ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. ANALISI EPIDEMIOLOGICHE SUL TERRITORIO. IL COMMENTO DI VIOLA CEREDA, COMITATO STOP SOLVAY.

Il commento di Viola Cereda, Comitato Stop Solvay, in merito alle analisi epidemiologiche condotte sul territorio.

—–

Nella giornata di oggi abbiamo potuto parlare con i ricercatori dell’università di Liegi che hanno analizzato i campioni di sangue dei 35 spinettesi e 20 alessandrini partecipanti al primo studio pilota di dosaggio dei PFAs.

“Apprendere come il problema dei PFAs sia globale e vedere come nel resto d’Europa esistano dati di monitoraggio sulla popolazione (es.in Belgio), ci fa capire quanto sia urgente che questo accada anche qui, sul nostro territorio. Prima di tutto, vogliamo ringraziare le persone che hanno partecipato a questa prima indagine, perché ancora una volta hanno avuto il coraggio di rompere il muro del silenzio intorno a quello che accade a Spinetta” afferma Viola Cereda, portavoce del Comitato.

I PFAS hanno avvelenato la popolazione di Spinetta, i cui livelli di queste sostanze nel sangue superano le soglie di allerta per la salute umana, pari a 10ug/L. 

L’esposizione media è 5 volte più alta nella popolazione di Spinetta rispetto a quella alessandrina, ed in alcuni casi anche 10 volte maggiore. Si tratta di un’esposizione continua, causata soprattutto dalle dispersioni aeree e nelle acque di falda da parte della Solvay.

È chiaro quale dovrebbe essere il punto di partenza per cambiare le cose: è urgente che il Comune e la Regione si adoperino per fornire a tutta la popolazione potenzialmente esposta delle analisi precise. Chi abita questi territori deve essere informata sul suo stato di salute, deve essere consapevole di ciò che accade nei propri corpi a causa di ecomostri come la Solvay.

“L’inquinamento riscontrato è presente esclusivamente nel gruppo di Spinetta, ed è dovuto sia al PFOA che all’ADV (prodotto solo da Solvay). Possiamo quindi affermare con una certa sicurezza che la causa di esposizione maggiore sia l’attuale attività di Solvay. Le risposte alle accuse del Comitato provenute dal polo chimico negli ultimi mesi, che scaricavano il barile sulle produzioni precedenti, non sono state altro che vuote giustificazioni, poiché la maggiore esposizione deriva proprio dalle produzioni più recenti e ancora quotidiane” commenta Viola Cereda “per questo motivo le rivendicazioni del Comitato dimostrano di essere attuali e fondamentali. Il Comune di Alessandria ed il Sindaco devono adoperarsi per un monitoraggio completo della popolazione per avere un dato reale di tutti i residenti. La nuova amministrazione comunale ha sempre dichiarato fondamentale la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute pubblica: vogliamo vedere le parole trasformarsi in fatti, vogliamo una risposta tempestiva, e coerente con la gravità della situazione. Gli scienziati hanno confermato l’urgenza di uno screening sulla popolazione di Spinetta, per capire la gravità dello stato di salute dei cittadini e per adoperarsi con le azioni necessarie. Un’amministrazione che non si muove in questa direzione è un’amministrazione complice dell’avvelenamento degli uomini e delle donne di Spinetta.

Inoltre, ogni forma di inquinamento da parte della Solvay deve cessare per evitare che quantità maggiori di queste sostanze si accumulino ulteriormente nel sangue dei nostri genitori e dei giovanissimi. Se questo significa chiusura dell’azienda, così dovrà essere. In questi 20 anni Solvay non è riuscita ad adoperarsi per impedire di inquinare persone e ambiente, il tempo dei compromessi è finito”.

Nei prossimi giorni pubblicheremo le prossime iniziative dalla pagina del comitato (@ComitatoStopSolvay) così che chiunque sia interessato possa partecipare ed informarsi su questa prima indagine pilota.