Mese: marzo 2022

ALESSANDRIA. INCONTRO IN PIAZZA GIOVANNI XXIII:”100 GIORNI ALLA MATURITA’ “

“100 GIORNI ALLA MATURITA’”

Il 4 aprile 2022 per la prima volta ad Alessandria, si terrà l’evento ‘’100 Giorni alla Maturità’’ che, tra le 11.30 e le 13.30, radunerà in Piazza Giovanni XXIII (Piazza del Duomo) gli studenti degli Istituti Scolastici Superiori della città.


L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Alessandria e dall’Università del Piemonte Orientale si pone come obiettivo quello di creare un collegamento tra gli studenti di Alessandria prossimi alla Maturità e le Istituzioni comunali, coinvolgendo tutta la Città, allo scopo di rafforzare nei maturandi il senso di appartenenza verso i propri Istituti scolastici e renderli consapevoli dell’importanza di questa tappa come momento di scelte determinati per il proprio percorso di vita.
Sono previsti gli interventi del Sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco e dell’Assessore alle Manifestazioni ed Eventi Cherima Fteita, che rivolgeranno ai partecipanti il loro saluto e i loro auguri per gli obiettivi futuri.
Inoltre interverranno cariche dell’Università del Piemonte Orientale (UPO) che presenteranno una panoramica generale del mondo universitario, alcuni membri in rappresentanza degli Istituti professionali di zona per orientare i presenti al mercato del lavoro e ad alcune figure professionali specializzate, note figure imprenditoriali del territorio provinciale che condivideranno esperienze della propria realtà e vita lavorativa, nonché l’Associazione Castellazzo Soccorso, che tratterà il tema del valore del volontariato.
Al termine, chi lo desidera potrà recarsi all’interno della Cattedrale per assistere a una breve celebrazione denominata ‘’BENEDIZIONE DELLE PENNE’’ dedicata simbolicamente agli strumenti con cui gli studenti affronteranno l’ultimo esame del loro percorso scolastico

MOSCA. PUTIN RISPONDE AGLI INSULTI DI BIDEN.

Putin risponde agli insulti di Biden.

IL TESTO INTEGRALE:

“Per quanto riguarda le parole del mio collega americano, noi davvero, come lui ha detto, ci conosciamo di persona. Cosa gli potrei rispondere? Che stia in salute! Gli auguro salute! Lo dico senza ironia. Nella storia di ogni popolo, di ogni Stato, ci sono molti avvenimenti drammatici, pesanti, sanguinosi.

Ma quando noi valutiamo le altre persone, o persino gli altri Stati o popoli, è come se ci guardassimo allo specchio e lì vediamo noi stessi, perché trasferiamo agli altri ciò di cui noi respiriamo, ciò che noi siamo in sostanza.

Mi viene in mente quando noi da bambini, giocando in cortile, ci raccontavamo una storiella di scherno, dicevamo che se uno affibbia all’altro un brutto nome, quel nome lì definisce proprio chi lo ha detto”. Questa non è una semplice burla ma nasconde un senso profondo, un significato psicologico.

Noi nell’altra persona vediamo sempre proiettate le nostre proprie qualità e pensiamo che lui è come noi. Quando valutiamo gli altri, o persino gli altri Stati o popoli, è come se ci guardassimo allo specchio: vediamo noi stessi.

Per quanto riguarda l’establishment americano, non parlo del popolo americano, dove ci sono molte persone per bene, oneste che vogliono vivere con noi in pace e in amicizia, questo lo sappiamo, lo apprezziamo e su di loro faremo affidamento in futuro.

Per quanto riguarda invece la classe dirigente americana, la sua coscienza si è sviluppata in un divenire di condizioni non semplici e ben note: l’assimilazione da parte degli europei del continente americano è avvenuta per mezzo dello sterminio della popolazione locale, col genocidio vero e proprio delle tribù indiane native locali.

A questo è seguito un lunghissimo periodo di schiavitù, molto crudele e spietata. E questo continua nella storia americana, fino ai nostri giorni accompagna la vita degli Stati Uniti d’America, altrimenti da dove sarebbe saltato fuori il movimento “Black Lives Matter”? Tuttora gli afroamericani si scontrano con le ingiustizie e lo sterminio. Proprio facendo perno su tali fattori cruciali, la classe dirigente americana decide i suoi problemi interni ed esterni.

Voglio ricordare che gli Stati Uniti sono l’unico Stato al mondo che ha impiegato la bomba atomica contro un altro Stato – privo di questa arma atomica – contro il Giappone, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, contro Hiroshima e Nagasaki. In questo non vi era assolutamente nessun senso militare, si è trattato solo di puro sterminio diretto della popolazione civile.

