Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

RIACE. ARRESTATO IL SINDACO,DOMENICO LUCANO, PER FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA.

Riace 02 ottobre 2018

La lotta all’immigrazione clandestina, dopo il blocco del film dedicato all’eroe moderno Domenico Lucano, continua a mietere vittime. Il blocco imposto dal ministro dell’interno alle navi delle Ong ad approdare nei porti italiani, al blocco della motonave “Diciotti” della Guardia Costiera italiana, la rottura nei fatti dei rapporti con i paesi del nord Africa,Tunisia in particolare, sugli accordi sui rimpatri  nei confronti dei non aventi diritto ed oggi la notizia dell’arresto del sindaco di Riace,Domenico Lucano, che in questi anni ha saputo creare un modello di accoglienza e integrazione sul tema dei migrati.

Non conosciamo le carte della Procura che ha disposto l’arresto del sindaco, ma speriamo che la sua posizione venga chiarita al più presto. Possiamo solo ipotizzare che l’accusa per illecito affidamento diretto della raccolta rifiuti sia da collegare al la possibilità data ai migranti di integrarsi nella comunità facendo servizi di pubblica utilità e che anche la gestione dei finanziamenti sia da ricollegare all’attività svolta dai migranti, ma per ora sono solo nostre ipotesi.

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La Guardia di Finanza del Gruppo di Locri ha eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace.  L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Disposto inoltre il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”. La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della mattinata.

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PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI LOCRI
COMUNICATO STAMPA
“Operazione Xenia”
RIACE (RC), GDF ARRESTA IL SINDACO LUCANO PER FAVOREGGIAMENTO
DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA ED IL FRAUDOLENTO AFFIDAMENTO
DIRETTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI.
DISPOSTO IL DIVIETO DI DIMORA NEL TERRITORIO DEL COMUNE ALLA
SUA COMPAGNA.
I finanzieri del Gruppo di Locri hanno eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di
custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che dispone gli arresti
domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace ed il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem, nell’ambito dell’operazione denominata “Xenia”.
La misura cautelare rappresenta l’epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette
dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti
erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.
Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso della mattinata.
Locri, 2 ottobre 2018
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
(Dott. Luigi D’Alessio)

TORINO. SEQUESTRATE CALZATURE CONTRAFFATE.

Torino, 01 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO HA SEQUESTRATO UN CARICO DI CALZATURE CONTRAFFATTE

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400 paia di calzature “Hogan” ed oltre 1.600 accessori, tutti legati al prestigioso
marchio, destinati al mercato del falso.
E’ il bilancio di un sequestro della Guardia di Finanza di Susa effettuato unitamente
alla Polizia Locale di Alpignano.
Proprio nel citato comune del torinese, i Finanzieri hanno controllato un furgone
condotto da un cinquantenne residente nella zona, già noto alle forze dell’ordine.
Nel corso del controllo della merce trasportata dall’uomo, sono state rinvenute circa
400 paia di calzature “Hogan” abilmente contraffatte e oltre 1.600 accessori,
altrettanto falsi.
L’uomo, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica per vendita di
prodotti contraffatti, non ha saputo, tra l’altro, fornire agli inquirenti informazioni utili
circa la provenienza della merce. Su quest’ultimo aspetto, infatti, sono in corso gli
accertamenti da parte dei Finanzieri, considerata anche la mancanza di documenti
utili a risalire al fornitore.
La merce, del valore di circa 40.000 euro, è stata sequestrata.

TORINO. PIEMONTE AI MARGINI DEL GOVERNO SULLE INFRASTRUTTURE.

