Categoria: ANNUNCI ECONOMICI

ROMA. MANOVRA ECONOMICA: L’ITALIA VENDUTA A PREZZI (STRACCIATI) A SALDO.

La prima repubblica è tornata di moda nell’Italia in vendita a prezzi di saldo.

L’unica vera novità del “Governo del cambiamento” è che la “finanziaria del popolo” è diventata l’ecatombe dell’onestà dove vengono premiati i furbetti dell’evasione fiscale.

Quota 100 per le pensioni sono una passeggiata, dal costo non proprio modesto circa 140 miliardi in 10 anni, in confronto alla svendita totale che il governo dei “sovranisti” sta preparando.

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L’uscita dall’Euro e dall’eurozona non serve a recuperare sovranità,ma a svendere quanto resterà sotto le ceneri dopo il fallimento annunciato dal Def approvato in consiglio dei ministri  e che già producendo i risultati voluti: farsi bocciare la finanziaria dall’UE, far aumentare lo spread a livelli insostenibili, far crollare l’economia italiana per poi svenderla ai gruppi che fanno capo al ministro Savona che intanto ha messo al sicuro, in Svizzera i suoi risparmi.

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IL PIANO B DI SAVONA, il ministro Savona, dopo aver sostenuto il piano B  per uscita dall’Euro, era il bene per l’Italia ovviamente,e aver  tenuto i suoi risparmi al sicuro in Svizzera, scopre le sue carte in cui il piano B è semplicemente il suo piano di comprare a saldi in Italia dopo aver generato il crollo.

Quale credibilità può avere Savona come Ministro degli Affari Europei se i suoi soldi li tiene fuori dall’Unione e mentre il governo invita gli italiani a comprare i titoli di stato i suoi ministri investono in titoli esteri.

La stessa logica usata è stata usata dal presidente della commissione finanza Borghi che con la stessa facilità con cui auspica l’aumento del debito dello Stato, per aumentare il consenso, porta i suoi soldi all’estero.

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Borghi, il Presidente della Commissione Bilancio, che spara a zero sull’euro dopo aver messo al sicuro i suoi risparmi.
Condoni fiscali agli evasori, sussidi a chi non ha mai lavorato un giorno e che non ha neppure voglia di sbattersi e spostarsi da casa per cercare un lavoro.

Tagli lineari alla spesa pubblica e ritorno al passato per i comuni coi bilanci in rosso

Nel girone infernale di chi prende e chi perde non è stato previsto un euro per la scuola,la cultura, la tutela dell’ambiente,l’ economia circolare,l’innovazione sociale.

L’unica riforme che può vantare risorse la “controriforma” delle pensioni addebitata alle generazioni che verranno, che dovranno pagare il conto salato di quota 100 che poi 100 non è.

Un oceano di soldi presi a debito,l’allarme per lo sforamento del deficit al 2,4% per pagare il “pizzo” del reddito di cittadinanza” e la “marchetta” agli elettori della Lega contro la legge Fornero che va molto oltre la soglia che ci potremmo permettere,con il  rapporto debito/Pil aumentare nel 2019, dopo che da due anni aveva iniziato una lenta discesa.

Cosa ha di buono questa manovra economica? L’unica nota positiva della manovra è che verrà bocciata inesorabilmente dalla UE e il governo giallo-verde potrà urlare al complotto per farli cadere. Mentre si premiano i furbetti, la vera sfida è trovare nella manovra  una sola misura che non sia una ruffianata verso i furbi e i fannulloni.

Non c’è una sola misura che possa servire a creare sviluppo economico, lavoro, ricchezza e a proiettare nel futuro il Paese e invece la manovra serve per tirare a campare fino alle prossime elezioni europee.

Nell’agenda politica di Salvini e Di Maio non esiste alcuna misura che non sia una “marchetta elettorale”, lucidata e vestita a festa dal marketing politico che sfocia nell’azione, che in tempi passati furono il fiore all’occhiello delle politiche di spesa del pentapartito.

La norma che salda e stralcia i debiti col fisco, ma non solo di chi ha presentato una corretta dichiarazione dei redditi dimenticandosi di pagare le tasse, anche degli evasori parziali che hanno dichiarato meno di 100.000 euro e infine una bella sanatoria a dieci milioni di furbetti delle multe e delle cartelle esattoriali sotto i mille euro.

Insomma il cambiamento dove i furbi vincono sempre e gli onesti soccombono.

La nota stonata di un film che abbiamo già visto il reddito di cittadinanza, a cui è stato cambiato nome,(reddito minimo garantito condizionato) 780 euro di sussidio mensile a chi fa finta di cercare attivamente lavoro, frequenta corsi di formazione senza avere l’obbligo di capire quello di cui stanno parlando, che fa finta di svolgere 8 ore a settimana servizi di pubblica utilità per la sua comunità.

