Mese: giugno 2022

SAN MARINO. GIULIA DOMENICHETTI ALLA GUIDA DELLA PRIMA SQUADRA.

Femminile: la Prima Squadra riparte da Giulia Domenichetti

Sarà Giulia Domenichetti a guidare la Prima Squadra nella stagione 2022-23. La coach marchigiana, ex Napoli e Florentia San Gimignano, ha già iscritto il proprio nome nei libri di storia della squadra biancoazzurra, che mai prima di oggi aveva avuto una guida tecnica al femminile. “Mi fa molto piacere rivestire questo ruolo, per così dire, di pioniera. – le sue prime parole da allenatrice della San Marino Academy – Devo dire che ho accolto questa nuova sfida professionale con grande entusiasmo. E l’entusiasmo è ciò che ho subito ricevuto anche da parte della società. Ho trovato un ambiente carico e con le idee chiare, presupposti fondamentali perché si possa costruire qualcosa di interessante. Fin dai primi contatti ho avuto sensazioni positive e sono molto contenta di cominciare questa nuova avventura.” La squadra si prepara ad affrontare la sua seconda stagione consecutiva in Serie B. Con quali pensieri e quale filosofia, lo spiega la stessa coach: “Parlare adesso di obiettivi è qualcosa di veramente arduo. C’è tanto lavoro da fare, e inoltre credo che il percorso lo scopriremo strada facendo. In questo periodo storico il movimento femminile è in costante e rapidissimo mutamento, quindi non è facile né opportuno spingersi troppo avanti coi pensieri. Dovremo metterci d’impegno, ricordando che bisogna cercare sempre di divertirsi mentre si insegue un obiettivo. Altrimenti la maggior parte degli sforzi rischia di essere vana. La mia filosofia si può riassumere in tre semplici parole: coraggio, entusiasmo e appunto divertimento.” Nella sua esperienza all’interno dello staff della Florentia San Gimignano, Giulia Domenichetti aveva già incrociato il proprio cammino con quello della San Marino Academy. Fu nella stagione 2020-21, quella della Serie A: “Ricordo molto bene quei due confronti. Sia all’andata che al ritorno mi colpì la compattezza della San Marino Academy. Dal punto di vista mentale, fummo messe sotto in entrambe le occasioni. Questa è una dote che mi piace molto e su cui punteremo anche quest’anno.”

Se la sua carriera di allenatrice, iniziata nel 2019, è in piena rampa di lancio, quella come calciatrice è stata lunga e costellata di grandi soddisfazioni. Centrocampista di riconosciuto talento, Domenichetti ha vinto tre Scudetti, quattro Coppe Italia e quattro Supercoppe con la Torres. Non solo: ha giocato 87 gare con la Nazionale maggiore, segnando 6 reti. Nel 2015 si è trasferita nel futsal, misurandosi subito con la Serie A Élite, prima con la maglia del Città di Falconara e poi con quella del Montesilvano. Con la società abruzzese ha anche vinto una Supercoppa. Nel 2016 ha esordito con la Nazionale italiana di futsal, diventando – a proposito della sua vocazione di pioniera – la prima giocatrice italiana ad indossare sia l’azzurro del calcio a 11 che quello del calcio a 5. In lei, dunque, si fondono due anime: il calcio e il futsal. Sport diversi, ma affini. “La mia storia sportiva ha forti contaminazioni provenienti dal futsal – conferma la diretta interessata – è stata un’esperienza estremamente positiva, che mi ha insegnato tanto. Anche se ad un certo punto sono tornata nel calcio a 11, non ho mai abbandonato realmente il futsal. Credo siano due discipline che possano continuamente dialogare ed essere preziose l’una per l’altra.” Manca ancora qualche tempo all’inizio dei lavori. Un lasso che Giulia Domenichetti utilizzerà per calarsi al meglio nella parte: “Ho tanta voglia di cominciare. Nell’attesa, mi preparerò cercando di apprendere il più possibile su questa Serie B che finora ho osservato soprattutto dall’esterno. Non sarà facile, è una categoria che partecipa attivamente al cambiamento generale, ma vi dedicherò tutto lo studio necessario. Non trascurerò però il riposo: veniamo tutti da una stagione lunga ed è veramente essenziale ricaricare le batterie per farci trovare pronti quando inizierà il lavoro duro.”

