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SAN MARINO. CALCIO E INTEGRAZIONE: LA DISABILITA’ MAESTRA NEL PERCORSO DI CRESCITA.

Super Calcio e integrazione: la disabilità diventa maestra in un percorso di crescita

Si è conclusa oggi la seconda edizione di “Super Calcio”, camp estivo organizzato dalla Federcalcio di San Marino, in collaborazione con la Federazione Sammarinese Sport Speciali, con il confermato obiettivo di creare un ambiente sportivo-culturale nel quale, attraverso l’attività calcistica, favorire l’integrazione e le pratica sportiva svincolata da qualsiasi genere di esclusività.

Bimbi e bimbe dai 6 ai 16 anni hanno potuto condividere il campo con ragazzi con vari gradi di disabilità, aderendo in forma totalmente gratuita al programma che – a partire da settembre – sarà anche oggetto di un progetto pilota che la FSGC condurrà insieme a UEFA. Il responsabile del progetto, Fabio Lepri, sottolinea come: “Rispetto all’anno scorso nel quale abbiamo dovuto orientare le squadre della San Marino Academy per avere un numero adeguato a svolgere l’attività, quest’anno abbiamo aperto le iscrizioni e coinvolto circa 60 ragazzi – dei quali 7-8 con disabilità di diverso grado”.

Il tema fondante è quello dell’abbattimento di barriere culturali e garantire la pratica sportiva senza differenza alcuna: “Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, ma nei fatti occorre farlo. E non solo, progredire con questo progetto che intende avere continuità: non puntiamo ad un mero passaggio estivo – prosegue Lepri –, ma ad un’attività continuativa nel corso dell’anno. Tra l’latro la FSGC è stata scelta della UEFA per un progetto pilota a carattere inclusivo e da settembre i ragazzi con disabilità avranno la possibilità di giocare nei poli calcistici di base ed in Academy. Il tutto attraverso un percorso che gli garantisca almeno un allenamento alla settimana insieme alla squadra ed un’ulteriore giornata di gioco e attività, insieme a ragazzi normodotati, a sfondo calcistico”.

Al di là dei numeri incoraggianti, Fabio Lepri chiarisce come “i numeri siano importanti, ma ora abbiamo bisogno di lavorare sulla qualità, anziché sulla quantità. Mi riferisco alla qualità degli adulti che propongono l’attività e degli allenatori. E questi elementi non possono che migliorare dal momento che ci troviamo a gestire situazioni con un range emotivo notevole. Da questo progetto dovranno trarre beneficio tutti, non solo i ragazzi con disabilità, anzi soprattutto i ragazzi normodotati e gli allenatori – chiamati a crescere nel loro percorso professionale”.

Dalle famiglie, la risposta è stata ovviamente più che positiva: “Abbiamo avuto riscontri molto buoni dalle famiglie, che abbiamo coinvolto in un momento conclusivo del camp estivo. Bisognerebbe fare più spesso attività di questo tipo perché legano, creano senso di appartenenza e garantiscono la leggerezza che servirà anche in altri ambienti per sviluppare attività ad alto livello. La lezione di “Super Calcio” è che la disabilità diventa maestra: nel momento in cui abbiamo un riflesso di un certo tipo, il normodotato acquisisce una sensibilità che gli servirà anche quando giocherà in Nazionale”.

Gestione del camp demandato ad uno staff composto da allenatori qualificati e specializzati, dai tecnici del Progetto CEF, e coinvolgenti ragazzi e ragazze che si sono divertiti a svolgere sedute di allenamento dove il gioco, e naturalmente le partitelle, l’hanno fatta da padroni. È fare del calcio e non fare del sociale il senso profondo di questa attività.
FSGC | Ufficio Stampa