IL PIEMONTE NON PUO’ ESSERE MESSO AI MARGINI DA QUESTO GOVERNO
Chiedo un confronto aperto in Consiglio Regionale sul tema delle infrastrutture.
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Mercoledì 3 ottobre alle 9.30 parteciperò ai lavori della II Commissione convocata per l’audizione delle organizzazioni sindacali in merito alle ricadute occupazionali connesse alla realizzazione del Terzo Valico.
Ascolterò con molta attenzione.
sempre mercoledì 3 ottobre, poche ore dopo quella Commissione, è convocata la Capigruppo e anticipo che è mia intenzione chiedere al Presidente un dibattito, possibilmente con un Consiglio Regionale “aperto”, sulla situazione delle Grandi Opere in Piemonte. Su questa vicenda bisogna fare chiarezza perchè sono in gioco i destini di tutti i piemontesi, non solo quello delle imprese e dei lavoratori del comparto.
Domenico Ravetti

 

 

 

Domenico Ravetti

Presidente Gruppo Consiliare PD

Ufficio: Via Arsenale 14 10121 Torino

Tel. 011 5757039 – 011 5757020

Fax. 011 5757772

Sito internet: www.domenicoravetti.it

 

ROMA. DUX DI MAIO ESULTA COME UN DITTATORE QUALSIASI, MA C’E’ DEBITO E DEBITO.

Il debito è servito e per chi ha la memoria corta dal default, cioè il fallimentno del paese,nel 2012 ne siamo usciti con il rotto della cuffia con una manovra lacrime e sangue. La manovra Monti-Fornero riportò il differenziale BTP a livelli accettabili,ma costò 250 mila”esodati” che forse erano 400 mila,ma questo è un dato ancora da verificare.

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La reintroduzione dell’IMU sulla prima casa, la riforma delle pensioni che colpì una intera generazione di lavoratori che se la videro scippata sul filo del traguardo.

Sacrifici pagati a duro prezzo dai lavoratori che in nome del risanamento hanno subito la riforma del mercato del lavoro, la precarizzazione del lavoro esistente fino alla liquidazione coatta dell’art. 18, della cassa integrazione in deroga e della mobilità che per molti ha rappresentato il salvagente sociale ed economico alla crisi economica.

Tutti questi sacrifici sono stati buttati nel “cesso” e dopo abver tirato lo sciacquone Di Maio è andato festeggiare sul balcone di palazzo Chigi come un piccolo dittatore qualsiasi. Intanto che Di Maio festeggiava con i suoi deputati e i militanti con le bandiere al vento la borsa perdeva il 2%-, i titoli bancari affossavano e il conto per lo stato in poche ore è stato di 1 miliardo di euro: il primo miliardo di euro di tutti i miliardi che perderemo da oggi al fallimento annunciato dll’economia italiana.

Ma poco importa, quel che importa è aver potuto affacciarsi al balcone e gridare vittoria, ma quale vittoria poi?

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Ma Il balcone viene prima di tutto, se poi è il balcone di Palazzo Chigi per il vicepremier Luigi Di Maio è entusiasta nell’annunciare, affiancato dai suoi ministri, che il Governo avrebbe speso 10 miliardi di euro, ovviamente a debito, per garantire il reddito di cittadinanza di fronte alle bandiere dei 5 stelle esultanti.

L’exploit di Di Maio che reincarna il peronismo argentino in salsa italiana, con un mix di populismo, politiche sociali, culto del capo, che ha dominato per anni la scena sudamericana.

Di Maio dal balcone di palazzo Chigi si affaccia sul baratro che ha fatto reagire male, molto male, i mercati che allo sforamento del deficit/pil, previsto al 2,4 per cento per tre anni nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza,  hanno risposto con il rialzo degli interessi del debito dello stato.

Lo spread,il timore per la tenuta del debito pubblico e gli interessi dei titoli di Stato, è schizzato a quasi 280 punti, i titoli bancari ,detentori della gran parte dei titoli di Stato, sono crollati in borsa.

Per i mercati le azioni degli istituti di credito sono meno appetibili per la presenza di titoli di Stato che rischiano di divenire carta straccia, l’Argentina insegna a chi ha poca memoria.

Il ministro dell’Economia tace mentre i vicepremier Di Maio e Salvini esultano e ostentano indifferenza tanto per i mercati quanto per il monito dell’ Unione europea, che potrebbe infliggerci sanzioni costosissime e intimandoci di rientrare nei limiti dello 0,8%.

Ma i ministri fanno sapere che “se la Ue boccia la manovra, noi andiamo avanti”.

Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, ha spiegato senza troppi fronzoli: “Lo sforamento del deficit porterà a ingrossare ulteriormente lo stock del debito. Se gli italiani continuano a indebitarsi cosa succede? Il tasso di interesse aumenta, il servizio del debito diventa maggiore. Gli italiani non devono sbagliarsi; ogni euro in più per il debito è un euro meno per le autostrade, per la scuola, per la giustizia sociale”.

