Mese: Maggio 2022

ALESSANDRIA. LE GRIGIE PAREGGIANO 0 A 0 CONTRO LA JUVENTUS TORINO, I PLAYOFF SARANNO DECISI NEL RITORNO.

Alle ex casermette di Alessandria va in scena l’andata dei play-off di eccellenza femminile. Mister Tosi che deve rinunciare ad alcune titolari per infortunio rimescolando la formazione.

Alessandria e Femminile Juventus Torino si sfidano per ipotecare già dai primi 90 minuti il passaggio del turno. Al termine dei 90 minuti però il risultato è uno solo 0 a 0 è tutto rimandato al ritorno che si giocherà domenica 8 maggio a Torino.

La gara si consuma pressoché a centrocampo, saranno solamente sei i tiri in porta da ambo i lati nei tempi regolamentari, per l’Alessandria le protagoniste sono due, Angelica Dalerba che nel primo tempo salva un pallone indirizzato verso il 7 della porta e il capitano Gaia Garavelli che sul finire dei primi 45, dopo il controllo e la discesa verso la porta sbaglia la finalizzazione.

Nella ripresa stesso copione, ACF Alessandria che difende e Juventus Torino che pressa. La difesa grigia fa buona guardia allontana ogni pericolo, questa volta le alessandrine non trovano lo spazio per mirare e colpire.

Termina così, Acf Alessandria e Femminile Juventus Torino che pareggiano e rimandano le speranze al ritorno, per le padrone di casa esordisce Asia Toniato promettente giovane delle fila dell’Under 17 convocata più volte nella selezione regionale.

Al termine della gara il mister Gabriele Tosi commenta così: <<Abbiamo dovuto fare i conti con gli infortuni, ho deciso di difendere e non rischiare troppo. Abbiamo giocato una buona gara e ringrazio le ragazze Under 17 che ogni volta rispondono presente, mostrando grande qualità anche in campo quando vengono chiamate in causa.>>  -Continua- <<Adesso pensiamo a mercoledì sera, una finale è pur sempre una finale e la nostra avversaria è molto forte, confido nelle mie ragazze e ricordo loro che sognare non è vietato!>>.

GENOVA. SAMPDORIA 1- GENOA 0. IL DERBY DELLA LANTERNA PREMIA LA SAMP E CONDANNA IL GENOA.

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Il derby della Lanterna alle 18 sl campo dello stadio Marassi, sold out, con 30 mila tifosi per quello che per il Genoa doveva essere un derby salvezza dopo la vittoria contro il Cagliari. La gara tra Genoa e Sammpdoria è stata condizionata dall’attualità sportiva e calcistica con la Sampdoria reduce da quattro partite che hanno prodotto un solo punto in classifica e ha cercato la vittoria per non restare impantananta in una zona pericolosa. Il Genoa ancora in cerca di punti, dopo i tre conquistati contro il Cagliari, per rincorrere la salvezza.

Per Giampaolo è stata la 100ma vittoria in serie A, cosa che in questa gara passa in secondo piano perché i punti in palio contavano troppo per entrambe le società. Il derby si è presentatoparticolarmente difficile perché entrambe le formazioni navigno in una zona pericolosa della classifica, il Genoa non ha mai vissuto una situazione così emblematica.

Il Genoa penultimo in classifica deve sopportare un peso non invidiabile e in questa fase del campionato si è affidata a Blessin per risolvere una gara che avrebbe dovuto solo vincere.

Ma la salvezza era di per se lontana con solo 3 punti a disposizione quando ne mancano solo 12 alla conclusione del campionato, complicato dagli scontri futuri in cui il Grifone incontrerà Juventus e Napoli per concludere il campionato contro il Bologna.

La Sampdoria messa meglio in campionato, con 8 sopra la zona pericolosa, un vantaggio che ha permesso ai blucerchiati di gestire con meno tensione la gara nonostante le nubi all’orizzonte, l’attesa di un compratore e l’evoluzione negativa della squadra che ha perso 6 partite su 8.

Il Genoa con Blessin ha perso 3 partite su 12, con due sole vittorie.

Probabili formazioni:
SAMPDORIA (4-4-1-1): Audero, Bereszynski, Ferrari, Colley, Augello, Candreva, Vieira, Thorsby, Sabiri; Sensi, Caputo. All.: Giampaolo
GENOA (4-2-3-1): Sirigu, Frendrup, Ostigard, Bani, Vasquez; Sturaro, Badelj, Ekuban, Amiri, Galdames, Destro.