Benvenuta fra noi, coach Domenichetti!


Ufficio Stampa

TORINO. GRANDE SUCCESSO PER I 10 ANNI DEL TORINO JAZZ FESTIVAL.

SALE PIENE E GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO PER I DIECI ANNI DEL TJF

Con le ultime note dei club nella notte e il concerto di chiusura delle OGR, Jimi Tenor e UMO Helsinki Jazz Orchestra, si concluderà stasera la decima edizione del Torino Jazz Festival.
Ottimo risultato di pubblico per tutti i concerti del festival che dall’11 al 19 giugno ha proposto 9 giorni di programmazione con 50 eventi in più luoghi della città, 27 dei quali nella programmazione dei Jazz Cl(H)ub, 6 talk, 22 jazz blitz e oltre 300 musicisti coinvolti con una ricca panoramica sulle diverse declinazioni del jazz in ordine sparso, dal mainstream ai nuovi linguaggi improvvisativi, passando per il rock, l’avanguardia, il nuovo progressive europeo e l’elettronica.

Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, nella vita musicisti e al contempo i direttori artistici della manifestazione esprimono grande soddisfazione per l’ottimo risultato raggiunto.
“La maggiore soddisfazione per questa decima edizione di Torino Jazz Festival sta nell’aver ritrovato la bella comunità del jazz, felicemente affiancata dal pubblico nuovo che ha affollato sia i teatri sia i jazz club che probabilmente si sarebbero riempiti se avessero avuto capienze doppie delle attuali, anche grazie a un livello artistico straordinario – dichiara Diego Borotti -. Ritrovarsi a commentare le performance, a scambiare sensazioni, a darci appuntamento a questo o a quel concerto, a rispondere a un neofita curioso, ha restituito la bella sensazione di condivisione, rallentata in questi due anni. Raccogliere le indicazioni del pubblico su artisti e struttura del festival è stato particolarmente interessante e chiarificante su quale debba essere il percorso di TJF nel futuro. Sono molto grato a tutti quelli che hanno partecipato, dai volontari alle eccellenti maestranze, dal pubblico ai fotografi, dagli intellettuali ai giornalisti, dai coordinatori dei palinsesti ai musicisti che hanno onorato TJF 2022 con concerti meravigliosi”.

“L’edizione del Torino Jazz Festival 2022 ha confermato la presenza di un pubblico straordinario, estremamente aderente alla mission della rassegna, un festival che crea concerti unici per il suo pubblico grazie a prime italiane, a produzioni originali e spettacoli pensati appositamente per le comunità, come quella brasiliana che ha partecipato in massa al concerto di Milton Nascimento, o quella della musica fatta da spettatori, musicisti torinesi, italiani, internazionali coinvolti, lavoratori dello spettacolo dal vivo, giornalisti, fotografi e i club che tengono viva la musica durante il resto dell’anno – afferma Giorgio Li Calzi -. Il TJF resta un progetto culturale musicale ed extra-musicale anche grazie alle connessioni interdisciplinari che collocano la musica come uno dei tanti aspetti fondamentali della realtà contemporanea in cui viviamo. Importantissime anche quest’anno le connessioni con soggetti culturali della Città (Salone Internazionale del Libro, Circolo dei Lettori, Soundmit, Festival dell’Economia, Polincontri, Coorpi, Museo del Cinema di Torino, Piazza dei Mestieri, Castello di Rivoli/Museo di Arte Contemporanea). E poi il programma resta fondamentale e di grande sostanza, come citava il vecchio claim degli anni passati. Quanto al nuovo claim, “musica in ordine sparso”, che mette apparentemente in disordine le lettere della parola jazz, rappresenta in pieno la filosofia del festival. Se mescoliamo i caratteri di una parola non ne perderemo il significato, ma semplicemente la leggeremo con altri occhi”.

