Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

VERBANIA. CITTADINO IRANIANO FERMATO CON 121.500 EURO IN CONTANTI.

Verbania, 28.09.2018
FERMATO CITTADINO IRANIANO CHE TRASPORTAVA 121.500 EURO
IN CONTANTI. SEQUESTRO DI DENARO PER 55.750 EURO.

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Durante l’attività di prevenzione e di contrasto dei traffici transfrontalieri di valuta, i
militari della Compagnia di Domodossola, in collaborazione con i Funzionari Doganali,
hanno fermato un cittadino di nazionalità iraniana in entrata Stato, con al seguito valuta
non dichiarata per un importo di 121.500 euro.
L’uomo di 42 anni, A.M. le iniziali del cognome e del nome, viaggiava da solo sul treno
proveniente da Basilea e diretto a Milano e di fronte alla richiesta dei finanzieri,
assicurava di non trasportare valuta.
I militari operanti, insospettiti dall’atteggiamento del soggetto controllato, effettuavano un controllo più approfondito, che permetteva di rinvenire all’interno del bagaglio al seguito l’ingente somma di denaro, divisa in banconote da 500, 200, 100 e 50 euro. Alle
domande circa la provenienza e l’utilizzo del denaro rinvenuto, la persona controllata
affermava che il denaro era stato prelevato e cambiato in Euro nella capitale iraniana e
che sarebbe stato poi utilizzato in Italia per effettuare acquisti.
In conseguenza delle violazioni della normativa di settore, che stabilisce l’obbligatorietà
della dichiarazione doganale per i trasferimenti di denaro contante per importi pari o
superiori a 10.000 euro, si è proceduto alla contestazione dell’eccedenza trasportata e
al contestuale sequestro del 50% della somma, corrispondente a 55.750 euro.

SALUZZO. MAURIZIO PASCHETTA 7 VOLTE CAMPIONE MONDIALE DI RECORD AGRICOLI.

Per la settima volta Maurizio Paschetta, è campione mondiale di record agricoli. Ieri (lunedì 24 settembre) ha polverizzato il record detenuto dal bulgaro Nikolaj Milanov che a Trojan, nel 1994, in un’ora raccolse 200 lumache. «The Natural Boy», questo il suo soprannome, ha raccolto nello stesso tempo 1086 lumache ( oltre 5 volte di piu’ ) , record mondiale certificato dalla World International Champions dal giudice Luigi D’Amico . «Ho dato tutto quello che potevo – ha commentato Maurizio Paschetta al termine della gara, trasmessa in diretta Facebook sulla sua pagina ufficiale

(https://www.facebook.com/Maurizio.Paschetta.Official/ ) gara mondiale presentata da Davide Bazzichetto – è il risultato di un duro lavoro, ma anche di costanza, passione e resistenza». «Sono soddisfatto e ringrazio tutti i fan e le persone che mi hanno seguito   – ha aggiunto -. Nella prima mezz’ora ho raccolto vicino alla rete, come una sorta di riscaldamento , gli ultimi 30 minuti più verso la metà del recinto, cosa più difficile perché ho dovuto allungarmi il più possibile senza mai entrare all’interno». La gara è stata disputata nell’allevamento «Le lumache del Marchesato» di Giacomo Torre in via Revello 38/A a Saluzzo , Piemonte , Italia .

Per Maurizio Paschetta si tratta del settimo record mondiale, dopo quello in mungitura vacca a mano, pigiatura uva con i piedi, spaccalegna con accetta, impilamento balle piccole di fieno su un rimorchio agricolo, raccolta tartufi con cane su ring e vangatura del terreno a mano .

Per info e interviste : +393463884585

www.mauriziopaschetta.com

 

TORINO. PRODOTTI PERICOLOSI PER LA SCUOLA PERICOLOSA

Torino, 25 settembre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SEQUESTRATO ARTICOLI PER LA SCUOLA POTENZIALMENTE PERICOLOSI