All.: Blessin


Arbitro: Maresca

LA FOTO-CRONACA DELLA PARTITA

Il calcio di inizio affidato alla Sampdoria che attacca dalla della destra tribuna.

Primi minuti di gioco e la samdoria arriva pericolosamente in area di fronte a Sirigu, l’intervento su Caputo sventa un primo pericolosissimo intervento dei blucerchiati.

La gara particolarmente nercìvosa ha lasciato pochissimospazio allo spettacolo nei primi 20 minuti e solo dopo 22 minuti il Genoa è riuscito a rendersi pericoloso in area blucerchiata, un tiro potente dalla liunga distanza ha impegnato Auderio che ha respintoio di pugno, ma non è riuscito a trattenre la palla che è stata intercetata e crossata in area, colpita di testa e alta sulla traversa.

Sabiri al 25° approfitta di una azione convulsa a ridosso dell’area di rigore del Genoa, palla che sfila lungo tutta l’area e viene rilanciata inarea, Sabiri da dirìtro arriva in rincorsa e infila alle spalle di Sirigu.

La partita per il Genoa diventa particolarmente pericolosa con la Sampdoria che non accenna ad allentare la tensione della gara.

Al 30° il Genoa prova reagire con una azione prolungata in attacco, dopo un bati e ribatti la palla finisce al lato.

Al 35° è Ekuban servito in area a provare a sorprendere di testa Audrìerio, ma la palla finisce a lato della rete.

Esce Sturaro per Portanova al 40° per il Genoa.

Finale di primo tempo e tre minuti di recupero.

Finale al crdiopalma per le due formazioni: Sabiri servito di testa ha impegnato Sirigu con una palla diretta in porta, ma respinta di pugno.

La Sampdoria ha salvato il vantaggio dall’attacco di Ekuban servito dell’area piccola davanti a Audero.

Genoa che ha avuto l’ultima chance alla fine del rtempo di recupero, ma Audero ha deviato la palla fuori dai pali.

Secondo tempo.

Il Genoa inizia la ripresa con un cambio: fuori Vasquez dentro Criscito.

Giallo per Bereszynski della Sampdoria

Genoa fuori 8 Amiri dentro 10 Melegoni

Al 28° Galdames guadagna un punizione preziosa per il Genoa, la difesa respinge da fuori area Criscito calcia in porta, ma il tiro è deviato in angolo.

Sampdoria esce Sensi entra Veira

Badelj atterra Sabiri la limite dell’area di rigore, Sabiri si incarica del tiro direttamente sulla barriera. Intanto un fumogeno è stato lanciato in campo, nell’area della sampdoria, prontamente rimosso dai Vigili del Fuoco.

Genoa esce 99 Galdames entra il 45 Veboah.

Ancora fumogeni in campo nell’area blucerchiata.

Ultimi minuti di gara incandescenti per le due formazioni, Ekuban in scivolata colpisce la testa di Audero.

Incursione del Genoa con Cudmundsson Albert per Badelj che sbaglia e manda a lato.

Ci riprova Portanova, ma Auderio blocca.

I 90 minuti regolamentari sono scaduti e la Sampdoria sostituisce Candreva con Conti

Criscito serve Albeert che crossa direttamente tra le braccia di Audero.

Fuori Sabiri per Quagliarella nella Sampdoria.

Pioggia di fumogeni in campo da parte dei tifosi genoani e Vigili del Fiìuoco impegnati a riportare il campo in sicurezza.

Assegnati 6 minuti di recupero.

Calcio d’angolo per il Genoa e scintille in campo tra i giocatori che reclamano per unfallo di mano del fdifensore blucerchiato.

Dop la visione del VAR l’arbitro assegnail calcio di rigore oper il Genoa.

Dal dischetto Criscito che si ffa parare il rigore da Audero e esplode lacurva blucerchiata.

Finale di partita devastante per il Grifone e disperazione di Criscito per l’occasione mancata.

Il Genoa prova a recuperare il risultato, ma la Sampdoria è ormai chiusa come un riccio e non lascia spazi ai genoani.

La Sampdoria festeggia il derby della lanterna mentre il Genoa vede allontanarsi la via della salvezza.

SAN MARINO. COPPA TITANO. AI TRE FIORI IL TROFEO.

