ALESSANDRIA

ALESSANDRIA. IL DERBY GRIGIE-NOVESE FEMMINILE. NESSUNO NE ABBIA A MALE, VINCE LA PASSIONE PER IL PALLONE.

Le Grigie hanno vinto il derby contro le ragazze della Novese femminile per 10 reti a 1, ma il derby lo ha vinto la voglia di giocare al calcio e non esiste risultato, se non ai fini della classifica, che possa mettere in discussione la voglia di confrontarsi sui campi di calcio e la passione che le ragazze mettono nello sport e nel gioco del calcio.

La cronaca della partita può essere raccontata in poche righe con le Grigie che hanno imposto il gioco alle ospiti e vinto.

Le giocatrici dell’ACF Alessandria più mature, più sicure delle ragazze della Novese, con più esperienza maturata sui campi di calcio hanno giocato alla pari con le novesi, concedendo pochi spazi e poche occasioni alle calciatrici più giovani.

Le ragazze della Novese non hanno comunque nulla da rimproverarsi per l’andamento della gara anzi hanno mostrato carattere e gioco ogni qualvolta se ne presentasse l’occasione, poche per la verità mentre l’unica “papera” della n°1 grigia ha permesso alla novese di segnare il sospirato punto della bandiera.

Ma quello che mi preme raccontare è la passione con cui le 22 ragazze in campo hanno affrontato la partita. Una partita senza cattiveria, senza falli pericolosi e un gioco sempre in linea con le regole dell’agonismo calcistico. Qualche crampo a fine partita ci sta, ma è dovuto solo alla stanchezza.

Le ragazze dell’Alessandria e della Novese hanno dimostrato che la passione per il gioco del calcio va al di là delle provocazioni verbali, della vigliaccheria fatta con insulti contro chi non può difendersi, ma solo subire.

La passione con cui le ragazze sono entrate in campo e si sono battute va al di là delle sconcezze, delle offese e delle affermazioni poco complimentose o peggio delle parole dette per denigrare, umiliare, prevaricare e sottomettere chi ci è stato affidato per essere educato e fatto crescere.

Quello che distingue le ragazze non sono conformazione fisica, bassa, magra, grassa, l’orientamento sessuale, la piacevolezza che può esprimere un volto oppure se sono troppo mascoline e poco femminili, ma la forza che mettono nel gioco: passione. Una passione sfrenata che si vinca o che si perda.

Ma poi permettetemi, quando incontrate una persona qualsiasi: un operaio, un ingegnere, un idraulico, l’elettricista, il personal trainer, il direttore commerciale, l’analista, il commercialista o il vostro dietista come si presenta?

Piacere sono Antonio e sono omosessuale, piacere sono Matilde e sono lesbica oppure piacere sono Attilio e soffro d’ansia, piacere sono Adam e sono negro oppure piacere sono Anna e sono claustrofobica. Non credo che le persone che incontriamo si presentino in questo modo, ma più semplicemente: Piacere sono Anna, Matilde, Giovanna, Antonio e al massimo ti indicano la professione. Faccio l’idraulico, il meccanico, il fotografo, ma mai per l’orientamento sessuale, politico e religioso.

Le ragazze della novese non stanno facendo un campionato da incorniciare, ma sono giovani, sono brave, hanno voglia, grinta e tanto tempo per crescere per migliorarsi nel gioco del calcio sempre ché……….sempre ché qualche personaggio dai modi troppo “paterni” non riesca a demotivarle come è già successo con chi le ha precedute.

Alle ragazze della Novese e dell’Alessandria dedichiamo la seconda galleria fotografica sperando di fare cosa a loro gradita, nella consapevolezza e sapendo che la dirigenza della società della Novese non apprezzerà in nostro interessamento.

Ma tanto come diceva un famoso personaggio della musica italiana, mattatore, presentatore e influenzer degli anni 60/70/80/90: “Francamente me ne infischio”.

Servizio e fotografie di Giuseppe Amato/Quotidiano on line