Mese: dicembre 2021

TORINO. IN ESCLUSIVA PER L’ITALIA LA BAND PUNK/NEW WAVE CORLYX.

IN ESCLUSIVA PER L’ITALIA!

New entry nel roster di BIG TUNA ENTERTAINMENT & BOOKING AGENCY!

Gli anglo/italiani CORLYX sono una delle più sensazionali nuove band della sempre prolifica scena post punk / new wave.

Una ricerca sonora certosina, il brillante uso delle chitarre e le incredibili melodie vocali dal sapore pop 90s di Caitlin Stokes rendono i CORLYX una band dalla identità artistica già matura e pronta per il grande pubblico.

Il singolo THE ECHO, descrive la band alla perfezione. Di seguito foto promozionale e video:

https://www.youtube.com/watch?v=OSlHX7FFrpI

Entertainment & Booking Agency

TORINO. NUOVA STRAGE SUL LAVORO.CADE UNA GRU, MORTI I TRE MONTATORI E FERITI UN TERZO INSIEME A DUE PASSANTI.

Una nuova strage sul lavoro si è consumata a Torino dove una gru è caduta a causa di un cedimento della struttura su un palazzo, morti tre operai addetti al montaggio della struttura.

FOTO ARCHIVIO SINDACATO.

La gru è caduta su un palazzo di sette piani, in via Genova a Torino, causando danni al caseggiato ed è poi finita sulla strada schiacciando le auto sottostanti, 3 operai addetti al montaggio sono morti e alcune persone sono rimaste ferite.

Gli impianti coinvolti nel crollo sono, la gru vera in fase di ultimazione e il mezzo dell’azienda Calabrese, adibito a mezzo per l’assemblaggio della struttura, gli operai coinvolti nello schianto e deceduti sul colpo erano in forza ad una terza azienda del milanese, che avrebbe appaltato il lavoro di montaggio della struttura.

Gli operai erano al lavoro sulla gru quando il cedimento della stessa li ha fatti volare per una decina di metri mentre un terzo è stato schiacciato contrappeso in cemento.

Il braccio dell’automezzo della Calabrese si è spezzato in due, ma pur restando agganciato alla base è piombato sulla palazzina di fronte mentre la gru si è rotta in 4 parti.

Le vittime nell’incidente sul lavoro sono Roberto Peretto, di Cassano d’Adda (Milano), 52 anni, Marco Pozzetti, 54 anni, di Carugate (Milano), Filippo Falotico, 20 anni, di Coazze (Torino).

I primi due sono morti sul colpo mentre il terzo è deceduto poche ore dopo in ospedale, al Cto di Torino.

Un altro gruista è rimasto ferito, Mirzad Svrka, 39 anni, bosniaco e residente a Chivasso (Torino), e due passanti, un uomo di 33 anni e una donna di 61, ricoverati, in codice giallo, al Cto.

La gru è crollata a pochi metri dall’ufficio postale, più in là c’è la fermata dell’autobus è il crollo avrebbe potuto  provocare una strage di enormi dimensioni, le poste ieri erano affollate di persone nel popoloso quartiere Nizza Millefonti, non lontano dal Lingotto, in una zona di grande passaggio, con numerosi i negozi e i servizi.

Il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, durante la manifestazione di Roma ha voluto dedicare una vai parte del suo intervento alle stragi sul lavoro, appena ricevuta la notizia del crollo: “Una strage indegna in un paese moderno e civile: ancora oggi tre morti e feriti. Non è possibile che persone perdano la vita per la mancanza di misure di sicurezza, per la non applicazione dei contratti e per il non rispetto delle norme”. Poi prosegue: “sono solo primi passi che vanno nella direzione giusta, ma ne servono ancora di più. Servono più ispettori e controlli, un grande investimento sulla prevenzione e sulla formazione. Una vera cultura della sicurezza e della legalità”.

TORINO. G.di F.- “CAVALLO DI TROIA” , ARRESTI PER ‘NDRANGHETA E FRODE FISCALE.

Comando Provinciale Torino

I militari della Guardia di Finanza di Torino, con il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, con l’operazione denominata “Cavallo di Troia”, hanno arrestato, nelle provincie di Torino, Asti e – avvalendosi della collaborazione di colleghi del Gruppo Locri – di Reggio Calabria, 2 persone e sequestrato 2,5 milioni di euro.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino ha emesso i provvedimenti a carico di 8 persone (una delle quali, allo stato, irreperibile) tutte ritenute responsabili, a vario titolo, di reati fiscali, fallimentari – aggravati dall’agevolazione mafiosa – e, per 2 di loro, anche di concorso nell’associazione mafiosa denominata “ndrangheta”.

L’attività di polizia giudiziaria, a seguito dei risultati di una verifica fiscale svolta dall’Agenzia delle entrate, è stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino ed ha consentito di individuare:

3 società operanti nel settore edilizio, ritenute essere poste al servizio di esponenti di una nota ‘ndrina, radicata nel territorio di Carmagnola (TO) e collegata all’omonima cosca calabrese.