Coppa Titano: un primo tempo perfetto vale l’ottavo trofeo per il Tre Fiori

Tre Fiori e Folgore si ritrovano in finale di Coppa Titano a distanza di tre anni dall’ultima volta, quando i Gialloblù si imposero 1-0. Al tempo la sfida si disputò a Montecchio, oggi è il San Marino Stadium ad ospitare l’ultimo atto della competizione calcistica più antica della Repubblica di San Marino.

A differenza di tante altre finali, anche del recente passato, la partita si accende pressoché subito. Folgore a un passo dal vantaggio dopo poco più di 100 secondi, con il movimento di Fedeli che entra in possesso del pallone sul lato corto dell’area piccola: il pacchetto arretrato di Borgagni tarda in chiusura e ci vuole un gran intervento di Aldo Simoncini per salvare la porta.

Che trovano, eccome, due dei quattro sammarinesi schierati dall’inizio dal Tre Fiori. La pressione di Adami Martins porta a un recupero palla ai danni di Nucci sulla trequarti offensiva, la qualità fuori categoria di De Falco ed il movimento senza palla di D’Addario fanno il resto. Inserimento coi tempi giusti dell’esterno, che batte alle spalle Bonini e fredda Gueye con un diagonale da breve distanza. Lo stesso terzino ex Rimini confeziona anche l’assist del potenziale raddoppio, che un liberissimo Gjurchinoski non sfrutta di testa – in completa libertà nell’area della Folgore. Il croato si sarebbe rifatto al 14’, quando supera di slancio Golinucci per sfondare in area dal lato corto: palla a rimorchio per l’inserimento di Dolcini, che segna il suo secondo gol in tre giorni.

Partenza lampo del Tre Fiori, che si dimostra letale nell’area avversaria e attento nella propria: al 16’ D’Addario è costretto agli straordinari per negare a Docente e Fedeli due conclusioni a botta sicura, poi Aldo Simoncini è monumentale sul secondo di tre angoli consecutivi nel negare la rete all’ex attaccante del Murata. Colpo di reni che, con l’aiuto della traversa e la reattività dei compagni sulla respinta, tiene inviolata la rete del Tre Fiori. È il momento migliore della Folgore, che al 27’ va ad un passo dal dimezzare il divario: l’errore di Censoni spalanca le porte dell’area a Docente, che trova un attento Simoncini sul suo sinistro. La ribattuta è per Fedeli, che spara alle stelle il suo piattone destro. Pare stregata la porta del Tre Fiori, specie al 32’ quando Grani anticipa Fedeli sul secondo palo e poi, sul contro-cross di Dormi, Massari batte la linea del fuorigioco ma non Simoncini – spedendo il suo colpo di testa tra le braccia del portiere del Tre Fiori da distanza irrisoria. Decisamente più efficace la squadra di Borgagni, quando si trova in posizione di sparo: il buon lavoro spalle alla porta di Lentini apre un’autostrada per Gjurchinoski, che semina Massari ed anticipa Gueye in uscita. Avoni comanda il penalty, tra le proteste dell’ammonito portiere della Folgore, che può solo inchinarsi alla trasformazione da manuale di Andrea De Falco: destro potente e preciso all’incrocio dei pali e tris Tre Fiori. Il capitano gialloblù dà un saggio delle proprie qualità anche in chiusura di frazione, quando chiama Dolcini alla sovrapposizione per poi disegnare una parabola a premiare il movimento sul filo del fuorigioco di Lentini. Buon lavoro nel traffico, in area, della punta che libera un potente destro, terminato in corner dopo una doppia deviazione. Si va al riposo sul risultato di 3-0 in favore del Tre Fiori, capace di resistere ai tentativi della Folgore di rientrare in partita, per poi ipotecare il trofeo col rigore di De Falco.

Al rientro in campo, è Borgagni a cambiare: fuori Grani, che nella doppia sfida a La Fiorita ha accusato problemi fisici a più riprese; al suo posto Cuzzilla. La Folgore prova a dare un segno si svolta con l’incursione di Nucci, al tiro dai venti metri dopo un pallone recuperato sulla trequarti. La conclusione esce bene dal destro del capitano, che colpisce però la testa di De Lucia – transitante da quelle parti. Lepri porta Dormi al centro del campo, quasi a battezzare un rombo in possesso pala, affidando al dinamismo di Nucci il presidio della corsia di sinistra.

