ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. DIMISSIONE VOLONTARIA FLUOROTENSIOATTIVI A SPINETTA MARENGO?

Comitato Stop Solvay

Ma quale dismissione volontaria? Solita strategia assassina!

Video archivio manifestazione comitato stop solvay-mamme No pfas

Mentre il pozzo di Montecastello rimane chiuso per inquinamento da cC6o4 (con la conseguente situazione di emergenza idrica e la limitazione del consumo dell’acqua da parte della popolazione) e mentre continuano a verificarsi fuoriuscite dallo stabilimento (l’ultima questa mattina riguardante acido floridrico grezzo), Solvay annuncia che entro il 2023-2026 eliminerà “volontariamente” i fluorotensioattivi.

Che Solvay utilizzi la sua sottile propaganda per portare acqua al suo mulino è ormai chiaro da tempo, cosa sono infatti questi fluorotensioattivi se non quelli che abbiamo imparato a conoscere come pfas?
La multinazionale, che fino a poco tempo fa ci teneva a ribadire l’assoluta sostenibilità delle molecole prodotte nel sito di Spinetta Marengo (pfas a catena lunga come l’ADV 7800, e pfas a catena corta come il cC6o4), oggi dichiara di impegnarsi a eliminare dalla produzione quasi il 100% di queste sostanze per poter essere più sostenibile.
Ma come?!? Non ci ha rassicurati fino a ieri dell’assoluta bontà di queste sostanze?

Di volontario e di attento all’ambiente e alle persone, in questa lenta dismissione, non c’è nulla. Basta ricordare che negli USA Solvay è stata obbligata a bloccare la produzione già da tempo poichè l’ente americano per la protezione dell’ambiente ha dichiarato la produzione di queste sostanze troppo pericolosa per l’uomo e l’ambiente.

La strategia di Solvay è sempre più evidente: cercare di sfruttare il più possibile i vuoti normativi dei Paesi in cui si insedia – come ad esempio la mancanza di una legge sui limiti dei pfas in Italia – sostituendo di volta in volta le molecole che vengono messe al bando con molecole dal profilo ipoteticamente migliore.
Se anche a Spinetta l’azienda sta mettendo in atto questa modalità d’azione, presto ci troveremo a vedere nuovi inquinanti (ancora una volta nascosti da sigle e sotto segreto industriale) che avvelenano i nostri territori e le persone che li abitano.

Solvay continua a provocare morti e malattie e questa dichiarazione pubblica non è altro che l’ulteriore ammissione di colpevolezza. La multinazionale ha inquinato per 20 anni il nostro territorio e lo farà ancora almeno per i prossimi 10 essendo il processo di dismissione lento e costoso. Chi pagherà per i territori che ha reso insanabili e le vite che ha rovinato?

Ricordiamo alle Istituzioni (che dovrebbero avere a cuore la salute delle persone prima che il fatturato di un privato) quali devono essere i passaggi da fare:
– chiusura dello stabilimento Solvay e blocco totale della produzione di PFAs di vecchia è nuova generazione
– screening per tutte le persone potenzialmente colpite da questo inquinamento
– bonifica integrale di tutta l’area inquinata. Bonifica che non dovranno pagare le persone che oggi si stanno ammalando, ma colei che ha avvelenato un intero territorio: Solvay Group

Un secolo di morti e veleni può bastare!