Un film splendido quello proposto da Di Maio se non fosse che tutto si fonda sul corretto funzionamento dei moribondi centri per l’impiego, su cui sarebbero dovuti essere investiti 3 miliardi, poi diventati 2 per finire con 1 solo, a dimostrazione di quanto ci si crede.

La scenetta da teatro delle “fesserie” la scelta di non penalizzare chi non accetterà come prima offerta un’occupazione al di fuori della propria città o regione. Il lavoro lo voglio sotto casa e se poi posso farlo standomene comodamente seduto in poltrona tanto meglio.

 

Tra tutte le balle che il Trio Conte-Slvini -Di Maio ha messo in scena c’è pure il teatro dell’ipocrisia perché non conosciamo alìtri termini con cui definire la più sonora delle prese in giro nei confronti dei disoccupati:  Quota 100, spacciato come politica di sostegno all’occupazione giovanile (per ogni pensionato che esce c’è un giovane che entra nel mercato del lavoro) quando invece non è neppure certo che il provvedimento raggiungerà lo scopo di pensionare i nati tra il 1945 e il 1967,  che dovranno valutare bene quali sono le condizioni con cui usciranno dal mercato del lavoro senza potevi fare più ritorno, che è una delle fregature in essere mentre ai giovani e  alle generazioni future resterà un debito pensionistico lievitato di 100 miliardi.

Una polpetta avvelenata da 7 miliardi quest’anno, che a regime saranno 13 circa, le cui coperture e la cui sostenibilità futura sono un pozzo nero che potrebbe affondare le speranze di non ritrovarsi con una Fornero bis decuplicata.

Premettiamo uno di quei sette miliardi potrebbero venire fantomatico taglio delle pensioni d’oro,ma tra ricorsi e consulta i tempi potrebbero slittare ad un futuro molto lontano, oltre al fatto che il presidente Inps Tito Boeri parla di 150 milioni massimo.

Tutto il resto è noia e mistero mentre nel frattempo assistiamo allo sblocco dei bilanci dei Comuni in perdita e la revisione della soglia per gli appalti senza gara, che quintuplica da 40 a 200 mila euro, un mix da brividi, dopo anni di vacche magre è tornata l’ora dei sindaci con le mani bucate e imprenditori amici.

Restano gli incentivi a industria 4.0, il supersconto fiscale per i giovani che vogliono creare una start up, la defiscalizzazione degli utili reinvestiti nelle imprese per le spese di ricerca e sviluppo.

100 adempimenti in meno per le imprese e investimenti pubblici pari a 3,5 miliardi, lo 0,2% del Pil e l’insieme di queste ultime non fanno il costo di Quota 100.

La scarsa propensione agli investimenti, la scarsa lungimiranza del governo è risultata indigesta ai mercati, che man mano che si avvicina il voto finale perdono fiducia nel paese e quel che è peggio è che la perdita di fiducia nel paese svuoterà le tasche degli italiani.

La legge di bilancio licenziata pochi giorni fa dal governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sanchez, in maggioranza con Podemos è la cartina di tornasole della desolante manovra  italiana.

La manovra è a deficit, che devia dai parametri di Maastricht, come la nostra, ma una manovra in cui, però c’è il “congelamento degli affitti nei quartieri popolari”, “l’aumento di un quinto del salario minimo”, “il raddoppio degli assegni familiari”, “la promessa di asili nido e materne per tutti”, “l’aumento dei finanziamenti per istruzione e ricerca”.

Cifra da mettere in preventivo di spesa: 11 miliardi, contro i 37 che spenderemo noi.

Stranezze della vita: la manovra spagnola è stata premiata dai mercati, la nostra no.

Concedetevi un minuto di tempo per chiedervi perché e scusate se è poco.

TORINO. RIMBORSI PER IL VOLO LUSSEMBURGO-TORINO CASELLE E TORINO-FRANCOFORTE

RIMBORSI PER LA CANCELLAZIONE DEI VOLI LUSSEMBURGO-TORINO CASELLE E TORINO FRANCOFORTE.
Un altro doppio disservizio che vogliamo segnalare tra le pagine del nostro sito è quello verificatosi ieri, Lunedì 15 Ottobre, che ha coinvolto i passeggeri del volo Lussemburgo – Torino CaselleLG6573, e quelli del volo di ritorno, LG6574, entrambi cancellati per motivi che la compagnia non ha provveduto a comunicare attraverso alcuna nota ufficiale. A comunicarci il disservizio, un gruppo di passeggeri che avrebbero dovuto raggiungere l’omonima capitale del piccolo Stato di Lussemburgo  per un importante incontro di lavoro con il volo in partenza da Caselle alle 08:25, che hanno iniziato a insospettirsi non appena hanno appreso la notizia della cancellazione del volo di andata che sarebbe dovuto atterrare a Torino per le 07:50. Purtroppo, gli impegni persi e i danni morali non possono essere quantificati in denaro, quantomeno in questa circostanza ma per disservizi come questo i passeggeri possono chiedere la Compensazione Pecuniaria come risarcimento per il disagio vissuto.

