ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. THE DAY AFTER, ABO SINDACO, MA IL NEMICO DA BATTERE RESTA LA “SFIDUCIA” E L’ASTENSIONISMO.

The day after, il giorno dopo il ballottaggo per l’elezione del nuovo sindaco un dato salta immediatamente all’occhio ed è l’altissima percentuale di astensionismo: ha votato infatti soloil 37% degli aventi diritto.

Giorgio Abonnte ha vinto perchè ha convinto gli elettori, ma ha vinto perché ha saputo meglio interpretare i bisogni e le attese dei cittadini. Nella scelta del voto hanno sicuramente pesato le vicende nazonali, l’uscita di Di Maio dal M5S, le scelte del governo Draghi di occuparsi e preoccuparsi più delle vicende della guerra in Ucraina che delle legittime richieste dei sindacati in materia di lavoro e pensioni, Lpinflazione che per la prima volta dopo oltre30 anni ha sfondato la soglia del 6%, la crisi energetica e il drammatico aumento della benzina e dei prezzi dei generi alimentari a cui si tenta di porre rimedio con microscopici bonus, elargiti come una elemosina a chi sta morendo di fame, l’aumento esponenziale delle povertà, quelle che il precedente sindaco di Alessandria criminalizzava e tentava di reprimere con ordinanze di divieto nella speranza di non divercisi mai confrontare.

Le elezioni amministrative di Alessandria ha due vincitori: Giorgio Abonante e la “sfiducia” dei cittadini nelle istituzioni, che si è manifestata nell’astensionismo altissimo, come mai si era visto dal dopo guerra ai giorni nostri.

Giorgio Abonante ha ora il compito di ricucire lo strappo tra cittadini e potere, ha il compito di spiegare e dimostrare ai suoi elettori che esistono due modi di far politica: quello della destra che punta sugli egoismi personali, sull’interesse privato a danno della collettività, delle sottomette le politica alle scelte e agli interessi economici dei privati e in questo si inquadra la scelta di modificare il piano regolatore per permettere l’insediamento del polo logistico PAM a ridosso di un quartiere residenziale, con tutti i disagi e l’inquinamento dovuto al traffico pesante che la struttura logistica porta conil suo insediamento. Ma questo è solo uno degli esempi nefasti che un certo modo di interpretare la politica impone al territorio, ricorderemo le vicende delle centrali di biomasse al Valmadonna, che solo per l’opposizione decisa e strenua della popolazione ne ha impedito la costruzione, altro esempio il tentativo di costruirne una all’ingresso di Quargnento arrivando da Solero, bocciata e poi un secondo tentativo dalla parte opposta, in direzione Lu-Cuccaro, bocciata anch’essa dai quargnentini insieme al suo carico di traffico di mezzi pesanti per il trasporto dei cereali necessari per far funzionale le centrali di biomasse. I profitti eventuali a vantaggio dei privati proprietari delle centrali non compensano i danni e i disagi che gli utenti devono subire sulle strade comunali e consortili per il elevatissimo traffico pseudoagricolo generato dal passaggio continuo di trattori da 400 quintali.

La raccolta rifiuti, smart city, è un altro dei temi caldi, cari alle politiche condivise dalla destra della passata amministrazione. La scelta tanto sbandierata e propagandata degli investimenti finalizzati all’ammodernamento dei mezzi per la raccolta differenziata dei rifiuti, che se apparentemente sembrava solo una burletta propagandistica inrealtà si sta trasformando in una tragedia.

I tempi bibblici dei passaggi organizzati per la raccolta differenziata creano sicuramente risparmi e guadagni alle aziende del settore interessate, ma contemporaneamente danni economici, ricordo ai distratti che il costo agli utenti per la raccolta dei rifiuti e passata da circa 140 euro e 240 euro diviso in due tranche tra acconto e saldo del 2022, e rischi per la salute perché quandosi parla di indifferenziato parliamo di rifiuti generici, ma parliamo ad esempio della produzione di rifiuti particolari come i pannoloni per gli anziani, almeno due al giorno, per chi ha animali domestici la raccolta degli escrementi, che andranno ad ingrossare il sacchetto dei rifiuti, delle confezioni alimentari non riciclabili. Ma questo genere di rifiuti genera odori dovuti al rilascio di vapori potenzialmente dannosi per la salute oltre al rischio di doversi tenere in appartamento tutto il rifiuto prodotto fino al ritiro, 15 giorni con una media di oltre 30 gradi di calore.

E’ mentre i nostri solerti amministratori prendono coscienza dei danni arrecati alla comunità dalla nuova organizzazione di raccolta rifiuti qualcuno già si è ingegnato, cosicchè possiamoscorgere montagne di rifiuti a ridosso dei pochi cassonetti lasciati per strada, sacchi pieni di rifiuti abbandonati nei fossi della provinciale, che qualcun altro dovrà raccogliere semprechè non si decida di aspettare che la natura faccia il suo corso e forse tra qualche centinaio di anni le plastiche si autodeterioranno diventando concime al veleno nei campi.

Le lamentele e le colpe ovviamente i cittadini le scarivano sui sindaci anche se a loro volta sono vittime di scelte altrui, ma il sindaco rappresenta la comunità e deve farsi carico di evidenziare le criticità di un sistema imperniato solo sugli interessi economici di chi ha organizzato le attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Altro tema caldo che dovrà essere affrontato è la viabilità cittadina e extra cittadina dove gli utenti della strada in cui gli automobilisti diventano provetti stuntman dovendo imparare a zigzagare tra le buche e l’asfalto pressochè inesistente. Ridurre il traffico che collega i sobborghi al centro attraverso il potenziamento del servizio di trasporto pubblico.

Giorgio Abonante ha vinto le elezioni,ma dovrà fare i conti con un bilancio, eredità di un passato non troppo remoto, che non permette investimenti e neppure chiede prestiti per i prossimi venti anni, (ricordiamo ai distratti che la giunta Cuttica appena disarcionata dal potere mentre a cavallo del suo ronzino è riuscita dopo solo due anni di amministrazione a chiedere l’attivazione di un piano di rientro di circa 70 milioni di euro che coinvolgerà le prossime 4 giunte comunali), dovrà ricucire i rapporti tra politica e cittadini, impedire lo scempio del polo logistico PAM e attivare politiche per far fronte alle nuove emergenze sociali , povertà in primo piano, elimanzione delle barriere architettoniche per permettere a tutti di ususfruire dei servizi e dei beni, ristrutturare il teatro comunale per restituire la cultura alla città, riqualificare il centro storico alessandrino ridotto a un cimitero di vetrine impolverate e rilanciare le attività economiche e commerciali del centro cittadino.

Tutto ovviamente senza avere un euro in più da spendere oltre alle spese ordinarie e una montagna di debiti da restituire gravati dagli interessi che il piano di rientro ha generato.