Il Festival ha offerto momenti di altissima intensità. Tra questi il concerto di apertura del tour europeo di Milton Nascimento, con più di 2.000 presenti, che ha sancito l’addio ai palchi del grande artista brasiliano, i due concerti di Buster Williams, in solo e con uno straordinario quartetto, l’unica data italiana di Kae Tempest,
performer, rapper, writer londinese, voce riconosciuta delle inquietudini giovanili, con all’attivo numerosi premi per le proprie opere poetiche, teatrali, narrative e musicali, tra cui il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia.
Doveroso il tributo ad Armando Trovajoli con la Torino Jazz Orchestra, ospiti Dino e Franco Piana. Standing ovation per Dino Piana, 92 anni, autentico monumento del jazz italiano.
Grande sorpresa ed elogi da parte della critica per l’insolito ‘solo di organo’ di Ståle Storløkken, artista norvegese.
Energia pura nell’esibizione di Elephant9, gruppo norvegese progressive, neo-psichedelico, jazz-rock.
Da segnalare l’omaggio a Charles Mingus (1922-1979) nel centenario della sua nascita, celebrato con quattro recital di contrabbasso eseguiti da grandi interpreti dello strumento quali Paolino Dalla Porta, Davide Liberti e Furio Di Castri, oltre al già citato Williams,
Questa edizione del Torino Jazz Festival, tra le sue molteplici sfumature, ha presentato incontri tra jazz e letteratura. Primo tra tutti l’incontro con Jonathan Coe in dialogo con Giuseppe Culicchia (in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino) con Coe impegnato poi veste di compositore e musicista nel concerto della Artchipel Orchestra diretta da Ferdinado Faraò.
Il Torino Jazz Festival che ha unito musicisti italiani e stranieri: i norvegesi Jan Bang e Arve Henriksen con Roberto Cecchetto e Michele Rabbia e da NY i Now VS Now con Kurt Rosenwinkel e la cantante italo-tunisina LNDFK.
Nella programmazione Cl(H)ub si sono potuti ascoltare tributi a Pier Paolo Pasolini, a Count Basie, a Mario Schiano, artisti come Wayne Escoffery, Tad Robinson, Daniel D’Agaro e il suo “Canto degli uccelli”.
Boom di ascolti per la diretta SEI GRADI LIVE! condotta dalla giornalista Paola De Angelis andata in onda sabato 18 giugno dalle Ogr su Radio 3 Rai.
Ritmo, blue notes e improvvisazioni diffusi in tutta la città grazie agli allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi, della Jazz School Torino e dei Corsi di Formazione Musicale della Città di Torino, che con i Jazz Blitz hanno portato la musica nei luoghi di assistenza, di accoglienza e di incontro.
Il festival, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Jazz è stato anche sede della quarta edizione di Torino Jazz Meetings, iniziativa tesa a promuovere il jazz a livello regionale, nazionale ed internazionale.
Festa finale, questa sera, con il primo concerto italiano della UMO, Helsinki Jazz Orchestra, una delle più importanti orchestre di jazz europee insieme a un artista visionario, tra il jazz, il rock e il pop come Jimi Tenor.
La rassegna che ha portato grandi artisti a esibirsi sui palchi delle OGR, del Conservatorio Giuseppe Verdi, del Teatro Vittoria, del Tempio Valdese, del Grattacielo Intesa Sanpaolo e dei Jazz Club della città – è un progetto della Città di Torino realizzato da Fondazione per la Cultura Torino, Main Partner Intesa Sanpaolo e Iren, con il contributo di Fondazione CRT, OGR Torino, A.N.Co.S. e Confartigianato Torino Città Metropolitana, media partner Rai Cultura Rai 5 Rai Radio.

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Torino, 19 giugno 2022

Ufficio Stampa Città di Torino
Luisa Cicero tel.3462356935 luisa.cicero@comune.torino.it

Ufficio Stampa Nazionale
Maurizio Quattrini tel.3388485333 maurizioquattrini@yahoo.it

TORINO. PRIDE, I GIORNI DEI DIRITTI.

I giorni dei diritti non sono solo momenti di lotta del movimento Lgbtq+, ma è una occasione per rivendicare la tutela delle diversità per contrastare le discriminazione.

L’appuntamento di Torino ha richiamato almeno 150.000 persone che sono partite da corso Principe Eugenio per dare vita a un corteo festoso e colorato, che ha bissato il record del 2019, l’ultima manifestazione pubblica di massa prima della pandemia.

I temi in discussione variano tra diritti da difendere, leggi che puniscano l’omotransfobia e la parità dei diritti genitoriali.