Per contattare la segreteria di EasyRimborso basterà comporre il 3421031477 (anche tramite whatsapp) o inviando un’e-mail all’indirizzo info@easyrimborso.it. fornendo:

  1. copia di un documento d’identità;
  2. copia della carta d’imbarco;
  3. sintesi dell’accaduto.

Lo Staff di EasyRimborso
Contact:
Phone +39 342/1031477
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Ancora un disservizio per Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca con sede proprio all’aeroporto di Francoforte sul Meno che, ieri Martedì 16 Ottobre, per motivi che ancora non sono stati comunicati attraverso alcuna comunicazione ufficiale ha cancellato il volo in partenza dall’aeroporto Sandro Pertini di Torino – Caselle e diretto a Francoforte. Il volo LH305 sarebbe dovuto decollare alle 06:05 dallo scalo torinese ma, a seguito di alcune posticipazioni, ultima delle quali alle 07:25, il volo, che sarebbe dovuto atterrare in Germania alle  proprio alle 07:25, è stato definitivamente cancellato.
Ad alcuni passeggeri che ci hanno contattato nella giornata di ieri e a coloro che, invece, stanno leggendo questo articolo comunichiamo che rientra tra i loro diritti quello di chiedere il rimborso per i disagi vissuti.
Nelle righe che seguono troverai tutte le istruzioni necessarie su come richiedere e ottenere il meritato risarcimento.

Per contattare la segreteria di EasyRimborso basterà comporre il 3421031477 (anche tramite whatsapp) o inviando un’e-mail all’indirizzo info@easyrimborso.it. fornendo:

  1. copia di un documento d’identità;
  2. copia della carta d’imbarco;
  3. sintesi dell’accaduto.

Lo Staff di EasyRimborso
Contact:
Phone +39 342/1031477

NAPOLI. CONCORSI TRUCCATI PER IL RECLUTAMENTO DI VFP4 NELLE FORZE ARMATE.

Napoli, 17 Ottobre 2018

IL COMANDO PROVINCIALE DI NAPOLI
DELLA GUARDIA DI FINANZA HA SCOPERTO UN SISTEMA
FRAUDOLENTO UTILIZZATO PER SUPERARE LA PROVA SCRITTA
DEL CONCORSO PER IL RECLUTAMENTO DI VFP4 NELLE FORZE
ARMATE. ESEGUITE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE NEI
CONFRONTI DI 15 SOGGETTI.

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Un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli stanno dando esecuzione a 15 ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP presso il Tribunale partenopeo.
I destinatari dei provvedimenti sono principalmente appartenenti o ex appartenenti alle
Forze Armate e alle Forze di Polizia, quotidianamente impegnati nel favorire il “buon esito” dei concorsi in dette Amministrazioni da parte di giovani candidati, a fronte di una illecita elargizione di denaro ad opera degli aspiranti ovvero dei loro prossimi congiunti.
L’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di
corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio e altri gravi reati commessi in relazione alle
procedure afferenti il reclutamento di 2.013 Volontari in Ferma prefissata quadriennale per il 2016 nelle Forze Armate, articolato in due immissioni.
In particolare, le attività investigative hanno fatto emergere l’ideazione da parte di Testa
Claudio (ingegnere informatico e responsabile della IRP Srl, società incaricata di
predisporre i questionari della prova scritta di cultura generale prevista dalla menzionata procedura reclutativa) e di Cuomo Stefano (Capo di 1^ classe, della Capitaneria di Porto) di un articolato meccanismo fraudolento.
Il funzionamento di tale meccanismo, divulgato a terzi dallo stesso Cuomo unitamente ad Ametrano Fabio (militare della marina militare), dietro corrispettivo, alcuni giorni prima dell’inizio della prova selettiva in parola e oggetto di successiva compravendita da parte di alcuni personaggi-chiave coinvolti a vario titolo nell’indagine, operanti talora attraverso lo schermo di scuole di formazione (tra cui, Auricchio Ciro, D’Amelia Rocco, Fastampa Giuseppe Claudio, Fiore Ciro, Masiello Luigi, Russo Raffaele, Vacchiano Sabato e Zarrillo Giuseppe), ha consentito a un numero cospicuo di concorrenti (sia della prima che della seconda immissione) di superare la citata prova di cultura generale; esso consisteva in due stratagemmi:
 un vero e proprio “algoritmo”, applicabile alla maggior parte dei quesiti somministrati e consistente in una combinazione di 4 componenti numeriche da sommare tra loro, il
cui risultato totale serviva a individuare, tra le possibili risposte, quella esatta;