Più in dettaglio, durante le attività investigative, nell’ambito dell’operazione “Carminius”, condotta nel 2019 dal medesimo Reparto del Corpo, ha permesso di accertare i collegamenti tra coloro che gestivano, in concreto, le imprese ed i membri del sodalizio ‘ndranghetista.

Sulla base del quadro accusatorio delineatosi nel corso delle investigazioni, allo stato in fase di indagini preliminari e fatte salve le successive valutazioni di merito, gli indagati risulterebbero aver gestito le imprese, anche tramite l’utilizzo di prestanome, forti dell’appoggio fornito loro dalla cosca in grado di garantire importanti commesse per la realizzazione di opere nonché la “protezione” in caso di difficoltà. Gli stessi, abbattendo fittiziamente i debiti tributari e previdenziali, avrebbero attuato, altresì, una sorta di doping fiscale, risultando così avvantaggiati rispetto alla concorrenza delle aziende operanti nei medesimi settori.

L’operazione delle Fiamme Gialle ha consentito di delineare un modus operandi connotato da continuative e sistematiche condotte caratterizzate dal depauperamento dei patrimoni aziendali, lasciando da un lato le imprese in una situazione di completa spoliazione delle risorse, anche destinate al pagamento di stipendi e contributi dei dipendenti e, dall’altro, destinando parte dei profitti dei reati perpetrati alla criminalità organizzata.

Tra i destinatari dei sequestri patrimoniali figurano anche due professionisti, uno dei quali – ristretto in carcere – avrebbe agito, di fatto, quale referente tecnico per l’attuazione dei meccanismi di frode. Lo stesso, in tutto e per tutto asservito a logiche delinquenziali, avrebbe falsificato le dichiarazioni fiscali relative agli anni dal 2014 al 2017, apponendo visti di conformità al di fuori di ogni abilitazione formale e nella radicale mancanza di qualsivoglia documentazione idonea a giustificare, sostanzialmente, i dati indicati nelle dichiarazioni. È stato possibile, in tal modo, realizzare un articolato sistema di evasione fiscale, protratto fino al 2019, mediante l’impiego di crediti IVA inesistenti utilizzati per compensare, indebitamente, gli oneri previdenziali derivanti dall’utilizzo di lavoratori dipendenti, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

L’operazione in rassegna conferma, tangibilmente, l’importanza dell’azione quotidianamente svolta dalla Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità organizzata, alle condotte di evasione e frode fiscale nonché nell’aggressione dei patrimoni illecitamente costituiti dai soggetti dediti ad attività criminose che, sottraendo risorse alla collettività, ostacolano le prospettive di ripresa e di rilancio del Paese, “inquinano” il tessuto economico-produttivo, alterano la concorrenza del mercato e, non da ultimo, danneggiano gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole.(fonte Guardia di Finanza).

PALERMO. G.di F.- MALTRATTAMENTI E TORTURA AI DANNI DI PAZIENTI PSICHIATRICI.

Comando Provinciale Palermo

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, 35 persone, di cui dieci ristretti in carcere, sette colpiti dagli arresti domiciliari, cinque sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza e tredici destinatari della misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionali per un anno.

Gli indagati sono indiziati dei reati di tortura, maltrattamenti, sequestro di persona, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione e frode nelle pubbliche forniture.

Il G.I.P. ha inoltre disposto il sequestro preventivo di una Onlus che, in regime di convenzione con l’ASP di Palermo, fornisce servizi di riabilitazione c.d. “a ciclo continuo” in favore di 23 pazienti con gravi disabilità fisiche e psichiche, nonché di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 6,7 milioni di euro.

Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo – Gruppo Tutela Spesa Pubblica si sono sviluppate attraverso due filoni paralleli.

Il primo ha riguardato l’amministratore e i soci dell’Associazione, i quali, attraverso la simulazione della forma no profit dell’Ente, in luogo della reale natura commerciale, nonché grazie all’utilizzo di documentazione falsa (planimetrie, relazioni tecniche, rendiconti trimestrali delle prestazioni erogate), riuscivano a conseguire l’accreditamento istituzionale con la Regione Siciliana ed il successivo convenzionamento con l’ASP di Palermo ottenendo, nell’ultimo quinquennio erogazioni pubbliche per 6,2 milioni di euro.

Una parte di tali fondi, oltre 470 mila euro, inoltre, anziché essere destinata ai fabbisogni dei pazienti o reinvestita nell’adeguamento della sede, caratterizzata da gravissime carenze, veniva distratta dai soci dell’Associazione e utilizzata per fini privati (liquidazione di compensi non dovuti, acquisto di autovetture, pagamento di viaggi e soggiorni in strutture ricettive, acquisto di prodotti enogastronomici, articoli di gioielleria e da regalo).

Oltre all’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di malversazione vengono contestati anche episodi di corruzione di un funzionario dell’ASP di Palermo che, secondo la prospettazione accusatoria, avrebbe asservito stabilmente la propria funzione agli interessi economici dell’Associazione, ottenendo, quale controprestazione, l’assunzione del figlio e della nuora, nonché il reato di frode nelle pubbliche forniture, essendo state fornite prestazioni sanitarie in favore dei pazienti ben lontane dagli standard qualitativi previsti.