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Sono oltre un milione i prodotti sequestrati, nei giorni scorsi, dalla Guardia di Finanza di Torino perché falsi o potenzialmente pericolosi, tra di loro, centinaia di articoli di cancelleria che, proprio con l’inizio del nuovo anno scolastico, sono tra i più richiesti dalla clientela.
I Finanzieri del Gruppo Torino, che hanno condotto l’intervento, hanno rinvenuto l’ingente materiale in un negozio, che si estende su tre piani per oltre 1.000 mq., ubicato nel noto quartiere San Salvario del capoluogo piemontese.
Il materiale scolastico sequestrato, matite colorate, pastelli, acquarelli, pennarelli, evidenziatori, colle stick e gomme, veniva importato direttamente dalla Cina e venduto senza alcuna indicazione circa la denominazione merceologica, i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per la sicurezza dei giovani consumatori.
Nel deposito sotterraneo del negozio, i “Baschi Verdi” hanno individuato un deposito
clandestino, abilmente occultato con pannelli di legno e camuffato da espositore per capi
d’abbigliamento, dove è stata rinvenuta la maggior parte degli articoli sequestrati. Oltre al materiale scolastico, sono stati sequestratati anche centinaia di articoli per la casa falsamente etichettati.
E’ importante ricordare come l’assenza delle indicazioni di un importatore con sede all’interno della Comunità Europea comporti, di fatto, l’impossibilità di ricostruire la filiera di approvvigionamento della merce e di verificare che il fabbricante abbia predisposto la documentazione tecnica comprovante la conformità del prodotto stesso con le normative armonizzate comunitarie e nazionali.
L’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per frode in
commercio e per le conseguenti violazioni in materia di Sicurezza dei Giocattoli nonché
segnalato, alla locale Camera di Commercio, per le violazioni amministrative previste dal c.d. “Codice del Consumo”. Rischia sanzioni sino a 25.000 euro

BOLOGNA.SPORT E FRODE INTERNAZIONALE, SEQUESTRATI 25 MILIONI DI EURO.

Bologna, 24 settembre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI BOLOGNA NELL’AMBITO DI UNA INDAGINE A IMOLA SU UNA MAXI FRODE INTERNAZIONALE HA SEQUESTRATO 25 MILIONI DI EURO AD
UN’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE TRANSNAZIONALE.

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Il Finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito, su tutto il territorio
nazionale, un provvedimento di sequestro emesso dal G.I.P. del capoluogo felsineo, dott.
Alberto Ziroldi, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Bologna, dott.ssa Manuela Cavallo, di beni mobili, immobili (tra cui una villa sui colli bolognesi del valore di circa 2 milioni di euro), autovetture, quote societarie, polizze assicurative e conti correnti, per quasi 25 milioni di euro.
Ai 16 indagati – tra cui 4 bolognesi – è contestata, a vario titolo, “l’associazione per
delinquere” finalizzata alla commissione di numerosi crimini tra cui “l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”, “l’omessa dichiarazione fiscale”, “l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili”, la “simulazione di reato”, il tutto con l’aggravante della transnazionalità in relazione al fatto che le varie condotte criminali sarebbero state commesse in più stati.
L’esito delle indagini di polizia economico-finanziaria, svolte dai militari della Compagnia di Imola, ha permesso di risalire ai vertici dell’associazione criminale i quali, dagli uffici bolognesi, avrebbero utilizzato compiacenti “prestanomi” per strutturare e gestire varie catene societarie – costituite da società italiane, società esterovestite (ossia con sede fittizia in Gran Bretagna ma realmente operanti presso la sede bolognese) e società ubicate, tramite l’interposizione di fiduciarie estere, in Paesi off shore (in particolare nei “paradisi fiscali” tra i quali le Isole Vergini Britanniche e di Panama) al plurimo scopo di pervenire, da un lato, al completo camuffamento della reale allocazione reddituale e degli effettivi soci/amministratori e, dall’altro, di impedire la ricostruzione delle “tracce contabili” dei movimenti di denaro.
Il sofisticato sistema di frode, attuato per anni dal sodalizio criminale, ha condotto alla
scoperta di un giro di fatture false e/o “gonfiate” per oltre 75 milioni di euro, aventi ad
oggetto prestazioni di sponsorizzazione in favore di due note società di basket di livello
nazionale, di cui una imolese e l’altra, femminile, con sede in Parma.
Al pagamento della fattura (da parte dello sponsor alla società inglese), seguiva la retrorestituzione di parte del corrispettivo nuovamente allo sponsor, attraverso una preventiva serie di transazioni di valuta in più stati esteri attuata con l’obiettivo di dissimularne l’illecita provenienza.
Tali fatture false venivano emesse da società appositamente costituite a Londra (ove
esisteva solamente un mero recapito), ma di fatto organizzate, gestite e dirette a Bologna,
le quali avevano acquistato, ad un corrispettivo irrisorio e senza “esclusiva”, i diritti di
sfruttamento dell’immagine e degli spazi pubblicitari delle due società di basket.
Queste società “fittiziamente straniere”, giovando della propria esterovestizione,
emettevano fatture senza applicazione dell’IVA e non presentavano in Italia alcuna
dichiarazione fiscale conseguendo, in tal modo, una milionaria evasione d’imposta.
A loro volta, gli sponsor, ricevuta la fattura, effettuavano i relativi pagamenti attraverso
bonifici bancari su conti correnti accesi presso istituti di credito londinesi da cui,
l’organizzazione criminale, li dirottava immediatamente con successive transazioni
valutarie su conti correnti bancari aperti nel Principato di Monaco e, con ulteriori
transazioni, infine, nella Repubblica di San Marino su conti accesi a nome di varie
società di comodo e con l’interposizione di vari soggetti “prestanome”.
Da tali conti, il denaro veniva prelevato in contanti per essere poi materialmente
riconsegnato agli sponsor i quali, oltre a fruire dell’illecita deduzione fiscale della fattura
“gonfiata” conseguivano l’ulteriore vantaggio di rientrare in possesso di gran parte
delle somme inizialmente corrisposte alla società estera per la sponsorizzazione.
Ad entrambi i presidenti delle due società di basket viene contestato un ruolo determinante all’interno dell’associazione criminale poiché erano loro stessi a procacciare direttamente gli sponsor (tra l’altro, non per conto delle società di basket bensì a favore della società inglese) provvedendo, inoltre, alla materiale consegna delle fatture false e dei relativi contratti simulati di sponsorizzazione.
L’attività condotta dalle Fiamme Gialle bolognesi s’inquadra nelle rinnovate linee strategiche dell’azione del Corpo, volto a rafforzare il contrasto e la reale aggressione patrimoniale ai più complessi fenomeni di frode – anche internazionale – ed alla tutela della collettività.
L’evasione, di fatto, non solo comporta un ingente danno all’Erario per le imposte non
versate, ma incide anche sull’intero circuito economico in virtù della distorsione dovuta dalla vendita di beni/servizi ad un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello di mercato, proprio in ragione del mancato versamento delle imposte dovute.
Infatti, tali comportamenti fraudolenti, pervadono la struttura economica del Paese,
generando illeciti benefici patrimoniali in danno agli imprenditori onesti, che subiscono lo svantaggio concorrenziale fraudolento.