 una dispensa o pandetta recante, per le materie non coperte dal citato “algoritmo”, un
estratto della banca dati pubblica, compendiante un numero limitato di quesiti identici
o comunque analoghi a quelli destinati a comporre i questionari da somministrare.
Relativamente alla seconda immissione, tra l’altro, le indagini hanno permesso di appurare il funzionamento dell’algoritmo sino al 5 luglio 2016, data in cui il predetto ing. Testa Claudio sostituiva (e distruggeva) tutti i plichi sigillati (consegnati prima dell’inizio delle prove selettive), contenenti i questionari elaborati e non ancora estratti, con altri plichi recanti analoghi questionari.
Grazie al materiale illecito di cui hanno avuto la disponibilità la quasi totalità dei
concorrenti emersi nel corso delle indagini che ha sostenuto la prova scritta sino al 5 luglio 2016 è riuscita a superare la menzionata prova selettiva. Avendo ottenuto l’idoneità nelle successive fasi concorsuali, 43 di tali concorrenti sono stati inseriti nelle graduatorie di merito delle singole Forze Armate; di costoro, nr. 39 sono stati utilmente collocati tra i vincitori di concorso (30 per l’Esercito, nr. 5 per l’Aeronautica Militare, nr. 4 per Marina Militare e Capitaneria di porto) e, verosimilmente, incorporati.
Il quadro indiziario ritenuto dal giudice idoneo all’adozione dei provvedimenti oggi eseguiti dovrà naturalmente ricevere la conferma dal contraddittorio già nella fase cautelare
Gli elementi indiziari acquisiti nel corso delle investigazioni fanno peraltro ritenere
probabile che questi concorrenti siano solo una parte di coloro che hanno superato le
predette prove scritte grazie al sistema fraudolento ideato.
Sono in corso di notificazione 135 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei
concorrenti ovvero di loro familiari, alcuni dei quali, dopo essere entrati in contatto con i
soggetti attinti da misure cautelari, hanno a loro volta diffuso – previo compenso – il citato meccanismo.
Le operazioni condotte rientrano nell’ambito di una più ampia attività di indagine della
Procura di Napoli , in merito a diversi concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di polizia.

CATANZARO. “NDRANGHETA”: SEQUESTRATE VILLE, ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI, APPARTAMENTI E AUTOMOBILI PER 14 MILIONI DI EURO

Catanzaro, 17 ottobre 2018
LA GUARDIA DI FINANZA HA SEQUESTRATO BENI PER UN VALORE DI
OLTRE 14 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI
DI SOGGETTI ORGANICI E/O CONTIGUI A
COSCHE DI “’NDRANGHETA” DEL DISTRETTO
DI CATANZARO.

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I FINANZIERI DEL COMANDO PROVINCIALE DI CATANZARO,
COORDINATI DAL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA, DOTT. NICOLA
GRATTERI, DAI PROCURATORI AGGIUNTI, DOTT. VINCENZO LUBERTO E
DOTT. VINCENZO CAPOMOLLA, E DAI SOSTITUTI PROCURATORI, DOTT.
CAMILLO FALVO, DOTT. ELIO ROMANO E DOTT. PASQUALE
MANDOLFINO, HANNO DATO ESECUZIONE, CON IL SUPPORTO DEL
SERVIZIO CENTRALE INVESTIGAZIONE CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
(S.C.I.C.O.) DI ROMA, A SEI DISTINTI PROVVEDIMENTI DI SEQUESTRO
DI BENI PER UN VALORE DI OLTRE QUATTORDICI MILIONI DI EURO,
EMESSI DAL TRIBUNALE DI CATANZARO SU RICHIESTA DI QUESTA
PROCURA DISTRETTUALE. TRA I BENI SOTTOPOSTI A SEQUESTRO CI
SONO, TRA GLI ALTRI, 34 FABBRICATI, 9 ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI,
16 APPARTAMENTI, 2 VILLE LUSSUOSE, 40 TERRENI E 22 VEICOLI.
LE MISURE PATRIMONIALI HANNO RIGUARDATO COMPLESSIVAMENTE
SEDICI TRA ESPONENTI DI SPICCO ORGANICI E/O SOGGETTI
CONTIGUI ALLE COSCHE DI ‘NDRANGHETA DEI “CERRA-TORCASIOGUALTIERI”
E DEI “GIAMPA’” DI LAMEZIA TERME (CZ), “GALLACEGALLELLI”
DI GUARDAVALLE (CZ), “ANELLO” DI FILADELFIA (VV) E
NEI CONFRONTI DI UN SOGGETTO DI AMANTEA (CS) CONDANNATO
PER SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO.