Il Tre Fiori si difende con ordine e senza andare in affanno, mentre Tamagnini si alza dalla panchina per rilevare il connazionale Dolcini. In ripartenza, poi, le doti di Gjurchinoski diventano impossibili da arginare – specie sull’ampio campo dello Stadium. Al 63’ il croato guida una transizione tre contro tre che decide di concludere con un destro dalla distanza: soluzione tutt’altro che avventata, visto che solo il montante salva Gueye. Sulla respinta Lentini litiga col pallone e deve riorganizzarsi col mancino, su cui è attento l’estremo senegalese della Folgore. Di lì a poco il primo avvicendamento di Lepri, che inserisce Piscaglia per Spighi.

La miglior opportunità nel secondo tempo dei Giallorossoneri arriva al 70’, quando Dormi imbuca con l’esterno per il movimento di Docente – abile ad allungarsi il pallone sull’uscita bassa di Simoncini. L’ex Rimini e Forlì non riesce però a trovare lo specchio. Situazione simile, poco più tardi, con Fedeli che sfrutta la torre di Docente per attaccare alle spalle Censoni. Stop perfetto e dribbling su Simoncini, per trovare la porta col destro e riaprire l’incontro, nonostante il tentativo in extremis di Censoni che devia sul palo senza impedire al pallone di insaccarsi.

La Folgore ci crede, alzando ulteriormente il proprio baricentro ed esponendosi inevitabilmente alle ripartenze avversarie, che si appoggiano ovviamente sugli strappi di Gjurchinoski. L’attaccante croato si esibisce in un coast-to-coast al 75’ che lo porta a sfondare in area di rigore, dove un attento Gueye impedisce che il suo suggerimento in area arrivi nelle disponibilità di Lentini. Nell’area opposta, il pallone per mettere sale sulla coda del Tre Fiori ce l’ha Docente, che si ritrova sulla traiettoria del sinistro sporco di Fedeli. La sua deviazione mancina da breve distanza, all’83’, purtroppo per lui, non è risolutiva e Simoncini può neutralizzare in tuffo.

La Folgore non ha certo desistito dal coltivare sogni di rimonta ed all’86’ ci vuole il miglior Aldo Simoncini per neutralizzare la volante di Dormi dal limite dell’area. Sul corner seguente, Piscaglia arriva a risolvere una mischia con una conclusione dal cuore dell’area che termina alle stelle. Un minuto dopo, è nuovamente Dormi a farsi vedere con una percussione irresistibile che lo porta al limite: il Tre Fiori gli concede solo il destro e la conclusione col piede debole non imbarazza Simoncini.

Su questi due ultimi tentativi scorrono i titoli di coda sulla 64° Coppa Titano, che saluta l’ottavo successo del Tre Fiori – il secondo negli ultimi tre anni di sole finali. Gli uomini di Borgagni, vincitore del titolo a due mesi dal suo ingaggio come allenatore, guadagnano così la qualificazione alle coppe europee. Se non arriverà il double in campionato, il club di Fiorentino giocherà i preliminari di UEFA Europa Conference League 2022/23.


Coppa Titano, 64° finale | Tre Fiori – Folgore 3-1

TRE FIORI [4-3-3]

A. Simoncini; D’Addario, Censoni, De Lucia, Grani (dal 46’ Cuzzilla); Pracucci (dal 78’ Della Valle), Adami Martins, De Falco; Dolcini (dal 60’ Tamagnini), Lentini (dal 90’ Ramundo), Gjurchinoski

A disposizione: Castagnoli, Astolfi, Ciccione

Allenatore: Gian Luca Borgagni

FOLGORE [4-4-2]

Gueye; Hirsch, Massari, Sottile (dal 90’+1’ Francioni), Bonini; Spighi (dal 66’ Piscaglia), Nucci, Golinucci, Dormi; Fedeli, Docente

A disposizione: Mignani, Sabbadini, Giardi, Aluigi, Cerquetti

Allenatore: Omar Lepri

Arbitro: Marco Avoni

Assistenti: Gianmarco Ercolani ed Ernesto Cristiano

Quarto ufficiale: Giacomo Cenci

Marcatori: 5’ D’Addario, 14’ Dolcini, 37’ rig. De Falco, 72’ Fedeli

Ammoniti: De Lucia, Gueye, Francioni

Note: 312 spettatori


FSGC | Ufficio Stampa