saks Fifth Avenue a Harrod’s, da Galeries Lafayette a Printemps.

Dove l’uomo fa il cappello e il cappello fa l’uomo,ma per fare tutto questo occorrono 50 passaggi produttivi con un processo tramandato di generazione in generazione dove si alternano macchine e mano dell’artigiano: sfioccatura, soffiatura, imbastitura, pre-follatura, visitaggio, bagnaggio, follatura, assemblaggio, tintura, sbridaggio, apprettatura, informatura, pomiciatura, informatura di seconda, visitaggio, bridaggio e finissaggio e sette settimane di lavoro per ogni copricapo.

ALESSANDRIA. VEG-EXPERT NASCE IN ITALIA IN OCCASIONE DEL MESE MONDIALE VEGAN.

COMUNICATO STAMPA]
IN OCCASIONE DEL MESE MONDIALE VEGAN,
NASCE IN ITALIA VEG-EXPERT
STUDIO NUTRIZIONISTICO A DISTANZA
CHE PROPONE UN’ALIMENTAZIONE
OTTIMALE, 100% VEGETALE
6 novembre 2017

Novembre è il mese mondiale vegan e in primis per i vegan, ma anche per tutte le persone che vogliono avvicinarsi a un’alimentazione sana basata sui vegetali, è stato pensato VegExpert, studio nutrizionistico a distanza: è un’esigenza sentita, in Italia, quella di trovare professionisti preparati nel campo dell’alimentazione a base vegetale, specie per la nutrizione in età pediatrica, nonché in gravidanza e allattamento. Non sempre si riesce a contattare qualcuno nella propria città e a prezzi ragionevoli.

VegExpert consente a tutti di prenotare una visita a distanza, per telefono o in collegamento video, con alcuni tra i professionisti più competenti e aggiornati d’Italia senza scomodi e costosi spostamenti nella città in cui ricevono, nonché avere una consulenza anche in orario serale o di sabato e domenica, ed è utile anche per le persone di lingua italiana che vivono all’estero.

Non è una directory di medici e nutrizionisti, come già ne esistono, pensata per raccogliere migliaia di recapiti per visite di persona, ma un singolo studio per visite a distanza, formato da pochi professionisti selezionati per loro competenza nella nutrizione 100% vegetale, esperienza, continuo aggiornamento attraverso la letteratura scientifica internazionale e rispetto dell’etica della professione.

A chi serve

I servizi di VegExpert servono:

– alle persone che vogliono consigli generali per migliorare l’alimentazione per sé o i propri figli;

– alle persone che necessitano di una dieta personalizzata, ad esempio per dimagrire, per la pratica sportiva, per intolleranze;

– a chi vuole pianificare uno svezzamento ottimale per il proprio bambino;

– alle donne che vogliono seguire una dieta sana per sé e il proprio bambino durante la gravidanza e l’allattamento;

– a chiunque voglia alleviare o eliminare un disturbo attraverso l’alimentazione.

VegExpert si rivolge a tutte queste persone, sia che seguano già un’alimentazione 100% vegetale (naturalmente, nonserve consultare un nutrizionista per il solo fatto di voler passare a un’alimentazione vegetale, ma per le esigenze specifiche sopra descritte), sia che siano ancora onnivore ma interessate a provare i benefici di una dieta ottimale, che è proprio quella 100% vegetale proposta da VegExpert, basata su cibi “nutrizionalmente densi”, senza colesterolo e grassi animali e ricchissimi di nutrienti preziosi.

Un’alimentazione ideale anche per la perdita di peso, perché, ricordiamolo, non si tratta solo di una questione estetica: sovrappeso e obesità sono la fondamenta su cui si sviluppano le principali malattie. Malattie vascolari, tumori, diabete, ipertensione. L’obesità è “la seconda causa di morte evitabile dopo il fumo”, secondo il Ministero della Salute. Con i consulenti VegExpert si può imparare come mangiare in modo sano e gustoso, tutto vegetale, senza rinunciare al piacere della buona tavola, e se si deve perdere peso si potrà riuscire senza grandi sacrifici.

Come funziona

La prenotazione delle visite avviene dal sito VegExpert.it, dove si può trovare l’elenco dei professionisti dello studio, completo di curriculum, e le prestazioni offerte divise per tipologia (visita per uno sportivo, elaborazione di una dieta per la gravidanza, ecc.). E’ molto semplice selezionare la consulenza e il professionista che si desidera. Fatta la prenotazione, si verrà contattati dal professionista per fissare l’appuntamento e decidere insieme la modalità della visita (telefonata o collegamento video).

Non resta che provare: www.VegExpert.it

Comunicato di VegExpert – info@VegExpert.it – www.VegExpert.it

MILANO. IL TUO LAVORO NON C’E’ PIU’, MA SE VUOI POSSIAMO BERCI UN CAFFE’ INSIEME.

Milano.Non è l’effetto del Jobs act come qualcuno malignamente ha scritto,ma il risultato di anni di attacchi al mondo del lavoro,al depotenziamento dell’art.18,e della legge 30 conosciuta come legge Biagi:voluta dal Ministro Maroni e votata dal convivio governativo Berlusconi-bossi-Tremonti.

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La foto della manifestazione in solidarietà con Anna è stata presa da facebook: fonte Il Giorno.