LE INDAGINI PATRIMONIALI CONDOTTE DAGLI INVESTIGATORI
DELLE FIAMME GIALLE HANNO CONSENTITO DI RICOSTRUIRE IN
CAPO AL PROPOSTO UN NOTEVOLE COMPLESSO PATRIMONIALE IL
CUI VALORE È RISULTATO SPROPORZIONATO RISPETTO AI REDDITI
DICHIARATI.
TRA I BENI IN SEQUESTRO FIGURA IL 50% DELLA STRUTTURA
IMMOBILIARE IN PRECEDENZA ADIBITA ALLA CASA DI CURA “PAPA
GIOVANNI XXIII” DI SERRA D’AIELLO (CS).
IL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO HA RIGUARDATO ANCHE UNA
LUSSUOSA VILLA UBICATA AD AMANTEA (CS), UN BAR SITUATO
ANCH’ESSO AD AMANTEA NEI PRESSI DEL POLO SCOLASTICO, UNA
GROSSA AZIENDA AGRICOLA CON SEDE A CLETO (CS), UNDICI
FABBRICATI DISLOCATI AD AMANTEA ED ALTRI DUE A CLETO (CS),
TRENTADUE TERRENI AGRICOLI TUTTI SITI NEL COMPRENSORIO DI
CLETO (CS), TRE AUTOVEICOLI DI CUI UNO DI LUSSO, DUE POLIZZE
ASSICURATIVE E DIVERSI RAPPORTI BANCARI E FINANZIARI, IL
TUTTO PER UN VALORE COMPLESSIVO STIMATO IN OLTRE NOVE
MILIONI DI EURO.
 TROVATO LUIGI, CONTIGUO ALLA COSCA DI ‘NDRANGHETA
GIAMPA’ DI LAMEZIA TERME (CZ).
IL PREDETTO, NEL LUGLIO 2013, ERA STATO INDAGATO NELLA
NOTA OPERAZIONE DI POLIZIA CONVENZIONALMENTE
DENOMINATA “PERSEO”, PERCHE’ RITENUTO RESPONSABILE DI
ASSOCIAZIONE MAFIOSA, VIOLAZIONI IN MATERIA DI ARMI E
CONCORSO IN OMICIDIO, AVENDO CONTRIBUITO A FORNIRE
APPOGGIO LOGISTICO PER LA REALIZZAZIONE DI UN’AZIONE
CRIMINOSA; VENIVA POI ARRESTATO NELLA CD. OPERAZIONE
PERSEO PER DETENZIONE E PORTO D’ARMI CON L’AGGRAVANTE
MAFIOSA.
ALL’ESITO DEL RELATIVO PROCEDIMENTO, IN UN PRIMO MOMENTO
VENIVA ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL FATTO.
SUCCESSIVAMENTE, A SEGUITO DEL RICORSO DELLA PROCURA
DELLA REPUBBLICA DI CATANZARO, VENIVA CONDANNATO A
QUATTRO ANNI DI RECLUSIONE PER ILLECITA DETENZIONE DI
ARMI, AGGRAVATA DALL’AVER FAVORITO LA CRIMINALITA’