La Francia di Macron,presa ad esempio da Di Maio, ha deciso di sforare il deficit del 2,8 per cento,ma fare paragoni serve a poco.

La Francia ha un debito pubblico del96,4 per cento del Pil e una credibilità finanziaria maggiore  con lo spread è al 32 punti base.

L’Italia ha un debito sovrano del 130,7%  e uno spread che punta a 300 , sempre sperando che si fermi.

Il “conto” dello sforamento si tradurrà in maggiori tassi di interesse da pagare sui titoli di Stato e quindi in maggiori tasse per i contribuenti.

Ma è solo l’ inizio.

ROMA. INAUGURATA UNA NUOVA SEDE DELLA GUARDIA DI FINANZA.

Roma, 28 settembre 2018
INAUGURATA, ALLA PRESENZA DEL COMANDANTE
GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA, UNA NUOVA
CASERMA ALLA SEDE DI ROMA.

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Oggi si è svolta a Roma, in via Virgilio Talli, la cerimonia di inaugurazione e
intitolazione della nuova caserma della Guardia di Finanza, sede di alcune
articolazioni del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e del 3° Nucleo
Operativo del I Gruppo della capitale.
L’immobile demaniale – che ha ospitato, in passato, uffici centrali della Corte dei
Conti e che recentemente è stato oggetto di importanti lavori di riqualificazione a
cura del Corpo e del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche – si
sviluppa su 11 piani, più quelli interrati, per una superficie complessiva di circa
34.000 metri quadri.
Nella struttura operano 570 militari:
 470 sono in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e in precedenza
prestavano servizio in via Raffaele Costi;
 100 appartengono al I Gruppo, prima dislocato a via Nomentana.
In questa sede vengono svolti i principali compiti della missione istituzionale della
Guardia di Finanza: dal contrasto all’evasione fiscale alla tutela della spesa
pubblica, dalla repressione dei traffici illeciti alla lotta alla contraffazione,
dall’attività antiriciclaggio all’aggressione alle ricchezze illecitamente accumulate
dalla criminalità organizzata.
All’evento hanno partecipato il Comandante Generale della Guardia di Finanza,
Generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, il Comandante Interregionale per
l’Italia Centrale, Generale di Corpo d’Armata Edoardo Valente, il Comandante
Regionale Lazio, Generale di Corpo d’Armata Bruno Buratti, il Comandante
Provinciale, Generale di Brigata Cosimo Di Gesù nonché numerose Autorità
civili, militari e religiose.
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La caserma è stata intitolata al Generale di Corpo d’Armata Ferdinando Dosi,
Medaglia d’Argento al Valor Militare per le meritorie gesta di cui fu protagonista
in Africa Orientale nel 1941.
La scelta del nominativo del Generale Dosi per la nuova sede è fortemente
simbolica, considerato il legame esistente tra l’Ufficiale e Roma. Nella Capitale,
sua città natale, il Generale ha infatti ricoperto prestigiosi incarichi, tra i quali, dal
1977 al 1978, quello di Comandante in Seconda della Guardia di Finanza,
all’epoca massima Autorità proveniente dai ranghi del Corpo.
Il suo coraggio gli valse la Medaglia d’Argento al valor militare per una temeraria
operazione compiuta l’8 aprile 1941: quale Comandante di un plotone, incaricato
di esplorare il terreno antistante la linea di difesa, accortosi che erano state
disinnescate le mine in un passaggio obbligato per automezzi, decise di
reinnescare, di notte, il campo minato. Circondato e preso di mira dal fuoco
nemico riuscì, valorosamente, a rientrare nella propria linea, mentre l’avversario,
che tentava di transitare nel passaggio ritenuto libero, rimaneva bloccato dai
propri automezzi, colpiti dallo scoppio delle mine.
La cerimonia, che ha avuto luogo alla presenza dei familiari del decorato, si è
conclusa con una visita all’interno della struttura da parte delle Autorità e degli
ospiti intervenuti e con il tradizionale brindisi augura