ROMA.CENTRALE DEL FALSO, UN ARRESTO E SEQUESTRO DI 27.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO E OROLOGI.

Roma, 22 settembre 2018
Roma, contraffazione: scoperta centrale del falso. Arrestato un cittadino
senegalese per resistenza e sequestrati oltre 27.000 capi di
abbigliamento, orologi e 5.000 euro in contanti.

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I militari del Comando Provinciale Roma della Guardia di Finanza hanno tratto in arresto un cittadino extracomunitario, 45enne senegalese, e scoperto un magazzino pieno di prodotti contraffatti con annesso un piccolo laboratorio del falso.
I militari del I Gruppo Roma, dopo un’accurata attività info-investigativa intrapresa a seguito di diversi sequestri di merce contraffatta operati negli scorsi giorni per le vie della Capitale,
in particolare nella zona del centro, risalivano la filiera del falso fino ad individuare un
extracomunitario nella zona del quartiere Prenestino, con al seguito un borsone di grandi dimensioni, rivelatosi, all’esito dei controlli di polizia, contenere oltre 2.000 accessori di abbigliamento recanti marchi di fabbrica contraffatti.
Lo stesso, credendo di poter eludere l’ispezione dei finanzieri, tentava di nascondere
all’interno degli slip denaro contante per oltre 5.000 euro ed un mazzo di chiavi negli avanzi di un panino offertogli dagli stessi militari quale genere di conforto.
A quel punto il soggetto fermato tentava di resistere violentemente ai controlli dei finanzieri, dimenandosi ed opponendo forza tramite la sua consistente mole. Veniva, pertanto, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
Le chiavi rinvenute all’interno del panino che l’arrestato aveva tentato di nascondere ai
finanzieri, servivano per aprire un enorme e fornitissimo magazzino all’interno del quale venivano rinvenuti oltre 27000 capi di abbigliamento, accessori, occhiali da sole, orologi,
etichette, minuteria metallica ed una macchina da cucire meccanica, nonché una serie di
targhe di autovetture risultate intestate a soggetti extracomunitari sempre di origine
senegalese, una vera centrale del falso per il rifornimento del mercato della contraffazione capitolina.
L’extracomunitario arrestato, veniva pertanto denunciato per i reati di contraffazione e
ricettazione alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.