Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ALESSANDRIA. IL COMUNE PROMUOVE LA E-MOBILITY.

Il Comune di Alessandria ha noleggiato un auto elettrica, una Citroen C-Zero, per la necessità di sostituire alcuni automezzi in uso alla Amministrazione, ormai obsoleti ed ad alte emissioni inquinanti. L’auto sarà utilizzata per il trasporto urbano.


“ La Città di Alessandria da almeno dieci anni porta avanti una politica attiva di riduzione dei consumi di energia, di riduzione delle emissioni inquinanti e di lotta al cambiamento climatico. Infatti è stata fra i primi comuni europei ad aderire alla Covenant of Majors, impegnandosi a compiere azioni virtuose in tal senso
– ha commentato il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco .
“ Recentemente – ha continuato il sindaco – abbiamo aderito al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia che fissa il nuovo traguardo della riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030 e richiede ai firmatari di affiancare alle azioni di riduzione dei consumi energetici, azioni per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Abbiamo già fatto molto in questo senso, ma andiamo avanti impegnandoci ad adottare ed applicare tecnologie innovative.
La scelta di utilizzare un’auto elettrica è un ulteriore passo in questa direzione che vuole stimolare buone pratiche per la  promozione della e-mobility. Questa è solo la prima, ma progressivamente procederemo alla sostituzione di tutte le auto con auto elettriche. Ricordo che in Città è consentito l’accesso nelle ZTL ai veicoli elettrici e che gli stessi possono beneficiare della sosta gratuita”.

Ad Amag è stato dato mandato di installare le colonnine di alimentazione per le auto elettriche.

ALESSANDRIA. CRESCE IL COMMERCIO ALESSANDRINO. ”NUOVE APERTURE SIGNIFICA POSTI DI LAVORO” LA PAROLE DEL SINDACO CUTTICA

L’Ufficio Commercio del Comune di Alessandria ha fornito i dati relativi alle attività commerciali sul territorio comunale nel periodo compreso fra il 1 giugno 2017 ed il 30 giugno 2018. Nel corso dell’anno si osserva un incremento delle aperture sia per quel che concerne gli esercizi classici del commercio al dettaglio, sia per le attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar e ristorazione varia). Nello specifico si possono osservare:
per la attività commerciali 226 aperture a fronte di 197 pratiche di cessazione
per le attività di somministrazione 85 nuove aperture e 53 cessazioni.
“Sono dati incoraggianti che fanno piacere perché sono la prova tangibile di una comunità che ha voglia di crescere e mettersi in gioco – ha commentato il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco -. Nuove aperture significano nuovi investimenti sul territorio, nuovi posti di lavoro, maggior attrattività e maggior offerta che portano da sé ricadute positive anche in ambito turistico.
Questa Amministrazione si sta impegnando per invertire la rotta, a cominciare dalla percezione che gli stessi alessandrini hanno della loro Città e del territorio. Gli 850 anni sono stati in tal senso un ottimo trampolino, ma non ci fermiamo qui, vogliamo andare avanti e creare sempre ulteriori occasioni di sviluppo per la nostra comunità. Ritengo che i negozi siano un elemento fondamentale per la qualità della vita dei cittadini e la fruibilità del territorio: se vive il commercio, vivono le città”.

“Contrariamente a quello che si può credere e che qualche volta anche si dice, ad Alessandria gli esercizi commerciali sono in crescita costante con un saldo positivo che riguarda, in modo uniforme, tutti i generi, dai pubblici esercizi ai parrucchieri – ha commentato l’assessore al Commercio, Mattia Roggero -. Questi dati sono un bel segnale e testimoniano la presenza di un tessuto economico – imprenditoriale vivo e che, anzi, sta crescendo, in particolare nel settore della ristorazione dove si evidenzia un trend maggiormente positivo. In passato ci sono stati momenti bui e spero che lentamente le tante saracinesche abbassate tornino a rialzarsi. Come Amministrazione crediamo e sosteniamo il commercio, staremo sempre vicini a coloro che decidono di investire ad Alessandria, rischiando e mettendosi in proprio, con misure come quella della NO -TAX area per esempio che favorisce di fatto le nuove aperture”.

SIRACUSA.”ARCHIA” E “FIERA DEL SUD”: BANCAROTTA FRAUDOLENTA E FRODE FISCALE A SIRACUSA.

SIRACUSA: FIERA DEL SUD. ARRESTI PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA E
FRODE FISCALE. SEQUESTRATO L’IMMOBILE IN CUI INSISTE IL
CENTRO COMMERCIALE PER UN VALORE DI CIRCA 22 MILIONI DI
EURO.

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Imponente operazione della Guardia di Finanza di Palermo e Siracusa delegata della
Procura della Repubblica di Siracusa nei confronti del Gruppo FRONTINO.
In esecuzione di due distinti provvedimenti disposti dal GIP del Tribunale di Siracusa, su
richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, la Guardia di Finanza di Palermo e Siracusa in data odierna hanno portato a compimento due importanti operazioni di Polizia Economico Finanziaria aventi ad oggetto gli interessi imprenditoriali del Gruppo FRONTINO gravitanti intorno al centro Commerciale “Fiera del Sud”.
Trattasi delle operazioni: “ARCHIA” E “FIERA DEL SUD”.
OPERAZIONE ARCHIA
Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di
Finanza di Palermo hanno eseguito un decreto di misure cautelari emesso dal G.I.P. del
Tribunale di Siracusa, nei confronti di VENEZIA Davide, SAPIENZA Alfredo e GIBILISCO
Rosa, indagati per bancarotta fraudolenta e frode fiscale nella costruzione del centro
commerciale “Fiera del Sud” di Siracusa.
Una quarta misura cautelare è in corso di esecuzione.
L’attività, iniziata nel 2016, ha tratto origine da una delega rilasciata alla Guardia di Finanza palermitana dalla Procura della Repubblica di Siracusa tesa a delineare le vicende economico-finanziarie di numerose imprese avvicendatisi nella costruzione del centro commerciale “Fiera del Sud” di Siracusa a seguito della quale i finanzieri del I Gruppo Tutela Entrate hanno svolto complesse indagini con l’esame di migliaia di documenti cartacei e digitali, l’audizione di testimoni e l’esecuzione di indagini finanziarie, che hanno disvelato vorticosi passaggi di denaro tra persone fisiche e giuridiche.
In ordine alla bancarotta è stato appurato che gli amministratori di diritto succedutesi nel tempo e quello di fatto della CODAF S.r.l. distraevano somme per oltre 250.000 euro
eseguendo pagamenti non giustificati in favore di alcune imprese ed esponevano nel
bilancio fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, celando maggiori perdite per quasi 3,5 milioni di euro. Peraltro, celavano le scritture contabili della citata società, in modo da rendere impossibile la completa ricostruzione del patrimonio e degli affari. In aggiunta, aggravavano il dissesto della Attività Edilizie S.r.l. astenendosi dal richiedere il fallimento quando già era emersa una situazione di dissesto irreversibile.
Con riguardo ai reati fiscali, è stato appurato che la RGD S.r.l. ha evaso le imposte per circa 250.000 euro e che alcune persone coinvolte dalle indagini avevano compiuto atti
fraudolenti sui beni della Emmea S.r.l. al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte,
rendendo inefficace la procedura di riscossione coattiva, non versavano l’iva per oltre
500.000 euro e conferivano simulatamente nel trust “Quantias Superuisorem”, avente
trustee un trust di diritto elvetico a sua volta partecipato da una fiduciaria sempre elvetica, le quote del capitale sociale di alcune società che a loro volta, a cascata, detengono i capitali sociali di svariate imprese tutte riconducibili alla medesima famiglia.
A seguito di ciò, in un primo momento, sono stati eseguiti sequestri di disponibilità liquide, beni immobili e quote societarie, tra le quali il capitale sociale, pari a 2.000.000 di euro, della società proprietaria del menzionato centro commerciale il cui valore è stato stimato in circa 29 milioni di euro. I vincoli cautelari venivano successivamente confermati in toto dal Tribunale del Riesame di Siracusa a seguito dei ricorsi presentati.
A conclusione delle attività odierne, i finanzieri del Nucleo P.E.F. di Palermo, coadiuvati da quelli della Compagnia di Augusta, sul totale di sette persone indagate, hanno eseguito
quattro arresti, nonché sequestrato le quote di uno sham trust di diritto italiano avente
trustee un trust di diritto elvetico a sua volta partecipato da una fiduciaria sempre elvetica, quote societarie e disponibilità finanziarie a fronte dell’emissione del provvedimento di sequestro per oltre mezzo milione di euro emesso dal G.I.P. di Siracusa.
OPERAZIONE “FIERA DEL SUD”
L’operazione in rassegna riguarda le vicende relative alla costruzione ed apertura del Centro commerciale “Fiera del Sud”, originariamente di proprietà della società Open Land S.r.l., successivamente per cessione di ramo d’azienda della Emmea S.r.l. ed infine di altra azienda riconducibile alla famiglia “Frontino”.
All’esito delle investigazioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa, risultano indagate, in concorso tra loro, per il reato di truffa 10 persone fisiche individuate quali amministratori di fatto e di diritto ovvero procuratori di società facenti parte del “Gruppo Frontino”, nonché il contabile delle stesse società. Trattasi di FRONTINO Concetta, FRONTINO Daniela, CIMINO Maria, GIBILISCO Rosa, SAPIENZA Alfredo, VENEZIA Davide, AIDARA Oumar, ZOMBO Adama, DEL GRECO Graziano e NOTO Salvatore.
Agli odierni indagati si contestano una serie di condotte fraudolente, qualificate come “truffe contrattuali”, finalizzate a consentire al Gruppo imprenditoriale “FRONTINO” di edificare il Centro Commerciale “Fiera del Sud” eludendo fraudolentemente i debiti contratti nei confronti dei subappaltatori che avevano realizzato le diverse opere infrastrutturali.
Questi ultimi, creditori di notevoli cifre di denaro corrisposte solo in minima parte dalla
società appaltatrice, sarebbero stati indotti a proseguire e ultimare i lavori in subappalto,
confidando sulle rassicurazioni e nelle artificiose rappresentazioni fornite loro dagli
amministratori di fatto e di diritto del gruppo imprenditoriale Frontino.
Le evidenze d’indagine hanno consentito di delineare uno scenario delittuoso il cui risultato finale perseguito dalle società del gruppo Frontino era quello di pervenire alla costruzione e all’apertura del centro commerciale sostenendo costi minimi, non onorando sostanzialmente i debiti verso terzi, e neutralizzando preventivamente la possibile azione giudiziaria dei terzi mediante l’intervento, quali cessionari dei contratti, di scatole societarie incapienti, in modo da frustrare ogni effettiva possibilità di recupero del credito vantato nei confronti delle società del gruppo Frontino.
Pertanto, il complesso edilizio dove insiste il centro commerciale “Fiera del Sud” si qualifica come “prodotto” delle molteplici condotte integranti ipotesi di “truffa contrattuale” perpetrate in danno dei subappaltatori che hanno proceduto alle opere, considerando pertanto il manufatto realizzato, quanto meno nella sua maggior parte, il “prodotto” di tali condotte.
L’immobile sequestrato è stato affidato in giudiziale custodia ad un Amministratore
giudiziario appositamente nominato dalla locale procura della Repubblica.

