ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. INCUBO PER 130 LAVORATORI DEI MAGAZZINI MAXI DI A RISCHIO LICENZIAMENTO.

Un incontro tra il prefetto e i lavoratori del Maxi Di per scongiurare la chiusura del magazzino di spinetta marengo e il trasferimento a Vercelli e il licenziamento di 130 lavoratori.

I lavoratori dei magazzini Maxi Di hanno indetto uno sciopero contro la chiusura dei magazzini Maxi Di di Spinetta Marengo e il trasferimento a Vercelli e Dhar Lila, rsu dell’Associazione Diritti Lavoratori Cobas spiega: “Siamo molto preoccupati per il nostro futuro, non sappiamo se conserveremo il nostro posto di lavoro”.

I lavoratori hanno indetto una sciopero contro l’ipotesi di chiusura del capannone Maxi Di che dal 2008 rifornisce di prodotti alimentari molti punti vendita del territorio, soprattutto del marchio Di Più.

Lila Dhar ha spiegato che allo sciopero hanno partecipato quasi tutti i dipendenti, che hanno famiglie alle spalle e sono intenzionati a lottare con forza.

L’associazione Adl Cobas ha ottenuto un incontro in prefettura con la dirigenza del magazzino, ma si tratterebbe del secondo vertice, che diversamente dall’incontro di novembre dove l’azienda aveva comunicato di volere trasferire a Vercelli solo il reparto di frutta e dei prodotti freschi, con relativa ricollocazione di una trentina di lavoratori, ora invece la direzione ha annunciato la totale chiusura senza dare ai lavoratori garanzie per il loro futuro.

In questi giorni è stato anche organizzato un presidio dei lavoratori per bloccare qualunque entrata od uscita di camion che trasportavano e il sindacalista Adl Cobas, Claudio Sanità, ha detto che questa azione è perfettamente riuscita perché abbiamo anticipato lo sciopero, cominciandolo alle 21 invece che all’1 di notte, come avevamo annunciato.

Dal sindacato hanno spiegato che è necessario proseguire la mobilitazione almeno per avere la garanzia del posto di lavoro per gli attuali dipendenti: “Chiederemo la ricollocazione a Vercelli con stipendi e risorse in più per affrontare le trasferte. Sarà un braccio di ferro, ma intendiamo lottare per i nostri diritti”.