Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ALESSANDRIA. SITUAZIONE RIFIUTI.

Alessandria – Situazione rifiuti

A Forza Italia e Lega chiedo: “Volete passare al Porta a Porta per ridurre i rifiuti, migliorare l’ambiente e nel tempo ridurre i costi a carico dei cittadini o siete sempre alla ricerca di pretesti?”

Nella rassegna stampa del 14 novembre leggo un articolo dal titolo RIFIUTI, PER ORA NIENTE PORTA A PORTA IN PERIFERIA. Stop da Forza Italia e Lega. E L’assessore all’ambiente del Comune di Alessandria Borasio dichiara “Quel bando regionale era una beffa”. Credo sia necessaria una precisazione.

La somma totale destinata al Bando è di 5.4 milioni. L’importo a cui erroneamente l’assessore di Alessandria si riferisce (1.4 milioni) è la somma ad oggi impegnabile e che viene nel tempo incrementata. Ma ha un valore relativo, in quanto soggetta alle dinamiche di incasso. Infatti il finanziamento del Bando Regionale è sostenuto attingendo le risorse dell’intero ammontare del gettito del tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti, nei limiti delle somme effettivamente incassate. Si noti che l’incasso del tributo nei confronti dei gestori è effettuato dalle Province che devono poi girarlo alla Regione. La Provincia di Cuneo ha già girato il tributo relativo ai conferimenti del 2018, La città Metropolitana quello del 2017, la Provincia di Alessandria ha recentemente saldato il 2016. Quindi se ad oggi per il Bando sono impegnabili solo euro 1.400.000 ciò è determinato dai ritardi nei versamenti da parte delle Province, in particolare quella di Alessandria. Mi si perdoni l’accenno polemico lontano dal mio stile ma voglio informare l’assessore che la Provincia di Alessandria è ultimamente per lui facilmente contattabile in quanto amministrata da un Presidente e da una maggioranza del suo stesso colore politico.

Inoltre è bene precisare che sul primo bando stanno ricevendo finanziamenti 8 progetti, il più consistente dei quali relativo al Consorzio – Tortonese, Ovadese, Novese, Acquese – per oltre 700.000 euro a sostegno del passaggio Porta a Porta. Da relazioni informali ricavo che sul secondo Bando lo stesso Consorzio sta prospettando una ulteriore richiesta (che verrà valutata nelle sedi competenti) per analogo intervento in altra zona del medesimo consorzio. Questa è la dimostrazione del fatto che o si cercano pretesti oppure si cercano risultati importanti in termini di consistenza dei finanziamenti. Infine annoto che presumere una linearità nell’attribuzione delle risorse che porta a immaginare che al massimo ad Alessandria sarebbero spettati 200.000 euro, come riportato nell’articolo, non corrisponde al meccanismo di funzionamento del bando. Esso prevede la finanziabilità dei progetti fino ad un massimo di 900.000 euro sulla base delle valutazioni di merito della commissione esaminatrice i cui criteri sono scritti negli allegati al bando che basterebbe leggere. Diciamo la verità: al primo Bando il Comune di Alessandria non ha partecipato e al secondo probabilmente non intende partecipare.

Domenico Ravetti

Consigliere Regionale – Capogruppo PD

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

Domenico Ravetti

Presidente

Gruppo consiliare Partito Democratico

Via Arsenale, 14 – 10121 Torino

Tel. 011 5757020 Fax 011 5757772

www.cr.piemonte.it 

ASTI. BANCAROTTA FRAUDOLENTA E DETENZIONE DI ARMI, UN IMPRENDITORE ARRESTATO DALLA G.di F.

Torino, 14 Novembre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA TORINO HA EFFETTUATO UN ARRESTO E TRE PERSONE RISULTANO INDAGATE PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA E ARMI.

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Un imprenditore settantenne originario della Provincia di Asti, proprietario di alcune aziende che operano nel settore dello smaltimento dei rifiuti e del riciclo di materiali speciali, è stato arrestato, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Torino su ordine della locale Procura della Repubblica.
L’uomo dovrà difendersi da numerose ipotesi di reato formulate a suo carico, da quelle fiscali e tributarie sino alla detenzione illegale di armi da fuoco.
Le indagini, condotte dai Finanzieri del Gruppo Torino, sono partite da alcune anomalie emerse dopo il fallimento di una delle società intestate all’imprenditore. Dalle investigazioni, infatti, era emerso come l’uomo aveva più volte simulato una locazione di due rami dell’azienda, ormai in avanzato stato di dissesto, ad altre due società nel frattempo costituite “ad hoc”. La manovra per così dire, “di alta finanza”, realizzata dal maldestro imprenditore, è risultata ancor più chiara quando gli inquirenti hanno scoperto i legami familiari e societari fra le tre aziende, tutte in realtà gestite dall’arrestato. Legami familiari e societari questi, che hanno fatto finire nei guai anche il
genero e l’ex socio del settantenne, tutti denunciati per essersi prestati a fingersi titolari delle due società fittizie.
Nel corso delle indagini, è stato anche accertato come i tre non solo hanno aggravato lo stato di dissesto dell’azienda, un buco appurato in oltre tre milioni di euro ma, con la distrazione dei rami di azienda, hanno tentato di rendere vane le pretese dei creditori, con il conseguente rischio del cosiddetto “effetto domino”, che spesso il fallimento di un’azienda può generare sulle altre società con le quali intrattiene rapporti commerciali.
I Finanzieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno effettuato numerose perquisizioni sia nei locali aziendali sia nelle abitazioni degli amministratori delle società.
Notevoli i numeri del sequestro che, tra macchinari, immobili ed automezzi, ammonta a quasi un milione di euro, in grado di rimediare, in parte, all’enorme crack societario creato dal sodalizio.
Durante una delle perquisizioni effettuata nell’ufficio in uso all’imprenditore poi arrestato, i Finanzieri hanno rinvenuto due pistole detenute illegalmente dall’uomo e per le quali lo stesso non ha saputo giustificarne il possesso. Il settantenne, come detto, è stato arrestato per detenzione di armi e denunciato alla Procura della Repubblica per bancarotta fraudolenta unitamente ai due sodali.

