CRONACA

TORINO. IL TESORO DELLA ‘NDRANGHETA.

La Squadra Mobile della Questura di Torino ha scoperto uno dei covi che nascondono il tesoro della ‘ndrangheta, quello dell’hinterland torinese, contanti, Rolex e gioielli per 700 mila euro, appartiene al boss latitante Vittorio Raso.

Durante l’operazione sono stati arrestati due uomini mentre uscivano da un palazzo di Moncalieri, alle porte di Torino, che custodivano mazzette di soldi e droga in vari immobili tra Moncalieri e Nichelino

I due arrestati custodivano soldi in contanti, droga, orologi rolex, una calibro 38 provenienti dal narcotraffico e le infiltrazioni della ‘ndrangheta nella provincia.

I due, di cui un imprenditore attivo nell’ambito dei trasporti, sono stati bloccati all’esterno di un palazzo a Moncalieri dove, dentro un appartamento che usavano, erano nascosti 10 chili e mezzo di marijuana e un chilo e 400 grammi di hashish, materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, una bilancia di precisione, macchina per il sottovuoto e contanti per 16.500,00 euro pure questi confezionati sottovuoto.

Le perquisizioni di altri immobili nella disponibilità dei due che avevano, in ufficio e a casa, sono stati sequestrati un revolver calibro 38 detenuto illegalmente, contanti per altri 28.790  euro, una apparecchiatura «jammer» usata per inibire le frequenze radio degli antifurti e apparecchiature per le intercettazioni.

In un garage a Nichelino, controllato con l’aiuto dei  vigili del fuoco, è stato scoperto un vano nascosto, ricavato con la costruzione di un’intercapedine in cemento con dentro un contenitore in metallo chiuso con lucchetto e catena.

La rudimentale cassaforte conteneva 440.000 euro, sottovuoto, 10 orologi  “Rolex” e gioielli in oro per 200.000 euro.

La perquisizione dell’azienda di trasporti ha portato alla scoperta di numerosi ritagli di giornale sul latitante Vittorio Raso.

Le modalità di occultamento e di conservazione del denaro, simili in altri recenti arresti, gli adesivi utilizzati sulle confezioni dello stupefacente  per indicarne la provenienza, rappresentano, nell’ipotesi di accusa, elementi che farebbero ricondurre i due arrestati al gruppo di narcotrafficanti organizzato e diretto proprio da Raso.

Raso è un personaggio di spicco della ‘ndrangheta calabrese radicata a Torino, Raso, 43 anni, soprannominato «Esaurito», era stato arrestato a Barcellona dopo due anni di latitanza in seguito a una condanna in primo grado a vent’anni per traffico internazionale di droga.

Scarcerato due giorni dopo perché tra i reati che gli venivano contestati c’era l’usura, che in Spagna non prevede il carcere, ha fatto di nuovo perdere le sue tracce. (fonte Polizia di Stato).