Noi sappiamo che gli Stati Uniti sono interessati ad avere con noi determinati rapporti e solo sulle questioni che a loro convengono e alle loro condizioni. Noi siamo diversi, noi abbiamo un altro codice genetico e un altro codice morale, tuttavia noi sappiamo difendere i nostri interessi e collaboreremo con gli Stati Uniti, ma solo in quei campi e alle condizioni che a noi convengono, dovranno fare i conti con questo, nonostante tutti i loro tentativi di fermare il nostro sviluppo, nonostante tutte le loro sanzioni e insulti”.

ROMA. LETTERA APERTA AL SEGRETARIO DEL P.D. DI MICHELE SANTORO.

LETTERA APERTA AL SEGRETARIO DEL PD

di Michele Santoro

Caro Segretario Letta,

osservo con sgomento gli attacchi che il suo partito rivolge contro quelle poche voci dissonanti, giornalisti e intellettuali, che osano sollevare qualche interrogativo sulla guerra in corso in Ucraina.

Chi le scrive a 18 anni era in piazza contro l’invasione da parte dei carri armati russi della Cecoslovacchia; e quando, pochi mesi dopo, Jan Palach si diede alle fiamme in piazza San Venceslao a Praga, occupava l’università con un gruppetto esiguo di studenti.

Non ho mai avuto simpatie per Putin. Una mia trasmissione è stata tra le poche voci a denunciare gli orrori dei massacri in Cecenia e a considerare con disprezzo chi definiva una “democrazia con qualche difetto” la Russia di oggi.

Lei sa che, invece, padri nobili del suo partito hanno giustificato l’intervento armato del patto di Varsavia o hanno civettato a distanza con Putin sul superamento della democrazia. Il rispetto dei confini nazionali e dell’autodeterminazione dei popoli, le regole internazionali, esistono per molti a giorni alterni. L’Iraq di Saddam e la Libia di Gheddafi, per esempio, erano stati sovrani ma per rovesciare i dittatori si potevano bombardare. Come vede, Putin ha preso parecchie lezioni dalla Nato. I bombardamenti di Belgrado erano “illegali ma legittimi”; la modifica violenta dei confini della Serbia e la creazione di uno stato indipendente nei territori abitati in maggioranza dagli albanesi “erano l’unica soluzione per tutelare i diritti di una minoranza”. “L’Operazione Arcobaleno” terminò con l’allargamento della Nato ma “esclusivamente per ragioni umanitarie”.

Invece, i russofoni separatisti in Ucraina sono “servi di Putin”, non hanno la stessa dignità dell’UCK di Hashim Thaçi, che grazie a quella “Operazione” divenne Primo Ministro, Ministro degli Esteri e Presidente della Repubblica del Kosovo. Oggi è sotto processo per crimini di guerra contro l’umanità davanti al Tribunale dell’Aia. Dettagli. Era proprio necessaria la nascita di quello Stato? Non bastava una vera autonomia amministrativa garantita da osservatori internazionali dell’Onu, la stessa che si sarebbe dovuta concedere al Donbass dopo una guerra ignorata che ha già fatto quattordicimila morti?

I principi vanno, vengono e oscillano come il dollaro. Putin va processato per crimini di guerra, giusto. E Bush, che ha provocato più di un milione di vittime in Iraq, no? Denazificare non è come deterrorizzare?

Abbiamo una legge che impedisce a volontari di andare a combattere in un paese straniero.

Perché? L’Italia che bandisce la guerra considera un reato partecipare a una guerra in un paese straniero: ci potrebbe far apparire come cobelligeranti. Mandare armi come ci fa apparire? Allo stesso modo degli Stati Uniti.

Caro segretario Letta, vedo Lei e Draghi avvolgersi nella bandiera dell’Ucraina aggredita e rimanere inerti. Non avete pronunciato una sola parola per l’incredibile invito all’escalation di Biden. In compenso siete attivissimi nel ridurre al silenzio qualunque voce fuori dal coro. In nome della libertà avete steso sull’informazione un velo di uniforme conformismo che nemmeno ai tempi di Berlusconi.

La Rai fa pena: il dolore dei civili scorre nei video come un flusso senza punti interrogativi. Non si deve certo nascondere il dolore, come fa Putin con le sue televisioni. Tuttavia nei telegiornali mancano i perché, le analisi, le valutazioni imparziali sull’andamento della guerra, mentre abbondano gli annunci di vittoria di Zelensky e le sue esortazioni a fare di più. Più armi, più guerra, più massacri. Il problema è per fare che cosa. Ha ragione o ha torto quando dice “non avete il coraggio”? Dovremmo rischiare una terza guerra mondiale e la distruzione del mondo? Per far fare a Putin la fine stessa di Saddam e di Gheddafi senza che prema il bottone rosso?