ROMA.SCOMMESSE ILLECITE E CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA e RACCOLTA ILLECITA DI
SCOMMESSE

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In corso di esecuzione 68 provvedimenti restrittivi nei confronti
di importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese,
reggina e catanese, nonché di imprenditori e prestanome.
Circa 80 le perquisizioni. Sequestri in Italia ed in numerosi
Stati esteri per circa 1 miliardo di Euro.
Dalle prime luci dell’alba è in corso una imponente operazione internazionale
di polizia, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo,
che vede impegnati congiuntamente uomini di Guardia di Finanza, Polizia di
Stato, Carabinieri e D.I.A. nella cattura di 68 esponenti della criminalità
organizzata pugliese, calabrese e siciliana e nel sequestro di beni per 1
miliardo di Euro in Italia e in numerosi Stati esteri.
I reati contestati sono tutti riconducibili all’associazione mafiosa, al
trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio ed autoriclaggio, all’illecita
raccolta di scommesse on line ed alla connessa fraudolenta sottrazione ai
prelievi fiscali dei relativi guadagni.
L’attività repressiva in corso giunge al termine di complesse indagini,
delegate dalle D.D.A. delle Procure della Repubblica di Bari, Reggio Calabria
e Catania e riguarda gruppi criminali che si erano spartiti e controllavano, con
modalità mafiose, il lucrosissimo mercato della raccolta illecita di scommesse
su eventi sportivi e non, per un volume di giocate superiore a 4,5 miliardi di
euro su diverse piattaforme online gestite dalle associazioni delittuose.
I cospicui guadagni accumulati, monitorati dalla Guardia di Finanza, venivano
poi reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero,
intestati a persone, fondazioni e società, schermati con la complicità di
prestanome di comodo.
Su tali beni sono in corso di esecuzione i provvedimenti di sequestro in Italia
e all’estero, grazie anche alla fondamentale collaborazione delle Autorità
Giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi,
Curaçao, Serbia, Albania, Spagna e Malta, nonché dell’Unità di
Cooperazione Eurojust

ISERNIA.FRODE FISCALE PER 85 MILIONI DI EURO.ARRESTI E SEQUESTRI.

ISERNIA 13.11.2018
GUARDIA DI FINANZA ISERNIA: SCOPERTA COLOSSALE FRODE
FISCALE PER 85 MILIONI DI EURO. 7 IMPRENDITORI E
PROFESSIONISTI COLPITI DA ORDINANZA CAUTELARE PERSONALE.
SEQUESTRO BENI PER 24 MILIONI DI EURO. COINVOLTE 16 SOCIETA’
CON SEDI IN MOLISE, CAMPANIA, LAZIO, PUGLIA ED ABRUZZO. 20
GLI INDAGATI.

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La Guardia di Finanza di Isernia, su disposizione della Procura
della Repubblica di Isernia, per una colossale frode fiscale
quantificata in oltre 85 milioni di euro, ha eseguito una Ordinanza
di Misure Cautelari Personali nei confronti di nr. 7 soggetti, tra
imprenditori, professionisti e collaboratori, amministratori formali e
di fatto di società con sedi a Roma (RM), Isernia (IS), Giugliano in
Campania (NA), Villaricca (NA), San Severo (FG), Pescara (PE),
Guardiaregia (CB), Piedimonte Matese (CE), Apricena (FG), e un
Decreto di Sequestro Preventivo per circa 24 milioni di euro.
Sono state, inoltre, effettuate numerose perquisizioni tra Abruzzo,
Puglia, Campania, Lazio e Molise.
Nell’operazione, frutto di anni di indagine ed accertamenti
particolarmente complessi ed articolati condotti dal Nucleo di Polizia
Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di Isernia, sono
stati impiegati oltre 100 militari e numerosi automezzi

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