ORGANIZZATA. SENTENZA ANNULLATA DALLA CORTE DI
CASSAZIONE, CON RINVIO ALLA CORTE DI APPELLO PER UNA
NUOVA VALUTAZIONE DELLE DICHIARAZIONI DEI COLLABORATORI
DI GIUSTIZIA; ATTUALMENTE È SUB JUDICE PER TALE REATO.
IL PROPOSTO, UNITAMENTE AI FRATELLI ED AL CONIUGE, ERA
STATO, ALTRESÌ, INDAGATO PER IL REATO DI INTERPOSIZIONE
FITTIZIA DI BENI, A SEGUITO DELLA COSTITUZIONE DI UNA
SOCIETÀ, SOTTOPOSTA A SEQUESTRO NEL MAGGIO 2018, LA CUI
ATTIVITÀ ERA DI FATTO RICONDUCIBILE A LUI E AGLI ALTRI SUOI
FRATELLI.
LE ATTIVITA’ SVOLTE DAI FINANZIERI DEL NUCLEO DI POLIZIA
ECONOMICO-FINANZIARIA DI CATANZARO HANNO PERMESSO DI
RICOSTRUIRE IN CAPO AL PROPOSTO UN NOTEVOLE COMPLESSO
PATRIMONIALE IL CUI VALORE È RISULTATO SPROPORZIONATO
RISPETTO AI REDDITI DICHIARATI.
IL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO HA RIGUARDATO
COMPLESSIVAMENTE DICIASSETTE FABBRICATI UBICATI IN
LAMEZIA TERME (CZ), TRE FABBRICATI IN PIANOPOLI (CZ),
QUATTRO TERRENI SITI A LAMEZIA TERME, UN TERRENO SITO IN
PIANOPOLI, UN BAR UBICATO IN UNA ZONA CENTRALE DI LAMEZIA
TERME, TRE SOCIETA’ CON SEDE A LAMEZIA TERME OPERANTI NEL
SETTORE DELLE AUTO, E DIVERSI RAPPORTI BANCARI E
FINANZIARI, IL TUTTO PER UN VALORE COMPLESSIVO STIMATO
SUPERIORE A UN MILIONE E MEZZO DI EURO.
 ORIGLIA DOMENICO DI GUARDAVALLE (CZ) E MALLAMACE
FRANCESCO DI VIBO VALENTIA.
IL PRIMO DEI DUE ERA STATO COINVOLTO NELLA NOTA
OPERAZIONE DI POLIZIA DENOMINATA “ITACA-FREEBOAT”,
CULMINATA NEL MESE DI LUGLIO 2013 CON L’ARRESTO DI 25
SOGGETTI, RITENUTI AFFILIATI OVVERO FIANCHEGGIATORI DELLA
COSCA GALLACE/GALLELLI OPERANTE IN GUARDAVALLE,
BADOLATO E SU TUTTA LA FASCIA DEL BASSO IONIO
CATANZARESE.
ORIGLIA DOMENICO ERA STATO, ALTRESI’, COINVOLTO
NELL’OPERAZIONE DI POLIZIA DENOMINATA “MYTHOS” E

ALL’ESITO DEL RELATIVO PROCEDIMENTO PENALE ERA STATO
CONDANNATO DAL TRIBUNALE COLLEGIALE DI VELLETRI (RM) A
DODICI ANNI E NOVE MESI DI RECLUSIONE, PERCHE’ RITENUTO
COLPEVOLE, TRA L’ALTRO, DI ESTORSIONE AGGRAVATA DAL
METODO MAFIOSO.
MALLAMACE FRANCESCO, INVECE, NEL GIUGNO DEL 2008 ERA
STATO TRATTO IN ARRESTO NELL’AMBITO DELLE OPERAZIONI DI
POLIZIA DENOMINATE “DOMINO” ED “EFFETTO DOMINO” CHE
AVEVANO RIGUARDATO LA COSCA “ANELLO” DI FILADELFIA (VV).
PER I FATTI CHE LO AVEVANO VISTO COINVOLTO, ALL’ESITO DEL
PROCEDIMENTO PENALE, NELL’OTTOBRE 2012, MALLAMACE
VENIVA CONDANNATO DALLA CORTE DI APPELLO DI CATANZARO
A QUATTRO ANNI E DIECI MESI DI RECLUSIONE PERCHE’ RITENUTO
COLPEVOLE DI ESTORSIONE AGGRAVATA DAL METODO MAFIOSO.
LE INDAGINI PATRIMONIALI CONDOTTE DAI FINANZIERI DEL
G.I.C.O. DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA DI
CATANZARO HANNO CONSENTITO DI RICOSTRUIRE IN CAPO AI
PROPOSTI UN NOTEVOLE COMPLESSO PATRIMONIALE IL CUI
VALORE È RISULTATO SPROPORZIONATO RISPETTO AI REDDITI
DICHIARATI.
I PROVVEDIMENTI DI SEQUESTRO HANNO RIGUARDATO
COMPLESSIVAMENTE UN FABBRICATO UBICATO IN GUARDAVALLE
(CZ), UNA DITTA OPERANTE NEL SETTORE DEI LEGNAMI CON SEDE
IN SANT’ONOFRIO (VV) E CON UNITA’ LOCALE IN VAL DI CHIANA
(AR), CINQUE AUTOMEZZI E DIVERSI RAPPORTI BANCARI E
FINANZIARI, IL TUTTO PER UN VALORE COMPLESSIVO STIMATO
SUPERIORE A UN MILIONE DI EURO.
SEMPRE NELL’AMBITO DELL’AZIONE SVOLTA DALLA PROCURA DELLA
REPUBBLICA – D.D.A. DI CATANZARO DI AGGRESSIONE AI BENI DEI
SOGGETTI LEGATI ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA, I FINANZIERI
DEL GRUPPO DI LAMEZIA TERME HANNO, INOLTRE, ESEGUITO DUE
PROVVEDIMENTI DI PREVENZIONE RIGUARDANTI
COMPLESSIVAMENTE 13 TRA CAPI ED ESPONENTI DI SPICCO DELLA
COSCA “CERRA – TORCASIO – GUALTIERI” DI LAMEZIA TERME (CZ) E,
SPECIFICATAMENTE, NEI CONFRONTI DEI CAPI STORICI E CARISMATICI

