Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ROMA. LA CORTE DI CASSAZIONE: SEQUESTRI DI BENI ALLA LEGA PER 49 MILIONI DI EURO, QUESTA SERA LA SENTENZA.

I PG alla cassazione: andare avanti con i sequestri  per recuperare i 49 milioni di euro di rimborsi elettorali frutto di una truffa ai danni dello stato per cui sono stati condannati Bossi e Belsito.

safe_image (3)

Il pg di Cassazione Marco Dall’Olio nella sua requisitoria durante l’udienza a porte chiuse davanti alla sesta sezione penale della Suprema Corte, ha chiesto di rigettare il ricorso presentato da Matteo Salvini contro l’ordinanza con cui, il 5 settembre 2018, il Riesame di Genova, accogliendo il ricorso dei pm, diede il via libera al sequestro preventivo dei fondi.

I legali del Carroccio avevano annunciato il ricorso in Cassazione subito dopo la pronuncia del Riesame.

 

Il procedimento al vaglio dei supremi giudici non riguarda direttamente l’accordo di rateizzazione raggiunto dalla Lega con i pm di Genova che, però potrebbe tornare in discussione solo nel caso in cui vi sia un annullamento del sequestro.

La Cassazione,lo scorso aprile,si era già occupata del caso  quando la seconda sezione penale, accogliendo il ricorso della procura di Genova, aveva annullato con rinvio l’ordinanza con cui il Riesame del capoluogo ligure, nel novembre 2017, aveva respinto la richiesta dei pm di andare avanti con i sequestri sui conti della Lega.

 

Nelle motivazioni della sentenza i giudici di Palazzaccio avevano rilevato che “la fungibilità del denaro e la sua stessa funzione di mezzo di pagamento non impongono che il sequestro debba necessariamente colpire le medesime specie monetarie illegalmente percepite”, bensì “la somma corrispondente al loro valore nominale, ovunque venga rinvenuta, una volta accertato come nel caso in esame il rapporto pertinenziale quale relazione diretta, attuale e strumentale, fra il danaro oggetto del provvedimento di sequestro ed il reato del quale costituisce il profitto illecito”.

Il Riesame a settembre aveva dato il via libera ai sequestri.

BARI. MAXI EVASIONE FISCALE PER 10,54 MILIONI DI EURO.

Mola di Bari (BA), 7 novembre 2018.
LA GUARDIA DI FINANZA CON L’OPERAZIONE “GHOST TAX CREDITS” HA
SCOPERTO UNA MAXI EVASIONE FISCALE PER OLTRE 10,5
MILIONI DI EURO.
ARRESTATI 2 COMMERCIALISTI E SEQUESTRATI BENI PER
OLTRE 12 MILIONI DI EURO.

21021_FOTO 12
I Finanzieri della Tenenza di Mola di Bari, nella mattinata odierna in esecuzione di
un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, Dott.ssa Annachiara Mastrorilli,
hanno tratto in arresto nr. 2 fratelli, entrambi commercialisti di Mola di Bari con l’accusa di aver posto in essere, con sistematicità ed abitualità, un sistema di frode seriale che ha
consentito ad oltre 40 entità fisiche e giuridiche del sud-est barese di evadere le tasse per
oltre 10,5 milioni di euro attraverso l’istituto delle “indebite compensazioni”.
L’operazione denominata “GHOST TAX CREDITS” costituisce l’epilogo di una complessa
ed articolata attività, avviata dal maggio 2014 dalla Guardia di Finanza di Mola di Bari in
collaborazione con personale dell’Agenzia delle Entrate di Bari – Divisione Contribuenti –
Settore Contrasto Illeciti e sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Bari.
Durante le indagini, le Fiamme Gialle hanno acquisito plurimi elementi di prova a carico
dei due professionisti che hanno consentito a oltre 40 contribuenti di «azzerare» i propri
debiti tributari mediante la compensazione di ruoli della riscossione e/o debiti fiscali e
contributivi con crediti tributari risultati essere insussistenti per oltre 10,5 milioni di
euro in quanto:
 afferenti a ritenute in realtà non versate;
 collegati a periodi d’imposta ancora in corso e, quindi, non ancora perfezionati
attraverso la presentazione delle dichiarazioni;
 perché non rinvenibili nella dichiarazione dei redditi ovvero, come nel caso del c.d.
bonus Renzi, connesso a importi erogati ad un numero di dipendenti di gran lunga
superiore a quelli regolarmente assunti.
In tal modo, tutti i soggetti coinvolti, responsabili del delitto di indebita
compensazione, riuscivano comunque ad apparire formalmente in regola verso
l’Amministrazione Finanziaria.

Inoltre, le attività investigative hanno consentito di scoprire la contestualità di una serie di atti di trasferimento del patrimonio riconducibile ai commercialisti ed ai
clienti/contribuenti, posti in essere allo scopo di sottrarre il patrimonio alle pretese di
riscossione dei crediti da parte dell’Erario.
In tale contesto, è stato disposto il sequestro preventivo, anche nella forma “per
equivalente” delle imposte evase, di beni costituiti da immobili, terreni, autovetture e
rapporti bancari e postali per un importo complessivo stimato in oltre 10 milioni di euro ed il sequestro finalizzato alla confisca diretta dei beni trasferiti fraudolentemente al fine di rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte
dell’Erario, per circa 1,5 milioni di euro.