VERBANIA. ABUSIVISMO TURISTICO RICETTIVO.

PROSEGUE IL CONTRASTO ALL’ABUSIVISMO TURISTICO RICETTIVO, LA COMPAGNIA DI VERBANIA SCOPRE SEI IMPRESE OCCULTE OPERANTI NEL SETTORE.

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Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle della Compagnia di Verbania, nell’ambito dei servizi istituzionali in materia di tutela delle entrate dello Stato, hanno concluso sei controlli fiscali nei confronti di vere e proprie imprese di fatto esercenti l’attività di ricezione turistica extra-alberghiera. Siti internet dedicati, immobili stabilmente dedicati all’attività impresa, nessuna partita IVA aperta per quelle che dovevano considerarsi vere e proprie attività imprenditoriali secondo le norme fiscali. Nessuna comunicazione in Questura ai fini di pubblica sicurezza, per almeno 1.301 alloggiati. Di queste strutture ricettive abusive, tre erano situate nel comune di Stresa, una a Gignese, una a Verbania ed una nel comune di Premia.
Il volume d’affari prodotto complessivamente dalle sei imprese occulte che gestivano 24 appartamenti e 4 camere doppie, è pari ad euro 732.018,40 euro, con una complessiva evasione d’imposta pari ad euro 206.654 euro (Iva 63.221, Irap 18.714 ed Irpef 124.719 euro).

TORINO. FRODE IN COMMERCIO, SANZIONI PER OLTRE 10 MILIONI DI EURO.

GUARDIA DI FINANZA TORINO FRODE IN COMMERCIO, SANZIONI PER OLTRE 10 MILIONI DI EURO

 

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Risale a pochi mesi fa il sequestro di 2.500.000 capi di biancheria intima e di oltre 3.000.000 di imballi tutti falsamente marchiati Made in Italy ma di fatto importati dalla Cina. Una truffa da milioni di euro.
La Guardia di Finanza di Torino, al temine di una lunga indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo Piemontese, pool tutela del consumatore, è riuscita a ricostruire l’intera filiera distributiva su tutto il territorio nazionale dei falsi capi di abbigliamento ed è in corso l‘iter per la definizione delle varie posizioni processuali.

Ora i Baschi Verdi del Gruppo Torino, che hanno condotto l’operazione, hanno “chiuso il cerchio” intorno a questa vicenda, denunciando all’Autorità Giudiziaria due società, una con sede a Settimo Torinese mentre l’altra a Castel Goffredo, nel mantovano, entrambe importatrici degli articoli falsi.
Pesanti le contestazioni in capo agli amministratori delle società coinvolte e responsabili della frode in commercio: dalle sanzioni pecuniarie per oltre 10 milioni di euro, alla confisca del profitto ottenuto, dalla revoca delle licenze, sino al divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.

I Finanzieri, ricordiamo, nel corso dell’operazione hanno denunciato una decina di persone coinvolte a vario titolo nella frode; oltre 5 milioni gli articoli falsi sequestrati, spacciati come prodotti Made in Italy ma che di italiano avevano ben poco.