CERRA NINO E CERRA TERESINA, CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA
PER ART. 416 BIS ED ALTRO A SEGUITO DELLA CD. OPERAZIONE
CHIMERA, OLTRE CHE DEI LORO FIGLI E NIPOTI, GRAN PARTE DEI
QUALI PARIMENTI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA NELLA MEDESIMA
OPERAZIONE, OVVERO COINVOLTI NELLA SUCCESSIVA ‘OPERAZIONE
CRISALIDE’.
IL SEQUESTRO DISPOSTO DAL TRIBUNALE DI CATANZARO È GIUNTO
AL TERMINE DI COMPLESSE ED ARTICOLATE INDAGINI DI POLIZIA
ECONOMICO-FINANZIARIA, ISTITUZIONALMENTE SVOLTE DALLA
GUARDIA DI FINANZA.
I MIRATI ACCERTAMENTI PATRIMONIALI E REDDITUALI DELLE
FIAMME GIALLE HANNO DIMOSTRATO LA NETTA SPROPORZIONE DEI
BENI SEQUESTRATI RISPETTO AI REDDITI LECITI DICHIARATI ED AL
TENORE DI VITA MANTENUTO DAGLI INDIZIATI, RICOSTRUITO DAL
1979.
I BENI POSTI IN SEQUESTRO, DEL VALORE DI OLTRE DUE MILIONI E
MEZZO DI EURO, SONO COSTITUITI DA:
 15 APPARTAMENTI E UNA LUSSUOSA VILLA CON PISCINA A
LAMEZIA TERME;
 UN APPARTAMENTO UBICATO NELLA PROVINCIA DI FIRENZE;
 3 TERRENI AGRICOLI, DI CUI 2 COLTIVATI A VIGNETO;
 INTERO COMPENDIO AZIENDALE DI UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE DI
ABBIGLIAMENTO, CON SEDE NELLA PROVINCIA DI FIRENZE;
 INTERO COMPENDIO AZIENDALE DI UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE DI
PRODOTTI LATTEARI A LAMEZIA TERME;
 INTERO COMPENDIO AZIENDALE DI UN’ATTIVITÀ
IMPRENDITORIALE A LAMEZIA TERME NEL SETTORE DEL
MOVIMENTO TERRA;
 QUOTE DI UNA SOCIETÀ OPERANTE NEL SETTORE DEI “CALL
CENTER”;
 QUATTORDICI AUTOVEICOLI (10 AUTOVETTURE E 4 MOTOCICLI);
 UN ACQUASCOOTER.

LE ATTIVITÀ ODIERNE DI AGGRESSIONE PATRIMONIALE, COORDINATE
E DIRETTE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANZARO,
SONO STATE FINALIZZATE ALL’INDIVIDUAZIONE ED
ALL’APPRENSIONE DEI PATRIMONI ILLECITI CONSEGUITI DA PARTECIPI
OVVERO DA APPARTENENTI ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA,
MEDIANTE I PROVENTI DELLE SVARIATE ATTIVITA’ CRIMINALI
COMPIUTE NEL TEMPO. LE STESSE SONO STATE ESEGUITE, IN MODO
COORDINATO ED ORGANICO, DAI REPARTI DELLA GUARDIA DI
FINANZA OPERANTI NEL DISTRETTO DI CATANZARO CON IL
FONDAMENTALE AUSILIO DELLA COMPONENTE SPECIALISTICA DELLO
S.C.I.C.O. DELLA GUARDIA DI FINANZA DI ROMA.

CASERTA. CONTRABBANDO DI SIGARETTE A MONDRAGONE.

Caserta, 16 ottobre 2018
ESEGUITE 10 MISURE CAUTELARI PERSONALI – NEUTRALIZZATA L’INTERA
ORGANIZZAZIONE CHE GESTIVA LA VENDITA DI SIGARETTE DI
CONTRABBANDO A MONDRAGONE.
LA COMPAGNIA DI MONDRAGONE HA PROCEDUTO ALL’ARRESTO DI 10 SOGGETTI (DI CUI 7 RECLUSI IN CARCERE E 3 RISTRETTI AI DOMICILIARI) APPARTENENTI A
UN’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA AL TRAFFICO E ALLA RIVENDITA AL
DETTAGLIO DI TABACCHI LAVORATI ESTERI PRESSO I CC.DD. “PALAZZI CIRIO” DI
MONDRAGONE E SUL LITORALE DOMIZIO.