Il secondo filone investigativo ha consentito di far emergere gravissime condotte delittuose in danno dei 23 pazienti del centro, che il GIP di Termini Imerese ha ritenuto idonee a configurare le fattispecie di tortura, maltrattamenti e sequestro di persona.

Sulla base delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle palermitane, tutto il personale sanitario e paramedico in servizio presso la Onlus, con la compiacenza della proprietà, poneva in essere numerose e reiterate condotte attive e omissive, sottoponendo i pazienti a maltrattamenti di natura fisica e psicologica tali da cagionare loro gravi sofferenze ed umiliazioni.

In particolare, senza alcuno scrupolo per la condizione di fragilità psico-fisica degli ospiti, tutti affetti da gravi disabilità intellettive e psichiatriche, il personale della struttura ricorreva sistematicamente all’inflizione di punizioni (come il digiuno), a percosse (consistenti in strattonamenti, calci, schiaffi), ad offese gratuite e denigranti, nonché sottoponeva quotidianamente diversi pazienti a gravose ed immotivate limitazioni della propria libertà personale rinchiudendoli, sia di giorno che di notte, all’interno di un locale di pochi metri quadrati completamente vuoto e privo dei servizi igienici, da loro denominato “stanza relax”, dove i disabili rimanevano rinchiusi, spesso per diverse ore, al buio e senza alcuna assistenza, implorando di uscire, supplicando per avere dell’acqua o del cibo, dovendo espletare i propri bisogni fisiologici sul pavimento.

Le indagini hanno consentito inoltre di evidenziare l’arbitraria e massiccia somministrazione di terapie farmacologiche in danno degli ospiti disabili della struttura, non giustificata da ragioni medico-sanitarie, ma dalla precipua volontà degli operatori di mantenere sedati i pazienti riducendo l’impegno e il rischio di potenziali complicazioni nel corso dei loro turni di lavoro.

Da qui la contestazione del reato di tortura formulata dal GIP, il quale ha evidenziato che “gli ospiti del centro sono sottoposti ad un regime di vita che non è eccessivo definire contrario al principio di umanità” e che “scontano quotidianamente la pena della loro disabilità con il loro essere sottoposti a torture sistematiche che aggravano la loro condizione mentale e ne devastano il corpo”.

La Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, continua a contrastare gli sperperi di risorse pubbliche ed i reati contro la Pubblica Amministrazione, nonché opera quale polizia economico-finanziaria a forte vocazione sociale, assicurando – soprattutto in questo periodo di grave emergenza sanitaria con cui si sta misurando il nostro Paese – la tutela gli operatori economici, dei lavoratori onesti e rispettosi delle regole e delle fasce più deboli ed esposte a rischio della popolazione.(fonte Guardia di Finanza).

MILANO. CAPI ULTRA’ ARRESTATI PER TRAFFICO DI DROGA.

Milano: traffico internazionale di droga, arrestati ultra calcistici

squadra mobile

Gli agenti della squadra mobile di Milano hanno arrestato tre persone conosciute nell’ambiente calcistico come capi ultrà, che avevano organizzato un traffico internazionale di hashish e marjuana dal Marocco e cocaina dal sud America.

Del gruppo di trafficanti di droga tre sono finiti in carcere, per quattro è scattata la misura degli arresti domiciliari e a un’ottava persona è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le indagini sono iniziate a seguito di un tentativo di omicidio avvenuto nel 2019 e hanno portato gli investigatori sulle tracce di alcuni appartenenti ad un gruppo di tifosi associati tra loro con il nome di “curva sud”.

Lo sviluppo delle attività investigative ha condotto i poliziotti della mobile all’arrestato di uno dei componenti del gruppo di tifosi, trovato in possesso di quasi cinque chili di droga e 9 mila euro in contanti nascosti in un appartamento della provincia di Monza-Brianza.

Le indagini hanno poi preso la direzione della Spagna dove dal Marocco arrivavano hashish e marjuana e del Brasile, dai cui porti partivano i carichi di cocaina.

Il coinvolgimento di Eurojust, la rete europea delle autorità giudiziarie, e al filo diretto con le magistrature francesi e spagnole ha permesso di ricostruire tutto il percorso della droga dalla spedizione all’utilizzo finale da parte del gruppo criminale.

Gli indagati comunicavano tra loro, e con i propri fornitori, tramite telefoni cellulari criptati, con schede telefoniche olandesi, con cui organizzavano la consegna e il relativo pagamento dello stupefacente trasportato dal Marocco all’Italia su camion e furgoni, occultato tra generi alimentari, che veniva poi consegnato nell’hinterland milanese e poi smistato agli acquirenti finali.

Alcuni degli indagati sono stati coinvolti direttamente nel tentativo di trasporto di 360 chili di cocaina dal Brasile all’Italia, ma la droga è stata bloccata a Santos all’interno di un cargo.

Le perquisizioni hanno riguardato le province di Milano, Bergamo, Lodi e Monza-Brianza.(fonte Polizia di Stato).