Con il motto di “Queer e ora!” alla manifestazione ha partecipato anche la redazione de La Stampa, che ha proposto un carro con musica e lo spirito di chi vuole raccontare e contribuire alla battaglia.

La marea colorata ha attraversato il centro percorrendo via San Martino, piazza XVIII Dicembre, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, fino a Piazza Vittorio dove gli interventi politici delle associazioni hanno concuso la manifestazione.

Da Roma a Torino per la “prova generale” in attesa della conferenza dei Pride Europei (Epoa) che si svolgerà a ottobre e vedrà la candidatura di Torino per organizzare il Pride Europeo 2026.

Stefano Lo Russo presente alla manifestazione ha spiegato che non avrebbe mai fatto mancare la sua presenza sia da cittadino comune, che da sindaco di torino: “Ci sarò anche quest’anno. Ci sono sempre stato, da cittadino, e per la prima volta da sindaco. Torino è e resterà la capitale dei diritti. I diritti vivono con le persone e nella vita delle persone, si affermano nella società. Saremo di nuovo in piazza a sostenere una legge che tuteli i figli delle coppie omogenitoriali, che riconosca il diritto del minore prevalente così come prevede il diritto europeo. Torino continuerà a far sentire la sua voce e saremo sempre contro ogni forma di discriminazione e odio. In piazza oggi e con l’attività di tutti i giorni!”.

Per Jacopo Rosatelli, assessore ai Diritti e al Welfare, invece l’impegno, al di là delle rivendicazioni della comunità Lgbtq+, anche verso la condizione dei migranti e di tutte quelle persone che subiscono discriminazioni in ragione della loro condizioni, per disabilità o vicende personali, che trovano spazio e ascolto tra le associazioni che fanno parte del coordinamento Torino Pride.

Le foto sono riprese dai profili facebook dei politici e persone che hanno dato vita al Pride.

BRESCIA. INSEGNANTE ARRESTATO PER PEDOPORNOGRAFIA.

Polizia Postale: arrestato un insegnante cinquantenne per pedopornografia

 

operazione della Postale

I poliziotti della Polizia Postale di Brescia hanno arrestato un uomo per reati di pedopornografia a seguito della denuncia della madre di una minorenne, vittima di adescamento, che ha dato il via alle indagini per individuare l’autore del reato, rivelatosi essere un insegnante di scuola primaria.

L’uomo, un cinquantenne, si è reso irreperibile per mesi, ma gli investigatori – forti della collaborazione con gli agenti del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online e di quelli dei Compartimenti della Polizia postale della Lombardia, della Calabria e del Lazio – sono riusciti ad individuarlo nella città di Roma e ad arrestarlo.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di uno smartphone nel quale sono stati trovati 144 tra immagini e video a carattere pedopornografico.

I video ritraevano le registrazioni delle videochiamate a sfondo sessuale che il criminale realizzava adescando minori spacciandosi, grazie all’utilizzo di un software in grado di modificare l’aspetto, per un giovane ragazzo.(fonte Polizia di Stato).

VERCELLI. CATTURATO IN OLANDA EVASO A CAPODANNO DAL CARCERE DI VERCELLI.

Preso in Olanda l’evaso di Capodanno dal carcere di Vercelli

 

Era evaso dal carcere di Vercelli dopo aver segato le sbarredella cella e calandosi con le lenzuola dal muro di cinta stato catturato in Olanda e riportato in Italia un detenuto del carcere di Vercelli lo scorso 31 dicembre.

Un complice dopo aperto un varco con un cric per auto nelle sbarre della recinzione esterna della casa circondariale lo attendeva all’esterno,ma non prima di aver lanciato una corda al fuggitivo per permettergli di calarsi fino alla cinta intermedia del carcere e fuggire infine attraverso un altro varco precedentemente preparato.

Le tracce dell’evaso, un cittadino albanese di 28 anni condannato per una serie di rapine a mano armata nelle ville, sono state seguite dai poliziotti della Squadra mobile della questura di Vercelli e dal Nucleo investigativo della Polizia penitenziaria di Torino che, con l’ausilio del Servizio per la cooperazione internazionale della Direzione centrale della polizia Criminale, sono riusciti ad individuarlo ad Amsterdam e arrestarlo insieme ai 4 complici che hanno pianificato e permesso la fuga dell’uomo.