Il 3 novembre 2017,area industriale di Rho, la direzione aziendale convoca l’impiegata per “bere un caffè insieme”,ma il caffè era al veleno perché immediatamente dopo e l’hanno licenziata.  Anna Palombella, 51 anni, mamma separata con tre figli, di cui due ancora minorenni, dopo 33 anni e 8 mesi di lavoro alla Sicor-Teva Italia di Rho, azienda del settore chimico-farmaceutico al Giorno racconta:”Mi hanno consegnato la lettera e sono stata accompagnata fuori dai cancelli“. Licenziata senza nessun preavviso e senza nessuna comunicazione,comunque non dovute perché i provvedimenti disciplinari non devono essere obbligatoriamente anticipati ai rappresentanti sindacali, alle Rsu. Il motivo? La sua mansione di impiegata nell’ufficio personale è stata soppressa, o meglio, esternalizzata. Soppressione di ufficio norma contenuta nella legge 30 o Biagi e non nel jobs act che invece ne attenua i danni,pur restando valido il licenziamento.

Le organizzazioni sindacali e le Rsu,contro il licenziamento, hanno indetto uno sciopero di 8 ore con  presidio di protesta davanti ai cancelli di via Terrazzano giovedì scorso.

Ranieri, delegato sindacale della Filctem Cgil spiega:”Le motivazioni di una protesta così forte nei confronti dell’azienda riguardano le modalità adottate per il licenziamento. Le parti sindacali non sono state coinvolte nel processo di riorganizzazione del reparto dove lavorava la nostra collega e così non abbiamo avuto la possibilità di gestire le gravi ricadute occupazionali. Insomma abbiamo scoperto dell’esubero del personale a licenziamento avvenuto. Questo comportamento è inaccettabile”.

La lavoratrice licenziata era davanti ai cancelli insieme ai 180 colleghi occupati nel sito  di Rho: “Ho sempre lavorato tanto, facendo sacrifici, anche il sabato e la domenica da casa; solo qualche giorno prima c’era stata una riunione per definire gli obiettivi del 2018 e poi mi sono sentita dire che non hanno più bisogno di me senza alternative, senza darmi risposte, nemmeno avessi rubato, sono stata umiliata”.

Il primo incontro presso l’Ispettorato del lavoro,come previsto dalle nuove norme, c’è già stato,ma la direzione aziendale ha offerto alla lavoratrice un compenso economico,che evidentemente non incontra i favori della lavoratrice licenziata.  Leonardo Alfarano, funzionario della Femca Cisl Milano: “Noi chiediamo il reintegro anche con altre funzioni, auspichiamo che l’azienda trovi una soluzione per risolvere la vertenza della lavoratrice che tra l’altro è monoreddito con tre figli”.

Quel lavoro è così importante per la sussistenza di Anna e dei suoi ragazzi che ha dichiarato la sua disponibilità a essere trasferita in un altro sito.

Il sindacato sta garantendo ad Anna il supporto legale e annuncia: “Se sarà necessario faremo altre manifestazioni e bloccheremo l’attività produttiva”.

ALESSANDRIA.LE OO.SS.FilctemCGIL,Femca CISL,Uiltec UIL CHIEDONO UN INCONTRO CON LA BORSALINO.

Le OO.SS. Filctem CGIL-Femca CISL-Uiltec UIL, hanno richiesto un incontro alla Borsalino da tenersi immediatamente dopo l’udienza fissata per il giorno 7 novembre presso il tribunale di Alessandria, in modo da avere notizie circa l’ammissione della presentazione del concordato preventivo ad oggi ancora sospesa. 


Il rispetto delle regole che le parti sociali rivendicano non può in alcun caso risultare nocivo alla prospettiva dei lavoratori.



Sono ormai due anni che quest’azienda è attraversata da vicende di carattere giudiziali che fanno da sfondo alla quotidianità della vita lavorativa delle maestranze che a fatica riescono a contenere la preoccupazione sul loro futuro. Attività che non si è mai fermata e che continua a dimostrazione che questa, a differenza di altre, è un’azienda che avrebbe tutte le condizioni di efficienza, marginalità di profitto e di richiesta di mercato per garantirne la continuità. 

Il sindacato ribadisce l’importanza della Borsalino, un pezzo importante del made in Italy del paese e in particolare per la storia della città di Alessandria. Essa rappresenta  un patrimonio importante che va difeso e tutelato dove al centro ci devono essere i 130 dipendenti che con la loro professionalità hanno dimostrato di essere parte integrante di quest’azienda. 

Al sindacato e ai lavoratori non è chiaro il motivo per cui dopo due anni ancora non c’è un percorso positivo e definito in un contesto dove apparentemente le volontà di tutti i soggetti, istituzionali e non, portano tutte fuori dal guado. 

Si attende quindi con preoccupazione la data del 07 novembre auspicando ad una soluzione che permetta la continuità dell’azienda e delle garanzie sull’occupazione del territorio. 

Alessandria 02.11.2017

Filctem CGIL-FemcaCISL-Uiltec UIL

ALESSANDRIA. LA FP CGIL VINCE LE ELEZIONI PER LE RSU E DEGLI RLSSA NELLE AZIENDE DI IGIENE AMBIENTALE.

La funzione pubblica della CGIL si  è aggiudicata le elezioni per le RSU e le RLSSA delle aziende di igiene ambientale che si sono svolte a livello nazionale nei giorni del 25 e 26 ottobre 2017.

La partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici dall’election day ha avuto modo di dare prova di grande maturità e democrazia nel settore.

Nella nostra provincia la FP CGIL ha vinto le elezioni per le RSU ottenendo il 50% dei voti sul totale dei votanti.

Comunicato stampa FP CGIL AL elez RSU RLSSA Igiene Ambientale 25 e 26 ott 2017