Gli insulti di Zelensky, le accuse di codardia, meritano una risposta da parte sua, caro segretario Letta. Lo strazio dei massacri, l’orrore di questa invasione di cui Putin dovrà portare la colpa di fronte alla storia, devono essere interrotti da un accordo senza vincitori o la guerra deve finire con la caduta di Putin? Il suo partito gronda di sdegno e di indignazione ma non sembra avere una risposta per questa domanda assai semplice, una visione da interporre tra quella del Presidente americano e quella del Presidente russo. Infatti dobbiamo affidarci a Erdogan per una terza visione, per sperare in un cessate il fuoco. Erdogan, l’autocrate “buono” di turno che aderisce alla Nato.

E l’Europa? È una parola che ormai si usa quando non si sa bene cosa dire, una cassa di missili affidata agli americani. Niente di più.

ALESSANDRIA. CENTRO INCONTRI DEL QUARTIERE CRISTO:” IN ROSA PER GLI INCONTRI DI MARZO DONNA AL CRISTO”.

PLATEA IN ROSA (GRIGIO) AL CENTRO INCONTRI DEL QUARTIERE CRISTO PER ”MARZO DONNA”. UNICEF E ACF ALESSANDRIA, UNA PIGOTTA IN GRIGIO

Ieri sera si è svolto, al centro incontri del quartiere Cristo di Alessandria, l’evento ”Marzo donna”. Appuntamento dedicato alla presentazione della società di viale Falcone, che dal 1982 porta avanti con dedizione il rosa calcistico della provincia.

Una crescita lenta ma sempre costante, che dal 2019, grazie ai mondiali in Francia, ha visto accelerarsi sempre di più. Ed è proprio nel 2022 che la società alessandrina raggiunge l’ambizioso traguardo delle 100 iscritte, anno in cui anche i Grigi decidono di continuare ad investire in questo settore. Al centro dell’appuntamento di ieri sera ovviamente era la donna. Celebrata e sostenuta nella difficile lotta delle pari opportunità, che in questi anni di pandemia ha visto evidenziarsi notevolmente.

A presentare la serata è stato il celebre speaker alessandrino, in ”prestito” al Torino FC, Stefano Venneri e sul palco, accompagnate da lunghi applausi, hanno ”sfilato” le formazioni dell’Acf Alessandria, che fino a fine serata hanno riempito completamente la platea. Dalle pulcine fino alla prima squadra, prendendosi anche un momento per esprimere pensieri e frasi sulla forza prorompente delle donne, al valorizzarsi in ogni momento e lottare sempre per i propri sogni.

Ospiti di serata la giunta comunale, il presidente dei commercianti ed una rappresentanza dell’Alessandria Calcio, Poggio e Cerri gli incaricati che durante i loro interventi hanno sottolineato quanto sia importante l’aiuto alla crescita dell’Acf Alessandria.

La presidente Spanò, nel momento del suo intervento, presenta la collaborazione con l’Unicef. Una pigotta vestita con la divisa ufficiale delle grigie sarà la promoter delle prossime partite delle grigie, con la speranza di raccogliere fondi proprio per l’associazione precedentemente citata. Unicef e Acf Alessandria unite per cambiare il mondo.

Al termine della serata è seguito un rinfresco offerto dalla società, un momento di convivialità e di unione che esprime al meglio il valore dell’Acf Alessandria.

(fonte ufficio stampa Acf Alessandria).

ALESSANDRIA. GIORGIO ABONANTE INCONTRA I CITTADINI SOTTO I PORTICI DI PIAZZA MARCONI.

La città e i cittadini nell’agenda di Giorgio Abonante all’ombra dei portici di Piazza Marconi dove ha partecipato a un incontro pubblico organizzato dalla lista civica “Abonante per Alessandria” a supporto della candidatura a Sindaco di Alessandria.

Foto dal profilo facebook di Giorgio Abonante

La discussione e il confronto con le persone intervenute sotto i portici sui temi della scuola, la musica, lo sport, l’università, la politica fino all’associazionismo, che come scrive Abo sul suo profilo facebook : “mi emoziona vedere così tante persone animate da un sano civismo e appassionate all’amministrazione della nostra città. Da loro potranno arrivare spunti e progetti nuovi, nati da punti di vista inediti”.

Giorgio Abonante ha voluto rimarcare il suo apprezzamento nei confronti delle persone che hanno deciso di supportare la sua candidatura e spiegato che: “non smetterò mai di ringraziare le persone che hanno deciso di supportare la nostra causa, di associare il proprio nome al mio, mettendosi in gioco. Tutti insieme sapremo rendere Alessandria una città #davverovostra“.