Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

BOLOGNA. G.diF. E ISPETTORATO REPRESSIONE FRIDI del MIPAAF SEQUESTRANO 2 MILIONI DI PRODOTTI VINOSI

Bologna, 11 ottobre 2018

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Attività a tutela del mercato vinicolo da parte della Guardia di Finanza di
Bologna e dell’Ispettorato Repressione Frodi del MIPAAF. Sequestrati
circa 2 milioni di litri di prodotti vinosi.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna e i funzionari
dell’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole, nel corso di
un’attività di verifica congiunta condotta presso lo stabilimento di una casa vinicola
operante in Imola, hanno sottoposto a sequestro amministrativo circa 20.000 ettolitri, tra
vino rosso e rosato, già pronti per essere imbottigliati e destinati alla vendita al dettaglio, la cui presenza in cantina non trovava giustificazione nella contabilità aziendale superando in quantità largamente superiori le eccedenze consentite.
Oltre al sequestro del vino, il cui valore commerciale ammonta a circa 750.000 euro, le
Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e gli ispettori ministeriali hanno applicato una sanzione amministrativa di circa 1.800.000 euro prevista per le violazioni di questa specie dalla normativa di riferimento, il c.d. “Testo Unico del vino”, finalizzata a salvaguardare un settore ad altissimo rischio di frodi.
A tal fine verranno sviluppati specifici controlli per verificare la provenienza delle
eccedenze riscontrate.

SASSARI. LA G.di.F HA ARRESTATO 4 HA SGOMINATO UNA ORGANIZZAZIONE DI NARCOTRAFFICANTI.

GDF SASSARI:

sgominata organizzazione campana di narcotrafficanti. 4
ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni su
tutto il territorio nazionale.
I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Sassari, unitamente ai
finanzieri del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di
Roma, stanno dando esecuzione, fin dalle prime ore di questa mattina, ad
una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale
di Cagliari nei confronti di un sodalizio criminale composto da soggetti
campani e sardi, attivamente impegnato nell’introduzione e smercio nell’Isola
(hinterland delle Province di Sassari e Nuoro) di diverse partite di sostanze
stupefacenti.
Sono in corso diverse perquisizioni nelle province di Sassari, Pescara, Nuoro,
Roma, Massa Carrara, Viterbo, Pescara, Napoli e Salerno.

 