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Questa mattina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli che ha disposto l’applicazione di 10 misure cautelari personali (7 custodie in carcere e 3 arresti domiciliari) nei confronti dei componenti di un’associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri con base operativa nel comune di Mondragone.
I soggetti destinatari dell’ordinanza sono gravemente indiziati di aver costituito e fatto parte di un’organizzazione criminale che ha gestito per anni, almeno dal 2015 ad oggi, la piazza di vendita di sigarette di contrabbando sita in Mondragone, ed in particolare presso i cc.dd. “Palazzi Cirio”, zona socialmente degradata, seppur centrale, per la forte concentrazione di soggetti, per lo più stranieri, anche irregolari, dediti ad attività illecite.
L’indagine, iniziata a novembre 2016 e denominata “SMOKE PALACE II”, è stata coordinata e diretta dalla Procura Distrettuale partenopea ed ha permesso l’individuazione di una ramificata ed agguerrita consorteria criminale gestita da una famiglia di contrabbandieri italiani residenti in Mondragone che ha operato in situazione di sostanziale monopolio nella minuta vendita di sigarette di contrabbando in quel Comune e nelle zone limitrofe. Le attività tecniche e i numerosissimi servizi di appostamento e pedinamento hanno consentito l’effettuazione di decine di interventi repressivi e la ricostruzione analitica e puntuale delle responsabilità e dei ruoli ascrivibili ai singoli indagati.
In particolare, le indagini hanno dimostrato come nel 2015, a seguito di forti contrasti per il controllo del traffico delle sigarette di contrabbando, si è avuta una scissione
nell’organizzazione all’epoca predominante sul territorio con la costituzione di un nuovo gruppo criminale composto dagli odierni indagati che hanno assunto il controllo delle locali piazze di vendita.
In particolare DI ROSA Nicola, nato a Formia (LT) il 02.07.1987 e residente in Mondragone, è accusato di aver assunto da quel momento il ruolo di capo indiscusso del contrabbando locale facendosi coadiuvare nella sua attività illegale da due suoi fratelli (Sebastiano ed Antonio) e dal padre Corrado per organizzare i punti di vendita, curare il trasporto delle sigarette e sorvegliare la zona di influenza al fine di eludere eventuali controlli delle Forze di Polizia. Al loro servizio anche una rete di venditori che hanno assicurato la continuità nella cessione al dettaglio.
Dagli approfondimenti investigativi è emerso che il gruppo criminale operava con
determinazione e spregiudicatezza nel rivendicare il controllo del territorio tanto da intimidire e minacciare direttamente anche un finanziere che aveva la disponibilità di un appartamento in uno dei “Palazzi Cirio”.
L’organizzazione ha infatti operato prevalentemente presso quella zona che, per la sua
particolare ubicazione, consente di monitorare facilmente le vie di accesso e quindi di verificare costantemente l’eventuale presenza di autovetture delle Forze di Polizia al fine di scongiurare sequestri a sorpresa della merce in vendita.
Ciò nonostante, indagine durante, su indicazione dei magistrati inquirenti, è stata operata una costante pressione repressiva che ha permesso l’effettuazione di numerosi sequestri già nei primi mesi di lavoro investigativo. Proprio per contrastare tale attività, l’organizzazione ha posto in essere una serie di cautele ed espedienti trai quali il cambio continuo dei canali e dei tragitti di rifornimento del prodotto, il frazionamento dei trasporti per rimanere al di sotto dei quantitativi che fanno scattare il sequestro penale, la frequente sostituzione delle autovetture impiegate e delle schede dei cellulari utilizzate per i contatti diretti tra di loro e con i fornitori.
Basti pensare che nel corso delle investigazioni i militari della Compagnia di Mondragone hanno operato più di 30 riscontri sul campo intercettando diverse consegne di tabacco ed intervenendo a contrasto della minuta vendita in atto, sequestrando complessivamente più di 520 kg di sigarette, un appartamento adibito a deposito temporaneo e diverse autovetture.
Identificati anche i fornitori delle sigarette di contrabbando, tutti operanti nella provincia di Napoli, che, proprio per l’importanza della piazza mondragonese, provvedevano spesso anche alle consegne dirette con corrieri di loro fiducia.
A riscontro degli elementi indiziari raccolti dalle Fiamme Gialle, la Procura Distrettuale ha anche acquisito concordanti dichiarazioni da parte di un collaboratore di giustizia organico al clan camorristico che storicamente ha operato sul territorio di Mondragone.
Sulla base di tali evidenze il G.I.P. ha ora disposto l’arresto del capo dell’organizzazione, del padre e di due fratelli dello stesso, di un soggetto responsabile della vendita al minuto, nonché di cinque fornitori napoletani delle sigarette di contrabbando.