LECCO.POLIZIA DI STATO E G. di F. HANNO ESEGUITO SEQUESTRI PER 16 MILIONI DI EURO.

Lecco, 09 novembre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA E POLIZIA DI STATO DI LECCO HANNO ESEGUITO
SEQUESTRI DI BENI IMMOBILI, MOBILI E LIQUIDITA’ FINO A 16 MILIONI
DI EURO PER L’UTILIZZO FRAUDOLENTO DI CREDITI DI IMPOSTA.


I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecco e
personale della Squadra Mobile della Questura di Lecco, coordinati dalla
Procura della Repubblica di Bergamo, hanno portato alla luce un complesso
schema fraudolento basato sull’utilizzo di crediti d’imposta, di fatto inesistenti,
per compensare i debiti tributari e contributivi.
Le attività info-investigative che, nel maggio 2018 avevano portato all’arresto
del direttore dell’INPS di Sondrio, all’epoca dei fatti direttore alla sede di
Bergamo, hanno permesso di dimostrare l’esistenza di un sodalizio criminoso
composto anche da vari consulenti che hanno fornito ai propri clienti una vera
e propria “assistenza fiscale e previdenziale” connotata da una preordinata
fraudolenza. Il meccanismo ideato, che ha interessato oltre 50 imprese
operanti sull’intero territorio nazionale, è stato messo in atto da un consulente
di Treviglio, che, con l’ausilio di ulteriori professionisti e collaboratori, ha
organizzato una vera e propria associazione a delinquere che procedeva a
compensare tramite i modelli F24 debiti tributari e previdenziali con crediti
inesistenti.
Gli approfondimenti investigativi hanno evidenziato la natura assolutamente
simulata dei crediti utilizzati nelle indebite compensazioni. In taluni casi, a
testimonianza del comportamento spregiudicato tenuto dagli indagati, i crediti
fittizi utilizzati in compensazione risultavano addirittura riferibili ad anni
d’imposta antecedenti la costituzione stessa delle società che ne vantavano la
formale titolarità.
Nell’ambito dell’attività è stato eseguito un decreto di sequestro per equivalente
finalizzato alla confisca fino alla concorrenza di 16 milioni di euro, emesso dal
GIP del Tribunale di Bergamo, che ha permesso di sequestrare liquidità
presenti su numerosi rapporti bancari, quote societarie, denaro contante e 22
automezzi di lusso. Sono stati inoltre sequestrati 15 immobili situati nelle
provincie di Bergamo e Salerno, orologi e quadri il cui valore è in corso di stima.

TORINO. LA G.di F. INTENSIFICA IL CONTROLLO DEL TERRITORIO.

Torino, 9 novembre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA INTENSIFICATO CONTROLLO DEL TERRITORIO

21371_img
Serate di controlli, quelle appena trascorse, da parte della Guardia di Finanza di
Torino coordinata dalla Sala Operativa del Comando Provinciale. Identificate decine
di persone, altrettanti i veicoli controllati tra il capoluogo e i comuni della prima
cintura torinese. Quattro le persone denunciate.
In città, nella centralissima Piazza Vittorio, i Baschi Verdi del Gruppo Torino hanno
fermato un quarantenne alla guida della sua auto e particolarmente nervoso alla
vista dei Finanzieri. Approfondito il controllo, all’interno dell’autovettura e facilmente
raggiungibile, è stata rinvenuta una mazza di legno di oltre 80 centimetri. Alla
richiesta di chiarimenti sul motivo per cui tenesse una mazza in auto, l’uomo, tra
l’altro già noto alle forze di polizia per numerosi trascorsi fra i quali rapina, sequestro
di persona e tentato omicidio, non ha saputo giustificarne il possesso. L’arma, per
evitarne un uso improprio, è stata sequestrata mentre il soggetto ha accumulato
l’ennesima denuncia.
Poco dopo, nei pressi di corso Racconigi, un 47enne, anche lui già noto per
violenza sessuale, molestie e minacce, è stato fermato alla guida di un’auto di
grossa cilindrata per un controllo che evidentemente non ha gradito dando, fin da
subito, in escandescenze. All’ennesimo “non sai chi sono io.. ti faccio passare i
guai…” i Finanzieri lo hanno denunciato.
Due ragazzi, invece, nei pressi di Corso Ferrucci, sono stati sorpresi mentre
imbrattavano, con delle bombolette spray, case ed edifici non risparmiando
nemmeno le mura di una Chiesa nelle vicinanze. I due trentenni sono stati
denunciati alla Procura della Repubblica Torinese per imbrattamento di cose altrui;
su di loro, probabilmente, si rifaranno i condomini delle case “colorate” per le spese
di ritinteggiatura.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: