ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. I ROMPIPALLE DELL’APERITIVO CON IL POS.

Sono passati meno di tre mesi dalle ultime elzioni politiche e due dall’insediamento del governo Meloni a trazioni Fratelli d’Italia cge tutti e dico tutti indistintamente sono passati dal “stiamo a vedere che cosa combina” al “mache cosa sta combinando il governo Meloni” ed in spostanza tutti sono rimasti delusi dalla Meloni dei miracoli, che dopo aver promesso tanto, troppo a troppi si trova a fare i conti con la realtà.

Ma tuuto questo è figlia del nostro tempo quando si promette troppo e si creano aspettative troppo lontane dalla realtà o comunque che non si possono onorare.

Durante gli anni di campagna elettorale permanente in molti hanno guardato alla Meloni come la salvatrice della Patria, la nuova icona dei miracoli, L’Alice nel paese delle meraviglie, l’ammaliatrice che a un certo punto ha illuso anche quelli che non l’avevano e non l’avrebbero mai votata.

Ma se la frase che più costantemente si poteva annuire per strada era “stiamo a vedere cosa combina”.

Dopo soli tre mesi e la bocciatura solenne da parte dei maggiori organi nazionali e internazionali la frase ricorrente è “ma che cosa combina?”

M anon lo dice solo il popolo sovrano, i pensionati che si sono visti scippare 17 miliardi di euro in tre anni, i precari a cui sono stati negati diritti e salario minimo, le famiglie minacciatedi restare senza reddito di cittadinanza e sostegno al reddito, ma le critiche arrivano anche da Confindustria, sindacati, Banca d’Italia, l’Unione Europea e dal Presidente della Repubblica.

Ovviamente Giorgi a Meloni si difende e lo fa con il suo stile un po coatta, un po carciofara e un po con lo stile di vittima del sistema e dei poteri forti: “il popolo contro le élite”.

La realtà che crea le critiche e le riserve nei confronti della manovra economica del Governo Meloni è dettata dal fatto che questa legge di bilancio e miope, classista, premia i furbi e penalizza gli onesti. In poche parole è una Legge di Bilancio in cui non esiste alcuna visione a lungo termine.

UN legge di bilancio senza prospettive, senza uno straccio di idea di cosa sarà l’Italia del futuro, di cosa sarà il bel paese tra 10, 20 o 30 anni.

Lo scenario che si presenta ai cittadini italiani è che si è passati dalle troppe aspettative alla constatazione che Giogia Meloni parla solo ai suoi elettori.

La manovra punisce i contribuenti e gli elettori altrui, ma premia alcune fascie di lavoro autonomo e le imprese in linea e continuità con il corporativismo di stampo fascista.

Poi possiamo anche risparmarci le battute del sottosegretario Fazzolari contro la sinistra che vuole fare l’aperitivo pagando con il Pos.

I rompiscatole di sinistra che vogliono un paese moderno semplicemente come il resto d’Europa e chi mai lo direbbe come la Cina dove i pagamenti elettronici sono la normalità.

I suicidi politici ed economici della maggiornaza di governo iniziano perfino a mettere in discussione il Pnrr, che oltre ad aver salvato il paese dal tracollo economico e il più importante progetto strategico degli ultimi decenni in Italia, figlio del lavoro dei governi Conte 2 e poi ripreso da Draghi in sinergia con Bruxelles.

Il governo Meloni, con il via libera ai “è finita la pacchia” di chi si rifiuta di accettare il Pos, ha messo in discussione gli strumenti moderni di lotta all’evasione fiscale, al riciclaggio di denaro sporco ed è per questo motivo che in Europa e nelle istituzioni italiane sia scattato il campanello d’allarme.

Un allarme a cui il Governo sta rispondendo con le battute contro i rompipalle e i radical chic di sinistra.