SASSARI, 11 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI SASSARI HA SGOMINATO UNA ORGANIZZAZIONE
CAMPANA DI NARCOTRAFFICANTI. 4 ORDINANZE DI CUSTODIA
CAUTELARE IN CARCERE.
Operazione “NAPAHO”
DALLE PRIME ORE DELL’ALBA, MILITARI DEL COMANDO PROVINCIALE DELLA
GUARDIA DI FINANZA DI SASSARI E DEL SERVIZIO CENTRALE INVESTIGAZIONE
CRIMINALITÀ ORGANIZZATA STANNO ESEGUENDO UNA MISURA CAUTELARE
PERSONALE EMESSA DAL TRIBUNALE CAGLIARITANO NEI CONFRONTI DI
QUATTRO SOGGETTI, APPARTENENTI A UN’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE
CAMPANA DEDITA AL NARCOTRAFFICO TRA CAMPANIA E SARDEGNA.
COORDINATI DALLA LOCALE DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA, NELLA
PERSONA DEL DOTT. GUIDO PANI, I FINANZIERI DEL NUCLEO DI POLIZIA
ECONOMICO FINANZIARIA DI SASSARI, AFFIANCATI DAL SUPPORTO LOGISTICO
DELLO SCICO, ATTRAVERSO INTERCETTAZIONI TELEFONICHE, AMBIENTALI E
SERVIZI DINAMICI SUL TERRITORIO, HANNO SCOPERTO L’OPERATIVITÀ, NELLA
PROVINCIA DI SASSARI, DI UNA PERICOLOSA GANG CHE LUCRAVA INGENTI
PROFITTI DAL TRAFFICO DI STUPEFACENTI.
LE INDAGINI NASCONO DALL’ATTIVITÀ DEL CONTROLLO DEL TERRITORIO, CON
PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL’APPROFONDIMENTO INVESTIGATIVO NEI
CONFRONTI DI SOGGETTI TRAPIANTATISI NELLA PROVINCIA SASSARESE DALLA
PENISOLA.
IN TALE CONTESTO, IL NUCLEO PEF DI SASSARI HA SETACCIATO I CONTATTI DEI
REFERENTI CAMPANI – SOGGETTI CONTIGUI ALLA FAMIGLIA SCAFATESE DEGLI
“ALBANO”, ATTINTI DAL PROVVEDIMENTO CAUTELARE – RIUSCENDO AD
INDIVIDUARE UNA RAMIFICAZIONE DI SOGGETTI– CON BASE AD ALGHERO E
COLLEGAMENTI AD OLBIA E NUORO– CHE HA INTRODOTTO PARTITE DI COCAINA
DALLA CAMPANIA, PER IL SUCCESSIVO SMISTAMENTO SULLE PIAZZE DI SPACCIO
SARDE.
REFERENTI DELL’ORGANIZZAZIONE ERANO DUE NAPOLETANI (CLASSE 77 E 82)
CHE, CON L’AUSILIO DI CORREGIONALI TRASPORTATORI, GESTIVANO TRAFFICI
DI DROGA TRA LA PENISOLA E LA SARDEGNA SFRUTTANDO QUELLA CHE
RITENEVANO UNA “ENTRATA SICURA” NELL’ISOLA OVVERO L’UTILIZZO DEGLI
AUTOARTICOLATI TRANSITANTI SULLE VIE DEL MARE.
I SODALI, OLTRE A SERVIRSI DEGLI ESPEDIENTI TIPICI DI CHI È AVVEZZO A
COMMETTERE REATI DELLA SPECIE (UTILIZZO DI UTENZE TELEFONICHE IN USO
A SOGGETTI FITTIZI E RICORSO ALL’USO DI SLANG CRIPTICO), AL FINE DI
OSTACOLARE I CONTROLLI DA PARTE DELLE FORZE DI POLIZIA, AVEVANO
IDEATO UNA CONSOLIDATA PROCEDURA PER IL RIFORNIMENTO/INTRODUZIONE
DELLA SOSTANZA, CONSISTENTE NELL’ORGANIZZAZIONE DI VIAGGI VERSO LA
SARDEGNA MEDIANTE L’UTILIZZO DI CARICHI DI COPERTURA QUALI PIANTE E
FIORI, MERCI CHE SI PRESTANO FACILMENTE ALL’OCCULTAMENTO.
IL NARCOTICO INTRODOTTO ERA, QUINDI, DESTINATO A “GROSSISTI” DI ORIGINE
NAPOLETANA – ALL’EPOCA DEI FATTI RESIDENTI NEL COMUNE CATALANO E DI
MACOMER – CHE PROVVEDEVANO, POI, A RIFORNIRE I PUSHER DI STANZA IN
SARDEGNA.
L’ASSOCIAZIONE MALAVITOSA POTEVA CONTARE SU UNA NUTRITA SCHIERA DI
COLLABORATORI CUI SONO STATI NOTIFICATI SEMPRE IN DATA ODIERNA
SPECIFICI DECRETI DI PERQUISIZIONE EMESSI DALL’A.G. E CHE HA VISTO PER
L’ESECUZIONE L’IMPIEGO DI UN CENTINAIO DI FINANZIERI IN AMBITO NAZIONALE.
NEL CORSO DELLE INDAGINI, INVECE, SONO STATE DOCUMENTATE 3
IMPORTAZIONI DI COCAINA PER CIRCA 6 KG MENTRE SONO STATE ARRESTATE
IN FLAGRANZA DI REATO NOVE PERSONE OLTRE AL SEQUESTRO DI TRE
AUTOVEICOLI, UNA PISTOLA MOD. 92 E 54.000 EURO IN CONTANTI.
L’OPERAZIONE – ESEGUITA NELLE PROVINCE DI SASSARI, CAGLIARI, NUORO,
ROMA, MASSA CARRARA, VITERBO, PESCARA, NAPOLI E SALERNO – È TUTTORA
IN CORSO IN PIENA SINERGIA CON IL SERVIZIO CENTRALE E I COMANDI
PROVINCIALI INTERESSATI.

LIVORNO. DUE SESSANTASEIENNI PERCEPIVANO L’ASSEGNO SOCIALE SENZA AVERNE DIRITTO.

LIVORNO, FURBI DELL’ASSEGNO SOCIALE SCOPERTI DALLA
GUARDIA DI FINANZA: 67.000 EURO FRODATI DA DUE ULTRA
SESSANTASEIENNI ALL’ISOLA D’ELBA.

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86 interventi mirati della Guardia di Finanza di Livorno in materia di spesa pubblica,
controlli che da gennaio a settembre di quest’anno hanno fatto emergere 59 casi di
fruizioni indebite di prestazioni sociali agevolate (psa) o illegittime esenzioni dal
pagamento del ticket sanitario.
Degli 86 interventi complessivi, 34 (11 dei quali risultati irregolari) hanno riguardato
le psa concesse dai vari enti pubblici labronici, grazie a cui cittadini con specifiche
situazioni reddituali accedono gratuitamente o con tariffe ridotte ad asili nido, mense
scolastiche e borse di studio.
Anomalie anche consistenti, visto che le Fiamme Gialle della Compagnia di
Portoferraio hanno scoperto due frodatori di assegni sociali per oltre 39 mila e 28
mila euro.
Nel primo caso, una donna aveva continuato a ricevere l’assegno sociale per cui è
richiesto il requisito della residenza nel territorio italiano anche negli anni in cui
aveva trasferito la propria residenza in Argentina.
Nel secondo caso, il beneficiario dell’assegno, all’atto della sottoscrizione della sua
istanza, era già stato raggiunto da un provvedimento di interdizione perpetua dai
pubblici uffici.
52 invece gli interventi per riscontrare la corretta fruizione di prestazioni sanitarie in
esenzione dal pagamento del ticket sanitario, con la rilevazione di 48 irregolarità e 16
mila euro di esenzioni non spettanti.

NAPOLI. FALSO CIECO AVEVA LA PATENTE DI GUIDA E 8/10 DI VISTA.

Napoli, 11 ottobre 2018
I Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno concluso un’articolata indagine,
coordinata dalla 2^ Sezione “Pubblica Amministrazione” della Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Napoli, che ha consentito di sequestrare 2 immobili, 1 terreno e
diversi rapporti di conto corrente intestatati ad un “falso cieco” residente nel capoluogo
campano.

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In particolare, i militari del I Gruppo Napoli, a seguito di numerosi appostamenti e
pedinamenti, hanno acquisito rilevanti elementi indiziari a carico di un cittadino di
nazionalità italiana, di anni 46, in ordine al reato di “truffa aggravata per il
conseguimento di erogazioni pubbliche”, nella misura di oltre 110.000 euro.
In numerose circostanze, le Fiamme Gialle hanno sorpreso il sedicente invalido a
compiere attività di deambulazione non compatibili con lo status di “cieco civile
assoluto” ricoperto dal medesimo a partire dall’anno 2003: una su tutte la guida dello
scooter, talvolta con tanto di passeggero a bordo, per i vicoli del centro storico
napoletano. Ed è proprio da uno dei pedinamenti che i Finanzieri sono riusciti a risalire
al luogo di lavoro del “falso cieco”, assunto dal 2001, quale centralinista non vedente
del Comune di Napoli, mansione rientrante tra le posizioni previste dalla Legge 68 del
1999, finalizzata all’inserimento e all’integrazione lavorativa delle persone disabili.
Infine, i militari del I Gruppo presso la locale Motorizzazione Civile hanno scoperto che
il “falso cieco” era anche in possesso di una regolare patente di guida; l’ultima visita
medica per il rinnovo attestava la sua capacità visiva a ben 8/10 per occhio.
Sulla base della ricostruzione dei fatti operata dalla Guardia di Finanza, su richiesta
della Procura della Repubblica – Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione, il
G.I.P. del Tribunale di Napoli ha emesso apposito provvedimento cautelare nella forma
del sequestro preventivo per equivalente, pari all’importo erogato dall’I.N.P.S. quale
pensione ed indennità di accompagnamento: sono stati così sottoposti a sequestro i
beni immobili e le disponibilità finanziarie di proprietà dell’indagato.

ROMA.SEQUESTRI PER 19 MILIONI DI EURO AL CLAN MAFIOSO SPADA.

Roma, 11 ottobre 2018
GUARDIA DI FINANZA. OSTIA: DURO COLPO AL CLAN MAFIOSO
SPADA. IN CORSO SEQUESTRO DI BENI PER 19 MILIONI DI
EURO.

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Dalle prime luci dell’alba, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di
Roma stanno dando esecuzione a cinque decreti di sequestro di beni, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale nei confronti di altrettanti esponenti di spicco del clan mafioso SPADA, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro.
I dettagli dell’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina,
saranno forniti nel corso della conferenza stampa organizzata presso il Nucleo di Polizia
Economico-Finanziaria, sito in Roma, via dell’Olmata n. 45, alle ore 10:30, alla presenza del Procuratore Aggiunto dott. Michele Prestipino Giarritta.

 

OSTIA.
LA GUARDIA DI FINANZA HA INFERTO UN DURO COLPO AL CLAN MAFIOSO
SPADA. SEQUESTRATI BENI PER 19 MILIONI DI EURO.
Operazione “APOGEO”
Dalle prime luci dell’alba, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di
Roma stanno dando esecuzione a cinque decreti di sequestro di beni, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale nei confronti di altrettanti esponenti di spicco del clan mafioso SPADA.
L’odierna attività costituisce l’epilogo di un’articolata indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nel cui ambito gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito la “carriera criminale” dei vertici del clan, i quali hanno accumulato, nel tempo, un vastissimo patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro, assolutamente sproporzionato rispetto agli irrisori redditi dichiarati.
Pertanto, in applicazione delle norme in materia di misure di prevenzione contenute nel
“Codice Antimafia”, i Finanzieri hanno proposto all’Autorità Giudiziaria il sequestro di tali ricchezze, acquisite con i proventi dei traffici delittuosi cui i proposti sono stati abitualmente dediti.
Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti nei confronti del capoclan Carmine SPADA alias “Romoletto” (classe 1967), nonché di Ottavio SPADA (classe 1963), Armando SPADA (classe 1967), Roberto SPADA (classe 1975) e Claudio GALATIOTO (classe 1951),hanno preso le mosse dalle operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, nel cui contesto è stata documentata l’operatività del sodalizio nel territorio lidense, identificandone i “capi” e raccogliendo rilevanti fonti di prova in ordine al sistematico esercizio dell’intimidazione, all’esazione del “pizzo” e alla commissione di plurimi fatti di estorsione, usura, traffico di droga e fittizia intestazione di beni, quest’ultima strumentale al controllo di molteplici attività economiche nei più disparati settori commerciali.
Il carattere mafioso dell’organizzazione è stato recentemente confermato dalla Corte di
Cassazione in sede di pronuncia sul ricorso avverso un provvedimento del Tribunale del
Riesame relativo alla nota aggressione perpetrata da Roberto SPADA, nel novembre del
2017, ai danni di una troupe della RAI nei pressi della palestra FEMUS BOXE di Ostia (oggi sottoposta a sequestro), di proprietà dello stesso pregiudicato.

L’associazione capeggiata da “Romoletto”, per lungo tempo “gregaria” della consorteria dei FASCIANI, ha prepotentemente affermato la propria egemonia territoriale nell’area del litorale romano all’indomani delle operazioni “NUOVA ALBA” e “TRAMONTO” – che hanno smantellato quel sodalizio – mantenendo, tuttavia, solide relazioni con esponenti di spicco del predetto gruppo malavitoso, al quale gli “alleati” SPADA hanno destinato parte dei loro introiti per il sostentamento del boss Carmine FASCIANI, attualmente detenuto.
Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle – basati anche sull’apporto dichiarativo di alcuni
collaboratori di giustizia – è emerso che i vertici del clan, oltre a palesare un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia legale ostiense, reimpiegando i profitti delle reiterate condotte illecite attraverso la costituzione, tramite compiacenti “prestanome”, di una serie di imprese (bar, sale slot, distributori di carburante, concessionarie di auto, ecc.) e associazioni sportive dilettantistiche utilizzate per la gestione di palestre e scuole di danza.
Aderendo in toto alle prospettazioni investigative, il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro dei seguenti beni, riconducibili ai proposti anche se in gran parte intestati ad altre 47 persone (familiari e terzi), apparentemente estranee al contesto criminale:
 patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali, nonché il 40% del capitale sociale di un’ulteriore società, operanti nei settori “bar e somministrazione di alimenti e bevande”, “panificazione”, “commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri”, “costruzioni edifici residenziali e non”, “vendita al dettaglio di carburanti”, “sale giochi e biliardi”, site a Roma (per lo più a Ostia) e in provincia di Frosinone;
 patrimonio aziendale e relativi beni di 6 associazioni sportive/culturali, ubicate a Ostia;
 4 immobili, siti a Roma e Ardea (RM);
 15 autoveicoli e 1 motoveicolo;
 rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni.
L’odierna operazione rappresenta l’ennesima testimonianza della costante ed efficace opera
svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Guardia di Finanza di Roma ai fini
dell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti “socialmente pericolosi”.